25 anni di Sinnos: inizi, traguardi e consigli nell’intervista a Della Passarelli

sinnos_chronicalibriGiulia Siena
ROMA – Sinnos è una casa editrice fatta di persone e per le persone. Il fine di questa onlus, infatti, è creare storie che interpretino la bellezza e la ricchezza di una società multietnica, dalle mille sfaccettature. Per fare questo Sinnos ascolta, incontra, legge e osserva; per fare questo Sinnos – e l’entusiasmo di tutte le persone che fanno Sinnos – non ci mette solamente le capacità, ci mette anche il cuore. Non sto qui a raccontare in cosa si distingue un prodotto editoriale fatto anche con il cuore, sicuramente lo saprete anche voi, lo riconoscete subito: dalle parole, dai tratti delle illustrazioni, dai personaggi e dalle storie. Sinnos fa questo da venticinque anni, lo fa da quando la letteratura per bambini era ancora un sogno, un miraggio di pochi, una nicchia senza grosse pretese. Le cose sono cambiate nel mondo editoriale; Sinnos è cresciuta, quello che ha fatto in passato lo fa anche oggi, ma sempre al meglio. Per sapere come è nata e come è andato quest’ultimo quarto di secolo abbiamo parlato con l’anima di Sinnos Edizioni, Della Passarelli (nella foto in basso), direttore editoriale.
Era il 1990 quando da un corso di impaginazione editoriale nelle carceri è nata una casa editrice vera e propria. Come sono andate le cose?

Io ero a Rebibbia come volontaria (tanti i motivi: l’impegno politico e la passione per il teatro, una lunga storia..) e questo gruppo di ragazzi decide di fondare una cooperativa che non fosse solo service editoriale ma che fosse anche una casa editrice: per ragazzi. Mi sembrò una follia, ma Antonio Spinelli – che ci ha lasciati troppo presto e che ricordiamo con le Biblioteche di Antonio – mi convinse che i libri erano un ottimo strumento per costruire cittadinanza, partecipazione, attraverso le storie e le immagini. Un maestro elementare di allora, oggi esperto per il Miur di intercultura, ci disse che sarebbero arrivati tanti bambini stranieri e che avrebbero avuto bisogno di essere accolti, così come i nostri ragazzi avrebbero avuto bisogno delle loro storie per non avere paura e per accogliere e per costruire insieme futuro. Nasce così la nostra collana storica di libri bilingui, I Mappamondi, seguiti dalla collana giuridica Nomos, che aprì con un long seller: Lorenzo e La Costituzione, libro ancora prezioso e attivo.

Cosa rimane della Sinnos di allora?
Ci siamo trasformati, imparando a fare il mestiere degli editori grazie alle relazioni con bibliotecari, librai, lettori, insegnanti, autori e illustratori. Non perdendo di vista il nostro progetto che vuole lasciare “segni” (da qui il nome Sinnos, regalatoci da un detenuto sardo) che facessero crescere bambine e bambini, ragazze e ragazzi, sapienti e consapevoli, capaci di esercitare pensiero critico e di immaginare, di aprirsi al mondo e a loro stessi.

dellaSinnos compie quest’anno 25 anni. Come sono cambiate le cose in questo quarto di secolo?
Le bambine e i bambini di allora sono oggi genitori, abbiamo seconde generazioni di immigrati che sono ormai e per fortuna cittadini italiani. Non è più nostro compito, come editori, di proporre lingue diverse, il compito ora è della scuola e delle biblioteche pubbliche che possono acquisire libri in lingua e proporli ai loro studenti, perché non perdano conoscenze preziose. E quindi il nostro progetto editoriale sta andando verso scritture e storie che abbiano qualcosa da dire, che trascinino valori e temi senza “dirli” in maniera didascalica. Storie che sovvertano, che mostrino punti di vista diversi, possibilità.
Purtroppo è cambiata in peggio la diffusione dei libri e l’educazione alla lettura. Ancora non ci sono biblioteche nelle scuole “per legge”, a queste si contrappongo stupidamente le nuove tecnologie che invece dovrebbero convivere in una biblioteca che abbia libri e strumenti per trasformare informazione in conoscenza. Le biblioteche di pubblica lettura sono sempre troppo poche e con pochi fondi, le librerie indipendenti sono soffocate dalle librerie di catena. Ma non perdiamo le speranze, perché c’è un paese che legge e che vuole leggere, ci sono insegnanti che lavorano con i libri e che coraggiosamente vanno avanti. Ci sono associazioni come Ibby o il Forum del libro che si adoperano perché libri e lettura diventino pratica costante e non più “buona pratica”.

In 25 anni vi siete innamorati e avete fatto innamorare i lettori di favole, storie e poesie, leggende e racconti. Come scegliete gli autori, gli illustratori e i libri che volete pubblicare?
Leggiamo tanto! Facciamo una selezione rigorosa, non ci accontentiamo. Come fanno tanti editori insieme a noi, ciascuno con il proprio progetto. Diciamo molti no, discutiamo molto tra noi. Non vogliamo libri didascalici, vogliamo, per dirla con Calvino, libri che quando volti le pagine «c’è la vita dietro che spinge e scompiglia i fogli del libro» (da Il cavaliere inesistente).

Con il tempo Sinnos ha puntato molto sui prodotti editoriali ad “alta leggibilità” e su progetti di diffusione della lettura nelle scuole e tra i ragazzi con più svantaggi. Ora a che punto siamo in Italia su queste questioni?
Crediamo, e non siamo i soli, che leggere sia un diritto che tutti debbano poter esercitare. Oggi molti editori, anche grandi, hanno deciso di affrontare tutto questo e ad esempio usano la nostra font Leggimi. Da questo punto di vista la scuola, che ha molte richieste su questo argomento, chiede molto all’editoria. Per questo da anni lavoriamo con un team fatto di neuropsichiatri, logopedisti, insegnanti, proprio per continuare a studiare per dare il meglio. Restando convinti che la differenza vera la fa la qualità dei libri che offriamo. Senza questa non c’è alta leggibilità che tenga e la lettura rischia di diventare noiosa…


Quali sono i “regali” che Sinnos si fa per i suoi 25 anni?

Il regalo più grande è esserci ancora! Continuare ad essere curiosi e appassionati. È un grande privilegio fare un lavoro come il nostro, le fatiche – che ci sono, perché non è facile vivere di libri e far capire che i libri hanno un lavoro grande dietro, che “un buon libro non è mai scontato” e che perché sia garantita la qualità e la bibliodiversità i libri devono circolare ed essere acquistati – vengono superate dalle soddisfazioni che abbiamo quando incontriamo i lettori, come mi è capitato in questo ultimo campo Ibby, per la biblioteca ragazzi a Lampedusa!
standE poi abbiamo avuto, grazie alla concessione di Salani, la possibilità di avere in catalogo David Almond che aveva scritto Klaus e i ragazzacci per la Barrington Stoke, una casa editrice scozzese specializzata in dislessia, da cui spesso acquistiamo libri per la nostra collana leggimi e un grande autore italiano: Fabio Stassi che ha scritto per noi, insieme a Federico Appel che la ha illustrata, la graphic novel La leggenda di Zumbi l’immortale che presenteremo alla fiera Più libri più liberi (qui accanto uno scatto dello staff Sinnos durante Più Libri Più Liberi 2014 – ndr).

Cosa meditate di fare almeno per i prossimi 25 anni?
Continuare a cercare libri che ci emozionino e che portino senso e “segni”, e speriamo di riuscire ad ottenere biblioteche in tutte le scuole italiane!

Dove portano i libri?
I libri portano dappertutto, dentro noi stessi e verso altri mondi e altre persone. Come le Cattive Ragazze! E qui cito una vecchia battuta che si faceva ai miei tempi (ormai ho 53 anni…) “le brave ragazze vanno in paradiso, le cattive ragazze vanno dappertutto”... e ricordo uno dei nostri titoli che è davvero andato dappertutto in questi ultimi anni, la graphic che porta questo titolo.

I libri che consigliate per le prossime festività natalizie?
Oltre a quelli citati, consigliamo un nostro classico per i regali di Natale, il “Calendario interculturale 2016”: una pubblicazione che proponiamo da molti anni e che mantiene il segno del nostro progetto editoriale. Il tema delle ricette del Calendario di quest’anno è la ricotta, un formaggio semplice, che in cucina crea legami e unisce carni, verdure, pastelle, cioccolata e canditi. Con la ricotta si possono riutilizzare pietanze e creare nuove possibilità. È questo che dovremmo imparare a fare: aprirci a nuove possibilità, costruire alleanze e non erigere muri, trasformare informazioni in conoscenza e, sapientemente, ragionare, condividere, trovare soluzioni.

Informazioni su Giulia Siena

Direttore. Per gli amici: il direttore di ChrL. Pugliese del nord, si trasferisce a Roma per seguire i libri e qui rimane occupandosi di organizzazione di eventi e giornalismo declinato in modo culturale e in salsa enogastronomica. Fugge, poi, nella Food Valley dove continua a rincorrere le sue passioni. Per ChrL legge tutto ma, come qualcuno disse: "alle volte soffre un po' di razzismo culturale" perché ama in modo spasmodico il Neorealismo italiano e i libri per ragazzi. Nel 2005 fonda la rubrica di Letteratura di Chronica.it , una "vetrina critica" per la piccola e media editoria. Dopo questa esperienza e il buon successo ottenuto, il 10 novembre 2010 nasce ChronicaLibri, un giornale vero e proprio tutto dedicato ai libri e alle letterature, con occhio particolare all'editoria indipendente. Uno spazio libero da vincoli modaioli, politici e pubblicitari. www.giuliasiena.com
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