“Red Notice”: un uomo, un eroe, una storia stramaledetta e verissima

RED NOTICEDaniela Distefano
CATANIA – In un tweet dello scorso sette febbraio, Gianni Riotta affermava:
“La lunga catena dei dissidenti russi che muoiono misteriosamente si allunga”.
Non è però un mistero che dietro queste morti cicliche ci sia la mano di un sistema politico corrotto, spudorato, impunito almeno per adesso.
E se l’Europa tace – per dovere di salvaguardia dei rapporti tra Paesi vicini – l’opinione pubblica europea e mondiale si interroga: fino a quando dovremo chiudere occhi, orecchie e altri organi che chiaramente spingono alla denuncia di un fenomeno criminale che ci riguarda in quanto esseri umani meritevoli tutti di dignità?
Red Notice. Scacco al Cremlino (Baldini&Castoldi) è un libro importante, non solo perché intriga, avvince, commuove, libera, ma soprattutto perché racconta una storia vera, autentica, e parla di amore, amicizia, lealtà affrontando temi tabù come il desiderio di ricchezza, affermazione, cupidigia, tutte spine di una rosa che è la vita in sé, con le sue sciocchezze e le sue gravità.
Protagonista è lo stesso autore del libro, Bill Browder, un giovane che fiuta l’odore di successo economico e ci si butta a capofitto:

“Le tessere del domino stavano cadendo, presto l’Europa dell’Est sarebbe stata libera. Mio nonno era stato il più grande comunista americano e io, assistendo a questi eventi, decisi che sarei diventato il più grande capitalista in Europa dell’Est”.

Ma non tutto è rose e fiori,

C2’era un buon motivo per cui nessuno si occupava della Russia: non c’erano servizi d’investimento pagati. Forse la Russia da un punto di vista politico era un Paese libero, ma sotto ogni altro aspetto era ancora in preda al sistema dei Soviet”.

Insomma l’idea era per Bill di rischiare e gettarsi nella mischia, diventare un uomo d’affari, un investitore rampante, e tante grazie agli ostacoli burocratici di un Paese che poteva essere la Cuccagna domani, se non proprio oggi. Nel passaggio dal comunismo al capitalismo, il governo russo aveva deciso di distribuire ai privati gran parte delle proprietà dello Stato mediante la cosiddetta privatizzazione a voucher. Cosa sorprendente, non c’erano restrizioni su chi poteva acquistare questi voucher. Era euforia pura.

“Però senza saperlo, eravamo incappati in uno dei più importanti fenomeni culturali della Russia post-sovietica: l’aumento esponenziale del divario in termini di ricchezza”.

Risultato di questo braccio di ferro tra il Davide fondatore e CEO di Hermitage Capital Management, società consulente del più cospicuo fondo straniero di investimenti in Russia fino al 2005, ed il Golia rappresentato dagli oligarchi al Potere, è stato l’allontanamento dalla Russia di Bill e la tragica sorte toccata a Sergei Magnitisky suo amico e avvocato, incarcerato,torturato ucciso perché voleva denunciare la classe corrotta e omicida.
Un eroe che Bill Browder ha trasformato in ragione della sua esistenza.
Adesso Bill è attivista per i diritti umani, Sergei Magnitisky dorme in pace sapendo che nel mondo la sua morte non è stata solo una pioggerella da scrollarsi di dosso come per Putin e la sua cricca, ma ha consegnato all’essere umano la gioia di una pesante scelta: è preferibile morire piuttosto che vedersi l’anima alla catena.

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