“Chi era il più forte”, Rubens Lanzillotti per i Racconti d’Estate Volevamo solo ridere, iniziativa di ChronicaLibri

“Chi era il più forte”
RUBENS LANZILLOTTI – Alle medie funzionava così.
Avevo una paura matta di andare in giro per i corridoi, perciò mi misi a fare il bullo pure io.
“Finalmente hai capito chi comanda” mi fece Andrea.
Ora il punto era che lui non sapeva nulla.
Un giorno Francesco mi puntò il butterfly contro. Parlo di quel coltello che si apre in due parti e che fa uscire la lama di scatto. Voleva il mio lettore cd nuovo ed io proprio non volevo darglielo. Andrea era in classe. Come al solito se la prendeva con Fabio. Io avevo deciso di andare al bagno con i Linkin Park nelle cuffie. Il mio primo lettore cd blu era diventato un’estensione del mio corpo. Mi faceva sentire al sicuro.
Schiaffi da parte di mia madre, schiaffi da parte di mio padre e in quel momento schiaffi anche da parte di Francesco che se ne stava lì con il butterfly in mano e non scherzava mica.
Insomma, dov’era la religione in quel momento? Dov’era Dio mentre la professoressa cercava d’insegnarlo ai miei compagni di classe, mentre Andrea se la prendeva con Fabio ed io ricevevo un pugno dritto in fronte con una mano e con l’altra la lama del butterfly puntata alla gola?
Più stavo crescendo e più mi sembrava che la vita e l’umanità fosse solo una questione di rapporti di forza e di potere, ed io come mi dovevo comportare? A chi dovevo scrivere per non vedere Hybrid Theory svanire tra le mani di un criminale che avrebbe ascoltato solo musica techno con il mio cazzo di lettore cd nuovo?
Alla fine cedetti. Me l’ero fatta nei pantaloni e Francesco era scoppiato a ridere, aveva richiuso il butterfly nella tasca e si era messo a parlare in dialetto “Compare ma statti tranquillo, no? Fammi senta na pocu”. Se ne andò via per i corridoi in cui io avevo una paura matta di andare in giro. Fischiettando sicuro, padrone di tutto, senza preoccuparsi della lezione in corso.
“Dove cazzo sei?” era il messaggio di Andrea sul mio Nokia 3210 che Francesco fortunatamente non aveva ancora visto. Dovevo fare qualcosa, così non potevo andare avanti.
Me ne andai a casa senza avvisare nessuno con i pantaloni che puzzavano di piscio.

Il giorno dopo entrai in classe e spinsi Fabio contro il muro. Lo accusai di avermi rubato il lettore cd blu con il disco del mio gruppo preferito dentro. Andrea faceva il tifo per me. “Ma io non ho fatto nulla, che stai dicendo?” si mise a piagnucolare Fabio. Lo avevo chiuso ad un angolo della classe e gli avevo sbattuto in faccia il mio Nokia 3210. Il messaggio diceva “Non lo avrai mai più indietro. Ora il tuo lettore cd è mio, fottiti. Fabio”. Avevo messo in scena tutto solo per farmelo ricompare da lui, visto che di Francesco avevo troppa paura e chissà che fine aveva fatto, visto che oggi a scuola non c’era. In pratica avevo chiesto ad Andrea di rubare il telefono di Fabio, per inviarmi questo messaggio ed incastrarlo. La professoressa di religione entrò in classe che Fabio se l’era fatta nei pantaloni e stava continuando a frignare.
Chi era Dio adesso, ah? Chi era il più forte, ah?
Andrea era fiero di me. Per una volta ero felice.

Durò poco. Ricevetti una sospensione perché la verità venne a galla abbastanza rapidamente.
Fabio parlò ai genitori. La polizia controllò i telefoni di tutta la classe e ovviamente rimasi fregato. Andrea come al solito ne uscì pulito. Si era comprato Fabio con un videogioco dei Pokemon appena uscito. Io continuai a ricevere schiaffi da parte di mia madre, schiaffi da parte di mio padre, e schiaffi dai compagni di classe che mi scrivevano messaggi denigratori nel cuore della notte.
Avevo paura ragazzi, cosa ci potevo fare? Avevo paura e per non averla io avevo cercato d’incuterla al più debole di tutti. Era così che funzionava.

Da grande capii che le cose non sarebbero mai cambiate.
Avevo letto del suicidio del cantante dei Linkin Park.
I giornali dicevano che qualcuno era entrato nell’account della moglie ed aveva scritto cose atroci al marito. Tutti ne parlavano. Tutti capivano. Ma lui era già morto.

E allora ragazzi, questa prepotenza, che cos’era di fronte a Dio?

 

© Racconto di Rubens Lanzillotti per “VOLEVAMO SOLO RIDERE”, iniziativa di ChronicaLibri.
Tutti i diritti riservati.
© Foto di Paolo Pellegrin

 

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