Sinnos: “Il rischio”, storia di sopravvivenza, cambiamento e coraggio

Giulia Siena
PARMA“In quel momento Principessa si muove, si solleva un gomito e si guarda intorno. Ha gli occhi stralunati e si sposta i capelli con il solito gesto del dorso della mano. Ciro guarda, respira addosso ai suoi capelli, prova una pace che mai aveva conosciuto. Sente le gambe che gli tremano, all’improvviso un brivido, e capisce di essere indifeso. Aveva ragione Manolo. Il rischio viene adesso e lui sa che vuole correrlo”. Il rischio fa parte del gioco; rischiare, per Ciro, significa sfidare quella sorte che lo vuole un ragazzo di strada strappato alla malavita dall’esperienza del circo.

Il rischio (Sinnos), scritto dalla giornalista e autrice Chiara Lico, è una storia di amore e crescita, cambiamento e coraggio. Questo, però, non è solamente un libro per ragazzi; Il rischio è un romanzo per tutti poiché è una storia nella storia che tratta di temi forti in vite fragili.

Ciro si allena nella palestra comunale, lì dove Claudio lo ha voluto affinché non cadesse nel baratro dell’illegalità. Ciro è sempre insieme a Manolo, sono praticamente identici: stesso taglio e stesse movenze, entrambi giocano bene a calcio e insieme provano la sfida del circo. Quella somiglianza sovvertirà le cose, cambierà la sorte di entrambi e rimetterà tutto in gioco. E Ciro – che a casa viva la frustrazione del padre, “pesce piccolo” della malavita, e l’impotenza della madre – ha trovato in quegli esercizi di concentrazione e in quell’adrenalina che solo il fuoco in bocca può regalare la sua ancora di salvezza. E’ in quella palestra, poi, che ha incontrato lo sguardo assorto di Principessa, la ragazza più bella e semplice che abbia mai visto, colei che gli fa tremare le gambe. Principessa, figlia di un noto boss, si rifugia nelle acrobazie del circo per sopportare la realtà. Ma la realtà torna prorompente e tutto cambia.
Chiara Lico riesce a intessere una storia di forza e fragilità inserendo una voce narrante, Ippolito, che rende la vicenda più cinica e veritiera: quelle descritte sono identità corrose da un contesto che vuole i bambini già grandi e dove il rischio rimane sopravvivere rimanendo immuni.

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