La Lepre Edizioni: “La mantella rossa”, romanzo a quattro mani

Daniela Distefano
CATANIA“Clara non mostrò alcuna reazione. Restò muta, con un’altra espressione indecifrabile sul volto. Ancora una volta gli eventi stavano decidendo per lei. Senza preavviso la vita prendeva un’altra piega, la spingeva verso l’ignoto e il mistero. Pensò che forse era proprio quello il suo destino”.

L’idea di questo romanzo a quattro mani, La mantella rossa (La Lepre Edizioni), è stata suggerita dalle origini dei due autori, Domitilla Calamai e Marco Calamai de Mesa. Dai nonni materni sono risaliti alla storia della parte spagnola della loro famiglia che fin dall’alto Medio Evo partecipò attivamente alla Reconquista, il lungo conflitto con gli Arabi concluso con la vittoria cristiana a Granada.
Loro antenato fu Diego de Mesa, capitano dei cavalieri, conquistador di Tenerife, l’ultima isola delle Canarie sottomessa dal regno di Castiglia. E’ nata così una storia ambientata nel particolare momento storico, gli anni Novanta del Quattrocento, di cui l’antenato fu un attore di primo piano. Un momento cruciale: nel 1492 l’Islam abbandona, dopo otto secoli, la Penisola iberica; gli ebrei sono costretti all’esilio; Cristoforo Colombo scopre l’America.

La mantella rossa racconta la struggente storia d’amore tra Diego e Clara, giovanissima figlia di marranos, cioè conversi. Insieme vivono il trauma del conflitto tra culture diverse, reso più acuto dalla decisione dei Re Cattolici di unificare il paese attorno a un unico ideale politico e religioso. L’Inquisizione, concordata con la Chiesa di Roma, diviene lo strumento per punire, anche con il rogo, tutti coloro – ebrei per primi, musulmani poi, infine i protestanti – che praticano di nascosto riti di religioni proibite.
Se c’è una cosa che salta all’occhio in questo romanzo è il connubio tra accuratezza nel riportare eventi storici ben precisi e il volo stellare dei sentimenti, della fantasia del cuore. Si leggono le pagine con l’ansia del finale, Diego e Clara come Romeo e Giulietta, come gli eterni amanti che si separano per volere del Fato, alberi i cui rami non si toccano mai anche se le loro radici sono intrecciate eternamente. La vita dà, la vita toglie, ma quando qualcosa è per sempre non c’è cappio storico o unguento del Diavolo che possa scompaginare il Piano di Dio. Un romanzo scritto impeccabilmente, senza temporali stilistici o storture: una narrazione morbida, costante, preordinata, focalizzata su quello che è essenziale per catturare il palato di ogni lettore.
Domitilla Calamai, diplomata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica con Andrea Camilleri e Luca Ronconi, si è occupata di comunicazione per cinema, televisione e cultura. Imprenditrice agricola, produce olio biologico. Ha scritto e pubblicato saggi, racconti e romanzi, tra cui “Vado via” (Baldini Castoldi Dalai), “Tutta colpa di Fidel”(La Tartaruga/Baldini Castoldi Dalai, pubblicato anche in francese da Actes Sud) da cui è stato tratto il film “La Faute a Fidel”.
Marco Calamai de Mesa, ingegnere, sindacalista, giornalista, funzionario Onu in America Latina e Medio Oriente. Consigliere speciale della Coalition Provisional Authority in Iraq (Nassiriya), si è dimesso in polemica con l’occupazione americana. Ha pubblicato saggi e libri su Spagna, America Latina, Iraq. In particolare: “Diario da Nassiriya (L’Unità) da cui la miniserie televisiva “Nassiyria (regia di Michele Soavi con Raul Bova). E’ stato decorato per meriti civili dal Re di Spagna.

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