Enolibreria Chourmo: presentazione de “Le donne la morte il diavolo” (Fefè), il libro che va all’essenza della diversità

Giulia Siena
PARMA “La libertà della donna fa paura all’uomo. Dal 1968, dal tempo in cui l’emancipazione femminile ha scardinato delle certezze e delle usanze, il mondo è cambiato”. Eppure quel mondo – ancora oggi – mostra delle crepe: le donne, seppur emancipate, muoiono ancora per mano dell’uomo; la violenza non conosce né religione né tempo, geografie o etnie. Le pagine di attualità sono piene di tali notizie, purtroppo, ma questo è un problema antico, ancestrale. La violenza, in passato, non aveva voce. L’ossessione per il diverso, per il diavolo e per la donna portò a crimini efferati di cui spesso si è persa la memoria. Parliamo di un tempo lontano, certo, un tempo in cui nacque e proliferò la cultura, l’arte e che – allo stesso tempo – vide la tortura innescarsi indisturbata nelle piazze e tra le strade d’Italia.
Un percorso storico e culturale nella società rinascimentale per narrare vicende oscurate dall’oblio.
Claudio Bondì, intervistato dalla ricercatrice e storica Ilaria La Fata, ha presentato Le donne la morte e il diavolo al pubblico dell’Enolibreria Chourmo di Parma. Il volume, pubblicato da Fefè Editore, raccoglie le storie di sei donne vissute nei borghi e nelle città di provincia di un’Italia a cavallo tra il 1300 e il 1500. Bondì – che ha raccolto con grande passione e cura le testimonianze celate di queste protagoniste – non descrive delle streghe anziane e solitarie, maligne e scontrose; le streghe e medichesse di queste pagine sono donne consapevoli della propria sensibilità e saggezza, sono donne che riescono a conservare e far crescere ancora qualcosa che proviene dal mondo antico. Le donne di Bondì sono custodi di una magia fatta di formule e riti, credenze, sensazioni e passioni. Esse sanno ascoltare, riescono ad amare, cullano desideri propri e diventano nemiche sfacciate della Chiesa che le vuole servizievoli e silenziose.

 

“Le streghe hanno smesso di esistere quando abbiamo smesso di bruciarle”. Voltaire

 

Informazioni su Giulia Siena

Direttore. Per gli amici: il direttore di ChrL. Pugliese del nord, si trasferisce a Roma per seguire i libri e qui rimane occupandosi di organizzazione di eventi e giornalismo declinato in modo culturale e in salsa enogastronomica. Fugge, poi, nella Food Valley dove continua a rincorrere le sue passioni. Per ChrL legge tutto ma, come qualcuno disse: "alle volte soffre un po' di razzismo culturale" perché ama in modo spasmodico il Neorealismo italiano e i libri per ragazzi. Nel 2005 fonda la rubrica di Letteratura di Chronica.it , una "vetrina critica" per la piccola e media editoria. Dopo questa esperienza e il buon successo ottenuto, il 10 novembre 2010 nasce ChronicaLibri, un giornale vero e proprio tutto dedicato ai libri e alle letterature, con occhio particolare all'editoria indipendente. Uno spazio libero da vincoli modaioli, politici e pubblicitari. www.giuliasiena.com
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