Stefano Sgambati, con “La bambina ovunque” c’è la nascita di un padre

Giulia Siena
PARMA – La bambina ovunque: nei giorni tutti uguali, nella monotematicità dei discorsi, nelle ansie di una vita appena nata, nelle serate in casa e nei sorrisi di quella gioia troppo grande. Prima di essere “la bambina ovunque” un figlio è un sogno, un pensiero, una speranza e alle volte ci si chiede se si possa essere portati ad accudire e crescere una creatura, a educarla e condurla nel mondo. Ma Stefano Sgambati nel suo romanzo La bambina ovunque (Mondadori) non vuole raccontare solo questo; il punto di vista dell’autore è quello di un padre che analizza l’emotività di tutti i personaggi coinvolti sulla scena di una nuova famiglia che cresce. Un personaggio nuovo, in questa querelle tra attese e gioia straripante, è quella del padre. Il padre è sempre in ombra, il padre non è la madre, non ha il suo corpo invaso e modificato, non subisce le nausee e i dolori, non si sveglia nel cuore della notte per correre in bagno. Al padre non si rivolgono tante domande, se non le solite: come va, come si sente, quanto manca.
Eppure il padre nasce con il suo stesso figlio, ma le proprie perplessità si preannunciano per tempo. Quello di Stefano Sgambati in La bambina ovunque è il tentativo – riuscito – di dare forma alla sua emozione e trovare un riparo per il senso di inadeguatezza e per quelle ansie, le lunghe attese.
Il romanzo si apre con scene casalinghe, di quei momenti che procedono la cena: tv, fornelli, discorsi lasciati a metà, dialoghi che celano una certa tensione. E la tensione c’è; si avverte anche nelle frasi brevi, nel flusso di pensieri, nei tanti interrogativi. Carolina è incinta, sono gli ultimi mesi, in ogni suo gesto verso quella pancia cresciuta c’è un movimento solenne, intimo ed esclusivo. Quel gesto, tanto cercato, oggi è realtà. Quello che noi osserviamo lo osserviamo attraverso gli occhi di Stefano, padre-spettatore in attesa di avere tra le braccia quello che ora può essere quasi esclusivamente di Carolina.
Il tempo del racconto corre veloce e un flashback ci porta al prima. Ogni giorno è un’attesa, ogni giorno è un giorno trascorso senza quel figlio che si vorrebbe e si aspetta, già prima della gravidanza. Stefano e Carolina sono una coppia felice: vivono a Milano; hanno parlato fin da subito della voglia di avere un bambino. Per Carolina è un desiderio imminente, per Stefano è un’aspirazione che si mescola ai dubbi, intanto il tempo passa. Arriva il matrimonio e ancora momenti di attesa che precedono e seguono visite specialistiche e la decisione di fare la fecondazione in vitro.

“E’ stato faticosissimo stabilire una connessione emotiva col sacchetto di carne che eri, un’appendice che non si è staccata da me e che non sembrava provare mai particolari emozioni se non quelle ferine, ancestrali, pure affascinanti, ma che non sentivo vicine in alcun modo, se non per dovere, per rispondere alle esigenze di “pressione sociale” che derivavano dal fatto di Avere Una Figlia, come se il mondo intorno a me mi dicesse: sei padre, hai il dovere di essere felice, devi essere emozionato. Invece non c’era modo di fissare alcuna relazione con te se non inventandola, e io che per passione e per mestiere ho sempre inventato qualsiasi cosa, questa non sono mai riuscito a ricrearla. Tua madre sì, ma una madre può tutto”.

Con La bambina ovunque Stefano Sgambati fa letteratura: analizza il mondo attraverso gli occhi del suo personaggio; il mondo cambia, si placa la sua sete di cattiveria e vendetta, perché il cambiamento parte dal protagonista. Le sue ansie, le sue paure, le sue aspettative vengono scandagliate e raccontate. Le paure possono essere dissipate (almeno in parte!) dalla forza della vita.

Informazioni su Giulia Siena

Direttore. Per gli amici: il direttore di ChrL. Pugliese del nord, si trasferisce a Roma per seguire i libri e qui rimane occupandosi di organizzazione di eventi e giornalismo declinato in modo culturale e in salsa enogastronomica. Fugge, poi, nella Food Valley dove continua a rincorrere le sue passioni. Per ChrL legge tutto ma, come qualcuno disse: "alle volte soffre un po' di razzismo culturale" perché ama in modo spasmodico il Neorealismo italiano e i libri per ragazzi. Nel 2005 fonda la rubrica di Letteratura di Chronica.it , una "vetrina critica" per la piccola e media editoria. Dopo questa esperienza e il buon successo ottenuto, il 10 novembre 2010 nasce ChronicaLibri, un giornale vero e proprio tutto dedicato ai libri e alle letterature, con occhio particolare all'editoria indipendente. Uno spazio libero da vincoli modaioli, politici e pubblicitari. www.giuliasiena.com
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