“Contro corrente”: Alice Keller racconta la determinazione delle bambine intrecciando storia e speranze

Giulia Siena
PARMA“L’unica che non se lo chiedeva, da dove potevo essere uscita, era mia cugina. Si chiamava Gertrude, veniva da New York, ed era più grande di me di dieci anni. Aveva esattamente la stessa età di Tina la quale, ogni volta che la vedeva, storceva il naso e girava la testa dall’altra parte. ‘Che diavolo ci deve fare Gertrude con quelle cosce così grandi? E con quelle spalle da boscaiolo?’, si chiedeva sempre”. Alice Keller – bolognese, classe 1988 – si è spesso dedicata a storie armoniche e delicate, racconti che fanno sorridere attraverso la pacatezza delle parole. Con Contro corrente, il libro pubblicato da Sinnos, la stessa pacatezza torna nelle pagine magistralmente illustrate da Veronica Truttero e costruisce un racconto straordinario sulla forza dei sogni delle donne intessendo storia e desiderio. Continua

“L’amore, forse”: il lungo percorso dell’amore nel romanzo di Barbara Fabbroni

Barbara-Fabbroni_CHRONICALIBRIMILANO – Charlotte era convinta che nessun uomo potesse più violare il suo cuore; nessun uomo dopo che quella sera a New York, a pochi mesi dalle nozze, scoprì che Bernardo la tradiva. Nessuno, se lo era giurato, nessuno potrà mai più farlo. Ma la vita, si sa, è imprevedibile. Comincia così L’amore, forse, il primo romanzo di Barbara Fabbroni – psicologa e psicoterapeuta aretina – pubblicato da Edizioni CroceContinua

“Cattive ragazze”, dal testo alla scena

cattive_ragazze_fb_2ROMA – Cattive ragazze, tratto dall’omonima graphic novel di Assia Petricelli e Sergio Riccardi pubblicata dalla Sinnos Editrice, debutta a Roma con la regia di Ignacio Gómez Bustamante e César Brie. Lo spettacolo – in scenda da sabato 10 fino a sabato 17 ottobre nei Teatri di Villa Torlonia e del Quarticciolo – mette in scena la vita di alcune delle 15 donne audaci e creative raccontate da Assia Petricelli e Sergio Riccardi.  Tra queste donne ci sono Franca Viola, Domitila Barrios e Miriam Makeba, che in modi e contesti diversi, si sono ribellate al sistema costituito e hanno aperto la strada del cambiamento e dell’affermazione di diritti fondamentali per le donne, per tutti. Continua

Festival della Letteratura Mediterranea: dal 16 al 29 settembre a Lucera arrivano tanti libri

FEstival Letteratura mediterranea_lucera_2015LUCERA – XIII edizione per il Festival della Letteratura Mediterranea che si svolgerà a Lucera, in provincia di Foggia, dal 16 al 20 settembre 2015. Tema del festival è “Stile Ostile – Donne e scrittura”; infatti, la protagonista dei cinque giorni di festival – tra presentazioni, reading e dibattiti – è la donna: la sua forza e la sua capacità di reagire in situazioni “ostili”. Gli ospiti presenti condivideranno con il pubblico esperienze – reali o immaginarie – simboliche di percorsi di autodeterminazione, ancora oggi troppo spesso contrastati e non sempre possibili. Continua

“L’azzurro squarciato di Ester”: Nicola Vulcano e il suo racconto di violenza, rabbia e perdono

Natalevulcano PARMA“Come se fosse facile perdonare! Se si provasse a essere umiliati e a sentirsi schiantati dentro come un albero colpito da un fulmine, non si userebbe  facilmente la parola perdono. Contro la cattiveria serve la vendetta più atroce”. Ester vorrebbe vendetta per l’orrore subito, vorrebbe trascinarsi in un deserto e lì, finalmente, poter urlare tutto il suo dolore e il disgusto per quella sua vita rovinato. Ora “la sua vita è in bilico tra la dannazione di vivere e il desiderio di farla finita”. Comincia così L’azzurro squarciato di Ester, il libro di Natale Vulcano pubblicato da Falco Editore. Ester era un’adolescente come tante, di quelle che sognano l’amore e di diventare, un giorno, un buon medico. Ma qualcosa ha arrestato la sua corsa. In una notte di violenza tutto è cambiato. Ora con lei c’è Tamara, quasi una ulteriore condanna, ricordo  di quella notte.

Tamara che vorrebbe morire anche se non sa cosa è la morte, Tamara che batte le mani, dondola e urla. Tamara che cerca un legame con la madre che non la ama, anzi, a casa la picchia. Tamara, infatti, “è piccola, ma è il parafulmine su cui si scarica ciò che accade in casa”. Perché Tamara è figlia di quello stupro che Ester ha subito e ogni volta, nei suoi occhi in cui si specchiano gli occhi della figlia, torna il ricordo di quella violenza.

 

La violenza di Ester è la violenza che alcune donne subiscono, nel corpo e nell’anima, nel presente, nel quotidiano e nel futuro. E questa violenza viene narrata da Natale Vulcano con la semplicità e il trasporto in un romanzo di forte impatto emotivo.

Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: “La guerra a casa”

la guerra a casaMILANO“Ho scelto di fare di un dolore privato un atto pubblico. Perché nessuna donna deve morire per mano del proprio amore…”.
Oggi, in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne vi presentiamo La guerra a casa, il libro di Damiano Rizzi in cui racconta l’omicidio della sorella Tiziana (luglio 2013) e di come sia nata “Tiziana vive”, una rete d’aiuto contro la violenza sulle donne.

È il 9 luglio 2013 e una telefonata sveglia Damiano Rizzi, presidente dell’Ong Soleterre, nel cuore della notte. È a Roma, impegnato a “salvare il mondo”, ma a casa è successo qualcosa di terribile, è arrivata la guerra: la sorella di Damiano è stata uccisa dal marito.

Il filo del racconto si spezza. Così Damiano ne riprende il bandolo dal principio, dalla sua vita “prima” di quella telefonata: racconta – alla sua famiglia, a sua sorella e a tutti noi – le guerre “lontane” di cui è stato testimone in Bosnia, Kosovo, Costa d’Avorio, Sierra Leone, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centrafricana, Centro America, Ucraina. Le bambine soldato della Costa d’Avorio, gli amputati della Sierra Leone, le donne trucidate in Guatemala, l’Ucraina vissuta con il fotografo Andy Rocchelli: conflitti tutti differenti per i loro moventi aberranti – potere, diamanti, denaro – ma simili nei meccanismi e nelle conseguenze: la morte di persone innocenti.

Come cantava Fabrizio De André, “il dolore degli altri è dolore a metà”. Ma quando la guerra arriva a casa, è dentro di noi per sempre. Damiano torna al presente e scopre che vivere sulla sua pelle l’assassinio di Tiziana è un dolore intero: scopre l’indifferenza di alcuni “professionisti”, la noncuranza del sistema giudiziario, scopre soprattutto che in Italia il fatto che ogni tre giorni una donna sia uccisa da un uomo, spesso il marito, il compagno o l’amante, è considerato “normale”. Proprio come la guerra, o la diseguaglianza tra ricchi e poveri nei Paesi del Sud del mondo che conosce così bene.

Nel suo libro-diario, Damiano ha parole forti per questa normalità: la chiama “morte”. Ci chiede di ribellarci, adesso. Perché l’indifferenza uccide. È per questo che ha deciso di fondare “Tiziana vive”, una rete contro la violenza nei confronti di donne e bambini il cui obiettivo principale è quello di portare alla luce, dare voce e rispondere in modo concreto a una richiesta di aiuto psicologico che spesso rimane silente.

Un libro di drammatica bellezza e di speranza che si legge come un romanzo e lancia un forte messaggio. Scrive Damiano nel finale: “Ho capito ancora meglio – se ce n’era bisogno – che cosa vuol dire salvare una vita umana o perderla. È l’unico motivo di vita. Ho la forza delle vittime. Che o si arrendono o lottano. Non c’è modo di arrendersi, di rassegnarsi. Voglio andare avanti. Per salvare ancora una vita umana. Non tutto è ineluttabile. Voglio lasciare un pensiero che funzioni: sennò perché mandare avanti la specie? Vorrei fare qualcosa di utile per me e per gli altri”.

Con un contributo sul tema del femminicidio di Simona Lanzoni, vicepresidente della Fondazione Pangea Onlus, mentre Vauro Senesi racconta la genesi del logo dell’associazione “Tiziana Vive”, a cui sono devoluti i diritti del libro.

 

 

“Il femminicidio è frutto di “una concezione della donna come un oggetto di possesso a cui si può comandare: tanto che se una donna non risponde più agli ‘ordini’ o vuole una vita propria non ha più diritto di esistere. Si può uccidere” Serena Dandini nella prefazione del libro.

“I pompieri non escono per le donne in lacrime”, nove racconti di Lisa Biggi

i pompieri non escono per le donne in lacrimeGiulia Siena
PARMA
– Il titolo incuriosisce; la copertina anche. Quando apri I pompieri non escono per le donne in lacrime, poi, ti chiedi perché non dovrebbero farlo: perché i pompieri non possono soccorrere le donne in lacrime? E’ comunque un’emergenza. Poi risolvi il dilemma affermando che per le donne in lacrime ci sono le amiche, gli uomini non capirebbero l’importanza del pianto; chiuderebbero la faccenda dicendo che si tratta delle solite paranoie, qualunque sia l’argomento o la causa di tali lacrime. Così, vai avanti e cominci la lettura di questo libro che, lo scorso giugno, ha inaugurato Gli illustrati, la collana di narrativa della Bébert Edizioni. Infatti, il libro di Lisa Biggi è corredato da cinque tavole di Letizia Innacone che suggellano l’ottimo legame instaurato in questi racconti tra parola e immagini.

I pompieri non escono per le donne in lacrime sono nove racconti, ambientati tra la scuola e l’ufficio, la palestra, il divano e un condominio, che parlano di vita quotidiana, felicità, amore, sesso, errori, fughe, chiacchiere, difficoltà, silenzi e caffè. Si parte dalle lettere anonime che Sara decide di inviare, per “creare un ponte” con un misterioso ragazzo conosciuto a una festa tre giorni prima. Tra equivoci, insicurezze e romanticismo si passa, così, a una riunione condominiale, a una confessione che potrebbe cambiare il corso degli eventi; si arriva in classe, alle lotte educative,alle assemblee degli alunni e ai discorsi in sala docenti; si viene trascinati nell’acqua della piscina comunale per poi correre a casa, dove ci si rintana, tra quelle mura che hanno udito le urla dei vicini e visto tutti i tuoi uomini sbagliati. I racconti della Biggi proseguono così, tra i sorrisi e i dilemmi del presente, in un tempo che è sempre sospeso, in bilico tra la paura di crescere e il malinconico rimpianto delle occasioni perse. Questa alternanza, quasi incoerenza, tra quello che si desidera e quello che si ha si ripercuote nella scrittura: vengono usati diversi registri narrativi – diversissimi tra loro – che accentuano e quasi esasperano i sentimenti e gli umori dei racconti (la delicatezza de I tre segreti e la leggerezza di Papete).

 

“Da troppo tempo Luca era in balia di quell’inquietudine malsana, che prende chi non ha capito cosa ancora manca per essere felici. Una volta compreso si può lottare tutta la vita per questo qualcosa, averlo in dono o non vederlo mai neanche passare, ma l’obiettivo da coraggio”.

“Enciclopedia della Moglie Modello”, donne zerbino si diventa!

enciclopedia-della-moglie-modelloGiulia Siena
PARMA
 – Annalisa Aglioti, la Moglie Modello di Zelig Off, veste nuovamente i panni della dolce mogliettina stile anni Sessanta, con una innata predisposizione per il buon umore, il rammendo, le pulizie e la totale dedizione per il suo uomo, l’Alfa, e stila una lunghissima lista (che può sempre e ulteriormente arricchirsi) di consigli per diventare una nuova e sempre necessaria Moglie Modello. Nasce così l’Enciclopedia della Moglie Modello, Guida pratica per diventare Mogli, Madri, Amanti, Nonne e Salme Modello, il libro pubblicato da Anteprima Edizioni in cui la spassosa vérve del personaggio televisivo si unisce ai temi dell’Enciclopedia della Donna del 1962 dando vita a un affresco sociale dissacrante, divertente, sarcastico e contemporaneo. Contemporaneo sì, perché la donna perfetta dell’Aglioti non solo è volontariamente sottomessa all’Uomo, il suo Alfa, come voleva il manuale degli anni Sessanta, ma oggi è alle prese con la frenesia del Duemila: la tecnologia, i social network, l’epilazione e il nude look. Dalle pulizie di primavera all’infedeltà passando per la durata – chimera sognata da tutte le mogli. Modello e non – al mocassino, fino ad arrivare all’inserto XXX, L’Enciclopedia della Moglie Modello è un vero e proprio prontuario irriverente per la donna che nel periodo di referendum e quote rosa molla tutto e si accontenta – beata! – di vivere nell’ombra di un uomo cattivissimo e cinico. Con un perenne sorriso sulle labbra si viene coinvolti nella quotidianità di una Moglie Modello che vuole aderire in tutti i modi, e a tutti i costi, alle esigenze del proprio uomo fino quasi a scomparire. Caustico fino quasi all’estremo, il libro di Annalisa Aglioti regala divertenti momenti di spasso, verità e amari sorrisi.

 

Quante ragazze come me c’erano, là fuori? Quante potenziali Mogli Modello erano costrette a lavorare, e andare agli aperitivi quando – magari – tutto quello che volevano era un marito cui servire il caffè, reggendogli la “Gazzetta dello Sport” stando comodamente ammanettate al letto in reggicalze, fingendo l’orgasmo e parlando bene di sua madre?”

Ricette Fatali, quando le donne scoprirono il veleno

Donne_fatali_damster_chronicalibriGiulia Siena
BOLOGNA
“Cibo tentazione fatale, cibo veicolo di morte. Una dolce morte”. Katia Brentani ci introduce così nel suo libro, Ricette Fatali, pubblicato nella collana I quaderni del Loggione della Damster Edizioni. Il libro ripercorre la storia delle donne che, durante i secoli, usarono il cibo come veicolo per procurare la morte. Il cibo, infatti, nascondeva il veleno: dalla Cantarella, il filtro velenoso usato dai Borgia per liberarsi di scomodi personaggi, passando per il laudano, in auge nel Settecento, le radici di mandragora, tanto amate dalle streghe, fino all’arsenico, veleno infallibile che segnò il XIX secolo. Intelligenti, scaltre e determinate, le donne “fatali” hanno avuto un ruolo determinante nella storia e attraverso un lungo lavoro di indagine e approfondimento la Brentani porta alla luce ricette, curiosità e storie quasi del tutto dimenticate dal passato. Si scopre così che ingredienti afrodisiaci, erbe e prodotti di stagione si mescolano come in una pozione magica e si donano alla golosità dei commensali. Perché non provare, allora, le oltre cento ricette, tra cui lo sciroppo al sambuco, mele rosse della strega, zuppa della Favorita, fili d’oro fritti oppure biscotti ai fiori d’arancio.

 

Ricette Fatali, come tutti i libri de I quaderni del Loggione, non è solo un libro di ricette. “Abbiamo voluto dare un’impostazione diversa – spiega Katia Brentani, curatrice della collana oltre che autrice di Ricette Fatali – e abbiamo puntato a raccogliere in questi libri dalla forma di un “quaderno della nonna” notizie storiche, leggende, aneddoti e curiosità. Ogni libro di questa collana – conclude la Brentani – si chiude con un racconto a tema, per fa sì che ogni libro sia un volume esaustivo e sempre interessante”.

Le “Cattive ragazze” che hanno fatto la storia

Cattive-ragazze-di-Assia-Petricelli-e-Sergio-RiccardiROMA – “Le brave ragazze vanno in paradiso, le cattive dappertutto”. Diceva così Oriana Fallaci in un periodo storico che profumava di cambiamenti e rivoluzioni. Ma le donne, forse, hanno sempre preteso e inseguito la loro vena rivoluzionaria, in qualsiasi secolo. E’ quello che scopriamo attraverso la vita e le lotte delle “Cattive ragazze. 15 storie di donne audaci e creative”, le 15 donne protagoniste della sorprendete graphic novel firmata da Assia Petricelli e Sergio Riccardi. Pubblicato da Sinnos, il libro inaugura Leggimi Graphic, una collana di graphic novel pensata anche per chi ha problemi di dislessia o difficoltà di lettura.

 

Così come racconta Cecilia D’Elia nell’introduzione del volume, “le storie di questo libro sono storie di libertà. Probabilmente nessuna di queste donne si pensava eccezionale, ma tutte erano determinate. Così, vivendo la loro vita hanno aperto strade nuove o mandato in frantumi tradizioni secolari”. Infatti Olympe De Gouges, Nellie Bly, Elvira Coda Notari, Nawal El Saadawi, Antonia Masanello, Marie Curie, Aleksandra Kollontaj, Alfonsina Morini Strada, Angela Davis, Claude Cahun, Domitila Barrios De Chungara, Franca Viola, Miriam Makeba, Hedy Lamarr e Onorina Brambilla non credevano, in quel momento, di fare la rivoluzione, ma le loro storie sono diventate le storie di ogni donna. Nellie Bly ha cambiato le sorti del giornalismo internazionale, ha ideato il reportage sotto copertura provando sulla propria pelle le ingiustizie del manicomio o la crudeltà della prima Guerra Mondiale in trincea; Antonia Masanello ha fatto credere ai suoi compagni e al mondo di essere un uomo pur di combattere con le camicie rosse di Garibaldi; Hedy Lamarr ha attraversato il Novecento con capacità e fascino dimostrando che il suo amore per la recitazione andava di pari passo con le sue ricerche scientifiche.

 

In diversi secoli e in diverse parti del mondo queste eroine hanno creduto nelle proprie idee e nelle proprie potenzialità, non si sono abbassate al poter del più forte, hanno dovuto fingersi uomini, hanno dovuto lottare mettendo in pericolo la propria vita fino anche a perderla.
Le “Cattive ragazze” – che oggi viene suggerito nella nostra rubrica Leggendo Crescendo ma è un libro per tutti – sono state donne che ci hanno fatto diventare le donne che siamo, perché la loro audacia ha cambiato il nostro presente.