“Annie. Il vento in tasca”, sogni ed emancipazione

Giulia Siena
PARMA
– Un albo illustrato, un fumetto, una biografia, una graphic novel: sono tante le definizioni che si possono dare di Annie. Il vento in tasca (Sinnos), eppure quella scritta da Roberta Balestrucci Fancellu e illustrata da Luogo Comune è semplicemente la storia di un sogno realizzato. Annie Kopchovsky, nata in Lettonia nel 1870 ed emigrata con la sua famiglia negli Stati Uniti, aveva un sogno: fare il giro del mondo. Quel desiderio era nato dalla lettura delle pagine di Jules Verne.

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Feminism, seconda edizione della Fiera dell’editoria delle donne. A Roma dall’8 al 10 marzo

ROMA – Secondo annuale appuntamento per Feminism, unica Fiera dell’editoria delle donne in Italia, che si inaugura l’8 marzo, all’insegna della festa e del confronto sempre con ingresso gratuito.

Dopo il grande successo dell’anno scorso mediatico e di pubblico, arrivano tre intensi giorni di incontri ed eventi alla Casa Internazionale delle Donne (via della Lungara, 19) di Roma, in piena sintonia con lo sciopero femminista e per ribadire lo stato di agitazione permanente “La Casa Siamo Tutte”.
La seconda edizione, con ospiti di calibro nazionale e internazionale, segue un filo conduttore, “Passa le parole”, che vuole sottolineare quanto i libri trasmettano saperi, per creare confronti di genere e culture.

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HOP: “Marina”, vita, arte e coraggio di Marina Abramovic

Giulia Siena
PARMA“Un giorno, sdraiata sull’erba, vede alcuni aerei volare e lasciare la loro scia dopo il passaggio. Capisce allora di voler fare arte in modo diverso dalla pittura, usando qualsiasi cosa o non usando alcuna cosa, rendendo il processo artistico più importante del risultato. Passerà tempo prima che arrivi a concepire la performance come il proprio personale modo di essere artista, ma Marina adolescente ha già intuito quale sarà il suo percorso di libertà”. Pensiero e metodo hanno forgiato la Marina Abramović donna e artista, colei che – covando la necessità di espressione e la voglia di emancipazione nell’ex Jugoslavia – è riuscita a dare un senso alla propria arte, sempre in evoluzione.

Marina viene raccontata nell’omonimo libro illustrato da Giulia Rosa e curato da Lorenza Tonani per la collana Per aspera ad astra della Hop Edizioni. Il racconto che emerge – tra le pagine ricche di bellissime illustrazioni – è un denso mix di determinazione e coraggio, sensibilità e caparbia. Marina cresce in un contesto familiare difficile: il padre Vojin e la madre Danica sono guardie d’élite nella Belgrado di Tito; ma la situazione politica e la guerra domestica tra i genitori non permettono a Marina di crescere serenamente. La frustrazione, la disapprovazione, le negazioni da parte della madre, faranno di Marina un’adolescente sofferente e riluttante che troverà nell’arte la sua vera origine. L’Accademia di Belle Arti diventa un’ancora di salvezza nel marasma quotidiano; qui, durante il Sessantotto, troverà rifugio e ispirazione cominciando a collaborare con il Gruppo 70. Le prime opere di Marina sono legate ai suoni. La ricerca della libertà continua e la porterà a legarsi a Nesa, il suo primo marito. L’arte si fa necessità e le performance di questi anni affrontano il tema del superamento della sofferenza emotiva e fisica, una costante nella vita artistica della donna. Con il tempo le cose cambiano, i confini si allargano e l’Abramović solca nuove strade e nuove collaborazioni: è ad Amsterdam che incontra Ulay, l’amore che attendeva, colui che le stravolgerà la vita e l’arte. Insieme cominciano a girare l’Europa, insieme pensano e sperimentano nuove performances portando i loro corpi a scoprire i propri limiti. Sono anni intensi, di sperimentazione ed equilibrio, anni di passione e studio, esplorazione e cambiamento. Marina trova il suo posto nell’arte, costruisce il proprio ruolo, ma da lì a poco – al cospetto della più grande performace svolta insieme – Ulay l’abbandonerà. Sarà per Marina morte e rinascita, rinnovamento e conferma.
Le imprese e gli amori, le decisioni e le sofferenze, le innovazioni e le ricerche fanno di Marina Abramović una delle icone dell’arte contemporanea; “la nonna della performance”, come ama definirsi, è colei che ha modificato il concetto di arte, collegando le azioni del corpo alla possibilità della mente.

Marina è la biografia che si aggiunge a quelle della collana Per aspera ad astra, esistenze eccezionali di grandi donne, libri che coinvolgono e appassionano.

“Contro corrente”: Alice Keller racconta la determinazione delle bambine intrecciando storia e speranze

Giulia Siena
PARMA“L’unica che non se lo chiedeva, da dove potevo essere uscita, era mia cugina. Si chiamava Gertrude, veniva da New York, ed era più grande di me di dieci anni. Aveva esattamente la stessa età di Tina la quale, ogni volta che la vedeva, storceva il naso e girava la testa dall’altra parte. ‘Che diavolo ci deve fare Gertrude con quelle cosce così grandi? E con quelle spalle da boscaiolo?’, si chiedeva sempre”. Alice Keller – bolognese, classe 1988 – si è spesso dedicata a storie armoniche e delicate, racconti che fanno sorridere attraverso la pacatezza delle parole. Con Contro corrente, il libro pubblicato da Sinnos, la stessa pacatezza torna nelle pagine magistralmente illustrate da Veronica Truttero e costruisce un racconto straordinario sulla forza dei sogni delle donne intessendo storia e desiderio. Continua

“L’amore, forse”: il lungo percorso dell’amore nel romanzo di Barbara Fabbroni

Barbara-Fabbroni_CHRONICALIBRIMILANO – Charlotte era convinta che nessun uomo potesse più violare il suo cuore; nessun uomo dopo che quella sera a New York, a pochi mesi dalle nozze, scoprì che Bernardo la tradiva. Nessuno, se lo era giurato, nessuno potrà mai più farlo. Ma la vita, si sa, è imprevedibile. Comincia così L’amore, forse, il primo romanzo di Barbara Fabbroni – psicologa e psicoterapeuta aretina – pubblicato da Edizioni CroceContinua

“Cattive ragazze”, dal testo alla scena

cattive_ragazze_fb_2ROMA – Cattive ragazze, tratto dall’omonima graphic novel di Assia Petricelli e Sergio Riccardi pubblicata dalla Sinnos Editrice, debutta a Roma con la regia di Ignacio Gómez Bustamante e César Brie. Lo spettacolo – in scenda da sabato 10 fino a sabato 17 ottobre nei Teatri di Villa Torlonia e del Quarticciolo – mette in scena la vita di alcune delle 15 donne audaci e creative raccontate da Assia Petricelli e Sergio Riccardi.  Tra queste donne ci sono Franca Viola, Domitila Barrios e Miriam Makeba, che in modi e contesti diversi, si sono ribellate al sistema costituito e hanno aperto la strada del cambiamento e dell’affermazione di diritti fondamentali per le donne, per tutti. Continua

Festival della Letteratura Mediterranea: dal 16 al 29 settembre a Lucera arrivano tanti libri

FEstival Letteratura mediterranea_lucera_2015LUCERA – XIII edizione per il Festival della Letteratura Mediterranea che si svolgerà a Lucera, in provincia di Foggia, dal 16 al 20 settembre 2015. Tema del festival è “Stile Ostile – Donne e scrittura”; infatti, la protagonista dei cinque giorni di festival – tra presentazioni, reading e dibattiti – è la donna: la sua forza e la sua capacità di reagire in situazioni “ostili”. Gli ospiti presenti condivideranno con il pubblico esperienze – reali o immaginarie – simboliche di percorsi di autodeterminazione, ancora oggi troppo spesso contrastati e non sempre possibili. Continua

“L’azzurro squarciato di Ester”: Nicola Vulcano e il suo racconto di violenza, rabbia e perdono

Natalevulcano PARMA“Come se fosse facile perdonare! Se si provasse a essere umiliati e a sentirsi schiantati dentro come un albero colpito da un fulmine, non si userebbe  facilmente la parola perdono. Contro la cattiveria serve la vendetta più atroce”. Ester vorrebbe vendetta per l’orrore subito, vorrebbe trascinarsi in un deserto e lì, finalmente, poter urlare tutto il suo dolore e il disgusto per quella sua vita rovinato. Ora “la sua vita è in bilico tra la dannazione di vivere e il desiderio di farla finita”. Comincia così L’azzurro squarciato di Ester, il libro di Natale Vulcano pubblicato da Falco Editore. Ester era un’adolescente come tante, di quelle che sognano l’amore e di diventare, un giorno, un buon medico. Ma qualcosa ha arrestato la sua corsa. In una notte di violenza tutto è cambiato. Ora con lei c’è Tamara, quasi una ulteriore condanna, ricordo  di quella notte.

Tamara che vorrebbe morire anche se non sa cosa è la morte, Tamara che batte le mani, dondola e urla. Tamara che cerca un legame con la madre che non la ama, anzi, a casa la picchia. Tamara, infatti, “è piccola, ma è il parafulmine su cui si scarica ciò che accade in casa”. Perché Tamara è figlia di quello stupro che Ester ha subito e ogni volta, nei suoi occhi in cui si specchiano gli occhi della figlia, torna il ricordo di quella violenza.

 

La violenza di Ester è la violenza che alcune donne subiscono, nel corpo e nell’anima, nel presente, nel quotidiano e nel futuro. E questa violenza viene narrata da Natale Vulcano con la semplicità e il trasporto in un romanzo di forte impatto emotivo.

Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: “La guerra a casa”

la guerra a casaMILANO“Ho scelto di fare di un dolore privato un atto pubblico. Perché nessuna donna deve morire per mano del proprio amore…”.
Oggi, in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne vi presentiamo La guerra a casa, il libro di Damiano Rizzi in cui racconta l’omicidio della sorella Tiziana (luglio 2013) e di come sia nata “Tiziana vive”, una rete d’aiuto contro la violenza sulle donne.

È il 9 luglio 2013 e una telefonata sveglia Damiano Rizzi, presidente dell’Ong Soleterre, nel cuore della notte. È a Roma, impegnato a “salvare il mondo”, ma a casa è successo qualcosa di terribile, è arrivata la guerra: la sorella di Damiano è stata uccisa dal marito.

Il filo del racconto si spezza. Così Damiano ne riprende il bandolo dal principio, dalla sua vita “prima” di quella telefonata: racconta – alla sua famiglia, a sua sorella e a tutti noi – le guerre “lontane” di cui è stato testimone in Bosnia, Kosovo, Costa d’Avorio, Sierra Leone, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centrafricana, Centro America, Ucraina. Le bambine soldato della Costa d’Avorio, gli amputati della Sierra Leone, le donne trucidate in Guatemala, l’Ucraina vissuta con il fotografo Andy Rocchelli: conflitti tutti differenti per i loro moventi aberranti – potere, diamanti, denaro – ma simili nei meccanismi e nelle conseguenze: la morte di persone innocenti.

Come cantava Fabrizio De André, “il dolore degli altri è dolore a metà”. Ma quando la guerra arriva a casa, è dentro di noi per sempre. Damiano torna al presente e scopre che vivere sulla sua pelle l’assassinio di Tiziana è un dolore intero: scopre l’indifferenza di alcuni “professionisti”, la noncuranza del sistema giudiziario, scopre soprattutto che in Italia il fatto che ogni tre giorni una donna sia uccisa da un uomo, spesso il marito, il compagno o l’amante, è considerato “normale”. Proprio come la guerra, o la diseguaglianza tra ricchi e poveri nei Paesi del Sud del mondo che conosce così bene.

Nel suo libro-diario, Damiano ha parole forti per questa normalità: la chiama “morte”. Ci chiede di ribellarci, adesso. Perché l’indifferenza uccide. È per questo che ha deciso di fondare “Tiziana vive”, una rete contro la violenza nei confronti di donne e bambini il cui obiettivo principale è quello di portare alla luce, dare voce e rispondere in modo concreto a una richiesta di aiuto psicologico che spesso rimane silente.

Un libro di drammatica bellezza e di speranza che si legge come un romanzo e lancia un forte messaggio. Scrive Damiano nel finale: “Ho capito ancora meglio – se ce n’era bisogno – che cosa vuol dire salvare una vita umana o perderla. È l’unico motivo di vita. Ho la forza delle vittime. Che o si arrendono o lottano. Non c’è modo di arrendersi, di rassegnarsi. Voglio andare avanti. Per salvare ancora una vita umana. Non tutto è ineluttabile. Voglio lasciare un pensiero che funzioni: sennò perché mandare avanti la specie? Vorrei fare qualcosa di utile per me e per gli altri”.

Con un contributo sul tema del femminicidio di Simona Lanzoni, vicepresidente della Fondazione Pangea Onlus, mentre Vauro Senesi racconta la genesi del logo dell’associazione “Tiziana Vive”, a cui sono devoluti i diritti del libro.

 

 

“Il femminicidio è frutto di “una concezione della donna come un oggetto di possesso a cui si può comandare: tanto che se una donna non risponde più agli ‘ordini’ o vuole una vita propria non ha più diritto di esistere. Si può uccidere” Serena Dandini nella prefazione del libro.

“I pompieri non escono per le donne in lacrime”, nove racconti di Lisa Biggi

i pompieri non escono per le donne in lacrimeGiulia Siena
PARMA
– Il titolo incuriosisce; la copertina anche. Quando apri I pompieri non escono per le donne in lacrime, poi, ti chiedi perché non dovrebbero farlo: perché i pompieri non possono soccorrere le donne in lacrime? E’ comunque un’emergenza. Poi risolvi il dilemma affermando che per le donne in lacrime ci sono le amiche, gli uomini non capirebbero l’importanza del pianto; chiuderebbero la faccenda dicendo che si tratta delle solite paranoie, qualunque sia l’argomento o la causa di tali lacrime. Così, vai avanti e cominci la lettura di questo libro che, lo scorso giugno, ha inaugurato Gli illustrati, la collana di narrativa della Bébert Edizioni. Infatti, il libro di Lisa Biggi è corredato da cinque tavole di Letizia Innacone che suggellano l’ottimo legame instaurato in questi racconti tra parola e immagini.

I pompieri non escono per le donne in lacrime sono nove racconti, ambientati tra la scuola e l’ufficio, la palestra, il divano e un condominio, che parlano di vita quotidiana, felicità, amore, sesso, errori, fughe, chiacchiere, difficoltà, silenzi e caffè. Si parte dalle lettere anonime che Sara decide di inviare, per “creare un ponte” con un misterioso ragazzo conosciuto a una festa tre giorni prima. Tra equivoci, insicurezze e romanticismo si passa, così, a una riunione condominiale, a una confessione che potrebbe cambiare il corso degli eventi; si arriva in classe, alle lotte educative,alle assemblee degli alunni e ai discorsi in sala docenti; si viene trascinati nell’acqua della piscina comunale per poi correre a casa, dove ci si rintana, tra quelle mura che hanno udito le urla dei vicini e visto tutti i tuoi uomini sbagliati. I racconti della Biggi proseguono così, tra i sorrisi e i dilemmi del presente, in un tempo che è sempre sospeso, in bilico tra la paura di crescere e il malinconico rimpianto delle occasioni perse. Questa alternanza, quasi incoerenza, tra quello che si desidera e quello che si ha si ripercuote nella scrittura: vengono usati diversi registri narrativi – diversissimi tra loro – che accentuano e quasi esasperano i sentimenti e gli umori dei racconti (la delicatezza de I tre segreti e la leggerezza di Papete).

 

“Da troppo tempo Luca era in balia di quell’inquietudine malsana, che prende chi non ha capito cosa ancora manca per essere felici. Una volta compreso si può lottare tutta la vita per questo qualcosa, averlo in dono o non vederlo mai neanche passare, ma l’obiettivo da coraggio”.