“Narratori d’Europa”, dal 30 gennaio la decima edizione è donna

PORDENONE – Festeggia la sua decima edizione Narratori d’Europa, il ciclo di incontri promosso dall’IRSE – Istituto Regionale di Studi Europei al via martedì 30 gennaio a Pordenone (ore 15.30, Auditorium Centro Culturale Casa Zanussi) con una protagonista d’eccezione, l’autrice Ritanna Armeni che ha indagato, con il fortunato libro edito Ponte alle Grazie “Di questo amore non si deve sapere”, l’appassionata vicenda d’amore che unì a Lenin la sua più fidata collaboratrice, Inessa Armand, donna inquieta e non catalogabile. Attraente e appassionata, magnetica e vitale, fu pianista eccellente, poliglotta, rivoluzionaria, impegnata nella lotta per i diritti delle donne, sostenitrice del libero amore, madre di cinque figli e moglie di un ricchissimo industriale russo: una donna che, più che al passato, sembra appartenere al nostro futuro. Ritanna Armeni, giornalista e scrittrice, a lungo caporedattore di “Noi donne”, è certamente la “testimonial” ideale per inaugurare l’indagine 2018 della rassegna Narratori d’Europa sul tema “Donne dentro la storia del ‘900, fra vissuto e narrazione”. Un poker di incontri a cura di Stefania Savocco, declinato in questa decima edizione tutto al femminile, per meglio focalizzare cosa le donne colgono indagando la storia, e quanto nella storia si declina alla voce “donna”. Continua

Appuntamenti: a Sanremo I Martedì Letterari, dal 14 gennaio al 31 marzo

SANREMO – Dal 14 gennaio fino al 31 marzo 2014 il Casinò di Sanremo ospita “I Martedì Letterari”, una rassegna culturale dedicata ad arte, libri e grandi temi. Per dieci settimane il Casinò della città ligure e il Teatro dell’Opera saranno il palcoscenico sul quale si alterneranno i grandi nomi della cultura internazionale. Martedì 14 gennaio (ore 16.30) si parte con l’Omaggio all’Europa attraverso l’omonimo volume scritto da Louis Godart, professore, consigliere per la conservazione del patrimonio artistico del presidente della Repubblica. “Omaggio all’Europa” è un’opera originale ideata e realizzata dalla Casa Editrice UTET Grandi Opere, in occasione dell’Anno europeo dei cittadini sotto l’alto Patronato del Parlamento Europeo. Il volume è arricchito da un apparato iconografico che comprende 135 immagini, di cui 23 applicate a mano, raffiguranti opere d’arte, mappe e documenti tutti ispirati all’Europa, ai suoi miti e alla sua storia. Il corpus iconografico si chiude con la riproduzione integrale dell’opera “Europe a Prophecy” di William Blake. Sulla copertina del volume è stata collocata una lastra in ottone di 13 x 16 cm, ricoperta con bagno galvanico in oro 24 carati, raffigurante “L’Allegoria dell’Europa”, tratta dall’Iconologia di Cesare Ripa nell’edizione del 1611. ( dall’introduzione).
Con l’autore interverrà l’onorevole Claudio Scajola. La presentazione, inoltre, sarà accompagnata dal recital del quartetto d’Archi dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo.

 

Ingresso libero fino a esaurimento posti

"Bloody Europe!", un’alternativa all’Europa (vera)

Giulio Gasperini

ROMA – Hai mai passeggiato sulla Prenzlauerallee, a Berlino, pensando a quanti, prima di te, l’han già percorsa e a quanti, dopo di te, la percorreranno? Sei mai andato da Manarola a Corniglia, seguendo a piedi il sentiero, a strapiombo sul mare? Oppure, ti sei mai chiesto che incontri potrebbero accadere nelle Lowlands scozzesi? E ancora, hai mai immaginato cosa potesse succedere nelle terre dell’Est, per così tanti anni sprangate alla curiosità e alle ragioni dell’Occidente?
Ognuno di noi potrebbe raccontare ogni spazio d’Europa da un’angolazione alternativa; filtrata attraverso un’esperienza che sia sua e inconfutabilmente sua. Ecco il motivo per il quale si fa così interessante questo volume, edito nel 2004 dalla Playground, fiera e orgogliosa casa editrice romana. “Bloody Europe!” è una raccolta di gioiose e gaie declinazione d’un’Europa che si affaccia al nuovo millennio, sospesa tra il suo ingombrante retaggio di Vecchio continente e le nuove sfide lanciate dalla modernità.
C’è voce e spazio per tutti, in codest’Europa, dalle frontiere che magicamente, come al suono d’una parola magica, si schiudono alla scoperta e alla rivelazione. Ed è, soprattutto, un’Europa che non conosce inibizioni, né tentennamenti: un’Europa coraggiosa di sé e della propria identità, che affronta il cambiamento e la sua fisiologica metamorfosi con il coraggio – e l’orgoglio – della terra che è, ricca del suo patrimonio culturale e umano. E su questo patrimonio si adagia e si affida, sicura che saranno spazi tranquilli a custodirla, alla fine.
Grandi scrittori, molti all’epoca quasi esordienti (come Valeria Parrella, Rossana Campo, Elena Stancanelli, Gianni Farinetti, Giancarlo Pastore, Ivan Cotroneo) ci plasmano figure quasi mitiche, d’un’Europa che scorre intorno a noi, nel cui flusso anche noi siamo, consapevolmente o meno, immersi. Che tu sia stata battezzata, da altri, Annemarie Schwarzenbach e sia una femmina intellettuale svizzera, per molto tempo ritenuta pazza; o che tu ti sia volontariamente battezzata Tina e sia un transessuale genovese pazzo di Madonna, immersa nei problemi “che abbiamo tutte noi material girls”; che tu sia un ragazzo folgorato da un colpo di fulmine al Gay Pride di Roma; o che tu ti chiami Ruben Zaldarriaga, perseguitato dal regime fascista dell’Argentina ma, perché gay, ignorato dalla burocrazia e dalla statistica ed escluso dalle liste dei desaparecidos, non avrai problemi: ché l’Europa narrativa, riscattando la reale Europa politica e sociale, è capace d’accoglier tutti, rispettosa e fiduciosa.
Perché qui, in “Bloody Europe!”, l’Europa trova la strada giusta: scopre il coraggio di perdonarsi; e di diventare adulta.