Una Fiaba per ASROO: “I sette nanetti” tra i partecipanti al Concorso Letterario Nazionale “IL DONO”

COSTANZA CERROTTA
I sette nanetti – C’erano una volta sette nanetti. Ti sembra di conoscerli? Beh, caro piccolo lettore, ti anticipo subito che non ti sto raccontando di quei sette nanetti che incontrarono la bellissima ragazza dalla pelle candida come la neve. A me piacciono i personaggi meno noti, quelli che per diventare degli eroi non devono essere per forza famosi. Io che ti scrivo non sono famosa e tu che leggi non sei probabilmente famoso. Ma siamo comunque preziosi io e te! Tu sicuramente sei super prezioso perché credi nei tuoi sogni. E continua a farlo! Ma ora ecco che riprendo la mia storia per te: c’erano una volta sette nanetti. Vivevano in una radura incantata dove tutto era bellissimo: un fiume limpido, fiorellini colorati ovunque, scoiattolini che saltellavano felici di qua e di là. Tutto bello come in un sogno! E poi c’erano loro: sette piccoli nani che regalavano sorrisi! Non avevano molto da donare se non questo: la gioia di un luminoso sorriso per chiunque passasse a trovarli. Continua

Una Fiaba per ASROO: “Il mostro di Allegropoli” vince la sezione Ragazzi del Concorso Letterario Nazionale “IL DONO”

LUIGI PUZZOLANTE
Il mostro di Allegropoli – C’era una volta una città, Allegropoli, dove tutti erano gioiosi: adulti e bambini sorridevano sempre, anche se venivano licenziati o prendevano brutti voti. Ma viveva nel bosco di Tristezia, in una grotta, un mostro a due teste, quattro braccia e sette gambe; era tutto nero e si chiamava Tristgull. Era sempre preso in giro dagli abitanti di Allegropoli; ma con il tempo il mostro di questo si stancò. Un giorno, preso dalla rabbia, rubò l’allegria a tutte le persone della città.

Quello stesso giorno, a teatro, si stava esibendo un famoso comico che si chiamava Ridolin, ma quando iniziò a parlare sentì che dalla bocca gli uscivano solo offese e pettegolezzi di cattivo gusto. Continua

Una Fiaba per ASROO: “La gatta Alice e l’artefatto magico” vince la prima edizione del Concorso Letterario Nazionale “IL DONO”

GIORGIA SBUELZ
La gatta Alice e l’artefatto magico
– Alice era una gattina buffa: era bianca e nera con i baffi lunghi arricciati sotto il naso rosa, aveva zampe muscolose e corte, mentre la pancia era tonda e sempre gonfia. Alice mangiava tutto ciò che riusciva a scovare, non era schizzinosa, anche mosche e cimici potevano andar bene se il suo stomaco prendeva a borbottare. Dagli umani non amava ricevere carezze, ma solo croccantini e avanzi di pasto.

Alice rincorreva farfalle e topi di campagna, spesso s’intrufolava nei giardini a ripulir le scodelle che gli umani lasciavano per il cane. Un giorno s’infilò sotto un recinto di siepi ed entrò nel cortile di una casa dal tetto arancione: seduto su una strana sedia c’era un ragazzino pallido che fissava le nuvole.

Alice non gradiva coccole o moine, preferiva qualche resto del pranzo che gli umani gettano via, e se il prezzo da pagare era strusciarsi sugli stinchi di quel ragazzino, l’avrebbe fatto, perché era già mezzogiorno e aveva saltato la colazione. Trotterellando si avvicinò alla sagoma del bambino, si stiracchiò e si contrasse come una fisarmonica, creando una gobbetta col dorso. Drizzò la coda e cominciò a strofinarsi sulle gambe di lui con il muso. Una volta, due volte… niente. Quello non sembrava essersi accorto di nulla. Fece ancora un paio di tentativi di aggancio, poi sbottò:
“Ehi, tu! Ma dove sei con la testa? Sono qui da un pezzo e non mi hai degnato di uno sguardo!” Continua

“Il lupo che saltò fuori da un libro”: le avventure del lupo prima di incontrare Cappuccetto Rosso

Il lupo che saltò fuori da un libro_VALENTINA EDIZIONI_chronicalibriGiulia Siena
PARMA“Dentro la sua storia il lupo era feroce, nero come la pece e aveva i denti appuntiti. Ma solo soletto nella stanza di Zoe, si sentiva molto impaurito”. 
Impaurito sì… il Lupo, infatti, di solito, se ne stava tranquillo nel bosco aspettando di vestire i panni del cattivo. Ora, invece, caduto dalle pagine del libro, fuori da quella storia, tutto è diverso.
Il lupo che saltò fuori da un libro è il nuovo e poetico libro di Thierry Robberecht illustrato da Grégoire Mabire e pubblicato da Valentina Edizioni. Continua

“La cicala e la piccola formica”, faremo insieme una favola diversa

recensione chronicalibri bohem press italiaGiulia Siena
ROMA
– Una favola antica rivista e raccontata dallo scrittore bosniaco Božidar Stanišić. La favola è “La cicala e la formica”, una delle 358 con le quali Esopo diede origine a questa forma letteraria dagli scopi educativi. Oggi, dopo molti secoli, il genio di Esopo si manifesta con parole e immagini diverse grazie a “La cicala e la piccola formica” (Bohem Press Italia), l’albo illustrato da Dušan Kállay sulle parole di Božidar Stanišić. Le vivide immagini ripercorrono il freddo inverno che una cicala si trova a fronteggiare in compagnia solamente del suo violino, fedele amico delle gioiose giornate estive. Ora, con il freddo, non sa dove trovare un riparo e come aspettare l’estate. Tutte le porte delle formiche sono chiuse, le loro piccole case sono calde, ma in nessuna c’è posto per la cicala. Fino a quando qualcuno le dice che “faremo una favola diversa”, perché “A questo mondo ci sarà posto sempre e ovunque per ogni creatura”.

Il libro, pubblicato da Bohem Press Italia, è una delle ultime pubblicazioni di questa interessante realtà editoriale nata nel 2001 dopo la trentennale esperienza della casa madre in Svizzera.

Da Gallucci Editore "Frida e Diego. Una favola messicana"

ROMAFabian Negrin illustra e racconta “Frida e Diego. Una favola messicana”, una delle tante novità targate Gallucci EditoreIn Messico la Festa dei Morti è una ricorrenza allegra e colorata. Le famiglie preparano teschi di zucchero e piatti tradizionali in onore dei defunti, poi banchettano tra le tombe. In questo giorno speciale, Fabian Negrin ambienta con la forza evocativa dei suoi colori la discesa di Frida Kahlo e Diego Rivera bambini nel Paese degli scheletri.
 Dall’esplorazione di quel mondo i due piccoli artisti riemergeranno migliori di prima anche grazie all’aiuto di un cane di razza xoloitzcuintle…

"Le altre Cenerentole. Il giro del mondo in 80 scarpe"

Giulia Siena
ROMA – “…Questa è la storia che si ripete, in giro per il mondo, ma ci sono tantissime differenze da Paese a Paese.” Tante sono le storie che hanno come protagonista Cenerentola, la ragazza bella e timida che perde la sua scarpetta e sposa un principe. Vinicio Ongini le raccoglie tutte in “Le altre Cenerentole. Il giro del mondo in 80 scarpe”, il volume illustrato da Chiara Carrer e pubblicato da Sinnos. Giunto alla seconda edizione, il libro inserito nella collana Fiabalandia intercultura, è un viaggio tra le 345 novelle che nel mondo vengono raccontate sulla scarpetta più famosa delle favole.
Cenerentola, resa celebre dal film di Walt Disney nel 1950, è un’antica leggenda cinese o probabilmente proveniente dall’antico Egitto ed è parte integrante della tradizione culturale di molti popoli. Araba o balcanica, peruviana o vietnamita, napoletana o sarda, tibetana o siciliana, Cenerentola è sempre stata protagonista del “favellare” dei popoli, tanto che la sua figura ha attraversato i secoli seppur con intrecci narrativi differenti. Oggi Vinicio Ongini e Chiara Carrer ci fanno rivivere alcuni dei tanti percorsi che ha intrapreso Cenerentola per arrivare fino a noi.

"Bambina e la fatina computerina", Virginia Defendi narra la favola nell’era di internet

Giulia Siena
ROMA “Se lei, Fatina Computerina, fosse riuscita ad aiutare la fanciullina, magari sarebbe stata in grado di aiutare se stessa, portando progresso nel Mondo Fatato!” 
“Bambina e la fatina computerina” di Virginia Defendi (Onirica Edizioni, 2010) è una storia fatata che crede nei sogni. Bambina è stanca di vivere a Grigiolandia, tra le stanze buie e noiose del suo Palazzo Imperiale. Vorrebbe sognare e crescere, ma è intrappolata nei suoi dodici anni per colpa di una punizione imperiale voluta da un avo principiante in materia di magia. Spera almeno che il futuro possa portare più colori e qualche gioia; per questo, leggendo una magnifica storia, invoca l’aiuto di una Buona Fatina. La richiesta di Bambina viene accolta nel Mondo Fatato dalla piccola della famiglia reale delle Fate e dei Maghi, la Fatina Computerina.
Dallo spirito grintoso e ribella, la Fatina Computerina vuole anche lei sovvertire le usanze e le antiche regole del suo bel regno, partendo dalla missione a Grigiolandia e da qualche rivoluzione tecnologica. Ma come colorare il mondo di Bambina nel suo regno triste? Come far valere il suo ruolo di fata lasciando crescere serenamente bambina? Forse i mondi delle due principesse non sono così lontani: entrambe vorrebbero cambiare la staticità che le costringe alla noia. Forse, le vecchie favole unite alla volocità dei nuovi mezzi di comunicazione possono spronare a superare tutti gli ostacoli. Forse, anzi sicuramente, Bambina e Fatina Computerina hanno bisogno una dell’altra, come tutti abbiamo bisogno di qualcuno vicino per i problemi di ogni giorno. Ed è a questo punto che capisci che “Bambina e la fatina computerina” è una favola per tutte le età.

"Le fiabe di Beda il Bardo", una nuova magia per J.K. Rowling

Stefano Billi

ROMAJ.K. Rowling, l’autrice della fortunatissima saga del giovane mago Harry Potter, è la madre anche di altri libri, tutti ispirati al mondo della magia.
Tra questi, spicca un divertente libello dal titolo “Le fiabe di Beda il Bardo”, pubblicato da Salani Editore, dove sono narrate alcune storie di maghi e streghe davvero piacevoli da leggere.
Sebbene questo libricino sia indirizzato a un pubblico di bambini, la sua spensieratezza riesce a coinvolgere anche il lettore adulto: come in tutte le favole, tra le righe è presentata sempre una morale, capace di attecchire soprattutto in coloro che, in fondo, riescono ancora ad emozionarsi di fronte all’innocenza pulita e sobria di avventure strampalate e un po’ bizzarre.
E così ci si lascia sorprendere da Il mago e il pentolone salterino, la prima fiaba del libro, perché si comprende come ogni uomo abbia le sue responsabilità da assolvere verso il prossimo; oppure si rimane stupidi dal messaggio insito in La fonte della Buona Sorte, lo stesso anticipato secoli prima dal sommo poeta Dante Alighieri nel canto VII dell’Inferno (vv. 69 – 99).
Ma di sicuro ciò che più cattura l’attenzione è la vicenda descritta in I doni della morte, non solo per la sua suggestività, ma anche perché è proprio questa la storia cardine dell’epilogo della saga di Harry Potter.
Ne

“Le fiabe di Beda il Bardo” sono inseriti anche dei prestigiosissimi commenti alle favole redatti da Albus Silente, storico e compianto preside della scuola di magia di Hogwarts (istituto che ogni bambino babbano o mago vorrebbe frequentare!).
Questa piccola opera, che si legge molto velocemente, è l’ideale per trascorrere qualche ora spensierata, divagando dagli affanni quotidiani; e poi, un altro motivo che spinge ad acquistare volentieri il libello consiste nella possibilità di sostenere l’associazione benefica Lumos (già nota come CHILDREN’S HIGH LEVEL GROUP) a raccogliere fondi per aiutare i bambini più disagiati, nel tentativo di migliorare la qualità della loro vita, poiché parte dei proventi derivanti dalla vendita del testo saranno indirizzati proprio verso tale organizzazione.
Se dopo l’ultimo capitolo di Harry Potter provate ancora un forte senso di nostalgia per questo universo magico – e spesso sono proprio gli adulti che ne sono pervasi, pur se faticano ad ammetterlo – gustatevi

“Le fiabe di Beda il Bardo”, il modo ideale per lasciarsi trasportare, ancora una volta, tra bacchette e incantesimi!