Marco Valerio Edizioni: la storia di quattro italiane e italiani

Giulio Gasperini
AOSTA – Un uomo e una donna greci, e un uomo e una donna italiani: quattro storie che si intrecciano nella contemporaneità, sfumando tra letteratura, arte e politica. Oriana Fallaci e Maria Callas, Pier Paolo Pasolini e Alekos Panagulis sono i protagonisti di Una storia italiana, racconto scritto da Alessia De Santis e edito da Marco Valerio Edizioni nella collana I Faggi. Quattro personalità di grandissimo spessore, al di là di quello che i loro comportamenti e le loro idee abbiano avuto sull’opinione pubblica. Le loro storie si sono intrecciate in maniera indelebile, mescolandosi e sovrapponendosi, allacciandosi e sciogliendosi come in una gara al consumarsi del destino.
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Tanti gesti, perché le parole non bastano

Giulio Gasperini
AOSTA – Gli italiani sono più famosi di altri nell’utilizzare gesti, come strumento paralinguistico di comunicazione. Ne conoscono tanti, molti diventati famosissimi anche in film e video. Ma il ricorso al gesto è pratica comune in ogni lingua; e persino indispensabile, laddove la lingue non basta, dove i fonemi sono insufficienti e il lessico poco performante. Iacobelli Editore ha dato alle stampe Il dizionario dei gesti, compilato da Lilia Angela Cavallo, una sorta di inventario – compilato in tre lingue – che raccoglie ben 243 gestualità diverse, di diverse culture e provenienze, con un ricchissimo apparato fotografico (a ben spiegarle e descriverle) e un’esaustiva parte esplicativa, nella quale si indagano i significati, i contesti d’uso, le radici, le provenienze, le sfumature.
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Sulla pelle di Roma le tracce della Storia

Giulio Gasperini
AOSTA – Roma è uno di quei luoghi dove la Storia è passata, tutta, e ha lasciato tracce inestinguibili. Non solo nei monumenti, che l’hanno resa una delle città più belle e visitate al mondo, ma anche nei luoghi: di passaggio, di soggiorno, di visita, semplicemente di tangenza. Tante personalità del passato hanno popolato Roma, abitato le sue stanze, calpestato i suoi sampietrini: di queste, non rimane niente se non il ricordo, comunque un’enorme portata comunque emotiva e sentimentale. Fabrizio de Prophetis accompagna per mano il lettore in una passeggiata alternativa per le vie di Roma, con lo sguardo sollevato a cogliere tutte le epigrafi di cui i muri e le strade dell’Urbe sono seminate. Di qui passò…, edito da Iacobelli Editore, ci insegna un nuovo modo di vivere la Città Eterna, arricchendosi con le letture di testimonianze particolari della storia universale.
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“Rino Gaetano. Essenzialmente tu” di Matteo Persica, Odoya

Marilena Giulianetti
ROMA – Si dice a volte che il tempo renda giustizia. Deve pensarla così Matteo Persica che, dopo l’affascinante ritratto di Anna Magnanisi cimenta in Rino Gaetano. Essenzialmente tu, anche questo edito dalla casa editrice Odoya e in libreria da pochi giorni.

Matteo Persica contestualizza il periodo storico e sociale in cui si muovono i giovani negli anni ’60 e ’70 (che per la prima volta diventano categoria e si scoprono “generazione”). Ecco, quindi, il racconto della famiglia che dalla Calabria si sposta a Roma, i primi passi del piccolo Rino, la passione per la musica, le amicizie e gli amori, l’approccio al mondo artistico romano, l’inizio di una carriera schiettamente contro. Continua

Quando l’uomo è libero nel suo diverso abitare

Giulio Gasperini
AOSTA – L’abitazione rientra nella definizione dell’essere umano. Nel senso che, per certi versi, ne contribuisce a definire i limiti, i contorni. Ogni popolazione del mondo ha un diverso modo di abitare, una diversa idea della casa: nessuna di queste è più vera né più legittima. L’insegnamento dell’antropologia è questo, da sempre; ma adesso Andrea Staid, nel suo volume Abitare illegale. Etnografia del vivere ai margini in Occidente, edito da Le Milieu Edizioni, sposta lo sguardo su un aspetto del vivere umano che spesso passa in secondo piano: l’abitazione e la casa.
L’abitare ha da sempre condizionato la storia del genere umano. Il tentativo di cercare un luogo è sottinteso al bisogno di “esserci”, tra una divisione – come sostiene Remotti – tra un’esigenza di intimità e una spinta all’aprirsi al mondo intero, che sta fuori. L’etimologia del verbo abitare, come ben sottolinea Staid nel primo capitolo del suo pamphlet, si riferisce all’“aver consuetudine in un luogo”; ovvero, a frequentarlo così tanto e così compiutamente da conoscerlo bene, in tutti i suoi aspetti.
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“Il Dio Selvaggio” di Al Alvarez: il lungo rapporto tra suicidio e letteratura

Giorgia Sbuelz
ROMA – Partendo dalla constatazione che forse metà della letteratura di tutto il mondo parla di morte, il poeta e saggista Al Alvarez affronta il tema nell’ opera Il Dio Selvaggio – Suicidio e letteratura un classico uscito nel 1972, riproposto qui dalla casa editrice Odoya.

Come tiene a precisare l’autore, il suo “non è un lavoro sul suicidio nella letteratura, ma è sul suicidio e la letteratura”. Non analizza in che modo gli autori si siano sbarazzati di un determinato personaggio, bensì  vuole venire a capo delle dinamiche di fascinazione che questo gesto ha suscitato nell’immaginazione creativa di chi l’ha compiuto, o solo tentato. Si parte quindi da una lettura storica, finendo per analizzare il carattere sociale e morale assunto dal suicidio nel corso dei secoli. Continua

Baldini&Castoldi: “Fozza Cina” di Sabrina Carreras e Mariangela Pira

Daniela Distefano
CATANIA “Dalla Pirelli alla moda al calcio, l’Italia sta diventando una colonia cinese?”
Se lo chiedono nel saggio Fozza Cina (Baldini&Castoldi) due affascinanti donne del giornalismo italiano, Sabrina Carreras e Mariangela Pira. Un libro che è già un cult, scritto con la verve dell’inviato e la meticolosità dell’esploratore che fa una ragionata scoperta: la Repubblica Popolare non è più soltanto la culla dell’export low cost ma è entrata da protagonista nel salotto buono della nostra industria e nei settori strategici del nostro Paese.
Non eravamo noi italiani a delocalizzare la produzione in Cina attratti da una mano d’opera a basso costo? Possibile che da predatori siamo diventati prede? E quanto facili prede? Per Pechino tutto questo rappresenta il suo ingresso nel cuore del capitalismo italiano. Continua

La nuova attualità della vecchia disobbedienza civile.

Giulio Gasperini
AOSTA – Il pamphlet di Henry David Thoreau è anagraficamente datato. Proclamato nel 1848 nella Sale delle assemblee di Concord, nel Massachusetts, e pubblicato l’anno successivo negli Stati Uniti per protesta contro la politica estera. Thoreau si rifiutò di pagare le tasse allo stato, finendo – per questo – in carcere, ma aprendo la strada a un atteggiamento che fu definito di Disobbedienza civile e che tanto alimenterà la dottrina e l’ideologia dei movimenti di non violenza, come quelli di Martin Luther King, Gandhi e don Milani. Oggi, a distanza di oltre un secolo e mezzo, Piano B edizioni è tornato a pubblicare il pamphlet, che si viene a costituire, in questo modo, come una lettura di nuovo attualissima e indispensabile per capire gli ansiosi e angoscianti cambiamenti di questi ultimi anni.
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Anteprima Exòrma: “Dalla Corea del Sud”, il paese a forma di tigre raccontato da Maria Anna Mariani

Giorgia Sbuelz
ROMA – Johyeon, Corea del Sud. Qui ci si sente troppo vicini a Pyongyang, capitale della Corea del Nord, e troppo lontani dall’occidentalizzata Seul.

Una cittadina di campagna, Johyeon, che pare non abbia nulla di attraente, ma per Maria, che ha conseguito il dottorato di ricerca in teoria della letteratura, è una valida alternativa al precariato e sicuramente un’ottima occasione da scrivere. La giovane studiosa vuole infatti “farsi succhiare  un po’ di metafore e ridersi addosso”, vuole superare la fase solipsista della narrativa tanto cara ai viaggiatori, poiché non è una viaggiatrice, ma è una testimone del suo tempo. Si affida pertanto alla posta elettronica, anzi vuole inondare di email il suo vecchio mondo, per rimanerci saldamente ancorata. Nasce in questo modo l’opera Dalla Corea del Sud. Tra neon e bandiere sciamaniche, di Maria Anna Mariani, in libreria per Exòrma Edizioni dal 28 settembre. Continua

Bompiani: “Paesaggi e personaggi” di Gillo Dorfles

Daniela Distefano
CATANIA “L’arte è l’unica passione a cui sono rimasto fedele sempre, sin dalle prime folgorazioni dell’astrattismo di Klee e di Kandinskij”. Siamo abituati a vederlo come il più saggio dei grilli parlanti, di certo il più longevo critico del nostro tempo. Gillo Dorfles nasce a Trieste il 12 aprile del 1910. E’ la personalità che ha coltivato i più intensi rapporti internazionali con estetica e arte in tutto il mondo. Formatosi in area centroeuropea e ultimati gli studi universitari a Milano e Roma, ha studiato, assimilato, metabolizzato l’ Estetica angloamericana e quella dell’Est europeo.
In questo agile opuscolo – Paesaggi e personaggi (Bompiani) – raccoglie appunti e ricordi di un vasto repertorio esperienziale. Il suo è un viaggio con la mente e il corpo: tra Italia, Europa, America, e Oriente, un giro del globo alla ricerca del cerchio che racchiude l’anima. Continua