Intervista a Davide Bregola: “Fossili e storioni”, reportage da un fazzoletto di terra che è il mondo

Giulia Siena
PARMA
Fossili e storioni. Notizie dalla casa galleggiante, il nuovo libro di Davide Bregola pubblicato da Avagliano, è un reportage di un viaggio lungo il Po. La narrazione, attenta, analitica e – a tratti – poetica, scaturisce da un contatto diretto con il grande fiume che avvicina e accomuna diversi territori, molte persone, tante differenti realtà. Bregola, infatti, ha deciso di spogliarsi della quotidianità e immergersi nell’atmosfera fluviale fatta di silenzi, ritmi, pregi e limiti: per diversi mesi la sua dimora è stata una casa galleggiante. Da lì ha raccontato; dopo aver osservato, ascoltato, toccato e assaporato il fiume e le sue storie. Ma il viaggio di Davide Bregola nella Pianura Padana è cominciato molto tempo prima: la sua scrittura, infatti, è sempre stata legata a questo paesaggio modellato dal tempo e dall’acqua. Quale occasione migliore, quindi, se non la pubblicazione e la lettura di Fossili e storioni per conoscere meglio un autore che vive la scrittura e, attraverso essa, guarda al mondo?

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Intervista: “Come vele sopra il male”, decimo libro di Sandro Capatti

Giulia Siena
PARMA
– La malattia è un baratro: ci cadi dentro, quando meno te lo aspetti. La malattia è uno specchio: ti guardi, cambi, stenti a riconoscerti, ti sforzi di sorridere, ti accorgi delle lacrime. La malattia è vita: ancora, ferita e deturpata, ma ancora vita che segue le sue emozioni, che lotta ogni giorno, come sempre, come prima che arrivasse. La malattia è un caleidoscopio di colori. Ed è dai colori che inizia la nostra chiacchierata con Sandro Capatti, autore di Come vele sopra il male. Il libro – il decimo per il fotoreporter romagnolo – sarà in libreria a partire dal 18 luglio pubblicato da Athenaeum Edizioni Universitarie.

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Interviste: L’angolo retto, da sogno a libreria indipendente

Giulia Siena
LOCOROTONDO
– Locorotondo si erge fiera su una collina; la città – illuminata da una luce intensa – si guarda attorno, tra viti e trulli. La sua è una storia antica, una di quelle che affascina i turisti e rende fieri i residenti. Locorotondo rappresenta quella Puglia che non è mai morta, che non è mai appassita, anzi, ha trovato la forza di evolvere e fiorire. Ci troviamo in territorio di Bari, al confine con le province di Brindisi e Taranto, qui la cultura ha ancora vita, qui non ha mai smesso di alimentare i sogni di coloro che ancora credono nel proprio territorio e nelle proprie capacità. Qui, nella sua amata Locorotondo, il giovane imprenditore Paolo Giacovelli (nella foto in basso) ha dato vita alla Giacovelli Editore e nel 2017 alla Libreria L’angolo retto. Vediamo come è nato questo progetto.

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Intervista: Ka Book, librai indipendenti e intraprendenti al Quadraro Vecchio

Marilena Giulianetti
ROMA – Spesso ci leggete raccontare gioie e dolori dell’editoria indipendente. Ma, da indipendenti, la vita non è facile neppure per i librai: fuori dalle catene la gestione di una libreria è un’attività molto complessa nei piccoli centri come nelle grandi città. Di questa realtà, complessa e al tempo stesso affascinante, ne parliamo con i gestori di Ka Book , nuova libreria nata all’interno dello storico quartiere Quadraro Vecchio, a Roma (via dei Juvenci 69).

Una piccola libreria nel quartiere di una grande città. Una nuova piccola realtà culturale che alimenta e movimenta il territorio. Al Quadraro vecchio ecco la libreria indipendente Ka Book, gestita da Marianna Piero e Andrea. Come nasce Ka Book?
La libreria Ka Book è una realtà giovanissima all’interno del Quadraro, quartiere un po’ particolare, oggi multietnico e con una storia molto forte alle spalle. Camminando per le sua strade ci siamo accorti che mancava qualcosa, anche dal punto di vista urbanistico. Abbiamo sentito l’assenza di un punto di raccolta per le persone che lo abitano. Continua

“Città senza mura”, la poesia è una valorosa guerriera. Intervista a Flavio Pagano

Giulia Siena
PARMA“Amo le storie / di chi non fa la Storia. / La pazienza di chi bussa / alla porta di una casa vuota. / La forza di chi sceglie la salita / e la dolcezza di chi si guarda indietro. / Non so raccontare / il mio sentire più profondo / ma lo porto con me / in quella valigia / che non disferò mai”. Flavio Pagano ha aperto quella valigia e ha lasciato che il suo sentire più profondo trovasse la strada della parola; una parola – quella di Pagano, scrittore e giornalista – che in Città senza mura si fa interprete delle emozioni più recondite e immediate. La parola emerge attraverso suoni delicati e accordati a ritmo del tempo trascorso e della melodia presente. In questa raccolta, pubblicata nella collana di poesia Rosso Sospeso da Fuorilinea Editore, confluiscono gli scritti poetici che hanno dato rifugio e lucidità, stasi e asilo all’autore napoletano. Sono versi sciolti e poesie strutturate in esametri, settenari ed endecasillabi, simbolo di una scrittura immediata o soppesata, causa e conseguenza di una sensibilità acutizzata dall’analisi, dall’ironia e dalla sofferenza.
Città senza mura è resa e richiesta; abbandono al cospetto della vita e preghiera di amore scevro da limiti o imposizioni. Le composizioni – divise secondo la tipologia e il periodo – sono state scritte lungo un arco di tempo molto esteso; solo l’ultima sezione, “Diario di un addio”, sono testimonianza della partecipazione al dolore e alla malattia e narrano la durezza del distacco. Quest’ultima sezione, infatti, chiude un’ideale trilogia insieme ai romanzi “Perdutamente” e “Infinito presente”, firmati da Pagano negli ultimi anni. Continua

Interviste: “Neghentopia”, Matteo Meschiari narratore di una terra al collasso

Giulia Siena
ROMA – Deserti naturali, povertà di affetti, scontro di civiltà, silenzio e polvere: la lotta umana in un mondo alla resa dei conti. Tutto quello che doveva succedere è successo; Neghentopia recensito qualche giorno fa tra queste pagine – ne fotografa il vuoto, l’assenza, gli ultimi bagliori di luce prima del buio più profondo. Nessuna pietà, nessuna nuova possibilità; qui finisce tutto e non è stata, certo, una sorpresa. Matteo Meschiari usa il proprio linguaggio per fotografare un presente grottesco e tragico. L’autore di Neghentopia in un’intervista di ChronicaLibri.

Neghentopia è un quadro dalle tinte fosche, è premonizione, è un esercizio per esorcizzare la paura, è scrittura di fantascienza e realtà. Cos’è Neghentopia per Matteo Meschiari?
Un libro per poter parlare con le persone che incontro di due o tre problemi seri che dovremmo cominciare ad affrontare. Un testo politico prima che letterario. Il neoliberismo cannibale, l’esaurimento delle risorse, il collasso ambientale, ad esempio. Continua

Festival Internazionale della Letteratura di Viaggio, la seconda edizione è alle porte. Intervista a Patrizio Zurru

Giulia Siena
CAGLIARI – Scoprire nuovi luoghi e bei libri; lasciarsi catturare dalla bellezza, rapire dalle parole: il Festival Internazionale della Letteratura di Viaggio arriva alla sua seconda edizione. Comincerà venerdì 1 settembre, infatti, la manifestazione itinerante che si svolgerà in diverse location nell’arco di cinque giornate per approdare a Cagliari il 10 settembre. Due week-end all’insegna della cultura, della letteratura che è viaggio e quindi incontro, confronto e condivisione; dal sud della Sardegna un ponte tra culture differenti, costruito attraverso l’impegno degli imprenditori e delle istituzioni locali e dalle parole di importanti autori del panorama editoriale italiano. Ma abbiamo chiesto a Patrizio Zurru (nella foto in basso), tra gli organizzatori del Festival Internazionale della Letteratura di Viaggio, di raccontarci l’evento che sta per cominciare. Continua

Interviste: Kublai, Libri Cibi e Incontri, il luogo che mette in relazioni parole e persone

Giulia Siena
LUCERA
– In questo spazio di libri le presentazioni avvengono su dei gradini, alle spalle di una vetrina e al cospetto di una sala da caffè con tanti scaffali e, di solito, moltissima gente. Alle volte si esce dalle stanze e si parla all’aperto. I lettori e i curiosi arrivano per ascoltare autori e romanzieri, critici e attori provenienti da tutta Italia e giunti in quest’angolo di Puglia per disquisire di libri con la naturalezza che evoca questo luogo. Kublai, Libri Cibi e Incontri  (Via A. Gramsci, 27) da due anni sovverte quelle logiche che volevano tacitamente i luoghi culturali più importanti come prerogativa dei grandi centri metropolitani. Kublai, invece, cambia le silenti regole dell’editoria, crea vitalità e confronto, porta gli autori al contatto diretto con la gente, lontano dai salotti più conosciuti e fuori dalle solite rotte. Continua

Interviste: Mariangela Maggiore e il sogno di una libreria per bambini e ragazzi. “Il sasso nello stagno” a Lucera

Giulia Siena
LUCERAMariangela Maggiore (nella foto in basso) è un architetto e fin da piccola aveva un sogno: aprire una libreria e dar vita a storie e intrecci. Quel sogno nel cassetto è diventato realtà il 25 ottobre del 2014 quando Il sasso nello stagno ha spalancato le sue porte a giovani lettori.

 

Mariangela è l’anima di questa libreria nel centro storico della città, nata nella corte del Museo di Archeologia Urbana “Giuseppe Fiorelli” di Lucera. Qui in queste stanze si raccolgono e raccontano storie; partiamo dalla tua.
La storia della libreria Il sasso nello stagno comincia il 25 ottobre del 2014, giorno dell’apertura. Ma il progetto, il sogno di una libreria ha radici più profonde che sono da cercarsi nel Flauto Magico, la libreria indipendente che i miei genitori avevano – anni fa – qui in città. Da bambina ho vissuto tra gli scaffali, ho assaporato l’aria e la vita di quel luogo suggestivo. Dopo essere diventata architetto, aver esercitato la professione, ho sentito l’esigenza di dare vita a quel progetto nascosto nel cassetto, creare una libreria per bambini e ragazzi. Continua

“Teatro 360° riabilitare, educare, essere…”: fotografia per raccontare il teatro sociale

CAPATTI_Teatro 360° riabilitare, educare, essere... CHRONICALibriGiulia Siena
PARMA – Da lì dove questo progetto è nato, circa tre anni fa, dalle carceri, lì è tornato sotto forma di libro per ricominciare il viaggio. Stiamo parlando di Teatro 360° riabilitare, educare, essere…, il libro del fotoreporter Sandro Capatti pubblicato da Edit Faenza e presentato la scorsa settimana nella Casa di Reclusione di Opera, a Milano. Dopo il successo dello scorso anno con Una luce per la memoria, una luce per la libertà, Capatti torna in libreria narrando – attraverso le fotografie – degli ultimi e colmando una lacuna editoriale legata al teatro sociale. “Il teatro non può essere solamente una forma espressiva, non è unicamente spettacolo, maschere e grandi manifestazioni – ha spiegato Sandro Capatti durante la nostra chiacchierata – ma il teatro è l’unica forma d’arte che un essere umano possa indossare”. Continua