In viaggio con… Mirko Pallera

Bentrovati all’appuntamento di “In viaggio con…”: la nuova rubrica di audiointerviste, che anima il nostro Canale Youtube.

Antonio Carnevale e Massimiliano Augieri, due navigati e affascinanti speaker radiofonici, intervistano per noi gli autori delle più importanti novità editoriali.

Questa settimana è ospite Mirko Pallera con il suo “Create! Progettare idee contagiose (e rendere il mondo migliore)”.

Per ascoltare l’intervista cliccate su questo link:

Intervista a Mirko Pallera su CHRONICAtube

Oppure accedete direttamente al Canale Youtube, dal video a destra. BUON ASCOLTO!

Mirko Pallera – Create! Progettare idee contagiose (e rendere il mondo migliore)

Sebbene “farlo virale” sia oggi l’ambizione di tutti i pubblicitari e comunicatori in genere, nessuno finora era riuscito a spiegare il vero segreto della viralità. L’autore, da tempo alla ricerca del “santo Graal” della comunicazione, ha trovato la formula per progettare una campagna in grado di “contagiare” un gran numero di persone. Una formula chiara, utile e semplice per progettare il viral-dna di un’idea, alla base di successi come quelli di T-Mobile e Nike, marchi che riescono a ottenere il massimo dagli investimenti utilizzando appieno l’enorme potenziale dei social media. (Sperling&Kupfer, 2012, €18.00)

In viaggio con… Pino Bruno

 

Bentrovati all’appuntamento di “In viaggio con…”: la nuova rubrica di audiointerviste, che anima il nostro Canale Youtube.

Antonio Carnevale e Massimiliano Augieri, due navigati e affascinanti speaker radiofonici, intervistano per noi gli autori delle più importanti novità editoriali.

Questa settimana è ospite Pino Bruno con il suo “Dolce Stil Web. Le parole al tempo di Internet”.

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Intervista a Pino Bruno su CHRONICAtube

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Pino Bruno – Dolce Stil Web. Le parole al tempo di Internet

Il web è il Nuovo Mondo di oggi, virtuale sì ma non più di tanto. Da oltre dieci anni le persone si incontrano in Rete e, come i primi mercanti che attraversavano mari e deserti, hanno cominciato a dialogare in una strana lingua. Uno slang che è un misto di inglese, spagnolo, informatica, neologismi, goliardia, strane faccine fatte di punteggiatura e icone animate. Con il tempo quell’idioma è diventato di uso comune ed è entrato a far parte del nostro vocabolario. Chattare, uploadare, downloadare, rippare, scaricare, blobbare, craccare. Siamo ormai abituati a frasi come: “Ti mando una mail con l’allegato. Lo zippo perché è ingombrante”. I giornali ci informano che il digital divide preoccupa i governi di tutto il mondo e che la polizia è sempre a caccia di cyberpedofili e responsabili di phishing. D’accordo, ma se volete che la gente si preoccupi, fate in modo che almeno capisca di cosa parlate! Questo libro è la bussola indispensabile a tutti i navigatori del web, a chi vuole capire e soprattutto non farsi ingannare da sedicenti guru, falsi profeti e imbonitori tecnologici. (Sperling&Kupfer, 2010, €16.00)

In viaggio con… la Sora Cesira

ROMA – Bentrovati all’appuntamento di “In viaggio con…”: la nuova rubrica di audiointerviste, che anima il nostro Canale Youtube.

Antonio Carnevale e Massimiliano Augieri, due navigati e affascinanti speaker radiofonici, intervistano per noi gli autori delle più importanti novità editoriali.

Questa settimana è ospite La Sora Cesira con il suo successo “Nel bene, nel male e nel così così”

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Intervista alla Sora Cesira su CHRONICAtube

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Sora Cesira – Nel bene, nel male e nel così così

Mi chiamo Sora Cesira, ho l’età di Marilyn Manson al quadrato, diviso gli anni di Shrek meno il metabolismo basale di Cenerentola quando ha il ciclo. Ho fatto la scuola dell’obbligo e vi assicuro che nel mio caso la definizione è oltremodo azzeccata. Ho intrapreso numerose carriere scolastiche e non, e di tutte porto ancora i segni tangibili. I miei hobby sono: il collezionismo di eurini, la cacca e la pace nel mondo. L’ultimo film che ho visto aveva l’audio con i marocchini che ridevano e tossivano. Non so mai dove mettere le virgole. Penso che l’Italia sia un paese molto carino e senza speranza. Sono una persona buona. Credo.”
Se la Sora Cesira esista poi davvero, nessuno lo sa e forse poco importa. Quello che conta è che, fin dai tempi del suo grande successo, The Arcore’s Nights, quando lei guarda all’Italia, alla politica e alle nostre manie coglie sempre nel segno. Ci fa divertire. E ridere, molto spesso di noi stessi. Nel bene, nel male e nel così così riunisce tutto il meglio del Cesira-pensiero. E quindi tutto il meglio di noi italiani. Che facciamo la spesa al discount, tentiamo di dimagrire facendo spinning e compriamo solo gialli svedesi che poi usiamo come fermaporte.

(Biblioteca Umoristica Mondadori, 2011, €16.50)

In viaggio con… Antonio Menna e uno Steve Jobs napoletano

ROMA – Bentrovati all’appuntamento di “In viaggio con…”: la nuova rubrica di audiointerviste, che anima il nostro Canale Youtube.

Antonio Carnevale e Massimiliano Augieri, due navigati e affascinanti speaker radiofonici, intervistano per noi gli autori delle più importanti novità editoriali.

Questa settimana è ospite Antonio Menna con il suo successo “Se Steve Jobs fosse nato a Napoli”

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Intervista ad Antonio Menna su CHRONICAtube

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Antonio Menna Se Steve Jobs fosse nato a Napoli

Due ragazzi chiusi in un garage si inventano il computer del futuro: leggero, veloce, dal design innovativo, che non si blocca e non prende virus. Se fossimo in America, la storia avrebbe un lieto fine, fatto di soldi, gloria e successo.È andata così a Steve Jobs e alla sua Apple. Ma siamo a Napoli, dove il genio non basta a cambiare un destino. Lo sanno bene Stefano Lavori e Stefano Vozzini, due ragazzi dei Quartieri Spagnoli, che per avviare l’attività e vendere il loro rivoluzionario computer si scontrano con il peggio del Belpaese: in Italia i prestiti si fanno solo a chi ha già i soldi, le regole sono scritte per gli scemi perché i furbi se le scrivono da soli, i bandi li vincono gli amici di amici, la burocrazia chiude un occhio su chi è ben ammanigliato, ma li tiene spalancati sui poveracci. E ammettendo che i due guaglioni siano abbastanza affamati e folli da non arrendersi, quando ci si mette di mezzo la camorra il loro sogno va letteralmente in fumo.O, almeno, così sembra. Questo racconto, tanto amaro quanto esilarante, è nato come post sul blog dell’autore e in poche ore ha fatto il giro del mondo prima di diventare un libro.Antonio Menna spiega in modo divertito e insieme spietato la condizione di un Paese che sguazza nei suoi mali e incoraggia le buone idee ad andarsene. E ci svela perché da noi la Apple non sarebbe mai nata. E forse Steve Jobs sarebbe finito a vendere le pezze al mercato. (Sperling & Kupfer Editori, 2012, €10.50)

 

Sabato 16 giugno ore 18: ChrL esce allo scoperto e vi aspetta al N’Importe Quoi

ROMA ChronicaLibri esce allo scoperto e invita lettori, autori ed editori a un aperitivo dal retrogusto letterario. Dopo quasi due anni dalla sua nascita, ChronicaLibri sceglie una libreria caffè nel centro storico capitolino per chiacchierare e incontrare tutti i suoi interlocutori. Sabato 16 giugno alle ore 18 presso il N’Importe Quoi di Roma (via Beatrice Cenci, 10 – zona via Arenula) la redazione avrà il piacere di ascoltare la voce degli editori, dibattere con gli autori e conoscere i suoi lettori. Un momento conviviale che vuole essere il fulcro di un lavoro quotidiano verso il libro. Infatti, ChronicaLibri è il giornale nato dalla passione per la lettura e il libro e intorno a esso ruota l’impegno di sette professionisti della comunicazione, amanti ciechi delle trame letterarie e degli scaffali di tutte le librerie terrestri.
Noi, da giornalisti, ci chiediamo dove sta andando il libro e verso dove sta virando il mercato editoriale. Noi, da giornalisti, vogliamo capire se il nostro lavoro, il nostro impegno costante nei confronti della promozione del libro e del suo contenuto sia ancora un’avventura che vale la pena perseguire.

 

“Prendila con filosofia!”

Stefano Billi
ROMA – Che cos’è la filosofia? Cosa vuol dire “amore per il sapere”?

Per la maggior parte delle persone la filosofia si manifesta come una materia di studi liceali, che per tre anni si è costretti ad imparare: nozioni, concetti, sforzi mentali – anche ardui – per una disciplina che i più fortunati (o sfortunati, a seconda della prospettiva del lettore!) dovranno approfondire solo per poco tempo della loro carriera scolastica. Dunque, uno sforzo limitato nel tempo, ecco il significato ultimo che taluni potrebbero dare alla filosofia, relegandola ad una sorta di “naya” del pensiero.

Fortunatamente, la filosofia non è affatto questo.

A testimoniarlo, tra gli innumerevoli testi che l’umanità ha conosciuto, c’è l’interessantissimo libello “Prendila con filosofia!”, edito da Il Melangolo, che racchiude al suo interno una serie di massime di pensiero di alcuni tra i più imponenti filosofi greci dell’antichità, tant’è che l’opera riporta – come autori – la dicitura “Socrate & C.”.

L’opera si suddivide in una settantina di tematiche di vita quotidiana – come l’amore, la morte, la virtù, l’odio, la libertà, il tempo – affrontate attraverso il contributo di quel manipolo di pensatori ellenici succitati, come se si chiedesse ad uno di essi la propria risposta in merito alle grandi questioni dell’esistenza.

Così, in poche righe, si conosceranno massime d’esperienza che aiutano a riflettere sul senso profondo delle cose e su come i problemi che ci affliggono spesso possano essere risolti facendo ricorso alla filosofia, che diviene dunque un modus vivendi da coltivare quotidianamente.

Tant’è che le origini della filosofia la tratteggiano, più che come una scienza o un lusso speculativo, piuttosto come una riflessione collegata fortemente alla realtà quotidiana, praticata per le strade, nelle piazze, a riprova della sua “utilità pratica”.

Il libro, perciò, lungi dal voler rappresentare un trattato filosofico o una dissertazione sui massimi sistemi, ha il pregio invece di manifestarsi come una serie di esercizi di pensiero sui temi importanti per la vita di ognuno. Praticando costantemente la filosofia e lasciandosi aiutare dall’imprescindibile contributo di quei filosofi che hanno determinato l’evoluzione culturale dell’umanità, il lettore può davvero plasmare la propria coscienza per arrivare così ad una vera salute dell’animo, indispensabile quanto la salute corporea.

Per dirla alla maniera dei curatori dell’opera, “prendila con filosofia significa dunque: sforzati di prenderti cura della tua vita attraverso gli esercizi filosofici“, col vigoroso incitamento proveniente dai quei maestri greci ad allenare la propria esistenza, per diventare concretamente libero!

Allora cosa aspetti?

“Prendila con filosofia!”

Piccola guida romana agli spacci di Letture vintage. Seconda puntata: i negozi e le librerie.

Giulio Gasperini
ROMA –
Dopo le bancarelle, ecco i negozi, a Roma, che potete perlustrare e setacciare, divertendovi a frugare e rimestare, in cerca di quel libro che soltanto così potrà essere vostro. I negozi però, spesso, rispetto alle bancarelle, hanno costi più elevati: in genere, infatti, è possibile rinvenirvi antichi libri, in antiche edizioni (io, una volta, ho comprato una prima edizione di un romanzo di Alba de Céspedes, Dalla parte di lei, fuori stampa in Italia da decenni), che però hanno costi diversi, aggirandosi anche intorno ai dieci euro.
Il negozio più interessante di libri usati è sicuramente Invito alla lettura, su Corso Vittorio Emanuele II (283).


Qui avrete un’ampia scelta anche di occasioni: accanto all’offerta “4 libri a 10 euro”, potrete trovare anche delle edizioni rarissime – se non oramai estinte – di libri che sono capisaldi della letteratura italiana e mondiale. L’unica differenza è che questi ultimi hanno prezzi diversi, scritti generalmente a matita sull’ultima pagina: non sono certamente ‘convenienti’, ma certe volte non c’è niente come una prima edizione di un libro che si è amato; o che certamente si amerà! Un luogo dalla nobile vocazione (Rivolgiamo un’attenzione particolare al libro esaurito e raro del secolo appena passato, com’è scritto sul sito) è la libreria Simon Tanner, in Via Lidia 58/60. Qui potrete trovare antiche edizioni a prezzi vari: non proprio il luogo più economico di tutti ma pur sempre un must per gli amanti del settore vintage! Se volete unire un’esperienza alcolica alla ricerca di tesori librari, a Trastevere c’è Cioccolata e vino (Vicolo del Cinque, 11/a), dove si può sbirciare tra alcuni scaffali di libri a vari prezzi, concedendosi magari un peccato di gola, come gli shottini di cioccolato e liquore o provare le tante varietà di rum e assenzio. Il locale ha anche una sala, piccola ma graziosa, dove è possibile organizzare presentazioni di libri. Luogo decisamente più economico si trova in Largo Ettore Marchiafava (Viale Ippocrate): la Libreria degli studenti è un po’ caotica e dagli spazi angusti, a dir la verità, e con libri spesso in molto cattive condizioni; però veramente molto ricca di tesori: qui decisamente la vostra pazienza sarà messa a dura prova, ma le ricompense potrebbero essere straordinarie.
Non bisogna dimenticare il piano inferiore della Melbookstore, la grande libreria in Via Nazionale: scaffali e scaffali saturi di libri al 50% di sconto. Un altro luogo nascosto nelle pieghe della capitale, non lontano dalla Melbookstore, è la Esedra Libreria Internazionale, che si trova in via Torino 95 (all’interno della Galleria Esedra, traversa di Via Vittorio Emanuele Orlando): libri di vari prezzi e di varia importanza, ma comunque un luogo da esplorare. Chiudiamo l’articolo con la denuncia di una vergogna: ovvero, la recente chiusura della libreria Remainders, in Piazza San Silvestro. Per decenni e decenni (quarant’anni!) codesta libreria svolse un ruolo di primo piano nel panorama culturale della capitale, senza contare che offriva libri a prezzi stiacciatissimi: una vera e propria oasi di pace e beatitudine per i feticisti delle letture vintage. Era l’ultima libreria del gruppo, dopo che tutti i più di centoquaranta punti vendita in tutta Italia erano stati costretti a chiudere: solo a Roma resistette. Ma la crisi l’ha spezzata, sconfitta. L’affitto del fondo era esosamente cresciuto, impossibile da affrontare; le vendite crollate; l’interesse svanito. Ci furono raccolte di firme, massicce proteste, voci insistenti che si sollevarono per difendere la libreria. Le istituzioni non mossero un dito (nemmeno fecero finta), e la libreria, il 31 luglio 2009, abbassò per l’ultima volta le saracinesche.