HOP: “Marina”, vita, arte e coraggio di Marina Abramovic

Giulia Siena
PARMA“Un giorno, sdraiata sull’erba, vede alcuni aerei volare e lasciare la loro scia dopo il passaggio. Capisce allora di voler fare arte in modo diverso dalla pittura, usando qualsiasi cosa o non usando alcuna cosa, rendendo il processo artistico più importante del risultato. Passerà tempo prima che arrivi a concepire la performance come il proprio personale modo di essere artista, ma Marina adolescente ha già intuito quale sarà il suo percorso di libertà”. Pensiero e metodo hanno forgiato la Marina Abramović donna e artista, colei che – covando la necessità di espressione e la voglia di emancipazione nell’ex Jugoslavia – è riuscita a dare un senso alla propria arte, sempre in evoluzione.

Marina viene raccontata nell’omonimo libro illustrato da Giulia Rosa e curato da Lorenza Tonani per la collana Per aspera ad astra della Hop Edizioni. Il racconto che emerge – tra le pagine ricche di bellissime illustrazioni – è un denso mix di determinazione e coraggio, sensibilità e caparbia. Marina cresce in un contesto familiare difficile: il padre Vojin e la madre Danica sono guardie d’élite nella Belgrado di Tito; ma la situazione politica e la guerra domestica tra i genitori non permettono a Marina di crescere serenamente. La frustrazione, la disapprovazione, le negazioni da parte della madre, faranno di Marina un’adolescente sofferente e riluttante che troverà nell’arte la sua vera origine. L’Accademia di Belle Arti diventa un’ancora di salvezza nel marasma quotidiano; qui, durante il Sessantotto, troverà rifugio e ispirazione cominciando a collaborare con il Gruppo 70. Le prime opere di Marina sono legate ai suoni. La ricerca della libertà continua e la porterà a legarsi a Nesa, il suo primo marito. L’arte si fa necessità e le performance di questi anni affrontano il tema del superamento della sofferenza emotiva e fisica, una costante nella vita artistica della donna. Con il tempo le cose cambiano, i confini si allargano e l’Abramović solca nuove strade e nuove collaborazioni: è ad Amsterdam che incontra Ulay, l’amore che attendeva, colui che le stravolgerà la vita e l’arte. Insieme cominciano a girare l’Europa, insieme pensano e sperimentano nuove performances portando i loro corpi a scoprire i propri limiti. Sono anni intensi, di sperimentazione ed equilibrio, anni di passione e studio, esplorazione e cambiamento. Marina trova il suo posto nell’arte, costruisce il proprio ruolo, ma da lì a poco – al cospetto della più grande performace svolta insieme – Ulay l’abbandonerà. Sarà per Marina morte e rinascita, rinnovamento e conferma.
Le imprese e gli amori, le decisioni e le sofferenze, le innovazioni e le ricerche fanno di Marina Abramović una delle icone dell’arte contemporanea; “la nonna della performance”, come ama definirsi, è colei che ha modificato il concetto di arte, collegando le azioni del corpo alla possibilità della mente.

Marina è la biografia che si aggiunge a quelle della collana Per aspera ad astra, esistenze eccezionali di grandi donne, libri che coinvolgono e appassionano.

Reggionarra 2018, due giorni dedicati alla narrazione

REGGIO EMILIA – Da venerdì 18 a domenica 20 maggio torna Reggionarra, il progetto culturale dedicato all’arte del narrare nato nel 2006 nell’ambito dell’Istituzione Scuole e Nidi d’infanzia del Comune di Reggio Emilia e di Reggio Children, in collaborazione con diverse istituzioni culturali pubbliche e private del territorio. Ispirato dalla convinzione che ogni persona possieda quel talento naturale a raccontare che trasforma ogni piccolo accadimento quotidiano in una straordinaria esperienza della vita, Reggionarra si sviluppa nell’arco dell’anno con diversi appuntamenti: percorsi di formazione per genitori, momenti narrativi nelle scuole o nel corso di eventi pubblici, la Notte dei Racconti a febbraio, in occasione del compleanno di Loris Malaguzzi, pedagogista, ideatore del Reggio Approach e, in primavera, l’evento che coinvolge tutta la città. Continua

Il manicomio di Villa Azzurra e la violenza sull’infanzia

Giulio Gasperini
AOSTA – Le Edizioni Gruppo Abele si distinguono per la loro attenzione chirurgica al sociale e alle sue problematiche: attraverso documenti, che sono cocenti testimonianze, le Edizioni permettono di sondare le questioni più scottanti e finanche fondanti e offrono ricerche accurate e documentate per non dover commettere errori di giudizio. Con la pubblicazione de Il manicomio dei bambini si confermano in questa coraggiosa linea di documentazione, contribuendo a creare una collettiva coscienza sociale. L’autore, Alberto Gaino, apre di nuovo i cancelli di Villa Azzurra, situata a Torino, tra Grugliasco e Collegno, al termine di Viale Lombroso, che per anni, tantissimi, troppi, è stata il “manicomio dei bambini”, anche se in alto, sulla sua facciata, continua a troneggiare la definizione di “Sezione medico-pedagogica”.
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Leggendo Crescendo: i 10 Libri sull’ambiente, l’inquinamento e la scienza da regalare ai ragazzi

Giulia Siena
PARMA – C’è un mondo lì fuori che merita di essere conosciuto. C’è un mondo che merita di essere ascoltato, considerato e che necessita di cure. La terra brontola e sbraita; la terra reclama attenzione e noi dobbiamo metterci in ascolto perché sono ormai troppi i segnali che ci invia e che noi non consideriamo. Noi dovremmo imparare da piccoli a farci ascoltatori, osservatori e custodi; dovremmo riconoscere i richiami, aguzzare l’udito, la vista, il tatto e l’olfatto: dovremmo mettere i nostri sensi a servizio della terra poiché ci alleva, ci ospita e ci fa adulti. Continua

Più Libri Più Liberi: il 2017? Un anno di ripresa

Marilena Giulianetti
ROMA – Uscire dalla crisi si può? Sembra proprio di sì. Almeno se si tratta di libri.
Parla chiaro il report della Nielsen presentato nell’ambito di Più Libri Più Liberi 2017 in merito all’andamento del mercato editoriale nazionale (senza considerare le vendite online di Amazon e la grande distribuzione organizzata).
In generale, le vendite nei primi dieci mesi 2017 – confrontati al 2016 – riportano un + 0,5 nelle vendite a volume e + 2,9 il valore complessivo del mercato di libri cartacei.
Nello specifico i piccoli editori rappresentano il 39% del mercato generale confermandosi in crescita per il terzo anno consecutivo con + 0,6 % nelle vendite a volume e + 3.3 % il valore complessivo del fatturato. Continua

Interviste: Kublai, Libri Cibi e Incontri, il luogo che mette in relazioni parole e persone

Giulia Siena
LUCERA
– In questo spazio di libri le presentazioni avvengono su dei gradini, alle spalle di una vetrina e al cospetto di una sala da caffè con tanti scaffali e, di solito, moltissima gente. Alle volte si esce dalle stanze e si parla all’aperto. I lettori e i curiosi arrivano per ascoltare autori e romanzieri, critici e attori provenienti da tutta Italia e giunti in quest’angolo di Puglia per disquisire di libri con la naturalezza che evoca questo luogo. Kublai, Libri Cibi e Incontri  (Via A. Gramsci, 27) da due anni sovverte quelle logiche che volevano tacitamente i luoghi culturali più importanti come prerogativa dei grandi centri metropolitani. Kublai, invece, cambia le silenti regole dell’editoria, crea vitalità e confronto, porta gli autori al contatto diretto con la gente, lontano dai salotti più conosciuti e fuori dalle solite rotte. Continua

Interviste: Mariangela Maggiore e il sogno di una libreria per bambini e ragazzi. “Il sasso nello stagno” a Lucera

Giulia Siena
LUCERAMariangela Maggiore (nella foto in basso) è un architetto e fin da piccola aveva un sogno: aprire una libreria e dar vita a storie e intrecci. Quel sogno nel cassetto è diventato realtà il 25 ottobre del 2014 quando Il sasso nello stagno ha spalancato le sue porte a giovani lettori.

 

Mariangela è l’anima di questa libreria nel centro storico della città, nata nella corte del Museo di Archeologia Urbana “Giuseppe Fiorelli” di Lucera. Qui in queste stanze si raccolgono e raccontano storie; partiamo dalla tua.
La storia della libreria Il sasso nello stagno comincia il 25 ottobre del 2014, giorno dell’apertura. Ma il progetto, il sogno di una libreria ha radici più profonde che sono da cercarsi nel Flauto Magico, la libreria indipendente che i miei genitori avevano – anni fa – qui in città. Da bambina ho vissuto tra gli scaffali, ho assaporato l’aria e la vita di quel luogo suggestivo. Dopo essere diventata architetto, aver esercitato la professione, ho sentito l’esigenza di dare vita a quel progetto nascosto nel cassetto, creare una libreria per bambini e ragazzi. Continua

A tutto volume: dal 16 al 18 giugno l’ottava edizione del festival di Ragusa

RAGUSA Dal 16 al 18 giugno appuntamento con l’ottava edizione di A TUTTO VOLUME, la festa dei libri di Ragusa con un fitto intreccio di luoghi, libri e scrittori e cinque sezioni: director’s cut, history telling, masterclass, fantasy lab, social upgrade, biography, taste of life.

“Scrivere, camminare, fiorire” è il titolo dell’incontro inaugurale che vedrà l’ospite Serena Dandini conversare con Paolo Di Paolo, guest director con Loredana Lipperini, Antonio Calabrò, e Massimo Cirri (director’s cut). I quattro, già ospiti delle passate edizioni, hanno costruito parte del programma con il direttore artistico, ideatore e promotore del festival Alessandro Di Salvo, scegliendo alcuni dei libri che presenteranno a Ragusa con i loro autori. Continua

“Canituccia”: Matilde Serao e la narrazione verista

Giulia Siena
PARMA – Arrivano come pulci nell’orecchio, di quelle che provocano prurito e calamitano l’attenzione; saltellano di testa in testa diffondendo la voglia di lettura. Portano messaggi e storie di epoche passate, narrate magistralmente da grandi autori della letteratura internazionale che dipingono vicende di bambini e ragazzi di tempi lontani. Raccontano un mondo severo e spesso troppo grande per i giovani protagonisti. Canituccia è “una pulce nell’orecchio“; Canituccia è uno dei tre titoli con cui si apre la collana di Orecchio Acerbo Editore illustrata in modo sublime da Fabian Negrin. Continua

Bompiani: “Lunedì o martedì. Tutti i racconti” di Virginia Woolf

Daniela Distefano
CATANIAVirginia Woolf è stata molto più che una lungimirante scrittrice: ha rappresentato il varco tra il mondo visto dagli uomini e per gli uomini e la nuova entità femminile in cerca di una comprensione di sé meno evanescente e succube. In che rapporto stanno, i racconti di Virginia Woolf, con i suoi romanzi più celebri? Con Mrs Dalloway, con Gita al faro, con Le onde?
L’impressione è che, lungi dall’essere “little things”, molti di questi racconti – confluiti nella raccolta Lunedì o martedì edita da Bompiani – raffigurino altrettanti punti nevralgici della migliore produzione della scrittrice inglese. Sono snodi, intuizioni, idee concentrate, ipnotiche che non hanno a volte neanche una trama in senso classico (si legga per esempio il racconto La macchia sul muro). Si avverte un nuovo approccio alla narrazione. Continua