“Rino Gaetano. Essenzialmente tu” di Matteo Persica, Odoya

Marilena Giulianetti
ROMA – Si dice a volte che il tempo renda giustizia. Deve pensarla così Matteo Persica che, dopo l’affascinante ritratto di Anna Magnanisi cimenta in Rino Gaetano. Essenzialmente tu, anche questo edito dalla casa editrice Odoya e in libreria da pochi giorni.

Matteo Persica contestualizza il periodo storico e sociale in cui si muovono i giovani negli anni ’60 e ’70 (che per la prima volta diventano categoria e si scoprono “generazione”). Ecco, quindi, il racconto della famiglia che dalla Calabria si sposta a Roma, i primi passi del piccolo Rino, la passione per la musica, le amicizie e gli amori, l’approccio al mondo artistico romano, l’inizio di una carriera schiettamente contro. Continua

“Musica di merda”, viaggio nella popolarità di Céline Dion

musica di merda_wilson_ISBNMILANO – Sarà in libreria da giovedì 30 ottobre e, già dal titolo, promette grandi chiacchiere. È Musica di merda, Parliamo d’amore e di Céline Dion, ovvero perché pensiamo di avere gusti migliori degli altri, il libro pubblicato da ISBN Edizioni e scritto da Carl Wilson (critico musicale di Slate e collaboratore del New York Times, Atlantic, Hazlitt, Globe & Mail). A partire dal colossale successo dell’album di Céline Dion Let ’s Talk About Love, quattordici scrittori si imbarcano in un intrigante viaggio ai confini del cattivo gusto.

 

Nel 2007, Carl Wilson decise di capire cosa si nascondeva dietro la popolarità (e, all’estremo opposto, il sarcasmo) di cui era oggetto una delle maggiori popstar del mondo, Céline Dion. La cantante canadese rappresentava la candidata ideale, seppur inconsapevole, per indagare un fenomeno che riguarda tutti noi, in quanto consumatori di prodotti culturali: come scegliamo di definire noi stessi, nel momento in cui stabiliamo cosa è «di qualità», e cosa non lo è. Il risultato è un testo che nel corso degli anni è diventato un classico della critica musicale: divertente e colto, trasversale e geniale. Un libro mai apparso prima in Italia, che in questa versione aggiornata è reso ancora più completo da tredici nuovi interventi di alcuni tra gli autori più giovani e interessanti della scena letteraria e giornalistica americana.

 

Carl Wilson con i contributi di James Franco, Mary Gaitskill, Sheila Heiti, Nick Hornby, Krist Novoselic, Ann Powers, Marco Roth.

 

Arriva “Uomini” di Elisa Russo, uno spaccato di vita e musica dagli anni ’80 ai giorni nostri

UOMINI_odoyaGiulia Isaia
ROMA – C’era una Milano da bere e una underground. Lo scenario dal quale prende vita Uomini. I Ritmo Tribale, Edda e la scena musicale milanese è senza dubbio il secondo. La Milano degli anni ’80 – ’90 e la storia di una band fondamentale per il rock italiano sono il fulcro del racconto dell’autrice Elisa Russo, edito dalla Odoya all’interno della collana Odoya Cult Music. Lo scritto, da oggi in tutte le librerie, ha già in calendario una prima presentazione milanese, a Santeria, il prossimo 10 ottobre. Uomini di Elisa Russo è un racconto orale messo nero su bianco, un mix di interviste che vedono in primo piano gli interventi dei componenti Tribali: Andrea Scaglia (voce e chitarra); Andrea Briegel Filipazzi (basso); Fabrizio Rioda (chitarra); Alessandro Marcheschi (batteria); Luca Talia Accardi (tastiere); Stefano Edda Rampoldi (voce); Alessandro Zerilli (primo bassista dei Ritmo).
Un libro apparentemente riservato a una fascia di stretti conoscitori, amatori del genere e dei tempi narrati; in realtà Uomini si lascia leggere anche da fruitori distanti da quegli anni e dalla musica rock e punk, anima pulsante dei centri sociali di Milano a cavallo degli anni Novanta.

“I Ritmo Tribale mi travolsero, mi entrarono dentro in maniera differente – scrive l’autrice nell’introduzione – è difficile da spiegare, ma è una sensazione fisica, proprio come l’innamoramento”. Questa adorazione di Elisa Russo si percepisce dalle interviste che danno forma al racconto insieme ai testi delle canzoni dei Ritmo, anch’essi riportati proprio a voler dare una continuità, un chiarimento, uno stimolo da cui partire per appassionarsi alla loro storia. Le vicende personali dei giovani liceali che erano soliti incontrarsi a Piazza Grandi per dar vita alle loro canzoni (Uomini è una di queste), l’amicizia che li ha legati e li tiene insieme tutt’oggi, rivestono un ruolo di grande importanza all’interno della narrazione. Gli uomini che Elisa ci fa conoscere sono i giovani Tribali, ma anche tutti coloro che hanno gravitato attorno alla scena milanese di quel periodo proseguendo, sulla scia dei Ritmo, la strada del successo. E allora ecco comparire, tra gli altri, gli Afterhours, i Karma, i Casino Royale tutti testimoni della condivisione di un percorso, concretizzatosi nelle sale prove improvvisate a Villa Amantea o al Caf di via Cadore; fino all’esperienza del Jungle Sound, nella prima metà dei Novanta, studio di registrazione che ha visto passare artisti del calibro degli Oasis, Marco Morgan Castaldi, Jovanotti, Enrico Ruggeri, Vasco Rossi. Gli interventi di giornalisti e addetti ai lavori, discografici e tecnici del suono, manager, amici, fans e fidanzate rendono a tutta la storia dei Ritmo l’onore che merita. A toccare le corde dell’emotività contribuisce in maniera dominante la figura di Stefano Edda Rampoldi, straordinaria personalità che nel libro si racconta e si lascia raccontare. Travolgente voce dei Ritmo; artista dalle mille sfaccettature; debole, forse troppo, tanto da finire nel vortice dell’eroina. La caduta di Stefano rappresentò per l’intera band l’inizio della fine, non riconducibile soltanto all’assenza di un leader sul palco, di un frontman senza paragoni, quanto a ciò che per quegli uomini significò il distacco da un amico e l’impossibilità di aiutarlo. Stefano, a distanza di anni ce l’ha fatta e ora ha intrapreso la strada del solista (è in uscita il 28 ottobre il suo terzo lavoro discografico); gli altri, con una composizione rivisitata, hanno dato vita al gruppo NoGuru.

 

Il passato rimane nel cuore, ha segnato le vite dei Tribali e attraverso questa imponente raccolta di testimonianze, promette di toccare anche quelle di chiunque si avvicini alla loro storia.

 

I nostri 10 Libri per l’estate 2014 per gli incontentabili: “L’estate di Sgt. Pepper”

LepreROMA – Scegliendo tra i libri che quest’anno ci hanno regalato piacevoli momenti è nato #Sonoioiltuolibroperlestate2014, lo slogan che accompagna le nostre migliori letture.  Tra questi c’è “L’ESTATE DI SGT. PEPPER Come i Beatles e George Martin crearono Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” di George Martin, con la prefazione di Stefano Bollani pubblicato da La Lepre edizioni.

 

“La musica è fatta di movimenti meccanici: gente che batte, soffia, pizzica, gratta; ma alla fine il risultato non è tangibile,è sogno. La musica non si può toccare, o guardare. Si ha la sensazione di poterla vedere quando si osserva uno spartito, ma quello è soltanto un pezzo di carta. La musica non esiste senza un paio di orecchie funzionanti, e senza il tempo di poterle usare. Ecco il motivo per cui penso che sia la più bella di tutte le arti e mi manda a tal punto in estasi. Più che di ogni altra cosa, la musica ha bisogno di tempo”.

Jovanotti: le emozioni non finiscono, arriva “Ti porto via con me”

jovanotti_ti porto via con me_libroMILANO“Deve essere una grande festa, e il ruolo del pubblico sarà importante. Voglio prenderlo per mano e accompagnarlo via con me sulle montagne russe della musica”. Lorenzo Jovanotti
26 settembre 2013: arriva in libreria “Ti porto via con me. Backup tour Lorenzo negli Stadi“, il volume che racconta la magia dell’ultimo tour di Jovanotti. Con le foto di Michele Lungaresi e i testi di Lorenzo Cherubini Jovanotti, il libro pubblicato da ISBN, è un viaggio unico ed emozionante negli stadi che hanno visto e ascoltato la musica, l’energia e la grinta di Jovanotti.

Lo show dell’estate 2013 è iniziato il 7 giugno allo Stadio del Conero, ad Ancona. Lorenzo Jovanotti e la sua band hanno attraversato l’Italia da Nord a Sud, da San Siro all’Olimpico, dal Dall’Ara di Bologna al Della Vittoria di Bari, per suonare l’accordo conclusivo del BackUp tour allo stadio di Cagliari, il 20 luglio. Più di 300 persone coinvolte nella produzione di un tour che ha registrato il tutto esaurito a ogni tappa, uno spettacolo vissuto da più di mezzo milione di spettatori, una vera e propria festa mobile sulle note dei più grandi successi di Lorenzo, di cui l’album Backup è la raccolta definitiva. Le immagini di questo libro ritraggono l’artista prima, durante e dopo i concerti, l’occhio dietro la macchina è quello del suo fotografo ufficiale, Michele Lugaresi detto Maikid, che il tour l&rs quo;ha vissuto da dietro le quinte. L’obiettivo di Maikid non inquadra solo il palcoscenico, ma anche il pubblico: i volti di chi ha atteso sin dal pomeriggio in prima fila e di chi ha partecipato a questo show, ballando, ridendo, alzando le braccia al cielo, saltando, e qualche volta commovendosi. I testi di Lorenzo, il diario registrato sull’immancabile taccuino che porta sempre con sé, accompagnano le fotografie ripercorrendo i momenti più emozionanti del tour.
Sono venticinque anni che Lorenzo fa ballare l’Italia. Chi se lo ricorda Walking, uscito nel 1987, primo segno musicale d’esistenza dell’entità chiamata Jovanotti? Qualcuno sì, e moltissimi ricordano Gimme Five, tormentone tardo-Eighties che dominò la scena pop italiana l’anno seguente. Ma nessuno di loro avrebbe mai potuto immaginare che oggi, nell’anno di grazia 2013, ancora lui, ancora Jovanotti, sarebbe stato ancora uno degli avvenimenti più interessanti della scena pop italiana.

 

«È un’opera d’arte! Bellissimo fare una raccolta fotografica del mio pubblico! È un’Italia bellissima… Perché non ne facciamo un libro? Titolo possibile: BELLA»

“La musica è esaurita, Nasce la >>beat re\generation” di Lorange SadBaars

Luigi Scarcelli
PARMA
– La musica è una risorsa. Una risorsa che, come altre, la nostra generazione ha ereditato in via di esaurimento. Come rimediare? A fronte della scarsità delle risorse energetiche sta crescendo uno spirito collettivo orientato al risparmio, al rinnovabile, al riciclo; perché non applicare lo stesso concetto alla musica? Questo è il tema affrontato da Lorange Sadbaars nel libro “La musica è esaurita, Nasce la >>beat re\generation”, pubblicato da poche settimane da Add Editore.

Il libro racconta di Alex Sodo, un visionario che resosi conto della fine imminente – o forse già avvenuta – della musica tenta di salvarne l’anima dandole una nuova ed eterna forma.
Il libro è più di un semplice racconto, in quanto parla di una nuova forma musicale realmente in via di sperimentazione, come dimostra il sito www.plugger.dj e la mostra Re-generation recentemente ospitata al museo MACRO di Roma; racchiude una idea radicale che si manifesta nello stile narrativo del libro reinventando e riciclando testi, slogan, parole e simboli, cercando di inventare una forma unica. Sicuramente questo libro tocca un tema generazionale che va oltre la musica e la postfazione del libro, curata da Luca de Gennaro, spiega come negli ultimi anni sia cambiato il concetto di e gli strumenti per creare e fruire di questa forma d’arte.

La musica è sempre stata espressione dei propri tempi. La beat generation ha vissuto i fasti di un’epoca di grande evoluzione, in cui tutte le tradizioni e gli schemi passati sembravano sgretolarsi. La nostra, vive una specie di empasse forse dettato dalla decadenza – intellettuale e ormai anche materiale – del sistema stesso che aveva dato vita alla beat generation, e vive il paradosso di essere la generazione ad avere la maggiore tipologia di strumenti (acustici, analogici, digitali…), senza riuscire a inventare un linguaggio proprio, come schiacciata dal peso di una eredità troppo grossa. Non sappiamo quanto sia realmente innovativa l’idea proposta dal libro, “riciclare” questa eredità dandone forme nuove.
Lo lasciamo decidere al lettore; ma qualche considerazione comunque va fatta. Alex Sodo, il visionario che dovrebbe dare nuovi schemi alla musica sa molto di hippie in salsa moderna, tutto sommato un nostalgico della beat generation.
E se è vero che le note sono sempre le stesse 7 (anzi dodici) e quindi sia Mozart che Hendrix hanno suonato la stessa musica, sarà anche vero che per scrivere qualcosa di nuovo bisogna partire da un “foglio” bianco?

Un libro da leggere tutto di un fiato e magari con un sottofondo musicale.

“Amy. Mia figlia”

Giulia Siena
ROMA
“Le canzoni sono straordinarie, ma dovette attraversare l’inferno per poterle comporre”. Sono le parole di Mitch Winehouse in “Amy. Mia figlia”, il libro scritto dal padre della celebre star inglese morta il 23 luglio 2011. Il volume, pubblicato in Italia da Bompiani, è il racconto intenso, straziante, tenero e sofferto di 27 anni di vita di un’artista geniale.

Oggi, a un anno esatto dalla scomparsa di Amy, su queste pagine trova spazio un libro che parla di una bambina vanitosa, un’osservatrice attenta, una star con le sue virtù e le sue paure, una donna che si è lasciata rovinare per amore e che, nonostante l’amore, non è riuscita a rialzarsi.
Mitch Winehouse parte dell’infanzia di Amy, dalla passione di entrambi per la musica e per le canzoni di Sinatra; racconta la semplicità, la testardaggine e la determinazione di quella bambina che amava cantare, acconciarsi con i vestiti e le collane della nonna, riuscendo a fare sembrare attente decorazioni retrò. Amy era così, era una ribelle che amava la sua famiglia e le tradizioni ebraiche, era una ragazza curiosa, esplosiva e ironica.
Amy, all’inizio degli anni duemila, sapeva quello che voleva: cantare e diventare famosa. Frequentò diverse scuole, allenò la sua voce e compose in musica con la sua chitarra le frasi che raccoglieva sul suo taccuino per gli appunti. La sua musica si fa vita e nel 2003 pubblica Frank. Ma Amy per far conoscere la sua arte doveva affrontare il pubblico; “Amy non riuscì mai a capire come tener testa alla sua paura del palco. Anche se non si sentiva male fisicamente, come accade ad alcuni artisti, a volte aveva bisogno di bere qualcosa prima di salire sul palco”. L’insicurezza, il timore di affrontare chi le stava di fronte, accompagnava l’artista quando doveva salire sul palco; allora doveva bere qualcosa, all’inizio bastava qualche drink, poi, con gli anni, divenne alcolismo.

 

A peggiorare la situazione arrivò Black, l’ossessione di Amy. Black era il ragazzo scanzonato per il quale Amy perse la testa. Nel 2006 si conobbero e Amy si lasciò trascinare nella tossicodipendenza. A questo punto la vita di Mitch non è più solo quella di un padre. Mitch da amico e confidente di Amy ne diventa anche l’angelo custode, correndo al capezzale della figlia ogni volta che un collasso o una ricaduta portavano Amy a essere l’ombra della grande donna che era. Il 2007 è l’anno decisivo per Amy: esce Back to Black, l’album che le fa scalare le classifiche mondiali e grazie al quale ottiene cinque Grammy Awards. Ma Back to Black è una dichiarazione d’amore a suo marito, Black che sposa lo stesso anno e dal quale divorzierà nel 2009. A Black, a l’uomo che secondo Mitch sarà la causa di tutti i problemi di Amy, è dedicato un album nel quale l’artista esprime anche tutto il suo dolore, la sua sofferenza e la sua voglia di uscire dalla trappola letale che è la tossicodipendenza. Sono questi gli anni più bui di Amy Winehouse come donna, ma la con l’amore della sua famiglia, l’affetto degli amici e la sua determinazione riuscirà a uscire dalla tossicodipendenza a fine del 2008. Ma la strada è ancora in salita. Nel 2010 Amy sembra rinascere: suona, compone, ama nuovamente, ha tanti progetti e vuole vivere. Nella notte del 23 luglio 2011 la sua vita si arresta e la sua voce tace. Forse un collasso per abuso di alcool.

 

“Amy. Mia figlia” è un libro scritto in soli quattro mesi, un atto di amore frutto di un diario che Mitch tiene dal 2007 e dove appunta i tanti giorni d’inferno di una tossicodipendente, i grandi momenti di gioia di un’artista geniale e le tante richieste di aiuto di una figlia in difficoltà. Un libro su Amy, una biografia intensa per raccontare al mondo che oltre alle debolezze Amy aveva una grande forza e la cosa che amava di più era la sua musica. Ora ci resta la sua voce.

“Il violino del signor Stradivari”

ROMA – Arriva alla seconda edizione “Il violino del signor Stradivari”, il libro di Paola Pacetti pubblicato dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Prendete due fratelli, due tipi svegli di otto e dieci anni e buttateli in un’avventura niente male sulle tracce di un violino scomparso. Non si tratta di un violino qualunque, ma di un famoso Stradivari, misteriosamente sparito da un’asta.

Per risolvere l’enigma ci vuole l’aiuto di qualcuno che ne sappia di più, per esempio una zia un po’ mattacchiona e il suo amico violinista.
Un tranquillo week-end di sorprese si trasforma nella divertente avventura di un grande musicista.

Una storia un po’ magica, il 17 novembre nel nome di ALBA

eventi letterari_roma_chronicalibriROMA – Saranno Sonia Bergamasco e Roberto Prosseda i protagonisti della serata di beneficenza organizzata dall’Associazione ALBA nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, giovedì 17 novembre alle ore 21.00, dal titolo Una storia un po’ magica – racconto con musica da Anna Maria Ortese. Continua

"Cose dell’altro mondo", Baglioni ci parla del web

Marianna Abbate
Roma Un libro su Baglioni? Un libro di Baglioni? Ci siamo abituati alla poliedricità di questo ormai mitico cantautore: negli ultimi anni ha addirittura tentato la via del cinema, con risultati dignitosi.
In “Cose dell’altro mondo” edito da Rai-Eri e Infinito Edizioni l’artista romano conversa con Gianfranco Valenti, toccando temi di attualità come il web e i social network. Si esprime con grande semplicità e riflessività che da sempre caratterizza le sue canzoni. 

Baglioni paventa i suoi dubbi di fronte al fenomeno web, che ci allarga gli orizzonti in mondi molto più ampi di quanto non lo sia già il mondo reale.
Perchè il mondo reale è già astronomicamente vasto e sconvolgente e offre miliardi di possibilità. Ma scoprirlo costa fatica, ci vuole voglia e impegno. 
Il web, invece, è a portata di mano. Offre paradisi a portata di click, emozioni e risate a 20 mega al secondo. Permette di conoscere tutto subito, senza nessuno sforzo. Eppure tutto questo è solo un’illusione, una chimera effimera che scompare come è apparsa. E allora quali sono i rischi?
Quello che spaventa il nostro beneamato cantante è l’appiattimento delle emozioni, l’abitudine e la noia che sicuramente prima o poi colpisce chi del web fa un punto di riferimento imprescindibile. L’atteggiamento blasè che i sociologi paventano da tempo, è giunto al suo culmine. La desensibilizzazione colpisce tutti e potrebbe uccidere le emozioni.
E Claudio Baglioni è un inguaribile romantico, non potrebbe mai permetterlo.