Graphe.it edizioni: “Compito per domani” di Nicolae Dabija (traduzione di Olga Irimciuc)

Daniela Distefano
CATANIA
“Quando superammo l’alta recinzione dell’orfanotrofio, lo sconosciuto mi disse che il suo nome era Mihai Ulmu: fu così che conobbi mio padre.Tutto quello che c’è in queste pagine mi è stato raccontato da lui. Ero desideroso di far conoscere questa storia anche ad altri perché – queste erano esattamente le sue parole – “era un dovere per colui che era sceso all’Inferno per poi risalirne, raccontare quanto aveva visto”.

A Poiana, piccolo villaggio romeno, i soldati di Stalin fanno irruzione – una mattina del 1940 – e arrestano in classe il giovane insegnante Mihai, spedendolo in Siberia. Maria, alunna segretamente innamorata di lui, si mette in viaggio per cercarlo e confessargli i suoi sentimenti.

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Tunué: “Ricrescite” di Sergio Nelli

Marilena Giulianetti
ROMA
– Un diario steso nell’arco di un anno. Un uomo non più giovane. Un figlio piccolo che muove i primi passi con sguardo curioso di tutto ciò che lo circonda. E poi i vulcani, i ricordi di Firenze, la vita di campagna che dal passato torna prepotente a fare capolino sul presente. E’ un anno che scorre veloce quello raccontato da Sergio Nelli in Ricrescite, edito da Tunué. Veloce e lento, denso e rarefatto nello stesso tempo.

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“I sentieri delle ninfe” che ci salvano dall’abbandono

Giulio Gasperini
AOSTA
– La realtà del mondo, in ogni sua declinazione ed espressione artistica, è popolato da Ninfe, che da sempre travalicano i miti della polverosa mitologia e si scontornano nelle loro manifestazioni di presenza. Ecco cosa sembra dirci Fabrizio Coscia, nella sua opera I sentieri delle Ninfe nei dintorni del discorso amoroso edito da Exòrma Edizioni. Le Ninfe, da sempre, sono entità magiche e incantate, che popolano il mondo naturale, tanto da dividersi proprio per provenienza e impegno: le ninfe delle acque, quelle dei boschi, quelle delle valli, quelle dei fiori e così via, verso un campionario che rasenta l’infinito mutevole.

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Laurana Editore: “La grammatica della corsa” di Fausto Vitaliano

Daniela Distefano
CATANIA
“Quando ricordiamo una cosa, quella cosa accade di nuovo – disse – Ma quando la dimentichiamo è come se non fosse mai accaduta”.
Martti Corvara è un vitellone dei giorni nostri, senza arte né parte. E’ partito poco più che ventenne da Pressi del Lago e ci ritorna a distanza di vent’anni per fare chiarezza sul presunto suicidio del padre. Nel paese ritrovato, lo accolgono i tre amici di gioventù cambiati, e divenuti politici, faccendieri corrotti e corruttori, emuli dei loro padri e a loro volta padri infelici. Martti si tramuta in marziano che lotta contro i mulini a vento. Non riesce ad ambientarsi più in quello che è divenuto un acquario fetido per pesci infettati di catrame, di putritudine morale, di maleficio dei gangli della collettività.

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Fiori de menacao 2018, poesia e prosa come impegno civile

Giulia SienaFiori de menacao 2018 non è solo un’antologia che raccoglie gli scritti, l’impegno e la socialità espressa da un gruppo di persone che dalla cittadina veneta di Dolo vogliono parlare di cultura. Tra i principali obiettivi dell’antologia brentana, Fiori de menacao, c’è sicuramente quello di fare della scrittura uno strumento di “resistenza” di fronte all’evolvere – negativo – della società del nostro tempo. La cultura, infatti, rappresenta uno degli ultimi baluardi di salvezza contro l’involuzione di cui siamo spettatori; la scrittura si fa catalizzatore di intenti, di bellezza.

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“Piano Concerto Schumann”, un romanzo che è elogio di musica e bellezza

Giulia Siena
PARMA
“La musica è energia, ma anche controllo; è rigore, ma anche avventura’. La musica, sovrana di tutto, era armonia infinita, Dio e ritmo vitale, tempo eterno e pure respiro. L’Oriente e l’aria tersa di un continente immateriale. Così, in seno a quell’orchestra, lei stava imparando ad ascoltarsi ascoltando gli altri, dando la stura alle tante energie che quella musica ogni volta accendeva in lei”.

La musica, l’arte, la bellezza e l’enigma si intrecciano in Piano Concerto Schumann, il romanzo di Paola Maria Liotta pubblicato da Il seme bianco.

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Corrado Alvaro: “L’uomo è forte”, contro ogni regime

Daniela Distefano
CATANIA
“Bisognava inventare un nuovo modo di amarsi, nel crollo di un mondo e nelle macerie d’ogni cosa passata. Il disgusto inconscio del passato riaffiorava tra loro come una istintiva reazione di un mondo nuovo: bisognava essere buoni, caritatevoli, innocenti, mentre fuori tutto era preciso e feroce”.

L’ingegner Dale rientra nel suo paese dopo un periodo all’estero; a seguito di un travagliato periodo di guerra civile, il nuovo regime ostenta pace e sicurezza. Si capisce ben presto che sicurezza e pace hanno un prezzo altissimo; non c’è vera libertà, si vive nel disagio di essere colti in flagranza di reato, di destare sospetti ed equivoci.

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“Memorie di un giovane disturbato”, romanzo di formazione

Giulia Siena
PARMA
– La VAGUE Edizioni, una giovanissima casa editrice indipendente di Torino, porta in Italia Memorie di un giovane disturbato (con traduzione di Gabriella Montanari). Pubblicato in Francia nel 1990, lo scritto si presenta come breve romanzo di formazione che l’autore, regista e saggista francese Frédéric Beigbeder, compose sul finire degli anni Ottanta.

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“L’equivoco”, inedito di Emmanuel Bove

Giulia Siena
PARMA
Emmanuel Bove – come scrive Antonio Castronovo nella postfazione de L’equivoco – “aveva rischiato l’oblio: aveva scritto tra il 1924 e il 1945 una trentina di romanzi, vari racconti e un breve diario”. L’abbondante e veloce produzione narrativa, però, non bastò a fare emergere l’interessante voce narrativa dell’autore parigino tra il chiasso corale del dopoguerra. Eppure la scrittura di Bove (nato Bobovnikoff da padre russo e madre lussemburghese) attrae per lucidità, ricchezza e perspicacia. L’occasione per conoscerla, scoprirla o riscoprirla è, appunto, L’equivoco, il racconto del 1930 portato in Italia dalla sempre sorprendente Via del Vento Edizioni.

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L’Iguana, casa editrice femminista, porta il libreria “Le straordinarie bilocazioni di Lily Bells”

Daniela Distefano
CATANIA
“Lily Bells era pienamente, straordinariamente felice. La sua natura di gatto, libera e curiosa, ghiotta e pigra, la aiutava a non sentirsi mai sola. Da ragazza aveva goduto di un lieve innamoramento per uno studente greco, tal Panaiotis, probabilmente non ricambiato e vissuto dall’universitario ellenico con un certo opportunismo (ma, si suppone, senza che Lily se ne fosse mai accorta), e aveva assaporato in parte anche le gioie della tenerezza carnale. Poi, senza alcun rammarico, aveva scelto la libertà. Bambini e animali di varie specie, piacevolezze del vicinato, ricerche al computer e passeggiate digestive, unite a una buona dose di immaginazione per spiccare il volo nelle mattine più uggiose, le garantivano di non annoiarsi mai e tenere caldo il focolare degli affetti e delle relazioni con il mondo. A Lily Bells non si poteva che volere bene. Tutt’al più, nelle giornate in cui il suo desiderio di ficcare il naso era più insistente, si poteva ignorarla un pochino. Ma Lily, non c’è dubbio, sapeva essere simpatica. Tranne a Mrs Hawk e a suo fratello. A loro la signorina Bells non andava giù”.
Le straordinarie bilocazioni di Lily Bells, scritto da Valentina Ferri e pubblicato da L’Iguana, descrive la vita appassionata e irriverente di Lily Bells. Lily Bells vive in Inghilterra, a Bath, e adora spiare i suoi vicini, che hanno nomi grotteschi – Cloe Panthy con le orecchie da pantera, Mrs Sarah Oinky con il suo corpo da maiale, Mrs Madeleine Hawk e il fratello Jude simile a un falchetto – uno zoo umano che Lily frequenta libera e senza pregiudizi. Curiosa del mondo e del suo prossimo, ama visceralmente l’arte e la pittura, tanto da svenire al cospetto dei quadri di Bosch e Velazquez.

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