HarperCollins: “La saggezza del bradipo. Scopri il tuo animo bradiposo e goditi la vita!” di Jennifer McCartney

Daniela Distefano
CATANIA“Non agitarti. Fai con calma. Rilassati. Prenditi un momento per te. Siamo costantemente bombardati da inviti alla calma. Alla lentezza. Alla consapevolezza. E a ragione. La scienza ha dimostrato che rallentare un po’ il ritmo comporta una gran quantità di vantaggi, non ultimi un aiuto nella gestione della fibromialgia (dolore cronico), l’aumento della felicità e la conseguente diminuizione del livello di stress. Eppure sembrare pigri è un peccato capitale nella nostra società iperstimolata”.

Jennifer McCartney è autrice di numerosi libri tra cui un saggio bestseller contro l’imperante mania del riordino, a lungo in vetta alla classifica del New York Times. Scrive anche per The Atlantic, Vice, Teen Vogue e BBC Radio 4, con il volumetto La saggezza del bradipo (HarperCollins, traduzione di Claudia Lionetti) si propone di tracciare un diagramma sul modo migliore per affrontare stress e altre idiosincrasie della nostra odierna società. Continua

Giovane Holden Edizioni: “Lo specchio di oKram” di Laura Del Veneziano

Daniela Distefano
CATANIA“Di lì a poco, forse, si sarebbero ritrovati. Giulia si domandava come sarebbe stato rivederli e riabbracciarli, dopo tutti gli eventi che avevano inevitabilmente segnato le loro vite”.
Un viaggio da Milano a Sant’Anna, piccolo borgo toscano, e un fiume di ricordi come una spruzzata di profumo che sprigiona sensazioni che solleticano la pelle. Giulia, Leonardo e Andrea sono inseparabili amici di ogni estate, cresciuti sotto l’ala protettrice di nonna Elena, adesso morta. Ma dopo il triste evento luttuoso, il testamento di nonna Elena assegna alla nipote Giulia un oggetto speciale: lo specchio di oKram, che prende il nome dal suo antico costruttore. Attraverso un piccolo cerchietto magico questo oggetto bizzarro fa rivivere episodi della vita già accaduti e mostra esiti alternativi.
“Da allora la loro vita era giunta a una svolta: con il tempo avevano imparato che lo specchio funzionava ancora, sebbene non come avrebbe dovuto. Era come un vecchio saggio, che li guidava nelle loro esperienze di vita mostrando come gli eventi, a volte, potessero prendere pieghe diverse soltanto cambiando atteggiamento”.
Romanzo di formazione, Lo specchio di oKram (Giovane Holden Edizioni) di Laura Del Veneziano racconta la maturazione di una bambina che cresce e diventa donna abbandonando le paure della sua età per affrontare le sfide dell’ignoto. Continua

Bonfirraro: “Guido e il bandolo della matassa. Storie di un postino” di Romolo Giacani

Daniela Distefano
CATANIA“Il giorno dopo decisero di fare un giro per il centro della città. Fino all’ora di pranzo erano liberi, l’appuntamento con Fuente era proprio lì in albergo, quindi decisero di non allontanarsi molto, ma entrambi volevano vedere la famosa Plaza de Mayo, che non era molto distante. Come gli spiegò Littorio, che cercava in qualche modo di fare da Cicerone, pur non ricordandosi più di tanto, quella piazza era stata testimone di molti fatti salienti della storia dell’Argentina: l’ascesa di Peron, le mamme dei Desaparecidos, fino ai recenti disordini causati dalla grave crisi economica scoppiata proprio pochi mesi prima e che aveva portato il paese sull’orlo della bancarotta”.

Partiamo dal plot. Guido Civitani è un postino, o meglio, uno sportellista, che d’un tratto viene investito da un tir di eventi: il trasferimento voluto dalla Direzione generale e un viaggio dall’altra parte del mondo. Continua

Intrecci edizioni: “Si moriva dal caldo” di Mirco Giulietti

Daniela Distefano
CATANIA“Quando mio padre, a cena, disse che si moriva dal caldo, non aveva pensato che l’intendesse alla lettera, ci mancherebbe. Eppure fu un sollievo, per me, sapere quel che era successo alla Marella Masi, nello stabile di fronte a casa nostra, le era successo per via di un proiettile”.
Mirco Giulietti è nato in provincia di Pesaro e Urbino, dove vive con la sua famiglia. È laureato in giurisprudenza e, dopo aver fatto il giornalista e il webmaster, lavora presso l’Azienda Sanitaria Unica Regionale delle Marche. Ha scritto di storia e biografie di personaggi locali.
Si moriva dal caldo (Intrecci edizioni) è il suo primo romanzo. Il plot ruota attorno a un caleidoscopio di personaggi che entrano ed escono dalla scena come api pazze perché la loro ape-regina è stata uccisa e nessuno sa il perché, né conosce il colpevole. Voce narrante è un ragazzino appassionato di calcio, pieno di curiosità e di voglia di crescere in fretta. Continua

Caffè Orchidea: Giulia Bracco con “La Madre, il Maestro, Shakespeare e Dio”, una scrittura fluida e limpida

Marilena Giulianetti
ROMA – “La magia – la creazione – richiede tempo e incognite, e solo una vaga eppure maestosa idea dell’effetto finale”.
Chi ci sorveglia mentre scriviamo? La madre o il maestro? Shakespeare o Dio? Trae spunto da London Fields di Amis London il titolo del romanzo di Giulia Bracco La Madre, il Maestro, Shakespeare e Dio, edito da Caffè Orchidea.
Nabel è dolce, delicata. E’ ancora molto giovane ma sopratutto è insicura Nabel, si sente messa alla prova anche solo nel dichiarare la propria esistenza. Scrive lettere che poi cancella, pagine mangiate a ritroso dall’ultima parola alla prima. In verità cancella tutto quello che scrive, anche le e-mail e interi capitoli del libro che magari, un giorno, riuscirà a pubblicare. Eppure è una scrittrice appassionata, o forse crede solo di esserlo. Continua

Marsilio: “I racconti di Ise”, curati da Andrea Maurizi

Daniela Distefano
CATANIA“Il mio tempo/ si compirà oggi o domani?/ Mentre così attendo inutilmente,/ mi chiedo se sia più imponente/ questa cascata o lo scroscio delle mie lacrime”.
I racconti di Ise (Marsilio), l’opera più rappresentativa del genere degli “uta monogatari” (racconti ispirati a poesie), furono scritti da più persone in un arco di tempo che grosso modo va tra la metà del IX e la metà X secolo. Gli anonimi autori dei “Racconti di Ise” hanno così immortalato l’amore nelle sue più illuminate declinazioni.
Il personaggio ispiratore è Ariwara no Narihira (825-880), il primo grande corteggiatore della letteratura giapponese, il Don Giovanni del vetusto Giappone. Parafrasando Calvino, possiamo affermare che questo libro è un classico che non ha mai finito di dire quello che ha da dire. Tra prosa e poesia, emerge il concetto di “inesauribilità del significato”. Continua

Ediciclo: “Assassinio sul cammino di Santiago” di Sergio Valzania

Daniela Distefano
CATANIA“Come mai sei partito, se pensi di non riuscire a raggiungere Santiago?”
“Per due ragioni. La prima è racchiusa in un modo di dire pellegrino: l’importante non è arrivare, l’importante è andare”.
“Cosa vuol dire?”
“E’ difficile spiegarlo. Lo capisci camminando. Sta insieme a un altro detto: il pellegrino fa il cammino e il cammino fa il pellegrino”.
“Temo di non afferrare il significato di quello che mi dici”.
“Sono cose che diventano chiare un po’ alla volta. Queste frasi vogliono dire che viaggiando a piedi si cambia, ci si trasforma, si acquista una visione del mondo diversa, e quando ti succede te ne accorgi e questi aforismi diventano chiari”. Continua

“Caterina” di Vincenzo Zonno: atmosfere oniriche e poesia nel circo degli orrori

Giorgia Sbuelz
ROMACaterina è il nome della protagonista e il titolo del romanzo di Vincenzo Zonno pubblicato da Watson Edizioni:
“Cat aveva una vita che mal le si cuciva addosso, ma la tratteneva a sé come fosse indispensabile. Una vita che la consumava invecchiandola più del dovuto. Tutto ciò era visibile sul suo corpo fresco e delicato da ragazzina, ma la sua anima era già stanca e sopraffatta. Bastava guardarle gli occhi per rendersene conto”.
Chi è Caterina? Non è solo un’adolescente vittima di abusi e di una vita troppo dura per chiunque. Caterina è tanto altro, è un mistero da celare sotto strati di cenci e un cappotto a scacchi grande due taglie la sua… è un fagotto. Del resto così la fanno sentire: un fagotto. Continua

“C’è mancato poco”, storie agrodolci di uomini e palloni. Il nuovo libro di Felice Panico

Giulia Siena
PARMA“Per una volta gli sconfitti diventano protagonisti”. Scrive l’attore Giulio Scarpati nella prefazione di C’è mancato poco. Le finaliste perdenti di Coppa dei Campioni Storie agrodolci di uomini e palloni, il libro di Felice Panico pubblicato qualche mese fa nella collana Ologrammi della Fefè Editore. Gli sconfitti, infatti, vengono osservati nella loro condizione di guerrieri a un passo dalla vittoria; ma quella vittoria, all’ultimo duello con il nemico, è scivolata via, per poco, per un pelo, per un soffio. C’è mancato poco e sarebbero stati i campioni. Questo il nodo cruciale di questo libro che è un viaggio a tappe (21, come i capitoli) lungo sessant’anni di storia del calcio attraverso le finali della Coppa dei Campioni, poi Champions League. Continua

Voland: Giorgia Tribuiani porta in libreria”Guasti”, accettazione della perdita

Giulia Siena
PARMA – “Io non credo che l’uomo sia un’opera d’arte, e vuole sapere perché? Perché l’arte è un prodotto dell’uomo, il segno tangibile della sua grandezza, certo, ma anche della sua fragilità. Arte è solitudine, il tentativo di fermare qualcosa di vero e la speranza che qualcuno si fermi a guardarlo. […]”

Tutto è fermo in quella grossa stanza in cui Giada entra tutte le mattine. E’ fermo fino all’arrivo dei visitatori; per questo non è molto diverso dalle grandi esposizione fotografiche in giro per il mondo, quelle in cui erano presenti entrambi: lui, il genio dello scatto che cattura il momento e lei, la sua compagna devota. Ora lui è inerme, egli stesso un’opera catturata nel gesto fasullo di premere il clic della propria reflex. Eppure è lui che ha scelto di devolvere il suo corpo, una volta cessato di vivere, all’arte. Continua