“C’era una svolta”, un’attuale e sarcastica ironia

Silvia Notarangelo
ROMA – A San Quentin, in California, il condannato a morte Tonino Buttalamare, giunto al patibolo, chiede, come ultimo desiderio, di poter raccontare una storiella del suo paese. Inizia così “C’era una svolta”, il nuovo lavoro di Martino Ferro pubblicato da Verde Nero. Se amate Calvino e le sue fiabe, questa loro rielaborazione, perfettamente calata in un’attualità da censurare e dotata di una sagace ironia, non vi lascerà delusi.
Nei cinque minuti a sua disposizione Tonino Buttalamare è un fiume in piena. Esordisce con le vicende, non proprio felici, di Giampietro, Gianfranco e Giancarlino, tre fratelli alle prese con odiati call center, paghe da fame e nessuna prospettiva per il futuro. Unica possibilità rivolgersi a San Precario e ascoltare bene i suoi consigli, perché un insperato posto da direttore è proprio lì, a portata di mano, basta saper usare un po’ di astuzia.
Ed è sempre grazie alla furbizia, e a una sana dose di incoscienza, che Giovannina smaschera il temuto orco Cicci, un orco dotato della singolare capacità di fare tutto al contrario, compreso conficcarsi un bisturi in bocca al posto dell’immancabile sigaretta. Una fine drammatica, come quella involontariamente architettata da una first lady infelice che, con la complicità della cameriera, riesce a sbarazzarsi di un marito “nanetto” che non ha mai voluto e che, solo per puro caso, si è ritrovato nel posto giusto al momento giusto. La sorte non è stata, invece, così benevola con Giufà, un giovane che vive alla giornata e che, in un modo o in un altro, riesce sempre a cavarsela, sia quando inconsapevolmente libera i tanti negozianti sottoposti al pizzo di Don Ciccio Potenza, sia quando, altrettanto ingenuamente, consegna una partita di droga alla mamma convinto che si tratti di farina. Ma a volte l’onestà non basta e il destino che lo attende non è certo dei migliori.

"H.E.R.O.I.N", il nuovo sound fumettistico dei Motel Connection

Stefano Billi

Roma – Molti lettori hanno assistito ad un concerto dei Motel Connection, gruppo torinese di musica elettronica nato dall’incontro tra Samuel (cantante dei Subsonica), Pisti (dj house) e Pierfunk (ex bassista dei Subsonica). Altri lettori hanno ascoltato la musica di questa “band” e altri ne conoscono la discografia, tra i cui successi spicca l’emozionante brano “Two”. Infine, alcuni lettori ricorderanno i Motel Connection per la colonna sonora di film come “Santa Maradona” e “A/R. Andata + Ritorno”. Da aprile però, tutti gli amanti di questo gruppo musicale italiano potranno leggere un fumetto ispirato ad essa e intitolato “H.E.R.O.I.N La strada dei supereroi”, Verdenero Edizioni.
Quest’opera, ideata da Mauro Garofalo e scritta da Bruno Letizia, narra di tre supereroi (Samuel, Pisti e Pierfunk, per l’appunto) che intervengono in un mondo futuristico per aiutare l’umanità a liberarsi dal giogo di una forza aliena che la domina e che le impedisce di pensare liberamente.
Tra le tavole, dunque, prendono vita intensi combattimenti tra questi paladini del bene e spietati esseri mostruosi, i quali poi dovranno fare i conti proprio con un uomo, in particolare un ragazzo, che, pur appartenendo a quella che gli alieni definiscono una “razza debole”, avrà la forza di guidare la ribellione all’oppressore spaziale.
Il fumetto sembra richiamare in sottofondo il laitmotiv di un altro comic book, intitolato “V per vendetta” (scritto da Alan Moore e David Lloyd e reso celebre dall’omonima pellicola di James Mcteigue), cioè la realtà di una popolazione ormai divenuta cieca nei confronti della vera natura di chi la domina; anche se, ad onor del vero, “H.E.R.O.I.N” riesce poi ad affrancarsi da questo suo “precedente” intessendo una storia dove non è un’autorità politica a spegnere le coscienze degli individui, ma piuttosto una forma aliena che ha instaurato il suo dominio sulla Terra.
Lo stile di questo fumetto è pregevole, sia sotto l’aspetto grafico che sotto l’aspetto narrativo.
I disegni denotano l’abilità di Valerio Schiti, Serena Ficca e Bruno Letizia: i loro tratti sono decisi e accattivanti, e sembrano richiamare alcune caratteristiche tipiche delle chine marveliane. La sceneggiatura, redatta da Bruno Letizia, è poi interessante e stimolante: se la storia denota originalità, soprattutto nella descrizione della realtà futuristica in cui è ambientata la vicenda, l’epilogo del fumetto invece risulta parco di dialoghi e di espedienti che tengano davvero viva l’attenzione di chi legge.
Nel complesso, “H.E.R.O.I.N” è un bel comic book, davvero piacevole da gustare: testimonianza di come la scuola fumettistica italiana sappia regalare al suo pubblico opere stimolanti e sempre nuove.
Soprattutto, il grande merito di quest’opera è la sua grande capacità di divertire e affascinare, senza però copiare i grandi classici del genere.
Piuttosto, nonostante le molteplici citazioni e i numerosi riferimenti culturali (che certamente impreziosiscono la qualità delle tavole), “H.E.R.O.I.N” manifesta un carattere tutto suo, assolutamente peculiare e distinto da ogni altro comic book.
H.E.R.O.I.N” è la testimonianza che, per essere cool, i supereroi non devono necessariamente vestire la bandiera stelle e strisce.

"La rivoluzione delle api". Serge Quadruppani per VerdeNero


Silvia Notarangelo
Roma “La rivoluzione delle api” è il titolo del nuovo  libro di Serge Quadruppani, pubblicato nella collana  noir di ecomafia di VerdeNero (Edizioni Ambiente): un romanzo dalla prosa scorrevole, in cui il lettore viene catturato non solo dalle immancabili indagini investigative ma anche da interessanti spunti di riflessione sul progresso scientifico e sulle sue, talvolta inquietanti, conseguenze.

Nella tranquilla Val Pellice un ingegnere e un apicoltore sono uccisi. Dietro entrambi gli omicidi una stessa, misteriosa firma “la rivoluzione delle api”. Che cosa hanno in comune? E, soprattutto, c’è un legame con lo sconvolgente disgregamento delle colonie di api?

A fornire una risposta a questi interrogativi ci pensa il commissario capo Simona Tavianello, persuasa a trattenersi in Piemonte dalla convinzione che, tra quelle montagne, “sta succedendo qualcosa di importante”. Determinata e dotata di notevole intuito, è lei a dare ascolto ai vari personaggi che, in misura diversa, contribuiscono a ricostruire il movente e a dare un nome all’assassino.
Tra gli indiziati, l’attenzione si concentra su un comitato di apicoltori spaventati dagli effetti devastanti dei pesticidi, e su una multinazionale, la Sacropiano, la cui attività di ricerca sulle nanotecnologie non passa inosservata.
In un susseguirsi di informazioni e foto rubate, telefonate segrete, interessi politici smascherati, la verità riuscirà a venire alla luce.
Se la rivoluzione delle api è cominciata ed è quindi “arrivato il momento di dire basta con l’apologia della supertecnologia”, forse, non resta altro che sperare in “una nuova forma di alleanza fra gli esseri viventi in cui l’uomo non sarà più al centro di tutto, ma una componente in mezzo alle altre”.