Slow Food Editore: “Le Carte del Vino”, un viaggio enologico lungo 8000 anni attraverso 56 Paesi

Giulia Siena
PARMA – Parlare di vino non è mai parlare esclusivamente di un prodotto. Parlare di vino significa raccontare una storia, risalire ai luoghi, al clima, alle persone e ai momenti; significa osservare il terreno, ascoltare il vento, assaporare il sole e lasciarsi bagnare dalla pioggia. Parlare di vino significa avere pazienza, gustare l’attesa perché quello che troviamo in un bicchiere non è altro che il risultato di molte fasi che vanno percorse. Parlare di vino vuol dire abbracciare più tematiche e ascoltare con tutti i sensi.

Le Carte del Vino. Atlante dei vigneti del mondo asseconda alla perfezione questa esigenza di percorrere il mondo vitivinicolo e intrecciare le sensazione olfattive e gustative con la storia, la geografia e le tante evoluzioni delle tecniche di vinificazione. Il volume – un atlante prezioso e completo – è frutto del lavoro sinergico tra Adrien Grant Smith Bianchi e Jules Gaubert-Turpin che raccoglie 8000 anni di storia cadenzati in 100 carte geografiche di 56 Paesi. Questo lungimirante progetto, pubblicato da Slow Food Editore, è un ottimo strumento di conoscenza e supporto per addetti ai lavori e interessante percorso conoscitivo per semplici appassionati che vogliono approcciarsi o approfondire le tematiche enologiche. Continua

Le Marche al sapor diVino di Chiara Giacobelli, il viaggio che parte dal bicchiere

GiacobelliGiulia Siena
PARMA – “Le Marche sembrano essere fatte apposta per moltiplicare le emozioni, per sorprendere, per invitare alla scoperta”. Le Marche invogliano al viaggio e lo fanno con la complessa bellezza del paesaggio, la ricchezza artistica ed architettonica delle sue città e la varietà enogastronomica. Questo viaggio, infatti, parte dal palato. Questo viaggio è Le Marche al sapor diVino, il libro voluto dall‘Istituto Marchigiano di Tutela Vini e scritto con maestria e consapevolezza dalla giornalista Chiara Giacobelli. L’intento è quello di racchiudere in un’unica guida la descrizione e il racconto di una terra in cui l’ingegno umano eleva ad eccellenza i prodotti della terra. L’ospitalità, poi, nata dalla gentilezza tipica delle popolazioni marchigiane, rende fruibile questa bellezza e la mette al servizio della curiosità del viaggiatore. Continua

Mangia come scrivi, la letteratura incontra il buon cibo

SONY DSCGiulia Siena
PARMA
Mangia come scrivi, la rassegna ideata e organizzata da Gianluigi Negri e giunta quest’anno alla sua ottava edizione, torna con un calendario ricco di incontri. E di incontri, come quello dello scorso 24 ottobre al Ristorante 12 Monaci di Fontevivo, ce ne saranno altri. “Dalla Bassa con amore: Mangia come scrivi omaggia Ian Fleming”, l’evento con il quale Mangia come scrivi ha voluto rendere omaggio al creatore di James Bond, il celebre 007, attraverso le voci di tre maestri italiani del thriller spionistico: Andrea Carlo Cappi, Stefano Di Marino e Gianfranco Nerozzi, i piatti di ispirazione inglese rivisitati dallo chef Andrea Nizzi e i vini siciliani della Cantina Murgo di Santa Venerina. Come vuole la tradizione di Mangia come scrivi, gli scrittori si sono messi a tavola, hanno ricordato Fleming a cinquantanni anni dalla sua scomparsa e nel cinquantesimo di “Agente 007 – Missione Goldfinger” e raccontato i colleghi in un’ideale staffetta con passaggio di testimone. Tra una portata e l’altra, i protagonisti, a turno, hanno presentato i propri personaggi che vivono nei libri di Segretissimo (Mondadori): i killer Carlo Medinae Sickrose di Cappi, la spia Nightshade sempre di Cappi, il Professionista di Di Marino, l’agente segreto Marc Ange di Nerozzi. Cappi, con lo pseudonimo François Torrent con il quale firma i Segretissimo, è in libreria con la riedizione del suo Segretissimo di dieci anni fa “Nightshade – Obiettivo Sickrose” (Cento Autori). Fuori dal genere spionistico (e con il suo vero nome) è sugli scaffali con il nuovissimo “Martin Mystère – L’ultima legione di Atlantide” (Cento Autori). Di Marino, in libreria con “Tutti all’inferno” (Novecento Media), ha scritto con lo pseudonimo di Stephen Gunn, che ha come protagonista Chance Renard (il Professionista), a novembre sarà in libreria con la nuova avventura del Professionista. Nerozzi, che firma i Segretissimo con lo pseudonimo Jo Lancaster Reno, ha chiuso lo scorso anno, con “Nel cuore del diavolo”, il ciclo Hydra Crisis con protagonista l’agente segreto Marc Ange. E ha inaugurato a giugno il nuovo ciclo Agente Nemesis con il Segretissimo “Furia letale”. L’ultimo romanzo in libreria con il suo nome è “Continuum, il soffio del male”(Tre60).

Il prossimo appuntamento con Mangia come scrivi, fissato per venerdì 21 novembre, sarà evento davvero speciale: per celebrare la novantesima cena della rassegna, i protagonisti della serata “La paura fa 90” saranno Danilo Arona, Eraldo Baldini, Barbara Baraldi, Francesco Busani.

 

“Il dovere del narratore è leggere.” Stefano Di Marino

Il Golosario 2014, la guida alle cose buone

MILANO – Verrà presentata stamattina a Milano la quindicesima edizione de Il Golosario, la guida di Paolo Massobrio che racconta l’Italia migliore in oltre 1.000 pagine tutte da gustare. I numeri, infatti, sono la grande novità dell’edizione 2014: 1100 pagine con 8000 segnalazioni divise fra più di 4000 negozi, 1425 prodotti divisi per regione, 720 oli, 2250 cantine e 635 ristoranti. Il Golosario sarà poi celebrato a Golosaria, la manifestazione del gusto che dal 16 al 18 novembre (Superstudio Più, via Tortona 27) apre le porte a 250 produttori che rappresentano il vertice del gusto raccontato sulla guida.

 

Uscito per la prima volta nel 1994, il Golosario 2014 (Comunica Edizioni, 25.00 euro) è il best seller del fondatore del movimento di consumatori Papillon, che da 27 anni sonda l’Italia alla scoperta di territori e prodotti tipici narrando le tradizioni artigianali, i negozi, le boutique del gusto, le cantine e i migliori ristoranti d’Italia. Un libro cult e un vero e proprio riferimentodel “turismo enogastronomico italiano” che sarà presto in tutte le librerie d’Italia dopo il tradizionale debutto di Golosaria.

“Con questo libro – dichiara Paolo Massobrioabbiamo raccontato, in vent’anni, un’incredibile trasformazione dell’offerta di cibi e di vini in Italia. E quella del Golosario è l’Italia della qualità diffusa, che rappresenta il volto di un’artigianalità unica al mondo, con cui l’Expo 2015 dovrà farsi vanto.”

Suddiviso per regioni e all’interno di esse per province, con oltre 1.000 pagine Il Golosario si divide in 5 sezioni: la guida ai migliori prodotti, quella degli oli curata da Maurizio Pescari, quindi i negozi, le cantine d’eccellenza e i ristoranti provati da Paolo Massobrio.

Tante le nuove scoperte di questa edizione che conta 1.420 produttori di qualità suddivisi tra microbirrifici, acetifici, torrefazioni, liquorifici, caseifici, salumifici, produttori ortofrutticoli, artigiani del dolce, produttori di confetture e marmellate, apicoltori, produttori di pane e farine, pastifici e riserie, trasformatori di prodotti ittici, produttori di sfiziosità sottovetro. E poi ancora le 4000 Botteghe e Boutique del Gusto, dove acquistare i migliori prodotti italiani e, nel segno della qualità diffusa, il vino italiano con 2240 cantine segnalate coi propri vini top.

La signora del Brunello si racconta in “Il vino fa le gambe belle”

Silvia Notarangelo

Roma“Il vino fa le gambe belle”, frase ricorrente tra le persone anziane dedite alla vendemmia, è il titolo di una suggestiva autobiografia, pubblicata da Edizioni Cantagalli. Protagonista, la “signora del Brunello”, Francesca Colombini, nata a Modena, nel 1931, da babbo Giovanni e mamma Giuliana. E’ una bambina vivace, Francesca, legge e scrive con avidità, cresce “tosta come una contadina”, ama le cose semplici e, nonostante alcuni periodi di lontananza, è nella splendida Montalcino che lascia il suo cuore. Tra le pagine della biografia, i ricordi si susseguono nitidi, solo di tanto in tanto offuscati dal tempo trascorso. Come ammette lei stessa, la sua è un’esistenza vissuta “in maniera corale”, in cui mai sono mancati l’affetto e la stima di familiari e collaboratori dai quali ha ricevuto ma anche dato molto.
Sono davvero tante le persone che occupano un posto speciale nella sua memoria: dal nonno che sovrintende la lavorazione dell’uva, ai contadini che si sono succeduti alla fattoria rallegrandone le giornate, fino ai numerosi personaggi noti che hanno decantato, in tempi più recenti, le lodi del Brunello. Francesca Colombini riserva parole affettuose per tutti loro mentre ripercorre la sua vita, una vita felice, certo, ma non facile. È ancora una bambina quando scoppia la Guerra, e, impietrita, deve stendersi a terra per evitare una raffica di proiettili. Si salva, ma quella durissima lezione non la dimenticherà mai.

Nel 1945, il trasferimento a Firenze segna l’inizio di un nuovo, importante capitolo, contraddistinto da un amore, quello per Fausto, che durerà per sempre e che sarà coronato dalla nascita di due figli, Donatella e Stefano.

Lo sguardo dell’autrice è costantemente vigile anche sulle vicende storiche di quegli anni, che tanto influiscono sulle sue scelte immediate e future: le rivendicazioni contadine, la difficile ricostruzione degli anni Sessanta, il rapporto di mezzadria che a poco a poco si sgretola, la consapevolezza che, mai come allora, sarebbero serviti “soldi, idee e coraggio”. Con queste premesse ha, quindi, inizio l’inarrestabile ascesa del Brunello, caratterizzata da una nuova mentalità che si sarebbe rivelata vincente: instaurare un rapporto diretto tra produttore e consumatore. Nonostante le difficoltà e le paure che accompagnano ogni cambiamento così radicale, l’azzardo sarà ampiamente ripagato. Arrivano i primi riconoscimenti, la commercializzazione si espande rapidamente, babbo Giovanni parla addirittura di una “verticalizzazione produttiva”, esprimendo il proprio desiderio di costruire un caseificio, un salumificio e un ristorante, per valorizzare e promuovere i prodotti della storica fattoria dei Barbi. Tutti progetti che saranno portati avanti, con audacia e determinazione, proprio dalla Colombini che, da ultimo, non può esimersi dal ringraziare tutti i suoi concittadini, tutti coloro che al Brunello “danno del tu e che lo hanno guidato, con mano sicura, nel mondo dei grandi vini internazionali”.

"Libri da Gustare", un viaggio tra le eccellenze culturali ed enogastronomiche del territorio

La Morra (CN) Dal 10 al 12 giugno arriva a La Morra la XV edizione di “Libri da Gustare“, il Salone del Libro Enogastronomico e di Territorio. L’evento torna a rianimare strade e piazze del borgo piemontese con mostre, spettacoli, percorsi culturali, libri a tema, convegni e tavole rotonde.  Organizzato dall’Associazione culturale Ca dj’ Amis di Claudia Ferraresi con il patrocinio di Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e ForestaliRegione PiemonteProvincia di CuneoComune di La MorraEnte Turismo Alba Bra Langhe e RoeroLa Stampa, Libri da Gustare si ripropone al pubblico con il tradizionale focus sulle eccellenze culturali ed enogastronomiche del territorio, un’impronta caratterizzante che l’edizione di quest’anno non si prefigge soltanto di confermare ma anche di rafforzare, proponendo un ricco calendario di eventi inseriti in un percorso nazionale.      

Riprenderanno forma nel centro storico di La Morra i consueti appuntamenti che, ormai da anni, arricchiscono la manifestazione: l’allestimento della “Grande Libreria” diffusa lungo le vie del paese, la consegna del riconoscimento “Ciao d’la Ca” 2011 e, naturalmente, l’ampio spazio riservato ai venti titoli di “Libri da Gustare 2011“, il concorso letterario ideato e promosso da Claudia Ferraresi allo scopo di valorizzare l’editoria legata al territorio e all’enogastronomia di qualità. Le venti opere, selezionate da un’apposita commissione e suddivise in cinque categorie (cultura del cibo, cultura del vino e del bere, il cibo nella letteratura, prime pagine, gusta il web) saranno ufficialmente presentate il 13 maggio in occasione della Fiera Internazionale del Libro di Torino (Salotto RAI Eri). I titoli in gara, che potranno essere votati dai lettori sino al 30 novembre (regolamento su www.libridagustare.it), si contenderanno il riconoscimento di “libro più gustoso dell’anno“, che verrà assegnato ai vincitori, uno per ciascuna delle cinque categorie in cui i libri sono stati ripartiti, in occasione della cerimonia di proclamazione e premiazione dei vincitori in programma a Torino per il mese di dicembre.    
Evento qualificante dell’edizione 2011 del Salone del Libro Enogastronomico e di Territorio di La Morra sarà, invece, l’omaggio alla figura di Fabrizio De Andrè e alla Fondazione a lui intitolata.

Il percorso di Libri da Gustare 2011 proseguirà nel mese di settembre con la partecipazione a “I primi d’Italia – Festival del Primo Piatto Italiano“, una manifestazione incentrata sul valore della pasta nella cucina italiana che anima, ormai da anni, strade e piazze della città umbra di Foligno (Pg). Nel quadro dell’evento, che si svolgerà dal 29 settembre al 2 ottobre, Libri da Gustare troverà accoglienza nelle storiche sale di Palazzo Candiotti, che faranno da cornice al salotto letterario con letture, racconti, degustazioni guidate e illustrazioni di ricette tratte dai venti titoli del concorso letterario. Sempre a cura di Libri da Gustare 2011, avranno luogo in Palazzo Candiotti cene tematiche pensate con il proposito di rappresentare a tavola le specificità della cultura enogastronomica espressa dalle tre capitali dell’allora Regno d’Italia e dai rispettivi territori, Torino, Firenze e Roma, unite in un percorso letterario e culinario che ne metterà in luce le peculiarità.     

In autunno Libri da Gustare tornerà poi in Piemonte partecipando con i venti titoli in gara a due appuntamenti ormai consolidati nel ricco calendario di manifestazioni ideato dal Comune di Mondovì (Cn): dal 22 al 28 ottobre la “Settimana del Gusto” e dal 29 ottobre al 1° novembre “Peccati di Gola“. Presso la Biblioteca Civica monregalese, si alterneranno gli autori di Libri da Gustare 2011 a presentare al pubblico i libri in gara. 
Il lungo iter di Libri da Gustare 2011 si concluderà, infine, a Torino nel mese di dicembre con la cerimonia di proclamazione e di premiazione dei “libri più gustosi dell’anno”. 
Ma Libri da Gustare si lega quest’anno anche alle celebrazioni del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, inserendosi in un percorso che, a partire da metà aprile, propone una serie di appuntamenti caratterizzati dall’accostamento di letteratura, musica, storia ed enogastronomia con il proposito di stimolare approfondimenti sui territori coinvolti e sulle produzioni agricole di qualità e di soddisfare la richiesta crescente di turismo motivato.
La prima tappa si terrà il 16 aprile a La Morra con l’inaugurazione, presso i locali dell’Associazione Culturale Ca dj’ Amis, della mostra documentaria “Piemonte operoso in vetrina. 150 anni di una famiglia tra i vigneti“, inserita nel quadro di Esperienza Italia 150, che proseguirà sino al 13 novembre. La mostra, attraverso l’esposizione di documenti originali, ripercorre a ritroso, a partire dall’Esposizione Internazionale di Torino del 1911 sino al 1841 e anche oltre, la storia sociale, economica, politica e civile del Piemonte sabaudo, regione chiave della stagione risorgimentale che, vedendosi privato del ruolo di protagonista con lo spostamento della capitale italiana da Torino a Firenze nel 1864, si rivolse al settore dell’industria manifatturiera, all’agricoltura di qualità e alla cultura per trovarvi nuove opportunità di sviluppo capaci di restituirgli la centralità perduta. L’esposizione propone al visitatore una serie di documenti, molti dei quali appartenenti alla famiglia Costamagna, che, toccando i campi più differenti, dai cataloghi dell’Esposizione Internazionale di Parigi del 1867 a quelli delle rassegne torinesi del 1884 e 1902, dalle Illustrazioni Popolari del 1882 e 1904 ai manuali di cucina italiana e piemontese come il raro testo del 1878 del capo chef di casa Savoia, Edouard Hélouis, i volumi pubblicati dall’aiuto cuoco Vialardi nel 1854 e 1863 e la “Cucina moderna illustrata” del 1911, offrono uno scorcio privilegiato sulle vicende storiche che accompagnarono Torino e il Piemonte dall’età risorgimentale al periodo post-unitario. Accanto all’aspetto istituzionale, che lumeggia il rapporto tra il Piemonte sabaudo e il Risorgimento, documentandone i rivolgimenti economici e sociali, la mostra mette in rilievo il ruolo della famiglia Costamagna che, partecipando all’Esposizione Internazionale di Torino del 1911 con il “Barolo di La Morra e Barolo 1860-1910” e ricevendo, per la completezza e qualità della produzione vinicola esibita, il Grand Prix all’Esposizione Internazionale delle Industrie e del Lavoro, vide riconosciuto il contributo dato allo sviluppo del Piemonte agricolo non disgiunto dall’impegno profuso nella dimensione pubblica del nascente Regno d’Italia, che la vide attiva sulla scena politica della “Provincia d’Alba” dal periodo dell’Unità d’Italia al 1911.

"L’Emilia e la Romagna: terre di vini e confini" di Andrea Zanfi a "Libri da gustare"

ROMA “L’Emilia e la Romagna: terre di vini e confini” di Andrea Zanfi, con le fotografie Gir Martorana e pubblicato da Carlo Cambi Editore è stato selezionato tra i 20 titoli ammessi a partecipare all’edizione 2011 del concorso letterario ‘Libri da Gustare’, per la categoria ‘Cultura del Cibo’. Il libro è il 9° volume della collana Le grandi aziende vitivinicole d’Italia e svela le aziende vitivinicole di una regione che ha richiesto un lavoro minuzioso di selezione di tutti quei vignaioli che poi nel libro sono stati raccontati attraverso pennellate narrative capaci di cogliere gli aspetti più veri e sinceri che li caratterizzano; insomma, non soltanto la mera visione di un’azienda e dei suoi prodotti, ma il racconto di un viaggio alla scoperta di un territorio e di chi vi sia “dietro” al vino e alla sua realizzazione.
L’autore, supportato dallo staff della casa editrice, da diversi anni sta effettuando un lavoro attento e capillare, alla ricerca non solo della migliore produzione enologica della nostra penisola, ma soprattutto degli aspetti culturali che regolano i complessi comparti vitivinicoli delle regioni italiane, andando a sondare non solo il presente e il possibile futuro del settore, ma anche le scelte e le iniziative di tutti quei vignaioli che hanno saputo porsi all’attenzione del mercato nazionale ed internazionale.

Questa è una terra fertile e generosa – anche se contaminata da coltivazioni intensive e da allevamenti di mucche, maiali e polli in batteria – consacrata verso tutto ciò che riconduce ad autentici e genuini sapori. Terra di ospitalità antica, mai gratuita, ricca di gente schietta, semplice, di rado grossolana, anche se, ultimamente, un po’ troppo imborghesita. Una terra di personaggi famosi, musicisti, poeti, sognatori solitari, di matti e beati, di grandi ballerini e orchestrali, di belle e affascinanti donne, di motori, di ciclisti, marciatori e maratoneti, di lavoratori stoici e orgogliosi, di cooperative rosse e bianche; una terra strana che ha dato i natali prima a dei gerarchi e poi a sindacalisti e comunisti. È una terra ricca e solidale, che ho scoperto distaccata verso il forestiero, godereccia, laica e baciapile, geniale e conformista… Una terra di confine, posta fra il Nord e il Sud d’Italia, per conoscere la quale invito tutti a dedicarle il tempo necessario, in modo da poter scoprire il fascino di camminare sotto i portici delle sue città ducali, comprendendo, nella bella mostra delle sue vetrine e in quel vivere civile che caratterizza la quotidianità di questi emiliani o romagnoli, quale sia il significato vero di ciò che altri definiscono “qualità della vita”. (Dall’introduzione di Andrea Zanfi).

"Cocktail & Stuzzichini", Aperitivi vini e long drink: formule e ricette dall’happy hour a notte alta

ROMA Il rituale di rilassarsi davanti a un cocktail o fare due chiacchiere gustando deliziosi manicaretti è ormai ben radicato nella nostra cultura.
Per decenni, però, il rito dell’aperitivo rimase invariato a pochi semplici stuzzichini: patatine, olive e tartine; ma a poco a poco, i buffet del famoso ‘happy hour’ iniziarono ad arricchirsi di vere e proprie specialità culinarie di ogni genere: primi piatti, verdure e tantissime altre prelibatezze per tutti i palati.
Se avete intenzione di saperne di più e di conoscere tutti i trucchi per riuscire a preparare un ottimo long drink leggete ‘Cocktail & Stuzzichini’ edito nel 2010 da Astraea, nella collana ‘The big book’, a cura di Maria Cristina Giordano e arricchito dalle illustrazioni di Paolo Orlandi.

Il rito dell’aperitivo e il piacere del cocktail. Scoprirete come scegliere il drink che incontra il vostro gusto, come preparare i cocktail che piacciono ai vostri ospiti e come stuzzicare l’appetito e risolvere una serata con oltre cento proposte di stuzzichini e finger food. A fare da premessa una serie di godibili letture sulle origini dell’aperitivo e la nascita delle marche storiche di vermouth e liquori. Segue una breve spiegazione degli strumenti per la realizzazione dei cocktail e dei bicchieri usati per ogni formula classica. Il volume è arricchito dalle straordinarie illustrazioni di Paolo Orlandi. (Scheda libro a cura dell’ Astraea Editrice).

Cocktail & Stuzzichini a cura di M. Cristina Giordano , Astraea Editrice, pp. 176, € 16,90

"Sparkle Bere Spumante 2011", la guida alle bollicine d’Italia edita da Cucina&Vini

ROMA – Dal profondo nord fino alla punta estrema dello stivale e poi via fin sulle isole, il Belpaese è una vera esplosione di bollicine di tutti i colori e di tutti i profumi. Ormai si spumantizza tutto, anche troppo pensiamo noi, ma con risultati sempre più importanti. Sia per il riscontro più che positivo ottenuto dal mercato nazionale – gli spumanti conquistano, un po’ ovunque, sia i neofiti sia i bevitori più esperti e sofisticati – sia per il successo all’estero, dove, ferma restando la supremazia storica acquisita dallo Champagne, le nostre bollicine piacciono a un pubblico sempre più vasto. In questo marasma di prodotti una guida è quanto mai necessaria, per orientarsi, per scegliere, per provare gli abbinamenti gastronomici consigliati (a volte un po’ arditi a nostro parere…). Allora ecco “Sparkle Bere Spumante 2001” edita da Cucina&Vini, da anni una garanzia nel suggerire al lettore consumatore il meglio della produzione di spumanti del nostro Paese. Ottimamente redatta e curata da Francesco D’Agostino, questa vera e propria bibbia delle bollicine made in Italy conta ben 746 etichette raccontate con precisione e passione e che rappresentano il top del mondo delle bollicine italiane.  Oltre 330 pagine che descrivono perlage, profumi e sapori dei migliori spumanti secchi d’Italia con schede organolettiche di estrema completezza, arricchite da dati come prezzo in enoteca, abbinamenti, uvaggi che, giunta alla nona edizione, si conferma come una delle pubblicazioni più complete del settore, vero punto di riferimento sia per gli operatori del settore che per il pubblico di appassionati. Una guida che racconta una realtà, quella delle bollicine, in continuo fermento e costante crescita come confermano i dati che parlano di una sostanziale tenuta sul mercato interno e un segno positivo per quello che concerne l’export.
I mercati stranieri continuano infatti premiare la qualità e la versatilità dei nostri prodotti. Germania (+10%), States (+15%), Regno Unito (addirittura +30%) e Russia (+200%) sono soltanto alcuni dei Paesi dove gli spumanti made in Italy imperversano e guidano la rinascita dell’intero comparto vitivinicolo nostrano.
Effettivamente è un momento favorevole per la spumantistica italiana – conferma Francesco D’Agostino, curatore della guida – che proprio sul versante della qualità deve puntare le sue fiches. E lo  dimostra anche il fatto che le 5 sfere sono passate dalle 29 della passata edizione alle 39 dell’attuale. E garantisco che questo non dipende dal fatto che siamo diventati più buoni e di manica larga quanto piuttosto dallo straordinario livello dei prodotti degustati dal nostro panel“.
Un panel qualificato – coordinato da D’Agostino e composto da Fabio De Raffaele, Antonio Marcianò, Luciano Nebbia, Antonio Pellegrino, Enrico Pozza e Sussanna Varano – che ha confermato la classe dei Franciacorta (11 premiati), la crescita innegabile del Prosecco (la recente docg si è aggiudicata ben 8 premi), il solido talento trentino (9) e poi via via gli altri tra conferme e sorprese con rappresentate zone tradizionalmente vocate come Piemonte (3), Alto Adige (2) e Lombardia (2) e territori meno abituali come Sicilia, Abruzzo, Umbria e Puglia.


Prezzo di copertina: 15 euro.

Le 5 Sfere 2010

  • Giuseppe Galliano Brut Riserva 2001 Borgo Maragliano
  • Gavi Soldati La Scolca Brut 2002 La Scolca
  • Gavi Soldati La Scolca D’Antan Brut 1997 La Scolca
  • Oltrepò Pavese Pinot Nero Écru Nature 2004 Anteo
  • Franciacorta Riserva Vittorio Moretti Extra Brut 2002 Bellavista
  • Franciacorta Gran Cuvée Pas Operé Extra Brut 2003 Bellavista
  • Franciacorta Brut 2005 Ca’ del Bosco
  • Franciacorta Cuvée Annamaria Clementi Brut 2002 Ca’ del Bosco
  • Franciacorta Giovanni Cavalleri Collezione Esclusiva Brut 2001 Cavalleri
  • Franciacorta Brut 2005 Ferghettina
  • Franciacorta Extra Brut 2002 Ferghettina
  • Franciacorta Ante Omnia Satèn 2004 Majolini
  • Franciacorta P.R. Brut Monte Rossa
  • Franciacorta Comarì del Salem Extra Brut 2004 Uberti
  • Franciacorta Sublimis Non Dosato 2003 Uberti
  • Franciacorta Cuvette Brut 2004 Villa
  • Trento Riserva Altemasi Graal Brut 2002 Cavit
  • Trento Giulio Ferrari Riserva del Fondatore Brut 2000 Ferrari
  • Trento Perlé Nero Extra Brut 2003 Ferrari
  • Trento Riserva Brut 2004 Letrari
  • Trento Riserva Methius Brut 2003 Metius
  • Alto Adige Riserva Hausmannhof Brut 1999 Haderburg
  • Prosecco di Valdobbiadene Vigneto Giardino Dry 2008 Adami
  • Valdobbiadene Superiore di Cartizze Dry 2008 Bortolomiol
  • Valdobbiadene Superiore di Cartizze Dry 2008 Col Vetoraz
  • Valdobbiadene Suprème Dry Le Bertole
  • Valdobbiadene Prosecco Superiore di Cartizze Dry Orsola Andreola
  • Verdicchio dei Castelli di Jesi Riserva Ubaldo Rosi Brut 2004 Colonnara
  • La Dama Forestiera Nature Brut 2003 D’Araprì