Anteprima: da domani in libreria il ritorno di Blanca, “La danza dei veleni”

Giulia Siena
PARMA
“Così non ho tradito, ma sono stata tradita. Inutile stare qui a distinguere, in fondo è lo stesso. La fine è uguale. Riconoscere chi p stato a rompere l’amore non serve. Sei stato tu, sono stata io. Non cambia niente”.

Blanca è tornata. Attenta, misteriosa, minuziosa, ammaliante e attraente: la protagonista della penna di Patrizia Rinaldi torna, insieme ai suoi colleghi del commissariato di Pozzuoli, in una storia che cela diversi interrogativi. Da una parte l’amore tradito e il silenzio che ne consegue, dall’altro una macchia di sangue che corre per la città.
La danza dei veleni. Il ritorno di Blanca (Edizioni e/o), il nuovo romanzo dell’autrice già Premio Andersen 2016 arriva domani in libreria e ha tutte le carte in regola per diventare il poliziesco della prossima estate.

Continua

“Enciclopedia della Moglie Modello”, donne zerbino si diventa!

enciclopedia-della-moglie-modelloGiulia Siena
PARMA
 – Annalisa Aglioti, la Moglie Modello di Zelig Off, veste nuovamente i panni della dolce mogliettina stile anni Sessanta, con una innata predisposizione per il buon umore, il rammendo, le pulizie e la totale dedizione per il suo uomo, l’Alfa, e stila una lunghissima lista (che può sempre e ulteriormente arricchirsi) di consigli per diventare una nuova e sempre necessaria Moglie Modello. Nasce così l’Enciclopedia della Moglie Modello, Guida pratica per diventare Mogli, Madri, Amanti, Nonne e Salme Modello, il libro pubblicato da Anteprima Edizioni in cui la spassosa vérve del personaggio televisivo si unisce ai temi dell’Enciclopedia della Donna del 1962 dando vita a un affresco sociale dissacrante, divertente, sarcastico e contemporaneo. Contemporaneo sì, perché la donna perfetta dell’Aglioti non solo è volontariamente sottomessa all’Uomo, il suo Alfa, come voleva il manuale degli anni Sessanta, ma oggi è alle prese con la frenesia del Duemila: la tecnologia, i social network, l’epilazione e il nude look. Dalle pulizie di primavera all’infedeltà passando per la durata – chimera sognata da tutte le mogli. Modello e non – al mocassino, fino ad arrivare all’inserto XXX, L’Enciclopedia della Moglie Modello è un vero e proprio prontuario irriverente per la donna che nel periodo di referendum e quote rosa molla tutto e si accontenta – beata! – di vivere nell’ombra di un uomo cattivissimo e cinico. Con un perenne sorriso sulle labbra si viene coinvolti nella quotidianità di una Moglie Modello che vuole aderire in tutti i modi, e a tutti i costi, alle esigenze del proprio uomo fino quasi a scomparire. Caustico fino quasi all’estremo, il libro di Annalisa Aglioti regala divertenti momenti di spasso, verità e amari sorrisi.

 

Quante ragazze come me c’erano, là fuori? Quante potenziali Mogli Modello erano costrette a lavorare, e andare agli aperitivi quando – magari – tutto quello che volevano era un marito cui servire il caffè, reggendogli la “Gazzetta dello Sport” stando comodamente ammanettate al letto in reggicalze, fingendo l’orgasmo e parlando bene di sua madre?”

Anteprima: Leggi su ChronicaLibri il secondo capitolo de “Il Rintocco”, il nuovo libro di Irene Vella

Irene-VellaROMA – Non ci lasciamo fermare dai problemi tecnici e, come promesso, ecco il secondo e attesissimo capitolo de “Il Rintocco”. In questo capitolo Emma, la giovane protagonista del nuovo libro di Irene Vella, è alle prese con i bagagli; dopo l’annuncio del padre di tornare nella vecchia villa in Italia, quella casa che le ricorda Lucrezia, la sua mamma scomparsa ormai da anni, dovrà prepararsi ad affrontare la realtà e le paure del passato.

 

 

Secondo Capitolo
Profumi

Emma aveva appena finito di preparare le valigie, si era guardata in giro, aveva annusato il profumo di paella che arrivava dall’osteria di fronte, e aveva cominciato a smanettare sul suo iphone, cercando di ricordarsi se aveva salutato tutti.
Faceva il ripasso degli amici, proprio come quando si fa la lista della spesa e poi si depennano gli oggetti acquistati, e così lei scorreva la lista dei contatti facendo mente locale per essere sicura se non di averli salutati di persona, quanto meno per sms, what’up, o chat.
Fu proprio mentre con il cellulare camminava avanti e indietro nella stanza che le cadde l’occhio sui biglietti aerei che facevano capolino dall’agenda di Andrea, così senza nemmeno pensarci un attimo li tirò fuori per controllare quale fosse la compagnia con cui avrebbero viaggiato.
Ma di certo quello che la colpì non fu vedere la scritta Iberia Airlines, ma la destinazione: Madrid/Venezia.
Suo padre in quei tre giorni di preparativi non aveva mai trovato il tempo (o forse il coraggio?) di parlarle, ma come recita il detto “il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi”, e così Emma aveva scoperto da sola che sarebbero tornati a casa.
Di questo ne era certa, non era uno scalo intermedio, non c’erano altri biglietti aerei, perché li aveva cercati ovunque come una pazza furiosa, come aveva potuto nasconderle la verità?
Proprio mentre pensava ai vari modi per rimbalzare suo padre, Andrea entrò stranamente felice dall’ingresso principale, ma gli bastò un’occhiata per capire che sua figlia aveva scoperto tutto.
Iniziò la frase con un infelice: “non è come sembra (come nei peggiori film in cui la moglie scopre il tradimento del marito, e lui prova a negare anche l’evidenza), te lo avrei detto stamani…”
E. “ Ma dai davvero? E di preciso quando, dimmi? Mentre salivamo le scalette dell’aereo? Oppure una volta allacciate le cinture di sicurezza? Pensi di essere normale?”
A. “ E’ che non sapevo come affrontare l’argomento, avevo paura di quello che avresti potuto dire, provare….”
E. “ Sì..dire, fare, baciare, lettera e testamento. Babbo (le sue radici toscane uscivano sempre mentre discuteva e le guance si tingevano di rosso ) hai sbagliato, fai prima ad ammetterlo così almeno ne parliamo da persone adulte, dato che il problema penso sia proprio questo. Ho sedici anni, lo vuoi capire che non sono più una bambina?”
Andrea la guardava muoversi, agitarsi, quando si arrabbiava sembrava proprio sua madre, non riusciva a smettere di gesticolare, e contemporaneamente non riusciva a smettere di spalancare quegli occhioni verdi, che sembravano disegnati.
E. “ Babbo mi stai ascoltando?”
A. “ Sì scusami Emma, hai ragione ho sbagliato, ho preso tempo, ma forse ne ho preso troppo, se ti fermi un attimo ti spiego tutto.”
Non se lo fece ripetere due volte, non capitava spesso che suo padre la trattasse da adulta, era bene approfittarne, prima che ci ripensasse, così si mise seduta proprio per dimostrargli quanto fosse pronta ed impaziente di conoscere la realtà.
“ Mi ha chiamato l’agenzia immobiliare qualche giorno fa, dicendomi che ci sono dei probabili acquirenti per la nostra casa, ma che sono necessarie delle ristrutturazioni, e visto quanto è rimasto fermo il mercato degli immobili, è meglio approfittarne.
Solo che devo essere per forza presente visto che la villa è sottoposta alla tutela dei beni culturali, quindi per fare qualunque tipo di variazione, o anche semplicemente dare una rinfrescata, c’è bisogno della mia firma per le richieste, e della loro approvazione per procedere.
Così ho pensato di tornare a casa, per passarci la nostra ultima estate, prima di venderla.
Lo so te ne avrei dovuto parlare, ma avevo paura di un tuo rifiuto, e senza di te non sarei riuscito a rimettere piede nelle nostre stanze”
E. “ Ecco ora dimmi, ci voleva tanto? Sono adulta queste cose le capisco, solo una
cosa non riesco a capire: perché vuoi disfarti di Villa Maria? Non ci sono solo i brutti ricordi là dentro, io conservo i sei anni passati con la mamma a raccogliere le nocciole nel giardino, a buttare le monetine nel pozzo per esprimere i desideri.
Là dentro c’è tanta della nostra felicità, sei pronto a rinunciarci?”
A. “ questo è un discorso che non vorrei affrontare adesso, ho bisogno di rimettere piede là dove tutto è accaduto, là dove in un attimo tutto ha smesso di avere un senso, là dove i miei sogni che portavano il nome di tua madre sono morti.
Sento che è arrivato il momento di fermarmi, me lo devo, e soprattutto forse lo devo a te”.
E d’improvviso quel sorriso che Emma aveva visto accendersi sulla porta d’ingresso si spense per fare spazio a quell’alone di malinconia che da dieci anni a questa parte lo aveva reso l’allenatore più ricercato e ambito dalle donne di mezza Europa.
Era lo special one dei maestri di tennis, ma quello che gli altri chiamavano fascino, per lui aveva un unico nome: dolore.
A volte il suo alone di mistero lo precedeva, i maligni lo additavano come “borioso”, le fan come “bello e impossibile”.
Quante quelle che avevano negli anni cercato di prendere il posto Lucrezia, di prendere il “suo” armadio, che avevano respirato il “suo” odore pensando che fosse quello di Andrea, ma erano durate il tempo di un set, per usare termini “tennistici”, il tempo di una foto insieme, e poi il nulla.
L’unica donna della sua vita, dopo Lucrezia, era stata Emma.
Il taxi era sotto che li stava aspettando, erano in ritardo, come sempre, l’aereo decollava tra un’ora, un’ultima spazzolata ai capelli ribelli, un po’ di lucido sulle labbra ed ecco la figlia/bambina trasformarsi in teenager dannatamente e inconsapevolmente femmina.
A. “ Ma cosa ti sei messa in testa?”
E. “ è una fascia, come lo chiami tu?foulard va meglio?”
A. “Mi sembra che non c’entri nulla con tutto il resto…”

E. “Mamma mia, ora mi sei diventato pure esperto di moda, oltre che di tennis. Vogliamo parlare della tua polo? Ma tipo una t-schirt normale mai?”
A. “ Va bene via io mi tengo la polo, tu ti tieni questa fascia e siamo tutti felici.”
Scesero correndo dal taxi, Emma con i suoi trolley rosa, Andrea con le sue valigie blu e le sue insostituibili racchette Fisher.
Entrambi provavano un insieme di sensazioni, felicità, paura, curiosità, ma ormai il momento della verità era arrivato.
Padre e figlia tornavano a casa.

 

Leggi QUI il primo capitolo

 

Il terzo capitolo sarà pubblicato lunedì prossimo. Il resto de Il Rintocco sarà presto in tutte le librerie.