Baldini&Castoldi: “Fozza Cina” di Sabrina Carreras e Mariangela Pira

Daniela Distefano
CATANIA “Dalla Pirelli alla moda al calcio, l’Italia sta diventando una colonia cinese?”
Se lo chiedono nel saggio Fozza Cina (Baldini&Castoldi) due affascinanti donne del giornalismo italiano, Sabrina Carreras e Mariangela Pira. Un libro che è già un cult, scritto con la verve dell’inviato e la meticolosità dell’esploratore che fa una ragionata scoperta: la Repubblica Popolare non è più soltanto la culla dell’export low cost ma è entrata da protagonista nel salotto buono della nostra industria e nei settori strategici del nostro Paese.
Non eravamo noi italiani a delocalizzare la produzione in Cina attratti da una mano d’opera a basso costo? Possibile che da predatori siamo diventati prede? E quanto facili prede? Per Pechino tutto questo rappresenta il suo ingresso nel cuore del capitalismo italiano. Continua

Giovane Holden Edizioni: “Le parole del silenzio” di Benito Apollo

Daniela Distefano
CATANIA – Robert è cresciuto nella periferia londinese di Tottenham Hale dove suo padre, Tristan Harel, un marinaio mercantile francese sindacalista dei marittimi legato all’ambiente anarchico, si è trasferito nascondendosi con la giovane sposa incinta, dopo essere stato accusato dell’omicidio di un gendarme durante gli scioperi e le occupazioni nel 1969 dei cantieri navali di Saint – Nazaire. Dopo poco tempo dall’arrivo in Inghilterra, Tristan è costretto a fuggire di nuovo, questa volta da solo, e Robert, che non è ancora nato, non lo conoscerà mai.
La giovanissima madre, Catherine Vrac, muore suicida e al diciassettenne Robert resta solo un vecchio diario del padre. Raggiunta una certa solidità economica, Robert matura l’idea di andare a Saint-Nazaire per conoscere i suoi parenti e rintracciare il padre. Al suo arrivo, però, scopre che nessuno si ricorda di suo padre. Chi era dunque Tristan Harel? Quali verità la madre gli ha taciuto? Continua

Bompiani: “Paesaggi e personaggi” di Gillo Dorfles

Daniela Distefano
CATANIA “L’arte è l’unica passione a cui sono rimasto fedele sempre, sin dalle prime folgorazioni dell’astrattismo di Klee e di Kandinskij”. Siamo abituati a vederlo come il più saggio dei grilli parlanti, di certo il più longevo critico del nostro tempo. Gillo Dorfles nasce a Trieste il 12 aprile del 1910. E’ la personalità che ha coltivato i più intensi rapporti internazionali con estetica e arte in tutto il mondo. Formatosi in area centroeuropea e ultimati gli studi universitari a Milano e Roma, ha studiato, assimilato, metabolizzato l’ Estetica angloamericana e quella dell’Est europeo.
In questo agile opuscolo – Paesaggi e personaggi (Bompiani) – raccoglie appunti e ricordi di un vasto repertorio esperienziale. Il suo è un viaggio con la mente e il corpo: tra Italia, Europa, America, e Oriente, un giro del globo alla ricerca del cerchio che racchiude l’anima. Continua

Intermezzi: “Al buio” di Carlotta Borasio e Andrea Malabaila

Daniela Distefano
CATANIA – Cosa succede se Lui e Lei, sposati da due anni e insieme da quasi otto si tuffano nel pozzo della fantasia? Risalgono in superficie insieme o prima uno poi l’altra?
Al buio (Intermezzi) di Carlotta Borasio e Andrea Malabaila è la verbalizzazione del loro accordo, una storia scritta a quattro mani che nasce come un gioco: facciamo finta che. Facciamo finta che Andrea e Carlotta siano andati ad una festa di fine estate nel paese di Pignasco, che ci sia stato un blackout e che durante il blackout ci sia stata una vittima. L’articolo di giornale che riporta la notizia è stato scritto insieme. Poi via libera all’immaginazione. Cosa avrebbe fatto Carlotta in una situazione simile? Cosa avrebbe fatto invece Andrea? E’ in atto una simulazione. Le due storie sono state scritte “al buio” senza che uno sapesse cosa stava scrivendo l’altra. L’oggettività non esiste e tutta le storie – anche quelle più fedeli alla verità dei fatti – sono storie di pura invenzione. Il racconto si biforca: “Dalla parte di Carlotta” e “Dalla parte di Andrea”. Continua

“Sempre sì”, anche di fronte alla violenza. Il racconto di Daniela Distefano per Volevamo solo ridere

“Sempre sì”
DANIELA DI STEFANO – E’ guardando una vetrina che ti ho scoperto.
Non avevi che due occhi, un naso diritto, capelli stampigliati, un alone di tenerezza, poi ti sei presentato.
Dicevi di essere questo, di fare quell’altro, di occuparti di alcune cose, di partecipare ad altre, mi hai conquistata. Ero stata promossa in Amore. E San Valentino era dietro l’angolo.
Perfetta armonia tempistica.
Otto anni sono tanti o pochi, per me sono diminuiti, volevo crescere professionalmente, tu eri una compensazione placida.
Dolci alla frutta, torte montagnose, crostate elaborate… Sei un po’ ingrassato, ti sta bene la pancetta, ma io coltivo altre passioni. Mi piace correre, allenarmi in palestra, ho un corpo modellato, tonico, scalpitante. Sembriamo goffi insieme, mi dici.
Io sorrido, e ti bacio mentre ci scattiamo un selfie. E’ ora di viaggiare. E’ estate, è tempo di mettere a mollo le idee, di scaricare i nostri malesseri di coppia.
Tu dici di sì, tu dici sempre sì. Qualunque cosa io chieda mi stai appiccicato con la tua bocca gonfiabile, con i tuoi occhi oramai spenti.
Non ti specchi più nel mio riflesso, siamo diversi. Da qualche anno ancora di più.
Allora è deciso, cioè io ho deciso che si va al mare, a trovare Rosa e Paolo, alloggeremo in un Bed and breakfast, mi insegnerai a tuffarmi, non ne sono mai stata capace.
Mi dirai sì, sempre sì. Poi ti volterai, e camminerai a testa in giù perché è il tuo carattere, perché è il tuo ruolo, perché non ti riesce proprio essere come me che sono dinamica, fast, curiosa, ginnica, esuberante, diversa.
Arriviamo a sera inoltrata, Rosa e Paolo ci accolgono nella loro casa a due passi dalla spiaggia.
E’ una serata stellare, e tu mi stai incollato per non sprofondare nel menu a base di pesce fresco.
Domani andremo al largo col gommone, mi dimentico di appartenerti perché ti sento addosso come fossi tua madre. E infatti fai la parte del figlio ribelle, non mi aiuti mai quando ci sono da svolgere mansioni casalinghe.
Mentre torniamo al nostro alloggio, ti prendo la mano e camminiamo così per due, tre metri, sei stanco. Io accelero l’andatura, tu hai il fiatone.
Oltrepassiamo la nicchia di una Madonna col Bambino, ti guardo, mi chiedo se un giorno avrò figli, se dovrò averli con te, se lo vorrò.
Eri dolce la prima volta che ti ho visto, eri un altro la seconda volta.
E’ notte, e prego, non mi capita mai, non so perché. E perché oggi lo faccio. Tu sei già nel mondo onirico, sembri in letargo, ma domani ti sveglierai e ricomincerà la nostra azione teatrale, mentre la vita di tutti è viva, io mi sento fuori posto.
Io sono altrove, sono in giro per il globo, vedo gente di ogni razza, lingua, aspetto, sono come un temporale che arriva e scaccia l’arsura estiva, mi butto l’occhio su uno specchio che spaccia felicità, sono sana, sono entusiasta.
E noi due insieme sembriamo una metà.
Cosa devo fare, cosa pensare, come agire. Non si può andare avanti così, però oggi c’è il gommone, ci sono Rosa e Paolo che sono felici di vederci come una coppia solida.
E’ mattina, è ora di preparare panini per il pranzo a sacco, tu sei di buonumore, sto eseguendo io tutto il lavoro di routine logistica.
Vabbé, ti aiuto, dici. Era ora, faccio io. Prendi i panini, li dividi a metà, prendi prosciutto, formaggio, e li disponi a casaccio. Poi fai cadere le briciole sul tavolo, sul pavimento.
Ti guardo di spalle, hai un rivolo di sudore che ti attraversa la schiena, mi disgusta questa immagine mattutina. Ti rimbecco, guarda cos’hai fatto, tutte queste briciole ora chi li raccoglie.
Sei sempre il solito, ti comporti come un bambino menefreghista. Mi ascolti, mi senti adesso, adesso, adesso.
Tu mi fai sempre pena quando ti sgrido, non oggi, non in questo momento, non so perché hai preso quel coltello se non ti serve più per tagliare i panini.
Non ho mai saputo prima d’ora quant’è facile morire, quant’è mostruoso se avviene per delle briciole di pane.
© Racconto di Daniela Distefano per “VOLEVAMO SOLO RIDERE”, iniziativa di ChronicaLibri.
Tutti i diritti riservati.
© Foto web

Editrice Nord: “La ragazza tedesca” di Armando Lucas Correa

Daniela Distefano
CATANIA“Ci sono momenti in cui è meglio accettare che sia tutto finito, che non ci sia più niente da fare. Cedere e abbandonare ogni speranza, arrendersi.
Ecco come mi sono sentita allora. Non credevo ai miracoli. Tutto ciò era accaduto perché ci eravamo ostinati a voler cambiare un destino già scritto. Non ne avevamo nessun diritto, non potevamo reinventare la storia. Eravamo condannati a essere ingannati sin dalla nascita”.

La ragazza tedesca (Editrice Nord) – romanzo di Armando Lucas Correa, caporedattore di People en Espanol, la rivista di lingua spagnola più venduta in America (nel corso della sua lunga carriera di giornalista, ha ricevuto numerosi premi. Attualmente vive a Manhattan) Continua

Laterza: “La forza del contesto” di Andrea Carandini

Daniela Distefano
CATANIA “Il paesaggio è una composizione “pluristratificata”, risultato della vita di una comunità locale che ha agito spontaneamente ma anche di concerto lungo un periodo lunghissimo di tempo. L’Italia è “il contesto dei contesti”, mandato in gran parte alla malora!”

Andrea Carandini è professore emerito di Archeologia e Storia dell’arte greca e romana presso l’Università di Roma La Sapienza. Allievo di Ranuccio Bianchi Bandinelli, ha condotto importanti scavi tra il Palatino e il Foro, scoprendo la prima Roma dell’VIII secolo a. C. e la Roma prima di Roma del IX e del X secolo.
Nel 2009 è stato nominato Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, carica che ha ricoperto fino al 2012. Continua

Bompiani: “Vent’anni” di Corrado Alvaro

Daniela Distefano
CATANIA“Fu quello un momento in cui sentì come sia poco avere vent’anni, come la forza degli uomini sia ben altro, le passioni profonde e mortali, il dolore altissimo. Vent’anni”.
Corrado Alvaro (San Luca, 1895 – Roma, 1956) è stato scrittore, giornalista e poeta, ma soprattutto un intellettuale la cui forte sensibilità civile, etica e culturale gli ha consentito, già negli anni Trenta, di avvertire e denunciare, attraverso gli scritti letterari, giornalistici e innumerosi saggi, il male che si stava diffondendo in Europa.
Nel romanzo Vent’anni, edito da Bompiani, Corrado Alvaro ci trasporta nel filo spinato della Grande Guerra, raccontando una delicata storia di amicizia, illusione e delusione Continua

Editrice Nord: “Il giorno che aspettiamo” di Jill Santopolo

Daniela Distefano
CATANIAJill Santopolo è cresciuta a Hewlett, nello stato di New York. Dopo la laurea in Letteratura inglese alla Columbia, ha iniziato una brillante carriera nel mondo dell’editoria e adesso è responsabile di una casa editrice del gruppo Penguin Random House.
Nel giro di due settimane il suo romanzo Il giorno che aspettiamo (Editrice Nord) è stato venduto in 12 Paesi, poi in altri 10. Un successo forse previsto ma non scontato per un libro che tocca le corde della nostra sensibilità.
Siamo a New York, due giovani – Gabe e Lucy – si incontrano per la prima volta nel giorno dell’apocalisse americana: l’11 settembre 2001. Nasce un sentimento tra le macerie non solo metaforiche del popolo statunitense. Continua

Adelphi: “Maledetti toscani” di Curzio Malaparte

Daniela Distefano
CATANIA“Se è cosa difficile essere italiano, difficilissima cosa è l’essere toscano: molto più che abruzzese, lombardo, romano, piemontese, napoletano, o francese, tedesco, spagnolo, inglese. E non già perché noi toscani siamo migliori o peggiori degli altri, italiani o stranieri, ma perché, grazie a Dio, siamo diversi da ogni altra nazione: per qualcosa che è in noi, nella nostra profonda natura, qualcosa di diverso da quel che gli altri hanno dentro…”

Curzio Malaparte è stato un pratese d.o.c., autore di capolavori letterari mondiali (Kaputt e La pelle, per citare quelli più noti), sempre diviso tra il trascinarsi come detrito nella corrente esistenziale e l’attracco al porto del valori imperituri. Amato fino all’odio da tutti, esuberante, scisso tra l’arte e il carattere meno rigoroso. In questo opuscolo dal titolo eloquente – Maledetti toscani, pubblicato da Adelphi – immerge il lettore nel mondo tutto suo dei toscani:  Continua