Il manicomio di Villa Azzurra e la violenza sull’infanzia

Giulio Gasperini
AOSTA – Le Edizioni Gruppo Abele si distinguono per la loro attenzione chirurgica al sociale e alle sue problematiche: attraverso documenti, che sono cocenti testimonianze, le Edizioni permettono di sondare le questioni più scottanti e finanche fondanti e offrono ricerche accurate e documentate per non dover commettere errori di giudizio. Con la pubblicazione de Il manicomio dei bambini si confermano in questa coraggiosa linea di documentazione, contribuendo a creare una collettiva coscienza sociale. L’autore, Alberto Gaino, apre di nuovo i cancelli di Villa Azzurra, situata a Torino, tra Grugliasco e Collegno, al termine di Viale Lombroso, che per anni, tantissimi, troppi, è stata il “manicomio dei bambini”, anche se in alto, sulla sua facciata, continua a troneggiare la definizione di “Sezione medico-pedagogica”.
Continua

Gli operatori sociali, “Equilibristi” di professione.

EquilibristiGiulio Gasperini
AOSTA – Recentemente portati alla ribalta della cronaca, ma tenuti comunque in disparte rispetto alle notizie che fanno più chiasso e più cronaca: gli operatori sociali svolgono un ruolo fondamentale nelle gestione e coesione della socialità e del tessuto sociale; ma, nonostante questo, la loro posizione risulta sempre più precaria e in balia degli eventi. Nella raccolta di saggi Equilibristi, a cura di Andrea Morniroli e edito da Edizioni Gruppo Abele nella collana “I Ricci”, si affronta nel dettaglio le questioni relative a cosa significhi, al giorno d’oggi, lavorare in questo settore così al centro di polemiche e feroci discussioni.
I contributi sono vari, di addetti ai lavori e di professionisti del settore, che cercano di approfondire ogni possibile aspetto della questione. Continua

Prove di paura per governare i cittadini

Prove di pauraGiulio Gasperini
AOSTA – Far appello alle paure più recondite e irrazionali, fare leva sul panico e previsioni di catastrofe, invocare un inconsistente senso di appartenenza fino ad allora sepolto se non inesistente, diffondere una cattiva informazione. Ecco la ricetta per il governo dei cittadini che Livio Pepino traccia nel suo saggio Prove di paura, edito da Edizioni Gruppo Abele nella collana I Ricci.
Barbari, migranti e ribelli sono i tre gruppi “altri”, quelli ai limiti della società civile, quelli che più di altre tipologie più codificate e regimentate spaventano e creano il panico nel resto della cittadinanza. Livio Pepino, in un saggio argomentato, documentato e aggiornato alla più stringente attualità, passa in rassegna i tre diversi gruppi, sottolineando la disinformazione e cercando di evidenziare, invece, la vera consistenza dei diversi fenomeni. Continua

La scuola è mondo, tra aula e strada.

La scuola è mondoGiulio Gasperini
AOSTA – La scuola, in Italia, è sempre al centro delle più roventi polemiche. La sua riforma, di solito, accompagna l’insediamento di ogni nuovo governo, che sia di centro di destro o di sinistra. Spesso si susseguono senza lungimiranza né programmazione, con il solo scopo di dar l’impressione di star riformando qualcosa. Ma la riforma non è necessariamente collegata a un effettivo miglioramento della condizione di partenza. Spesso, invece, è stato – soprattutto con la scuola – l’esatto contrario. Marco Rossi-Doria, maestro elementare e co-fondatore del progetto Chance, Sottosegretario di Stato all’Istruzione dal 2011 al 2014, ha dialogato con Giulia Tosoni in questa lunga intervista edita dalle Edizioni del Gruppo Abele di Torino nella collana Palafitte: “La scuola è mondo. Conversazioni su strada e istituzioni”.
L’esperienza di Marco Rossi-Doria è un’esperienza avvincente: il progetto Chance, tra gli altri, ha permesso alla scuola di aprire le porte delle aule e di riversarsi nelle difficili realtà di zone d’Italia dove l’abbandono scolastico è ancora una piaga sociale. Una scuola sociale, cha ha i suoi predecessori e modelli in don Milani e Mario Lodi. E proprio una scuola sociale, una scuola che ha un ruolo politico, di costruzione di identità e modelli per consolidare e arricchire la società, è il punto focale e centrale della lunga conversazione tra Rossi-Doria e Tosoni. Le sei sezioni in cui l’intervista è stata suddivisa, toccando aspetti diversi dell’argomento scuola, sono legati tutti dall’idea che “l’educazione è una funzione umana naturale perché universale. Ma hai anche una missione, socialmente fondata”. Perché “la scuola è un luogo sociale, di costruzione sociale e di apprendimento svolto insieme”. E il maestro ne è la guida, ma anche un artigiano che deve affinare pratiche e inventarsene altre, perché il questo “mestiere” ha un carattere creativo.
Secondo Marco Rossi-Doria la scuola dovrebbe abdicare dal quel suo compito, piuttosto sterile e fallimentare, di “trasmettitrice di nozioni”, rendendosi protagonista di un cambiamento che non si difenda dai bambini, dalla loro creatività, dalle loro esigenze e richieste. A cominciare dagli insegnanti, che Rossi-Doria indica come gli attanti principali nel processo di educazione e apprendimento. “Va fortemente scoraggiato – non solo durante la formazione per diventare insegnante, ma anche dopo che si è entrati a scuola – chi si ostina a credere che un gruppo di bambini o ragazzi possa acquisire gli strumenti per leggere e cambiare il mondo perché un signore più grande glieli ha semplicemente ‘spiegati’”. Questo perché l’insegnante, secondo Rossi-Doria, è “immerso in un artigianato emotivo e cognitivo insieme”. La scuola diventa spazio non solo di conoscenza ma anche di incontro e confronto, di crescita e costituzione della cittadinanza attiva: “Creare, migliorare, custodire e manutenere questo contesto, che vede l’azione dei docenti, ma soprattutto l’incursione quotidiana di ogni bambino e dei bambini tutti insieme. È la prima cosa che va mantenuta, stimolata e promossa in ogni scuola della Repubblica”.
L’ideale è ottimo, ma la nostra realtà a che punto è?

“Lampedusa”, quale futuro per la porta d’Europa?

LampedusaGiulio Gasperini
AOSTA – Giusi Nicolini da sempre alza la voce in difesa di terre e uomini. Da quando è stata eletta sindaco, nel 2012, ha portato all’attenzione dell’Europa intera quei ventun chilometri scarsi di terra che amministra. Marta Bellingreri l’ha intervistata, nel luglio 2013, e questa lunga chiacchierata è stata pubblicata dalle Edizioni Gruppo Abele nel 2013 nella collana “Palafitte”. “Lampedusa. Conversazioni su isole, politica, migranti” è un manifesto di grande lucidità e acutezza, nel quale Giusi Nicolini, diventata uno dei sindaci più famosi d’Italia, racconta la sua storia, la sua decisione di dedicarsi all’amministrazione politica delle sue terre, e tratteggia con grande competenza quelli che potrebbero essere gli orizzonti futuri per Lampedusa, la porta dell’Europa.
Giusi Nicolini parla delle migrazioni, del ruolo che Lampedusa ha nell’accogliere le persone in fuga da una realtà feroce, da malattie, dalla guerra, dalla fame. Parla del cimitero che non basta, dei diritti negati anche da morti, parla dei tanti troppi minori non accompagnati che viaggiano sulle rotte del Mediterraneo e che sono abbandonati, senza cure né assistenza. Tra i tanti progetti realizzati si cita anche la Biblioteca dei ragazzi, realizzata grazie a un progetto di Ibby Italia, nella quale saranno utilizzati molti silent books, libri senza parole ma con tante immagini, realizzati per superare le barriere linguistiche tra i bambini italiani e quelli migranti.
Ma non ci sono migranti, nella storia di Lampedusa. C’è anche l’ambiente, una risorsa straordinaria che fino a pochi anni fa era seriamente minacciata dall’uomo e dai suoi abusi di vario ordine e grado. Quell’ambiente che recentemente ha conferito alla spiaggia dell’Isola dei Conigli il titolo di spiaggia più bella del mondo. Un riconoscimento anche al lavoro della Nicolini, che per tanti anni è stata responsabile di Legambiente della Riserva dell’Isola dei Conigli, una delle ultime spiagge europee dove si riproducono le tartarughe marine, le Carretta, che a Lampedusa vengono recuperate e, in un apposito ospedale, curate.
La lunga intervista con Giusi Nicolini mette in luce le potenzialità e le reali esigenze di un’isola, e di una terra, per lungo tempo dimenticata, trascurata ai margini dell’italianità in ogni settore, da quello scolastico-sanitario a quello sanitario, a quello dell’approvvigionamento idrico ed energetico. Un’isola che strategicamente ha la sua importanza, tanto da essere diventata sede di una base NATO, e di esser stata vittima di un attacco missilistico dalle coste libiche, nel 1986, ad opera del Colonnello Gheddafi.
Ma la Nicolini ha parole di accusa anche per la politica italiana, per i partiti, per i meccanismi del potere che vogliono sempre ricondurti in una definizione, in una schematicità. La sua battaglia si definisce quasi apolitica, sfidando preconcetti e pregiudizi che sono propri di intere collettività umane. I valori che sono difesi, le aspirazioni ventilate, gli obiettivi sperati sono patrimonio comune, non esigenze da manifesto partitico o campagna elettorale.