Mondadori: “L’età ridicola” in cui si è dato tutto, detto tanto, fatto il necessario

Giulia Siena
PARMA – L’età ridicola è un’età svuotata di senso. L’età ridicola è quella condizione di disillusione e stallo che vive l’anziano mentre aspetta che qualcosa succeda. L’età ridicola poiché si è dato tutto, detto tanto, fatto il necessario. L’età ridicola è il romanzo di Margherita Giacobino pubblicato da Mondadori.

La vecchia protagonista di questo libro non ha un nome; vive in un grande appartamento nel centro di Torino, in quelle mura dove è intrappolato il proprio presente e dove è custodito l’amore passato, ma mai concluso, per Nora. In quelle stanze, che custodiscono ancora il profumo e i vestiti dell’amata, ha vissuto un amore immenso per un’altra donna, la sua donna. Ora, in quelle stanze, accudisce il vecchio gatto Veleno e osserva muoversi un’estranea a suo servizio, Gabriela. Per la vecchia ormai la vita è tutta lì, se non fosse per Malvina, l’amica di sempre con la quale si trascina fino in pasticceria a placare la golosità dell’una e il bisogno di compagnia dell’altra; ma la vecchia è un po’ che ci pensa: forse dovrebbe proporre a Malvina di andare a vivere da lei, c’è Gabriela che potrebbe fronteggiare la continua e sempre maggiore sbadataggine dell’amica e sopperire alle carenze dell’una o dell’altra. Già, dovrà dirglielo a Malvina, così quella povera anima potrà tenersi al riparo dalle grinfie del nipote interessato solo all’eredità e non alle sorti di quella zia avvertita sempre come uno strambo problema a cui dar retta. Continua

Slow Food Editore: “Le Carte del Vino”, un viaggio enologico lungo 8000 anni attraverso 56 Paesi

Giulia Siena
PARMA – Parlare di vino non è mai parlare esclusivamente di un prodotto. Parlare di vino significa raccontare una storia, risalire ai luoghi, al clima, alle persone e ai momenti; significa osservare il terreno, ascoltare il vento, assaporare il sole e lasciarsi bagnare dalla pioggia. Parlare di vino significa avere pazienza, gustare l’attesa perché quello che troviamo in un bicchiere non è altro che il risultato di molte fasi che vanno percorse. Parlare di vino vuol dire abbracciare più tematiche e ascoltare con tutti i sensi.

Le Carte del Vino. Atlante dei vigneti del mondo asseconda alla perfezione questa esigenza di percorrere il mondo vitivinicolo e intrecciare le sensazione olfattive e gustative con la storia, la geografia e le tante evoluzioni delle tecniche di vinificazione. Il volume – un atlante prezioso e completo – è frutto del lavoro sinergico tra Adrien Grant Smith Bianchi e Jules Gaubert-Turpin che raccoglie 8000 anni di storia cadenzati in 100 carte geografiche di 56 Paesi. Questo lungimirante progetto, pubblicato da Slow Food Editore, è un ottimo strumento di conoscenza e supporto per addetti ai lavori e interessante percorso conoscitivo per semplici appassionati che vogliono approcciarsi o approfondire le tematiche enologiche. Continua

Via del Vento edizioni: “Il ritorno e altre prose”, malinconia e anima di Thomas Wolfe

Giulia Siena
PARMA“Il tempo passa e mette un cappio alla discussione. C’è troppo da dire; c’è così tanto da dire che deve essere detto; c’è così tanto da dire che non sarà mai detto: lo diciamo nella solitudine appassionata della gioventù, o delle diecimila notti di assenza e poi di ritorno. Ma alla fine, la risposta a tutto è che tutto è tempo e silenzio, basta; dopo non rimane più nulla da dire”. Sette anni lontano da casa, e il ritorno. Thomas Wolfe (1900-1938) nacque in una piccola cittadina del North Carolina; la sua infanzia – e la sua breve vita – furono segnate da numerosi lutti. A tutto questo dolore Wolfe contrappose il silenzio e la letteratura. Le parole, infatti, recarono calma e nuovo carburante alla sua silente irrequietezza; si rifugiò nella scrittura e qui alimentò la propria introspezione. Mentre l’anima si formava e corrodeva, il corpo cresceva: Wolfe era un ragazzo possente, alto più di due metri e questa sua imponenza allontanava i coetanei. Questa sua razionalità silenziosa e perenne lo rese volubile alle parole altrui. Il ragazzo del North Carolina – a poco più di vent’anni, dopo l’ennesimo lutto e la laurea in letteratura – spiccò il volo verso l’Europa, incontrò il mondo, continuò a scrivere di getto come fosse difficile tenere a bada quelle parole che eruttavano dalla solitudine come testimonianza di un cuore in subbuglio. Cruciale fu l’incontro con il curatore editoriale Maxwell Perkins che – come il regista Michael Grandage ha ben reso nel film Genius, a Wolfe ispirato – diede forma e direzione ai suoi scritti. Perkins aveva esperienza, Wolfe aveva da raccontare. Eppure la critica del tempo dimenticò presto la capacità narrativa di Wolfe, la etichettò come prolissa e superflua, sdolcinata e debole, buia ed evitabile. Eppure Wolfe qualcosa seminò perché subito dopo venne la Beat Generation che riprese la malinconia di questo autore e la sua voglia di andare. Continua

Graphe.it Edizioni: con “Emozioni di Natale” Cordelia e Piergiorgio Pulixi raccontano l’atmosfera natalizia

Giulia Siena
PARMAGraphe.it Edizioni con la collana di narrativa Natale ieri e oggi racconta il fascino delle festività attraverso le parole di autrici e autori contemporanei e del passato. Emozioni di Natale (anche in e-book) raccoglie due voci, due esperienze, due epoche e due racconti: L’eroe dell’officina di Cordelia, alias Virginia Tedeschi Treves (1849-1916), e La Lettera di Piergiorgio Pulixi.
Virginia Tedeschi, moglie dell’editore Giuseppe Treves, provava una dedizione profonda per la letteratura per l’infanzia: scrisse libri per ragazzi e fondò e diresse “Il Giornale del Fanciulli”. La sua visione, legata all’attenzione per il ruolo della donna, per i diritti sul lavoro e la tutela dei bambini, la portò negli anni e intrecciare queste tematiche e scrivere favole, romanzi e racconti. Tra questi anche L’eroe dell’officina (tratto da “Piccoli eroi”, 1892) ambientato in una tipografia di Milano; qui due ragazzi, vicini di casa, hanno messo in gioco la propria amicizia per un posto di macchinista alle stampe. Hanno poco più di dieci anni e fino a qualche mese prima erano sì amici, ma rivali a scuola e motivo di lotte, scontri e confronti tra le loro madri. Continua

“Città senza mura”, la poesia è una valorosa guerriera. Intervista a Flavio Pagano

Giulia Siena
PARMA“Amo le storie / di chi non fa la Storia. / La pazienza di chi bussa / alla porta di una casa vuota. / La forza di chi sceglie la salita / e la dolcezza di chi si guarda indietro. / Non so raccontare / il mio sentire più profondo / ma lo porto con me / in quella valigia / che non disferò mai”. Flavio Pagano ha aperto quella valigia e ha lasciato che il suo sentire più profondo trovasse la strada della parola; una parola – quella di Pagano, scrittore e giornalista – che in Città senza mura si fa interprete delle emozioni più recondite e immediate. La parola emerge attraverso suoni delicati e accordati a ritmo del tempo trascorso e della melodia presente. In questa raccolta, pubblicata nella collana di poesia Rosso Sospeso da Fuorilinea Editore, confluiscono gli scritti poetici che hanno dato rifugio e lucidità, stasi e asilo all’autore napoletano. Sono versi sciolti e poesie strutturate in esametri, settenari ed endecasillabi, simbolo di una scrittura immediata o soppesata, causa e conseguenza di una sensibilità acutizzata dall’analisi, dall’ironia e dalla sofferenza.
Città senza mura è resa e richiesta; abbandono al cospetto della vita e preghiera di amore scevro da limiti o imposizioni. Le composizioni – divise secondo la tipologia e il periodo – sono state scritte lungo un arco di tempo molto esteso; solo l’ultima sezione, “Diario di un addio”, sono testimonianza della partecipazione al dolore e alla malattia e narrano la durezza del distacco. Quest’ultima sezione, infatti, chiude un’ideale trilogia insieme ai romanzi “Perdutamente” e “Infinito presente”, firmati da Pagano negli ultimi anni. Continua

“Lo sport non fa per te!”: a ognuno il suo sport

Giulia Siena 
PARMAPaolina Baruchello, scrittrice e traduttrice letteraria, già autrice di Pioggia di primavera, torna in libreria con Lo sport non fa per te!. Il volume, illustrato sapientemente da Federico Appel e pubblicato da Sinnos, ha lo scopo di soddisfare la curiosità dei bambini sottolineando i valori di universalità e gli aspetti di unicità di ogni sport. Gli sport, infatti, sono tanti e sono diversi, come le persone: “bassi, alti, sottili, svelti, lenti, distratti, attenti: tutti noi abbiamo corpi e cervelli diversi. E così sono tantissimi gli sport da provare. “Ma ci sarà uno sport fatto apposta per me? si chiederà qualcuno. Certo, basta solo trovarlo!”

Dapprima conosciamo Michele che tira calci ad un pallone per conoscere gli altri, per fare amicizia; ma quello sport proprio non fa per lui perché è lui che si tuffa e rotola, non la palla. Continua

Voland: Giorgia Tribuiani porta in libreria”Guasti”, accettazione della perdita

Giulia Siena
PARMA – “Io non credo che l’uomo sia un’opera d’arte, e vuole sapere perché? Perché l’arte è un prodotto dell’uomo, il segno tangibile della sua grandezza, certo, ma anche della sua fragilità. Arte è solitudine, il tentativo di fermare qualcosa di vero e la speranza che qualcuno si fermi a guardarlo. […]”

Tutto è fermo in quella grossa stanza in cui Giada entra tutte le mattine. E’ fermo fino all’arrivo dei visitatori; per questo non è molto diverso dalle grandi esposizione fotografiche in giro per il mondo, quelle in cui erano presenti entrambi: lui, il genio dello scatto che cattura il momento e lei, la sua compagna devota. Ora lui è inerme, egli stesso un’opera catturata nel gesto fasullo di premere il clic della propria reflex. Eppure è lui che ha scelto di devolvere il suo corpo, una volta cessato di vivere, all’arte. Continua

Mondadori: Valentina Farinaccio torna alla scrittura con “Le poche cose certe”

Giulia Siena
PARMALe poche cose certe (Mondadori) è la seconda prova narrativa di Valentina Farinaccio che, dopo La strada del ritorno è sempre più corta, torna a raccontare di figli, genitori, dolori, scoperte e attese.

Chiamarsi come il protagonista di un romanzo forse non aiuta a vivere la vita vera. Doveva saperlo fin da subito, Arturo, che quel nome lo avrebbe intrappolato senza farlo mai crescere, paralizzato, come un attore troppo impaurito per dire le proprie battute sulla scena. Arturo l’attore lo faceva davvero; era comparso in qualche film, fiction in tv, teatro, ma da qualche tempo, da quando quella ragazza lo aveva smascherato e consigliato di cambiare strada, si era rintanato nel suo silenzio, tra il tram, il suo bilocale e nuovo lavoro, un lavoro vero. Ed ora che l’inverno continuava il suo corso senza cedere ancora il passo alla primavera, ora si trovava sul quel tram, il 14, in attesa che il rottame ripartisse alla volta di un appuntamento con Atlantide; un’isola con le sembianze di una donna. Anche Arturo aveva la sua isola, il suo posto, il suo perché e il suo principio: Continua

“Il violino di Auschwitz”: la musica è un messaggio di coraggio

Giulia Siena
PARMA“Mi chiamo Collin-Mézin, sono un violino. Spero non vi stupisca il fatto che io possa parlare. E’ la musica a darmi la voce. E se state ad ascoltare, potrete conoscere la mia storia. […] Il mio racconto sarà simile a un concerto, dove i momenti lievi si alternano a quelli gravi, i tristi ai sereni. Sarà una melodia che narra le vicende di una persona a me molto cara, la prima che mi ha tenuto tra le mani per suonare. Una ragazza come voi, allegra, vivace, piena di speranze, di entusiasmi e di sogni”. Collin-Mézin è un violino, nacque a Parigi dalle sapienti mani di un liutaio famoso che, dopo qualche anno, lo vendette a una bottega di Torino. Qui lo notò un padre premuroso che volle fare un regalo alla propria bambina. Quando il signor Levy consegnò il violino ad Eva Maria, la ragazza accarezzò il legno e cominciò a suonare. Le note de Il Cigno di Camille Saint-Saëns, diedero avvio a una lunga storia di un’amicizia tra il Collin-Mézin e la giovane ragazza ebrea. Continua

Edizioni Usborne, in tutto il mondo per amore delle storie. “Il taccuino del piccolo scrittore” tra le novità

Giulia Siena
PARMA – Sono tante le novità che con l’inizio di questa primavera entrano nel catalogo delle Edizioni Usborn, il marchio editoriale britannico che diffonde libri per ragazzi in tutto il mondo traducendo i volumi in oltre 100 lingue. Le pubblicazioni Usborne sono ispirate ai principi di diversità e inclusione poiché riescono a cogliere la magia dell’universo dei bambini in ogni aspetto e in ogni fase dello sviluppo. Alcuni dei nuovi volumi saranno in libreria in concomitanza con la 55esima edizione della Bologna Children’s Book Fair, la grande kermesse internazionale dedicata all’editoria per ragazzi in programma nel capoluogo emiliano dal 26 al 29 marzo.
Tra le novità proposte spicca Il taccuino del piccolo scrittore (dagli 8 anni, pubblicato nella collana Autori in erba),  Continua