“Il violino di Auschwitz”: la musica è un messaggio di coraggio

Giulia Siena
PARMA“Mi chiamo Collin-Mézin, sono un violino. Spero non vi stupisca il fatto che io possa parlare. E’ la musica a darmi la voce. E se state ad ascoltare, potrete conoscere la mia storia. […] Il mio racconto sarà simile a un concerto, dove i momenti lievi si alternano a quelli gravi, i tristi ai sereni. Sarà una melodia che narra le vicende di una persona a me molto cara, la prima che mi ha tenuto tra le mani per suonare. Una ragazza come voi, allegra, vivace, piena di speranze, di entusiasmi e di sogni”. Collin-Mézin è un violino, nacque a Parigi dalle sapienti mani di un liutaio famoso che, dopo qualche anno, lo vendette a una bottega di Torino. Qui lo notò un padre premuroso che volle fare un regalo alla propria bambina. Quando il signor Levy consegnò il violino ad Eva Maria, la ragazza accarezzò il legno e cominciò a suonare. Le note de Il Cigno di Camille Saint-Saëns, diedero avvio a una lunga storia di un’amicizia tra il Collin-Mézin e la giovane ragazza ebrea. Continua

Interlinea: “Diritti al cuore”, Antonio Ferrara racconta i diritti dei bambini

ferrara-diritti-al-cuore_chronicalibriGiulia Siena
PARMA“Oggi la maestra ha detto che i diritti delle persone sono diventati importanti con la Rivoluzione Francese. Ci ha detto che in Francia prima c’erano il re e i nobili, che erano ricchi e comandavano, ma poi, nel 1789, il popolo si è ribellato e ha fatto la rivoluzione, appunto. E dopo la rivoluzione i francesi hanno smesso di essere sudditi e sono diventati cittadini. “E che differenza c’è?” ha chiesto Pietro. “Il suddito è uno che deve obbedire e basta”, ha risposto la maestra, “il cittadino invece è una persona che pensa, e che sa di avere dei diritti e dei doveri. Sì, ma qui parliamo sempre di diritti, ragazzi. Ma sapreste dirmi anche qualche dovere?”
Leo, ogni giorno, si trova ad affrontare una quotidianità che lo porta alla crescita: ascolta, si confronta, osserva; vive i problemi, piccoli o grandi; riceve stimoli dalla famiglia, dalla scuola e dalla televisione. Continua