“Il violino di Auschwitz”: la musica è un messaggio di coraggio

Giulia Siena
PARMA“Mi chiamo Collin-Mézin, sono un violino. Spero non vi stupisca il fatto che io possa parlare. E’ la musica a darmi la voce. E se state ad ascoltare, potrete conoscere la mia storia. […] Il mio racconto sarà simile a un concerto, dove i momenti lievi si alternano a quelli gravi, i tristi ai sereni. Sarà una melodia che narra le vicende di una persona a me molto cara, la prima che mi ha tenuto tra le mani per suonare. Una ragazza come voi, allegra, vivace, piena di speranze, di entusiasmi e di sogni”. Collin-Mézin è un violino, nacque a Parigi dalle sapienti mani di un liutaio famoso che, dopo qualche anno, lo vendette a una bottega di Torino. Qui lo notò un padre premuroso che volle fare un regalo alla propria bambina. Quando il signor Levy consegnò il violino ad Eva Maria, la ragazza accarezzò il legno e cominciò a suonare. Le note de Il Cigno di Camille Saint-Saëns, diedero avvio a una lunga storia di un’amicizia tra il Collin-Mézin e la giovane ragazza ebrea. Continua

Le Rane Interlinea: Anna Vivarelli racconta “I gamberetti dispettosi” a spasso nel mare

PARMA – Nei mari, tra le onde, si aggirano I gamberetti dispettosi descritti da Anna Vivarelli e illustrati da Andrea Astuto. I gamberetti sono vivaci, amichevoli e giocherelloni; adorano prendere in giro gli altri pesci e passano il tempo a tramare tranelli: inventano l’arrivo di squali, pescatori e nemici. Il guaio è che questi gamberetti sono davvero tanti e tutti hanno lo stesso carattere e lo stesso umorismo: ridono, ridono, ridono e prendono e scherzano a spese degli altri abitanti del mare. Quando un pescatore arriva e porta via un po’ di gamberetti nessuno si accorge del cambiamento; quando, dopo qualche giorno, i pescatori saranno tanti ci saranno molti meno gamberetti. A quelli rimasti la voglia di scherzare sarà passata poiché avranno da pensare a come sfuggire dalle reti degli umani. Continua