Premio Strega 2017: Neo, lo spudorato “Grande Nudo” tra i 27 libri selezionati

Giulia Siena
PARMA – Ti intrappola tra le pagine, cattura la tua attenzione, ti colpisce allo stomaco e ti trascina in vite sospese e disgraziate. Grande Nudo di Gianni Teti, pubblicato da Neo Edizioni, si conquista la ribalta e si merita un posto tra i 27 libri ufficialmente candidati per il Premio Strega 2017. La soddisfazione è grande per la casa editrice che dopo XXI secolo di Paolo Zardi torna a concorrere nel più prestigioso premio nazionale con Grande Nudo, l’ultimo romanzo della “Trilogia del vento” firmata dall’autore sardo.

Questo non è un libro normale: sono storie di vite lacerate e difficili. Siamo ovunque e siamo in nessun luogo. Apriamo gli occhi in un bar, tra le piastrelle di un bagno in ristrutturazione, siamo in un corridoio polveroso tra cose dismesse; siamo in una stanza al buio, in una caserma o sul ciglio di una strada, siamo dietro una porta o seduti annoiati su una sedia in cucina; Continua

Intermezzi, “L’ avvocato G”: storia non ordinaria di un ordinario tradimento

Giorgia Sbuelz
ROMA – L’ avvocato G. è uno di quegli uomini che pensa di non esser capace di tradire la moglie.
Non per onestà, ma perché quelli come lui “hanno perso la sintassi della seduzione e credono di non riuscire più a ritrovarla neanche se si concentrano bene o comperano il manuale più aggiornato e se lo studiano come dio comanda.”
Un giorno entra nel suo studio la signora M., una donna all’antica, aveva pensato lui. Lei, di rimando, aveva constatato che quell’uomo le faceva voglia proprio per il fatto che aveva l’ aria di quello che non avrebbe mai tradito la moglie, e in più la trattava con aria di sufficienza, atteggiamento questo davvero irresistibile! Continua

“Puntazza”, gli otto racconti di Simone Innocenti

puntazza_chronicalibriGiulia Siena
PARMA – Puntazza è l’avventura di una notte. Puntazza è un’altalena ferma nel passato. Puntazza è il luogo dell’infanzia, un parco desolato in un paese qualsiasi. Puntazza è il punto di partenza, l’ultima spiaggia, la speranza riposta in una ragazzata fatta da uomini adulti. Adulti solo all’apparenza. Luciano, il Lungo e Fonema non sono cattivi fino in fondo; quando architettano il “colpo” alla tabaccheria sono mossi solamente da una disperazione che alla fine li mette uno contro l’altro. Puntazza potrebbe essere un romanzo a sé, – tutti questi racconti sono romanzi in embrione – invece è il primo degli otto racconti (e dà il titolo alla raccolta) del libro di Simone Innocenti pubblicato da L’Erudita – Giulio Perrone. Continua

Paola Rondini e Il salto della rana, racconto visionario

Il salto della rana_FernandelGiulia Siena
PARMA“Come tutti i sognatori, come i bambini lasciati troppo soli, come gli adolescenti tappezzeria alle feste, io amavo la fantascienza, il silenzio ferroso dello spazio, gli sbuffi di decompressione delle astronavi, l’ordine asettico dei moduli lunari, i pianeti desertici abitati da un’umanità bizzarra, più bizzarra di me e della mia famiglia“. Comincia così, con questa descrizione che è quasi un monito, Il salto della rana, il romanzo di Paola Rondini pubblicato da Fernandel.

 

 

Emma è giovane, fantasiosa, libera e lavora giocando con le parole, come fosse una normale abitudine. Questa abitudine, forse, è un dono genetico da parte di sua madre Rita, la viaggiatrice bella ed evanescente che ora si è fermata in una casa di cura e lì parla mettendo le parole in rima. Rita è cambiata ed Emma con lei; è lontano, infatti, il tempo in cui Emma bambina seguiva quella mamma bellissima e distratta, un’anima vagante e silenziosa, irrequieta e fascinosa. Ora sono divise, distanti e lontane; entrambe hanno la propria vita. Quella di Emma, ora, in una mattina presto nel centro di Milano la pone di fronte al civico 16, alle soglie di un portone socchiuso dopo che il rombo di una macchina ha scosso, all’improvviso, una tranquilla giornata di una strada elegante. Immaginazione e intuito si rincorrono, ma Emma non ha tempo per farsi domande, deve pensare a un nuovo viaggio. Dall’agenzia di pubblicità dove lavora, infatti, le hanno comunicato che dovrà partire: destinazione Arizona per cercare un nome, come sempre, legato a una nuova pubblicità. Arriva – o viene catapultata, fate voi –  in un mondo immaginifico fatto di paesaggi preistorici e costruzioni di ultima generazione. Il Cubo, il palazzo meta del viaggio di Emma, non è altro che un luogo di mistero: qui, tra queste pareti di vetro dove tutto è possibile ma nulla è reale, è racchiusa l’occasione della sua vita. Ma mentre Emma vive in questa perfezione quasi cinematografica, le condizioni di Rita peggiorano, il tempo si ferma, inverte e confonde. Il viaggio si arresta, prende una nuova strada.

 

Con Il salto della rana Paola Rondini, alla sua terza esperienza da romanziera, dimostra che la scrittura, in uno stesso libro, può essere evasione, indagine, racconto e confessione. Il salto della rana, infatti, è romanzo visionario, un thriller, un racconto familiare e un diario: un buon mix, certo, ma volevo leggere di più. Forse 142 pagine sono troppo poche per contenere tutto?

 

Arriva “Cristina D’Avena 50 anni di sogni” e parte la festa dal ritmo anni ’80

Davena_lauranaGiulia Siena
PARMA 
– Parte oggi da tutte le librerie d’Italia la festa – ufficiosa – per i 50 anni di Cristina D’Avena. Sì, avete capito bene, la voce fatata della TV il prossimo 6 luglio compie mezzo secolo e per augurarle buon compleanno Laurana Editore porta in libreria Cristina D’Avena 50 anni di sogni, il libro curato da Gabriele Dadati con i racconti di dodici scoppiettanti giornaliste e scrittrici. La festa è tutta in questo libro; si parte dalla lista degli invitati: ci saranno gli amici di sempre, i Puffi e Gargamella, Candy Candy, Licia con Andrea e Giuliano, Denver, le tre sorelle Occhi di Gatto, Mila e Shiro, Sailor Moon e le altre, Pollyanna, Doremon, Mary fuori dal suo giardino dei misteri e Peter Pan. Alla musica ci pensano Doremì, Alvin rock’n’roll, Jem e quegli svitati di Mirko (dal ciuffo biondo) e Satomi; forse da qualche parte, poi, ci saranno anche Uan e Ambrogio… chissà! Ma facciamo presto, questi fatidici 50 anni stanno arrivando e Gabriele Dadati, che ne ha curato l’organizzazione e la stesura, si chiede – attraverso questo libro e le voci che ne hanno preso parte – come l’eroina degli anni Ottanta sia riuscita a rimanere per oltre quarant’anni nel magico mondo dello star system e, soprattutto, a rimanere indenne alla furia del tempo. Comincia, così, un viaggio nostalgico nei pomeriggi in cui la voce della D’Avena scandiva il tempo del relax per migliaia di bambini e bambine dell’Italia in preda alla TV commerciale. Un viaggio che ci riporta in dietro negli anni, molto indietro, quando una bambina bolognese con qualche dente da latte suicidatosi in favore della crescita cantava il Valzer del moscerino allo Zecchino d’Oro. Era proprio lei, Cristina, che cominciava a muovere i primi passi nel mondo della canzone. La ritroviamo, poi, nei racconti di questo libro come una creatura magnifica nei sogni di un ragazzino dei giorni nostri (nel divertente racconto “Sposerò Cristina D’Avena), ispirazione per giovani cantanti e donzelle dalla voglia di successo (il realistico “Coro”), descritta, poi, come l’amica che non si vede da un pezzo ma che si aspetta per cominciare la festa (il quasi commovente “Un augurio speciale) e, infine, come voce riconoscibilissima e dolce di un passato che per fortuna può sempre tornare (#Cristinadavena #patrimonionazionale).

 

I racconti di Paola Cerri, Irene Chias, Chiara Ferrari, Lucia Tilde Ingrosso, Paola Jacobbi, Sara Loffredi, Silvia Messa, Silvia Montemurro, Marianna Natale, Sarah Spinazzola, Barbara Tagliaferri e Irene Vella sono un tributo divertente, irriverente, nostalgico, dolce e smaliziato a un simbolo di una generazione cresciuta a pane, sogni e cartoni animati.