Enolibreria Chourmo: presentazione de “Le donne la morte il diavolo” (Fefè), il libro che va all’essenza della diversità

Giulia Siena
PARMA “La libertà della donna fa paura all’uomo. Dal 1968, dal tempo in cui l’emancipazione femminile ha scardinato delle certezze e delle usanze, il mondo è cambiato”. Eppure quel mondo – ancora oggi – mostra delle crepe: le donne, seppur emancipate, muoiono ancora per mano dell’uomo; la violenza non conosce né religione né tempo, geografie o etnie. Le pagine di attualità sono piene di tali notizie, purtroppo, ma questo è un problema antico, ancestrale. La violenza, in passato, non aveva voce. L’ossessione per il diverso, per il diavolo e per la donna portò a crimini efferati di cui spesso si è persa la memoria. Parliamo di un tempo lontano, certo, un tempo in cui nacque e proliferò la cultura, l’arte e che – allo stesso tempo – vide la tortura innescarsi indisturbata nelle piazze e tra le strade d’Italia.
Un percorso storico e culturale nella società rinascimentale per narrare vicende oscurate dall’oblio.
Claudio Bondì, intervistato dalla ricercatrice e storica Ilaria La Fata, ha presentato Le donne la morte e il diavolo al pubblico dell’Enolibreria Chourmo di Parma. Continua

Mondadori: “Le ferite originali” di Eleonora Caruso, quando l’amore è fascino e malattia

Giorgia Sbuelz
ROMA – L’origine di tutto lo scibile umano alla fine risiede lì, in un incavo nel profondo della coscienza che risponde agli impulsi primordiali di amore e non amore. Un sistema binario che muove le fila dell’esperienza terrestre divisa in eterno fra eros e thanatos. Un incavo, dicevamo, o un ventre prolifero dove germoglia la declinazione di amore in forme armoniche, o una ferita infetta, generata dalla negazione stessa del principio amoroso, che spurga solo dolore e caos.

Il punto è questo, Le ferite originali di Eleonora Caruso, nuova uscita Mondadori, è la storia di una ragazzo che ferisce per arrivare a svelare la natura della propria ferita. Continua

Bompiani: “La battaglia” di John Steinbeck. Traduzione di Eugenio Montale, a cura di Luigi Sampietro

Daniela Distefano
CATANIA“Quando l’uomo-gruppo vuole mettersi in moto fissa un concetto: ‘Dio vuole che riconquistiamo la Terra Santa’; oppure ‘Lottiamo perché nel mondo sia assicurata la democrazia’; o anche ‘Cancelliamo le ingiustizie sociali attraverso il comunismo’. In realtà al gruppo importano poco la Terra Santa o la democrazia o il comunismo. E’ possibile che il gruppo voglia semplicemente darsi da fare e combattere e che usi queste parole solo per tranquillizzare la mente degli individui […] Tutti gli smarrimenti e gli errori della storia sono dovuti a uomini pratici che guidano uomini con stomachi”.

Una scellerata crisi provocò il crollo economico del 1929: l’America fu presa da un grande spavento. John Steinbeck, uno dei più grandi esponenti della letteratura statunitense e mondiale, in questo romanzo densissimo – La Battaglia (Bompiani) – narra con acume la storia di uno sciopero di braccianti, del suo fallimento e di uomini che lottano per i diritti fondamentali. Continua

Marsilio: “Sovietistan. Un viaggio in Asia Centrale” di Erika Fatland

Daniela Distefano
CATANIA“Perché si viaggia? Perché ci si espone a tutte le noie che lo spostamento su grandi distanze e il soggiorno in paesi lontani e sconosciuti comportano? La mia teoria è che continuiamo a intraprendere nuovi viaggi perché la natura ci ha dotati di una memoria ingannevole e fallace. Una volta tornati sani e salvi a casa, le noie si trasformano in allegri aneddoti oppure finiscono nel dimenticatoio”.
Questa riflessione appartiene a Erika Fatland (classe 1983), laureata in antropologia sociale, scrittrice e giornalista di Oslo. Nel 2015 è stata nominata tra i migliori scrittori norvegesi under 35 e nel 2016 “Literary Europe Live” l’ha selezionata tra le dieci voci emergenti più interessanti d’Europa. Collabora con diverse testate giornalistiche e ha al suo attivo varie pubblicazioni. Il suo ultimo lavoro letterario – Sovietistan. Un viaggio in Asia Centrale (Marsilio) – ha ricevuto il prestigioso Premio dei librai in Norvegia e il Wesselprisen. Continua

La nave di Teseo: “Istantanee” di Claudio Magris

Daniela Distefano
CATANIA“Dalla terrazza si vede tutta la città, le sue luci nel nero vinoso della notte, dolci linee curve di cupole e colline nel grembo dell’oscurità”. (Dal racconto “Stare o andare con?”)
Istantanee di Claudio Magris (La nave di Teseo) è una raccolta di racconti fulminei nei quali lo scrittore triestino profonde la propria perizia linguistica e narrativa con garbo e acume.
Un distillato di osservazioni emesso nello scontrino del tempo, di uno spazio non circoscritto, di una vista da lontano e da vicino eccezionale, formidabile, geniale.
Un esempio è il racconto ironico “Nella galleria di Castelli”, nel quale si inscena un equivoco artistico: i quadri di una mostra vengono coperti con un panno in segno di protesta, ma una donna ignorando l’evento crede che sia una nuova tendenza artistica.
Le altre storie sono altrettanti modi di interpretare con distacco non arroccato la realtà e il variopinto mondo dei nostri simili. Continua