Direttore. Per gli amici: il direttore di ChrL. Pugliese del nord, si trasferisce a Roma per seguire i libri e qui rimane occupandosi di organizzazione di eventi e giornalismo declinato in modo culturale e in salsa enogastronomica. Fugge, poi, nella Food Valley dove continua a rincorrere le sue passioni. Per ChrL legge tutto ma, come qualcuno disse: "alle volte soffre un po' di razzismo culturale" perché ama in modo spasmodico il Neorealismo italiano e i libri per ragazzi. Nel 2005 fonda la rubrica di Letteratura di Chronica.it , una "vetrina critica" per la piccola e media editoria. Dopo questa esperienza e il buon successo ottenuto, il 10 novembre 2010 nasce ChronicaLibri, un giornale vero e proprio tutto dedicato ai libri e alle letterature, con occhio particolare all'editoria indipendente. Uno spazio libero da vincoli modaioli, politici e pubblicitari. www.giuliasiena.com

“Il libro della Shoah. Ogni bambino ha un nome…”

ROMA “La memoria è qualcosa di delicato, dunque, e non ci si può giocare sopra, pena il rischio di farsi male e di bruciarsi le ali […]”
Dal 2000, quando venne istituita dallo Stato italiano, ogni anno il 27 gennaio si celebra la Giornata della Memoria. Ma come spiegare ai più piccoli che in questo giorno non si celebrano i morti e il ricordo delle sofferenze imposte bensì la vita e la storia? Nel difficile percorso che porta alla consapevolezza del passato ci accompagna “Il libro della Shoah. Ogni bambino ha un nome…” di Sarah Kamiski e Maria Teresa Milano pubblicato dalle Edizioni Sonda.

Un volume ricco e complesso sulla storia della Shoah e della Seconda Guerra Mondiale, un libro intenso che si offre come strumento per insegnanti ed educatori al fine di crescere le nuove generazioni alla tolleranza e alla consapevolezza del passato. “Il libro della Shoah” è diviso in tre parti: la prima parte dedicata alle Narrazioni di diversi autori, tra cui Lia Levi e il suo toccante racconto. Vissuti è la parte dedicata alla storiografia: foto, testimonianze e cronologie riportano al grande dramma del Novecento. L’ultima sezione, il Laboratorio, è dedicata ai lettori – grandi e piccoli – e alla loro voglia di confrontarsi e rielaborare le sezioni precedenti.  Cartine geografiche, glossario e tante tavole colorate completano un’opera che riassume in modo eccellente una drammatica fetta di Storia.

L’editoria italiana ospite d’onore in India

associazione italiana editoriMILANO – L’Italia sarà Paese ospite d’onore alla 36ma edizione della Fiera internazionale del Libro di Calcutta, la più importante manifestazione del settore editoriale nel Paese, in programma da mercoledì 25 gennaio  (inaugurazione domani, 24 gennaio) al 5 febbraio.
La presenza italiana, curata dalle istituzioni italiane locali – il Consolato Italiano a Calcutta e l’Ambasciata d’Italia a New Delhi -, prevede la realizzazione di uno spazio espositivo e un programma di incontri culturali: l’ampio padiglione di 500 mq, che rappresenterà un’elegante area urbana italiana, racchiuderà uno spazio con libri di autori italiani in italiano (500 volumi inviati delle case editrici italiane che hanno collaborato all’iniziativa), una libreria con libri di autori italiani in traduzione inglese e un’area incontri, che vedranno la presenza di autori come Dacia Maraini, Alessandro Baricco, Beppe Severgnini e Valerio Massimo Manfredi, ma anche come Angela Staude Terzani e Sandra Petrignani.
L’Associazione Italiana Editori (AIE) organizzerà, a completamento dell’iniziativa, una missione di alcune case editrici, grazie anche al contributo del Ministero Affari Esteri e alla collaborazione dell’ex-ICE Ufficio di New Delhi. Gli editori presenti – Casalini Libri, Edizioni Sonda, EGEA, GeMS Gruppo Editoriale Mauri Spagnol, Guerra Edizioni, Metropoli d’Asia – rappresentano un mix in grado di presentare una panoramica della nostra editoria sia per settori di produzione (dalla narrativa alla saggistica, dalla letteratura per bambini alla produzione universitaria, ai testi per l’insegnamento dell’italiano), sia per dimensioni (dai piccoli editori specializzati ai grandi gruppi).
“L’obiettivo – ha spiegato il direttore di AIE Alfieri Lorenzon, che guiderà la delegazione editoriale – è capire quali sono i segmenti editoriali in cui l’editoria italiana potrebbe avere maggiori possibilità di successo, far conoscere agli editori indiani le peculiarità del nostro mercato e incontrare rappresentanti della filiera indiana per avviare rapporti di collaborazione. La Fiera di Calcutta sarà infatti l’occasione per presentare per la prima volta in modo istituzionale la nostra editoria attraverso momenti comuni con gli editori indiani e con la Publishers & Booksellers Guild”. Le case editrici italiane svolgeranno inoltre una serie di appuntamenti B2B con interlocutori indiani per la compravendita dei diritti.
E’ cresciuta a partire dalla seconda metà degli anni ’90 la presenza di autori indiani – soprattutto di narrativa – nei cataloghi delle case editrici italiane: complessivamente il lettore può scegliere tra un’offerta, proposta da 36 case editrici, di 169 titoli di 70 autori indiani.
L’editoria indiana rappresenta lo 0,2% delle traduzioni di un’editoriacome quella italiana in cui il 20% dei titoli pubblicati provengono da altre editorie. Cresce, anche se i numeri restano piccoli, la vendita dei diritti di libri italiani verso il mercato indiano. Raddoppiano nella seconda metà dell’ultimo decennio e lasciano soprattutto intravedere un trend di crescita costante in assenza di politiche coordinate di intervento.

“Cronache da un mondo (im)possibile”, la costruzione di una coscienza di vita

recensione chronicalibri cronache da un mondo (im)possibile_frank solitarioGiulia Siena
ROMA “Sta di fatto che molti capolavori della Letteratura, ma anche dei libri insignificanti o addirittura disgustosi, cominciano così – Tac! – senza nemmeno un preavviso.” Lui è Frank Solitario ma non chiedetegli il suo vero nome. Lui è l’autore di “Cronache da un mondo (im)possibile“, il volume che tra qualche giorno sarà in libreria pubblicato dalle Edizioni Il Foglio Letterario.

Dopo la raccolta di racconti “Storie ai minimi termini”, Frank Solitario torna sulla scena letteraria italiana con “Cronache da un mondo (im)possibile”, racconti che si intrecciano a formare un romanzo. Per questo lavoro Frank ha voluto accanto Veruska Armonioso, editor e scrittrice che ha curato – da cultrice della parola – la revisione del libro.
I protagonisti sono tanti e dalle caratteristiche più disparate; essi si dispongono in una immaginaria palazzina fatta di venti stanze divise per piani. L’ultimo piano è quello della solitudine: c’è uno scrittore che non riesce a esprimersi con verbi al presente o al futuro, il barbone, l’anziano principe, dei manichini, il ladro, lo scrittore poi qualcuno, un altro e nessuno. Tutti però – in momenti diversi della vita – si accorgono della propria esistenza come svegliandosi da un momentaneo assopimento. Si scoprono stanchi, distratti, innamorati o delusi, si ritrovano vecchi senza aver vissuto alcuna giovinezza. Il mondo (im)possibile disegnato da Frank Solitario ha le fondamenta nella realtà e le mura costituite dai mattoni delle scelte di ognuno, semplici o esagerate fino all’eccesso. La scrittura visiva e attenta dell’autore completa e cementifica la costruzione di un mondo (im)possibile.

“Non riesce a compiacersene del tutto. Ma la battaglia è vinta. Ancora. Il sole aveva attraversato, per un tempo ingiustificato o solo per pochi secondi, tutte quelle venti stanze.”

“Questa non me la fumo”, bambini contro le sigarette

recensione libri per bambini_chronicalibri_carthusia_colloredoGiulia Siena
ROMA
– Lisa, Chiara, Federico e Filippo hanno un compito da svolgere. Devono capire ed elencare tutti i danni che provoca il fumo smascherando le piccole leggende che circolano attorno alla dipendenza dal tabacco. I quattro amici raccontano delle storie perché vogliono vederci chiaro; così nasce “Questa non me la fumo. Proviamo a vederci chiaro nei discorsi fumosi” scritto da Sabina Colloredo e illustrato da Giulia Ghigini per Carthusia Edizioni. Chi lo ha detto che fumando ci si sente grandi? Lisa sa benissimo che il fumo spegne il colorito, fa venire i brufoli e ti spezza il fiato e proprio lei, una sportiva provetta, non può permettersi queste sbandate inutili. Il fumo non danneggia solamente chi ha questo brutto vizio, ma influisce anche sulla vita degli altri: il fumo passivo è il peggior nemico dei bambini. Chiara ha una mamma che fuma nonostante aspetti un bambino; Chiara sa che il fumo non fa crescere la sorellina come dovrebbe. Allora la battaglia contro le sigarette comincia presto e diventa anche una canzone rap per spiegare a tutti che con le 4000 sostanze tossiche (tra cui acetone, candeggina, cadmio e monossido di carbonio) contenuti in una sigaretta non bisogna scherzarci.


Il libro, un albo illustrato con splendide immagini e spiegato con parole efficaci, affronta una problematica esistente ma presa poco in considerazione: il fumo tra i giovanissimi. In Italia sono circa il 23% i bambini che iniziano a fumare tra i 9 e i 10 anni e i danni a cui vanno incontro sono tanti e da non sottovalutare. “Questa non me la fumo. Proviamo a vederci chiaro nei discorsi fumosi” è uno strumento chiaro e divertente per affrontare tematiche difficili come quella della dipendenza da tabacco a tutte le età.

“Il bambino con le braccia larghe”

Giulia Siena
ROMA “Quando hai un fratello matto riconosci qualche spicchio della tua follia nei suoi comportamenti, così come lui cerca disperatamente la sua normalità nei tuoi. L’unica cosa di realmente, profondamente diverso tra lui e me è sempre stato il volume della sua sofferenza, che forse è l’unico aspetto davvero riconoscibile della tua follia.” La storia è vera ed è quella di un bambino che è stato “normale” sino alle soglie dell’adolescenza; poi i suoi comportamenti sono diventati “strani” e i suoi movimenti si sono fatti articolati tanto da camminare tenendo le braccia larghe, staccate dal corpo. Questo ragazzo era Paolo raccontato con straziante e lucido affetto da suo fratello, Carlo Gnetti nel libro “Il bambino con le braccia larghe” pubblicato nella collana Carta bianca della casa editrice Ediesse. Una storia lunga più di quarant’anni viene raccontata ripercorrendone le difficili tappe segnate dal disagio di Paolo. La malattia, le cause, i possibili rimedi e i continui traslochi della famiglia Gnetti fino ad approdare a Roma. Nella capitale, in un periodo cruciale per il trattamento delle malattie mentali, il ragazzo affetto da schizofrenia divenne uomo e provò sulla propria pelle le conseguenze della legge Basaglia.

Le difficoltà provate e le sfide quotidiane da portare avanti contro l’indifferenza sociale sono espresse con una determinazione silenziosa. L’autore riesce a parlare dei continui scontri con le strutture di riabilitazione senza esporsi: la sua figura è celata. La sua scrittura molto democratica crea il giusto equilibrio tra un argomento forte di cui nessuno vuol sentir parlare e il bisogno di far emergere vite dimenticate nell’impossibilità di essere curate.

“Moreno Cedroni”, il maestro dell’ispirazione che ha trasformato la cucina

Giulia Siena
ROMA “Adoro in questo marchigiano la velocità di pensiero e la voglia eterna di verificare la fondatezza di ogni nuova intuizione”. (Paolo Marchi) Moreno Cedroni apre Grandi Cuochi, la nuova collana della Giunti. Lo chef più rivoluzionario della cucina italiana degli ultimi venti anni viene raccontato dalle parole di Cinzia Benzi e le fotografie di Francesca Brambilla e Serena Serrani. Eccletico, curioso, un viaggiatore radicato alla sua terra marchigiana, uno sperimentatore che parte dai piatti della tradizione per arrivare lontano. E Cedroni lontano è arrivato davvero. Era un martedì del 1984 quando, appena ventenne, Moreno comincia la propria avventura nella ristorazione, lui che alla cucina era arrivato per caso qualche anno prima. Gli inizi della “Madonnina del Pescatore”, quel locale aperto a pochi metri da casa, sono contrassegnati da sfide importanti. Moreno deve imparare sul campo cucinando tutti i giorni e allo stesso tempo studiare per acquisire uno strumento fondamentale per affinare il suo talento. La scuola di cucina Etoile e i viaggi di studio in Spagna dal suo maestro Adrià Ferran danno a Cedroni la tecnica e le intuizioni che gli serviranno per fare della Madonnina del Pescatore il punto di riferimento della cucina stellata del centro Italia. Con gli anni, grazie anche alla complicità della moglie Mariella, Cedroni porta la sua idea di cucina anche al Clandestino, un ricercato bistrot sul mare del Conero, sorto qualche anno dopo anche a Milano. Ma la creatività e la continua ricerca e sperimentazione dello chef marchigiano si concretano in Anikò, una bottega di prelibatezze preparate nelle cucine Cedroni e inscatolate senza perderne l’aroma e l’autenticità. Moreno Cedroni è tutto questo, è un uomo che sostiene che “l’ispirazione va stimolata, è come un lievito madre che devi rinfrescare quotidianamente, occorre fare prove e ragionamenti con ingredienti nuovi, anche commettendo e poi correggendo errori”. Moreno Cedroni è il padre del “susci”, il piatto orientale per eccellenza nelle sperimentazioni dello chef è diventato il giusto equilibrio di sapori e consistenza, l’artefice di piatti studiati fino all’ultimo dettaglio. Senza trascurare nulla.

I capolavori della maestria di Cedroni in questo libro trovano la giusta collocazione: ne viene raccontata la storia e descritta la ricetta.

“Filosofia della montagna”

ROMA – La montagna in tutti i suoi molteplici aspetti, esaminata da una prospettiva filosofica. Per Tomatis, professore di Ermeneutica filosofica, l’ambiente montano aiuta a comprendere e a risolvere le questioni centrali della vita umana perché sulle vette tutto riesce a essere colto compiutamente, con profondità e con partecipe distacco come in una prospettiva dall’alto. Attraverso le proprie esperienze, l’autore elabora un pensiero che ritrova una dimensione di libertà e di pace, in grado di porre in dialogo anche le differenti culture della Terra, perché, come ebbe a dire un alpinista d’altri tempi: “La montagna è dei buoni.” Chiuso il libro, al lettore parrà d’aver raggiunto veramente alcune tappe di un percorso spirituale. (scheda libro)

In libreria “Bruno. Il bambino che imparò a volare”

ROMA – Le novità editoriali sono tante anche nella rubrica Leggendo Crescendo. Oggi vi presentiamo “Bruno. Il bambino che imparò a volare” di Nadia Terranova con le illustrazioni di Ofra Amit pubblicato da Orecchio Acerbo. Fredda serata di fine autunno. Bruno Schulz è ancora bambino. La madre entrain camera sua e lo trova intento a nutrire alcune mosche con granelli di zucchero.Stupita, gli domanda cosa mai stia facendo. ” Le sto irrobustendo per l’inverno.”Vero o falso l’aneddoto raccolto da David Grossman, di certo quel bambinonon poteva immaginare che da lì a pochi anni non l’epoca geniale da lui sognata sarebbe sorta,ma una delle più buie dell’umanità. Un lungo inverno nel quale, come mosche,sarebbero morte milioni di persone. Ebrei, rom e sinti, malati di mente, testimoni di Geova,omosessuali, oppositori politici. Tutti umiliati, straziati, trucidati. Lui tra questi.A quel bambino che nutriva le mosche è dedicato il ricordo, delicato e poetico come le suebotteghe color cannella, di Nadia Terranova e Ofra Amit.
Un bambino, ebreo. La grossa testa lo rende incerto e impacciato nei movimenti, il carattere schivoe introverso. Curioso e attento a ogni cosa che lo circonda, è affascinato dalle eccentriche stravaganzedel padre, dalle sue continue, stupefacenti metamorfosi. Lo perderà anzitempo, ma, non volendoseneseparare del tutto, fa rivivere quella straordinaria capacità del padre di riconoscersi e identificarsi in ognioggetto, in ogni animale, in ogni persona nei suoi disegni e nei suo scritti. E nei racconti, in classe,ai suoi allievi. Fino a una giornata d’autunno del 1942, quando un ufficiale nazista lo uccide per strada.Persa la vita, persi i suoi scritti, persi i suoi disegni.Di certo non per caso, sarà una bambina a ritrovarli, anni dopo, in un vecchio baule nascosto in soffitta.Un ricordo di Bruno Schulz, un omaggio alla sua straordinaria fantasia. (Scheda libro a cura della casa editrice. La recensione di ChronicaLibri verrà presto pubblicata).

Novità editoriali, gennaio 2012 con tanti libri e per tutti i gusti

Novità editoriali gennaio 2012Giulia Siena
ROMA
– Dall’ondata di novità editoriali che invadono le librerie di tutta la Penisola si può dire che il 2011 si è chiuso con l’ispirazione degli scrittori e la sfida degli editori. Infatti, l’anno che è appena cominciato vede l’uscita di tante nuove pubblicazioni e per tutti i gusti… Marsilio Editori propone “La verità del serpente” di Gianni Farinetti, “Tu sei il male” di Roberto Costantini  e “Il potere in Italia” di Lucia Annunziata. Mursia pubblica “Un altro best-seller e siamo rovinati”, “il libro del libraio” Marino Buzzi dal titolo un po’ provocatorio. Anche Gene Gnocchi è tra gli autori che inaugurano questo 2012; infatti, il comico parmense sbarca in libreria con “L’invenzione del balcone” pubblicato da Bompiani. Sempre Bompiani propone anche “L’occhio dell’uragano” di Patrick Withe e “La seconda mezzanotte” di Antonio Scurati. Dopo i successi ottenuti  in Inghilterra e Stati Uniti, “Non ti addormentare” di S. J. Watson viene portato in tutte le librerie italiane dalle Edizioni Piemme. La stessa casa editrice milanese annovera tra le sue novità di questo intenso 2012 letterario anche “Le lezioni proibite” di Suraya Sadeed e “Firelight. La ribelle” di Sophie Jordan. La piccola casa editrice pistoiese Via del Vento pubblica nella collana I quaderni di Via del vento “I vagoni rossi” di Stig Dagerman e “Ronzinante di nuovo in viaggio” di John Dos Passos nella collana Ocra Gialla. “Dune” di Frank Herbert è una intera serie formata da sei volumi proposta da Fanucci Editore. Quest’ultimo porta in libreria anche “Debito di ossa” di Terry Goodkind, “I fiumi di Londra” di Ben Aaronovitch e “568 D.C. I Longobardi – Il re solo” di Sabina Colloredo. Dal 19 gennaio su tutti gli scaffali italiani saranno presenti per LeggerEditore “Il segreto del libro proibito” di Karen Marie Moning, “Il bacio oscuro” di Lara Adrian, “Passione eterna” di Larissa Ione e “Dark dream” di Kresley Cole. Mentre “Lavoro domestico e migrazione postcoloniale” è uno studio di Sabrina Marchetti sul lavoro e la migrazione femminile pubblicato da Ediesse. Per finire questa carrellata di novità editoriali segnaliamo una guida ideale per il periodo di saldi: “Meditazioni sullo shopping” di Achim Seiffarth pubblicato da Mimesis Edizioni.

“Crepi la paura!”, tutta colpa della terra ballerina

                                           Giulia Siena
ROMA
“Perché sono nato in una terra così ballerina, col mostro del terremoto sempre in agguato? Avrei potuto nascere da un’altra parte, in una pianura placida, sopra una solida montagna, magari in un deserto battuto dalle tempeste di sabbia, ma senza questo continuo, angosciante traballìo”. Questa è la domanda che Renzino si pone tutte le sere da quando non ha più la sua casa, i suoi ricordi e le sue cose. Il protagonista di “Crepi la paura!”, il libro di Ugo Vicic pubblicato dalle Nuove Edizioni Romane, è un bambino coraggioso che si trova a fare i conti con il temuto terremoto. Una mattina, all’improvviso, la casa del piccolo Lorenzo – chiamato dalla nonna Renzino – si sveglia con una vistosa crepa nel muro. Probabilmente, come dice il papà, la lesione è stata causata dai movimenti della terra ma su costruzioni fatte male. Infatti, Renzino sa da un suo amico che alcuni costrutturi hanno risparmiato sui materiali per edificare le case e ora tutto è in pericolo. Secondo Renzino è la Terra che ha paura degli uomini, che non ne può più di cattiverie e abusi sul suo suolo, ma perché deve provocare tanta agitazione nella sua città? La spensieratezza dei bambini viene cancellata dalla preoccupazione per lo sciame sismico che non smette di spaventarli, ma Renzino affronta la paura con il sorriso sulle labbra.
Il terremoto visto con gli occhi di chi non riesce a spiegarsi come ma la Natura diventa cattiva e non da tregua. Le parole di Vicic, le sue descrizioni semplici e intense fanno sì che “Crepi la paura!” sia un racconto educativo e pieno di speranza.