Bonfirraro: “Il mistero della tomba di Federico II” di Daniela Scimeca

Daniela Distefano
CATANIADaniela Scimeca vive a Palermo, è laureata in lettere e insegna al liceo. Nel 1996 ha vinto il Primo Premio di Giornalismo giovanile “Dario Arrigo”, ha collaborato con la rivista Biblion. Nel 2010 ha pubblicato il romanzo “La lunga marcia verso casa”, che ha ricevuto il Premio della Critica al Concorso Nazionale Val di Magra “Roberto Miccheloni”. La sua ultima opera letteraria – Il mistero della tomba di Federico II (Bonfirraro Editore) – è stata finalista regionale al Premio RAI La Giara 2013.
Tutto il plot ruota attorno alla scoperta di un cadavere femminile che giace, nella regale tomba, accanto a quello di Federico II – lo “stupor mundi” che aveva reso florida la Sicilia arricchendola di commistioni culturali e sociali. Si tratta forse di Beatrice di Savoia come afferma lo studioso Reiner? Il Vescovo Bertoni affiderà la ricerca della verità alla professoressa Caterina Albini: il padre di Caterina è morto senza completare il suo lavoro di indagine su questo inghippo della Storia. Ma chi è davvero Caterina? “Era una bellezza pura e semplice, di quelle che difficilmente colpiscono a prima vista, ma quando lo fanno lasciano il segno in chi si lascia coinvolgere. Gli occhi scurissimi nascondevano un mare di emozioni e, nel suo caso erano davvero specchio dell’anima”.
La protagonista di questo intrigante romanzo avrà due accompagnatori d’eccezione in uno spericolato viaggio nel passato: Peter e Carmelo.
Grazie alla loro tenacia, perverranno ad una soluzione che parrebbe decisiva e sconcertante. Il meglio delle loro scoperte emergerà però in superficie solo assaporando pagina dopo pagina il racconto minuzioso, pieno di osservazioni logiche, concatenanti, dettagli della mente, e tuffi nel lago dei sentimenti. Preziosi i riferimenti ad una Sicilia da cartolina, con i suoi arredi urbani sontuosi, non pedanti.
Una letteratura visiva, un libro fragrante che consiglio di leggere per trascorrere ore di intenso amore per questa terra, per le sue antinomie e trasversalità, assolutamente mantecate con lo spirito da topo di biblioteca ed esploratore del tempo che fu.

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