Camminare, una filosofia di vita

Ediciclo: “ Nati per camminare” di Alessandra Beltrame


Daniela Distefano
CATANIA
“Il cammino si deve insegnare, e insegnare ad amarlo. Non si deve dare per scontato”.

Alessandra Beltrame (1964), vive tra Udine e Milano, è giornalista ed ha lavorato per i più importanti gruppi editoriali. Dirige la rivista “In Alto” , In questo volume – Nati per camminare (Ediciclo) – prosegue il suo racconto sul cammino a piedi come atto liberatorio non solo fisicamente. Dopo il successo di “Io cammino da sola”, la scrittrice ci fa capire che camminare vuol dire anche allontanarsi da ciò che non ci fa stare bene, dal logorìo della vita fin troppo confortevole; si deve essere in grado di capire cosa impedisce di avanzare e staccarsi dalla routine che produce noia, appiattimento.

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Appuntamenti: Bisceglie si veste di libri

XI Edizione del Festival del Libri nel Borgo Antico

BISCEGLIE
REDAZIONE
– Undicesima edizione per il Festival Libri nel Borgo Antico. Dal 27 al 30 agosto Bisceglie, cittadina della costa Nord della Puglia, ospiterà oltre 100 autori: nomi noti del panorama letterario, televisivo e sportivo italiano. Le vie e le piazze del centro storico biscegliese saranno invase da scrittori, amanti della lettura, curiosi: una vera festa della cultura. Tutte le presentazioni si svolgeranno nel pieno rispetto delle disposizioni anti Covid.

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Ponte alle Grazie: La lezione del legno

Arthur Lochmann, il lavoro manuale e l’etica del fare

Daniela Distefano
CATANIA
“Contrariamente all’acciaio o al cemento, però, il legno è un materiale vivo, risultato di un processo naturale”.

Abbattuto, tagliato, inchiodato, caricato, il legno opera prodigi. Parola di un esperto che nella vita ha fatto scelte non proprio concilianti. Dopo aver studiato Filosofia e Diritto, Arthur Lochmann, autore di questo libro (La lezione del legno, Ponte alle Grazie), sceglie di diventare carpentiere. Un mestiere che procura quella sensazione unica, essenziale, restituendo a chi lo pratica una sensazione di profonda comunione con la propria abilità non solo fisica.

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Letture vintage: Napoli lontana dal mare

Il mare non bagna Napoli nei cinque racconti di Anna Maria Ortese

Giulia Siena
PARMA
Il mare non bagna Napoli. Una constatazione che ripudia la realtà; un ossimoro geografico-topografico. In questo libro di Anna Maria Ortese (1914-1998) pubblicato nel 1953 (Premio Viareggio), si guarda a Napoli con occhi disincantati e curiosi; per la prima volta, forse, non è il mare a fare da sfondo alla narrazione partenopea, ma tutto il resto. Napoli viene descritta osservando i suoi quartieri, le colline verdi del Vomero e di Capodimonte, la punta scura di Posillipo e, più giù, “le case e i vicoli grigi, i miseri vicoli infetti”.

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L’Africa dei contrasti

Guanda: L’Africa non esiste nelle parole di Gianni Biondillo

Daniela Distefano
CATANIA
– Un continente enorme, una distesa di Paesi, etnie, lingue, culture diverse, per noi è solo una parola: Africa. Un luogo comune più che un luogo geografico che evoca immagini di miseria e denutrizione, guerra e violenza, ma anche safari, leoni, magie naturalistiche, danze e folklore. L’Africa per l’autore di questo succoso libro, L’Africa non esiste (Guanda), è un crocevia di mondi contrastanti, di Vita e di Morte, di Calvario e Redenzione. Gianni Biondillo racconta così la propria esperienza, quella che gli ha permesso di scoprire l’ Eritrea, il Ciad, l’ Egitto, l’Uganda e l’ Etiopia.

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Garzanti: Cercando Virginia, quando la letteratura incontra la vita

Intervista ad Elisabetta Bricca

Giulia Siena
PARMA – Emma è poco più di una ragazzina quando Franco abusa di lei. La sofferenza, la vergogna, il silenzio. Tutto attorno ad Emma ha il sapore della sconfitta e della derisione; è Settimio, suo fratello, a salvarla portandola nel palazzo di Elisabeth, dove diventerà la nuova cameriera. Emma non è come le altre ragazze che attendono l’amore per fuggire altrove, lei non è interessata ai fronzoli, vorrebbe avere il tempo per studiare, leggere; Elisabeth, dentro quella gabbi dorata è infelice. Qui le due donne, così diverse, così segnate e disilluse, troveranno dialogo e comprensione. Insieme, attraverso la lettura delle più intense pagine di Virginia Woolf, combatteranno per la propria libertà. Quando Elisabeth verrà a mancare ad Emma sarà chiesta una nuova prova. Dovrà partire, abbandonare la familiare Cortona e andare alla ricerca del passato della contessa. Elisabetta Bricca (nella foto in basso) con Cercando Virginia, pubblicato da Garzanti, rende omaggio alla grande letteratura attraverso una storia che parla di donne alle donne. Di questo romanzo ci parla la stessa autrice.

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“Palermo è una cipolla remix” di Roberto Alajmo

Laterza: guida suggestiva di una città

Daniela Distefano
CATANIA
– Roberto Alajmo in Palermo è una cipolla remix (Laterza) ci introduce nei misteri di un luogo dalla storia vetusta, con strati di folklore e tradizioni, religiosità e materialismo, degrado e sontuosità che convivono e innaffiano le sue radici architettoniche, monumentali, culturali.
In generale bisognerebbe sottrarsi alle esagerazioni che riguardano il sindaco, la Città e l’intera Isola di Sicilia, sempre ricondotti agli opposti estremismi di ottimismo e pessimismo.

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Libere e sovrane, le donne della Costituzione

Settenove: la parità dei diritti

Giulio Gasperini
AOSTA – Ventuno furono le donne elette all’Assemblea costituente, che redisse la nostra meravigliosa Carta Costituzionale; ventuno donne e cinquecentotrentacinque uomini. Ma fu solo nel 1946 che le donne votarono, per la prima volta. Libere e sovrane di Settenove dedica a ognuna di loro una narrazione biografica, raccontandoci, attraverso i testi di Micol Cossali, Giulia Mirandola, Mara Rossi, Novella Volani e le illustrazioni di Michela Nanut, chi furono e cosa fecero queste donne costituenti, che lavorarono indefessamente per affermare e garantire la parità di diritti tra uomini e donne.

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Mina è per sempre: fenomenologia di un’icona.

Giulio Gasperini

AOSTA – Mina è un’icona: questo è un assioma, non c’è bisogno di dimostrazioni. La sua voce, unica e irripetibile, la sua classe, l’espressività, la forza intepretativa, il dono di saper essere icona senza volerlo essere, la capacità di reinventarsi e di osare (senza paura né timore): sono tutti aspetti che caratterizzano Mina e la sua carriera; la donna Mina e la cantante Mina, che lei ha deciso di smarcare così crudemente, ritirandosi dalle scene nel 1978, all’apice della carriera, dopo vent’anni di dominio incontrastato, anche degli spazi, televisivi e non solo. Il testo di Aldo Dalla Vecchia, Mina per neofiti, edito da Graphe.it Edizioni, è un tuffo, come recita il sottotitolo, nella vita, nella voce, nell’arte di una fuoriclasse.

È un tuffo corto, succinto; uno sguardo gettato brevemente su ottant’anni di storia personale che si è stretta, per lungo tempo (e continua anche adesso), a stringersi alla storia più nazional-popolare, quella di un’Italia che con le canzoni e la voce e il corpo di Mina è diventato adulta e continua ad ascoltarla, a pretenderla, ad aspettarla da molti anni. La vita e la carriera di Mina non possono essere condensate sufficientemente in queste poche pagine di narrazione leggera e soffice, che ha tuttavia il vantaggio di essere un sapida e gustosa esplorazione, stuzzicante nella voglia che lascia di approfondire, sia la conoscenza che l’ascolto.

Si parte dalla nascita, già avvolta nel mistero, per arrivare agli ultimi album pubblicati dalla cantante, passando per l’esperienza di Baby Gate e dei Caroselli, dei concerti alla Bussola di Marina di Pietrasanta, da Canzonissima a Mille luci, programmi record di ascolti e qualità, per finire alla decisione del ritiro, nel 1978 con i concerti a Bussoladomani e il video di “Ancora ancora ancora”, fino alla ri-apparizione di Mina in Studio del 30 marzo 2001, quando Mina si mostrò online nell’esecuzione di alcune canzoni, tra le quali “Oggi sono io” di Alex Britti: 250.000 persone assistettero all’evento ma i tentativi di connessione furono ben 15 milioni!

Si ripercorrono i tanti duetti che hanno costellato la carriera di Mina, le canzoni che lei ha reso immortali (come La canzone di Marinella, che lanciò Fabrizio De André), ma anche le altre esperienze che hanno reso grande il mito di Mina: le conduzioni radiofoniche e soprattutto la sua attività giornalistica, che l’ha fatta conoscere per una penna ironica e graffiante, profonda ed elegante. Celebri le sue rubriche su La Stampa, dove per più di dieci anni, dal 2000 al 2011, firmò gli editoriali del sabato mattina, e la sua deliziosa rubrica su Vanity Fair, C’è Mina per voi, nella quale rispose, dal 2003 al 2015, alle lettere di numerse persone e fan. 

Mina è leggenda; indiscutibilmente. Un’artista che ha fatto sognare milioni di persone, che ci ha regalato canzonette, come lei ama definirle, irrinunciabili e imprescindibili, una cantante che avrebbe potuto anche tentare la carriera operistica, ma che decise di percorrere altre strade, mai banali né scontate, andando dal pop più estremo, al rock’n’roll, alla bossanova brasiliana, alla sperimentazione elettronica, alla musica sacra (con Dalla Terra) a squisite (e scandalose, per i cultori del genere) incursioni nel melodramma (Sulla tua bocca lo dirò). Mina c’è, anche con la sua assenza: in poche, pochissime, forse nessuna, si possono permettere tanto. E questo testo, breve e squisito, è l’anticamera migliore per cercare di gettare uno sguardo sulla sua stanza tutta per sé.

Ediciclo Editore

L’odore del mare. Piccole camminate lungo le rive mediterranee

Daniela Distefano
CATANIA
– E’ estate, un’estate anomala per il mondo dopo la pandemia del Coronovirus (ancora non debellato), ma c’è chi non resiste e stacca la spina al tran tran dei giorni con un tuffo tra le acque dell’elemento più straordinario della Vita, il Mare. Chi ama il mare vuole ascoltarne la voce e vederne i colori. Ma vuole anche toccarlo, sentirne l’odore e, qualche volta, assaporare un po’ d’acqua salata. Andare a piedi sulla battigia, magari scalzi, regala tutti i piaceri del mare, soprattutto in autunno, inverno o primavera, anche sferzati dal vento e dalla pioggia, oppure d’estate all’alba o al tramonto nel rumoroso silenzio del suo respiro. Momenti in cui il rapporto con il Mediterraneo è profondo come i suoi abissi.

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