“Il violino del signor Stradivari”

ROMA – Arriva alla seconda edizione “Il violino del signor Stradivari”, il libro di Paola Pacetti pubblicato dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Prendete due fratelli, due tipi svegli di otto e dieci anni e buttateli in un’avventura niente male sulle tracce di un violino scomparso. Non si tratta di un violino qualunque, ma di un famoso Stradivari, misteriosamente sparito da un’asta.

Per risolvere l’enigma ci vuole l’aiuto di qualcuno che ne sappia di più, per esempio una zia un po’ mattacchiona e il suo amico violinista.
Un tranquillo week-end di sorprese si trasforma nella divertente avventura di un grande musicista.

“Saremo Alberi”, apriamo le porte alla primavera

ROMA – “Disegnare gli alberi srotolando una corda…”
Ottimo libro per salutare la primavera appena arrivata. Per i bambini è in libreria “Saremo Alberi” di Mauro Evangelista, il nuovo libro delle edizioni Artebambini. Nella terra dormono tantissimi semi che attendono di svegliarsi. Se proviamo a chiedere quale albero sperano di diventare ed ascoltando con attenzione, riusciremo a sentire le loro risposte. Sulle pagine del libro si manifestano allora i desideri e le speranze di questi piccoli semi. Saranno alberi forti – magri – tristi – eleganti… ognuno con la sua particolare forma ed anche il suo particolare… carattere! Le immagini del libro nascono dalla manipolazione di una piccola corda. I fili intrecciati si dipanano e si allargano disegnando una figura che si sviluppa seguendo un processo di crescita simile a quello degli elementi del mondo vegetale. Una storia che ci parla con semplicità dell’infinita bellezza del mondo ma anche dell’importanza delle differenze regalandoci una sorpresa finale: una pagina-laboratorio su cui far crescere il nostro albero da far vedere e… toccare! .

“Odio la matematica!”, il problema di non saper risolvere i problemi

chronicalibri_recensione_odio matematicaROMA “La maestra ha detto che se mi esprimessi in matematica con la stessa abilità con cui mi esprimo in italiano, sarei il primo della classe. Ecco la dimostrazione che la maestra Flora ha una fissa per questa materia: anche quando usa gli aggettivi anziché pescare tra quelli qualificativi, sceglie i numerali.”

 

Leo ha quasi undici anni e il suo grosso problema sono i problemi di matematica; lui odia trovare soluzioni numerali a quesiti matematici. “Odio la matematica!” di Emanuela Da Ros (già autrice di “Avventure in cucina” e “Ricette per ridere”) e pubblicato dalle Nuove Edizioni Romane, è un simpatico volumetto che tratta un piccolo “dramma” quotidiano con semplicità e spensieratezza.

Leo adora la maestra Flora nonostante quest’ultima sia così affascinata e presa dai numeri da non accorgersi che a lui questi “scarabocchi” non vanno proprio giù. Ma, con il tempo, Leo imparerà che anche la matematica ha qualcosa di comprensibile e che la maestra Flora non è solo una maestra, ma una donna con la propria sensibilità e i suoi grandi e piccoli problemi.

“La linea di minor resistenza”, l’ultimo scritto di Carlo Fruttero

gallucci_frutteroROMA “La linea di minor resistenza”, l’ultimo scritto del grande Carlo Fruttero, è stato appena pubblicato da Gallucci Editore. Questo titolo, che tanto affascinò lo scrittore recentemente scomparso, racchiude un poemetto di riflessioni sulla vita e sulla fine di essa. La linea di minor resistenza è quella che segue la materia per progredire ed evolvere, così come la vita che scorre e trascorre per poi finire.

“Le parole gli uscivano rapide, una dietro l’altra, senza pause, senza incertezze. E via via prendeva forma una ballata lunga una vita, la sua vita. Non si interruppe mai, se non per accendersi una sigaretta, non mi chiese mai di rileggere il testo e così, di getto, nacque La linea di minor resistenza. Quando smise mi guardò e mi chiese: – Allora, che te ne pare? L’avevo in testa da vent’anni, ma non ero mai riuscito a scriverlo. Forse perché non era ancora il momento.” Maria Carla Fruttero

“Conigli bianchi”, il talismano dell’infanzia

conigli bianchi_topipittoriGiulia Siena
ROMA
“Ogni mese, il primo del mese, bisogna dire prima di ogni altra cosa “white rabbits!”, conigli bianchi. Se ci si ricorda di farlo, si è fortunati per il mese intero.” White rabbits, conigli bianchi, una “formula magica” da pronunciare ogni mattina di ogni primo giorno del mese. E’ questo che fa la piccola Margherita da quando Bridget le dice che in queste due piccole parole è custodito il talismano dei neozelandesi.

Da qui il titolo del libro di Margherita Emo pubblicato nella collana Gli anni in tasca di Topipittori.

“Conigli Bianchi” è l’autobiografia dell’infanzia dell’autrice, trascorsa in Veneto negli anni Ottanta. Erano gli anni della crescita per Margherita, gli anni delle vacanze a Londra – nella casa della nonna – gli anni dei giochi con Cate e della nascita di Angelo. Gli anni dei capricci e del festival nella grande villa, gli anni in cui tutto cambiò, anche l’atteggiamento della piccola Margherita di fronte ai cambiamenti. Un giorno, dopo che il padre decise che la grande villa sarebbe diventata un hotel, promise che non si sarebbe mai più affezionata a una casa. Ha inizio dalla fine di questo libro, quindi da questa promessa alle soglie dell’adolescenza, il peregrinare di Margherita per il mondo.

Oggi l’autrice vive a Bruxelles e ha trovato il suo habitat ideale in una casa editrice di libri illustrati per bambini, forse ripetendo ogni mese “white rabbits”!”…pare davvero porti fortuna…

“La gallina che non mollava mai” Feltrinelli Kids

chronicalibri la gallina che non mollava maiROMA – Nuovissima uscita per Feltrinelli Kids nella collana Gatto Nero. La novità si chiama “La gallina che non mollava mai”, la storia di Jill Tomlinson illustrata da Anna Laura Cantone.
Hilda era una gallina molto, molto testarda. Per andare a trovare la zia Emma, che aveva appena avuto una nidiata di pulcini, provò ogni mezzo: il camion dei pompieri, il furgoncino del latte e perfino il rullo compressore! Quando finalmente vide i pulcini, decise che anche lei avrebbe covato le sue uova. E niente e nessuno l’avrebbe fermata.

 

“Le dodici tavole. Le prime leggi dell’antica Roma” per tutti

le dodici tavole nuove edizioni romane recensione ChronicaLibriGiulia Siena
ROMA
” Esplose poi la notizia che, nella nuova riunione del Senato, Appio Claudio contrariamente alle attese, e lontano dal ribadire le tesi dei conservatori, aveva riconosciuto l’opportunità, e addirittura la necessità, di una raccolta scritta delle leggi di Roma”. Siamo nel 450 a. C. circa e ci troviamo nell’antica Roma. E’ questo il periodo di svolta per l’impero: Tarquinio Prisco e Servio Tullio, entrambi re etruschi, portano Roma a una straordinaria crescita, tanto che la città diventa una vera e propria potenza, oltre che il nodo cruciale per il commercio con i Cartaginesi. A raccontarci in modo semplice e lineare l’antica Roma e la nascita delle prime leggi di diritto romano è Luigi Capogrossi Colognesi, nome illustre tra gli accademici. Il professore, cambiando la sua solita platea, parla ai bambini e ai ragazzi nel libro “Le dodici tavole. Le prime leggi dell’antica Roma”, bellissima novità delle Nuove Edizioni Romane. “Mi sono reso conto che mancava del tutto un elemento che valeva la pena approfondire. […] – ha dichiarato l’autore nell’introduzione del libro – Si trattava per me dunque di narrare, in particolare ai più giovani, come proprio quel diritto è stato poi, ed è tuttora, strumento indispensabile per governare le nostre società e orientarne lo sviluppo“.

In un momento di grande fermento, le Dodici tavole rappresentavano la svolta democratica per una società che vedeva contrapporsi patrizi e plebei. Il valoroso Appio Claudio, comandante delle legioni straniere, si accorse che l’impoverimento della plebe potesse causare diversi problemi anche ai ricchi di Roma, i patrizi. Toccò quindi al Senato – un organo fondato da Romolo per dar voce decisionale agli “anziani”-  far redigere delle leggi scritte che mettessero ordine nei rapporti tra cittadini per lo svolgimento della storia a venire, fino a noi.

Un volume essenziale questo di Luigi Capogrossi Colognesi che districa anche i nodi più difficili del passato, rendendo ancora più affascinante la storia del grande impero romano.

 

 

“Il magnifico lavativo”, la fanciullezza di un fumettista

Giulia Siena
ROMA
“In barba ai noiosi esercizi per casa ordinati dalla maestra, il magnifico lavativo insegue solo la sua curiosità per ciò che lo circonda. Tutto è un’indagine personale, fatta di importantissime distrazioni e di un cervello sempre in movimento.” Come far raccontare a un fumettista impertinente la propria infanzia? Dopo aver disegnato e dato voce a Garibaldi (nel libro “Garibaldi”), al Papa e al Gabibbo (con il volume “Apocalypso! Gli anni dozzinali”), ora Tuono Pettinato parla di sé. Il fumettista dal nome d’arte insolito si racconta ne “Il magnifico lavativo”, il libro inserito nella collana Gli anni in tasca della casa editrice Topipittori. Dall’inizio degli anni Ottanta, quando cominciò l’asilo, fino ai primi anni Novanta, alle prese con l’adolescenza, Tuono Pettinato si racconta in modo ironico e un po’ rocambolesco. Un bambino curioso, sicuro di sé, divertente e spesso divertito da tutto ciò che lo circonda: dagli amici agli oggetti dell’armadio della nonna, dai videogiochi alle maschere del carnevale. Ironia, osservazione e creatività sono state le costanti che hanno portato Tuono Pettinato a diventare uno degli esponenti della fumettistica odierna. Ideatore, assieme ad alcuni amici, della rivista “Hobby Comics”, del free-press “Pic Nic”, disegnatore per “Repubblica XL” e con “Il magnifico lavativo” è arrivato all’autobiografia esprimendosi con la sua matita ricca di graffiante ironia e lucida consapevolezza.

“Il libro della Shoah. Ogni bambino ha un nome…”

ROMA “La memoria è qualcosa di delicato, dunque, e non ci si può giocare sopra, pena il rischio di farsi male e di bruciarsi le ali […]”
Dal 2000, quando venne istituita dallo Stato italiano, ogni anno il 27 gennaio si celebra la Giornata della Memoria. Ma come spiegare ai più piccoli che in questo giorno non si celebrano i morti e il ricordo delle sofferenze imposte bensì la vita e la storia? Nel difficile percorso che porta alla consapevolezza del passato ci accompagna “Il libro della Shoah. Ogni bambino ha un nome…” di Sarah Kamiski e Maria Teresa Milano pubblicato dalle Edizioni Sonda.

Un volume ricco e complesso sulla storia della Shoah e della Seconda Guerra Mondiale, un libro intenso che si offre come strumento per insegnanti ed educatori al fine di crescere le nuove generazioni alla tolleranza e alla consapevolezza del passato. “Il libro della Shoah” è diviso in tre parti: la prima parte dedicata alle Narrazioni di diversi autori, tra cui Lia Levi e il suo toccante racconto. Vissuti è la parte dedicata alla storiografia: foto, testimonianze e cronologie riportano al grande dramma del Novecento. L’ultima sezione, il Laboratorio, è dedicata ai lettori – grandi e piccoli – e alla loro voglia di confrontarsi e rielaborare le sezioni precedenti.  Cartine geografiche, glossario e tante tavole colorate completano un’opera che riassume in modo eccellente una drammatica fetta di Storia.

“Questa non me la fumo”, bambini contro le sigarette

recensione libri per bambini_chronicalibri_carthusia_colloredoGiulia Siena
ROMA
– Lisa, Chiara, Federico e Filippo hanno un compito da svolgere. Devono capire ed elencare tutti i danni che provoca il fumo smascherando le piccole leggende che circolano attorno alla dipendenza dal tabacco. I quattro amici raccontano delle storie perché vogliono vederci chiaro; così nasce “Questa non me la fumo. Proviamo a vederci chiaro nei discorsi fumosi” scritto da Sabina Colloredo e illustrato da Giulia Ghigini per Carthusia Edizioni. Chi lo ha detto che fumando ci si sente grandi? Lisa sa benissimo che il fumo spegne il colorito, fa venire i brufoli e ti spezza il fiato e proprio lei, una sportiva provetta, non può permettersi queste sbandate inutili. Il fumo non danneggia solamente chi ha questo brutto vizio, ma influisce anche sulla vita degli altri: il fumo passivo è il peggior nemico dei bambini. Chiara ha una mamma che fuma nonostante aspetti un bambino; Chiara sa che il fumo non fa crescere la sorellina come dovrebbe. Allora la battaglia contro le sigarette comincia presto e diventa anche una canzone rap per spiegare a tutti che con le 4000 sostanze tossiche (tra cui acetone, candeggina, cadmio e monossido di carbonio) contenuti in una sigaretta non bisogna scherzarci.


Il libro, un albo illustrato con splendide immagini e spiegato con parole efficaci, affronta una problematica esistente ma presa poco in considerazione: il fumo tra i giovanissimi. In Italia sono circa il 23% i bambini che iniziano a fumare tra i 9 e i 10 anni e i danni a cui vanno incontro sono tanti e da non sottovalutare. “Questa non me la fumo. Proviamo a vederci chiaro nei discorsi fumosi” è uno strumento chiaro e divertente per affrontare tematiche difficili come quella della dipendenza da tabacco a tutte le età.