“Crepi la paura!”, tutta colpa della terra ballerina

                                           Giulia Siena
ROMA
“Perché sono nato in una terra così ballerina, col mostro del terremoto sempre in agguato? Avrei potuto nascere da un’altra parte, in una pianura placida, sopra una solida montagna, magari in un deserto battuto dalle tempeste di sabbia, ma senza questo continuo, angosciante traballìo”. Questa è la domanda che Renzino si pone tutte le sere da quando non ha più la sua casa, i suoi ricordi e le sue cose. Il protagonista di “Crepi la paura!”, il libro di Ugo Vicic pubblicato dalle Nuove Edizioni Romane, è un bambino coraggioso che si trova a fare i conti con il temuto terremoto. Una mattina, all’improvviso, la casa del piccolo Lorenzo – chiamato dalla nonna Renzino – si sveglia con una vistosa crepa nel muro. Probabilmente, come dice il papà, la lesione è stata causata dai movimenti della terra ma su costruzioni fatte male. Infatti, Renzino sa da un suo amico che alcuni costrutturi hanno risparmiato sui materiali per edificare le case e ora tutto è in pericolo. Secondo Renzino è la Terra che ha paura degli uomini, che non ne può più di cattiverie e abusi sul suo suolo, ma perché deve provocare tanta agitazione nella sua città? La spensieratezza dei bambini viene cancellata dalla preoccupazione per lo sciame sismico che non smette di spaventarli, ma Renzino affronta la paura con il sorriso sulle labbra.
Il terremoto visto con gli occhi di chi non riesce a spiegarsi come ma la Natura diventa cattiva e non da tregua. Le parole di Vicic, le sue descrizioni semplici e intense fanno sì che “Crepi la paura!” sia un racconto educativo e pieno di speranza.

“Buon Natale, Samira”, la storia del Natale di tutti

recensione di buon natale, samira Bohem press italia ChronicalibriGiulia Siena
ROMA
“Il Natale? Già, cos’è veramente?”, chiese anche la maestra un po’ sorpresa. I bambini si misero a ridere: come poteva esistere al mondo qualcuno che non sapeva cos’era il Natale?” Esiste qualcuno, forse sono tanti, che non conoscono il Natale. Per loro il Natale non è una festività religiosa, non è momento importante per la società dalla quale provengono e quando vedono noi tutti coinvolti nei preparativi per la grande festa non capiscono per cosa ci affaccendiamo tanto. Magari sono persone che incontriamo tutti i giorni, signore sull’autobus o bambini nel nostro stesso banco a scuola. Una di queste persone è Samira, la bambina protagonista di “Buon Natale, Samira”. Il libro, scritto da Max Bolliger e Giovanni Manna per la Bohem Press Italia, è un albo illustrato che racconta con parole semplici la storia di un Natale per tutti. Samira, una bambina venuta da lontano, si ritrova nel periodo delle festività natalizie a chiedersi come mai sono tutti così impegnati ad addobbare l’albero, a desiderare bambole e giocattoli, a fare biscotti e dolci colorati. Lei non capisce bene cos’è questo “Natale” che tutti aspettano, allora lo chiede alla maestra.

“Natale è… quando io sono felice!”

“Tsatsiki e Ma’”, la piccola storia di un grande bambino

Tsatsiki e Ma'_Bohem Press ItaliaROMA “Hai davvero una mamma speciale, – sussurrò la maestra a Tsatsiki, passando davanti al suo banco. – Non sarà puntuale, ma sicuramente ha altre qualità.” Infatti Ma’ non è una mamma come le altre; Ma’ va in giro con gli occhi neri e i pantacollant, Ma’ ama fare il rock e sa agitare le dita dei piedi stando in verticale sulle mani. Di quest’ultima cosa Tsatsiki è particolarmente orgoglioso. “Tsatsiki e Ma’” è la storia scritta da Moni Nilsson e pubblicata nella collana Bohemracconta della casa editrice Bohem Press Italia. L’autrice svedese rende vivi e dinamici i due simpatici protagonisti: Tsatsiki e Ma’ hanno un rapporto speciale, fatto di giochi, confidenze e tante risate. Tsatsiki- il bambino dal nome curioso – ha sette anni e un papà, che non ha mai conosciuto, pescatore di polipi in Grecia. Infatti, come dice sempre Ma’, il piccolo è “figlio dell’amore, un bambino nato da una passione frizzante e inebriante.” Lei, Ma’, anche se “un po’ strega” segue amorevolmente Tsatsiki e riesce a farsi valere anche con il piccolo bullo, Martin il Verme e il cattivo direttore scolastico.

 

Una storia allegra, un racconto che scorre piacevole attraverso le pagine fitte di una bella avventura. E, a libro finito, ci accorgiamo che ormai nutriamo affetto per questi due personaggi. Non preoccupiamoci, però, c’è anche “Tsatsiki e Pa’”!

“La cicala e la piccola formica”, faremo insieme una favola diversa

recensione chronicalibri bohem press italiaGiulia Siena
ROMA
– Una favola antica rivista e raccontata dallo scrittore bosniaco Božidar Stanišić. La favola è “La cicala e la formica”, una delle 358 con le quali Esopo diede origine a questa forma letteraria dagli scopi educativi. Oggi, dopo molti secoli, il genio di Esopo si manifesta con parole e immagini diverse grazie a “La cicala e la piccola formica” (Bohem Press Italia), l’albo illustrato da Dušan Kállay sulle parole di Božidar Stanišić. Le vivide immagini ripercorrono il freddo inverno che una cicala si trova a fronteggiare in compagnia solamente del suo violino, fedele amico delle gioiose giornate estive. Ora, con il freddo, non sa dove trovare un riparo e come aspettare l’estate. Tutte le porte delle formiche sono chiuse, le loro piccole case sono calde, ma in nessuna c’è posto per la cicala. Fino a quando qualcuno le dice che “faremo una favola diversa”, perché “A questo mondo ci sarà posto sempre e ovunque per ogni creatura”.

Il libro, pubblicato da Bohem Press Italia, è una delle ultime pubblicazioni di questa interessante realtà editoriale nata nel 2001 dopo la trentennale esperienza della casa madre in Svizzera.

“L’autobus di Rosa”, la forza di cambiare la storia

recensione di Giulia Siena_ChronicaLibriGiulia Siena
ROMA
“Per questo ti ho portato qui oggi, per ricordarti che c’è sempre un autobus che passa nella vita di ognuno di noi. Io l’ho perso tanti anni fa. Tu tieni gli occhi aperti: non perdere il tuo”. E’ una storia fatta di ricordi, rimpianti, confidenze e speranza. “L’autobus di Rosa”, il libro di Fabrizio Silei, illustrato da Maurizio A. C. Quarello e pubblicato da Orecchio Acerbo, è il racconto di un anziano al proprio nipote. Un visita a un vecchio autobus all’interno di un museo è l’inizio di una storia cominciata nel 1955 in Alabama. Continua

Da Gallucci Editore "Frida e Diego. Una favola messicana"

ROMAFabian Negrin illustra e racconta “Frida e Diego. Una favola messicana”, una delle tante novità targate Gallucci EditoreIn Messico la Festa dei Morti è una ricorrenza allegra e colorata. Le famiglie preparano teschi di zucchero e piatti tradizionali in onore dei defunti, poi banchettano tra le tombe. In questo giorno speciale, Fabian Negrin ambienta con la forza evocativa dei suoi colori la discesa di Frida Kahlo e Diego Rivera bambini nel Paese degli scheletri.
 Dall’esplorazione di quel mondo i due piccoli artisti riemergeranno migliori di prima anche grazie all’aiuto di un cane di razza xoloitzcuintle…

"La mia prima storia dell’Arte"… e le grandi opere diventano semplici

ROMA – Un libro che spieghi tutta la storia dell’arte con termini semplici e renda le grandi opere comprensibili anche agli occhi dei più piccoli? Ora è possibile grazie a “La mia prima storia dell’Arte”, il libro di Béatrice Fontanel pubblicato dalle Edizioni Sonda. Un grande albo illustrato che già dalla prima pagina ti “trascina” nell’arte degli antichi Egizi, ti spiega le forme, i colori e le credenze legate a espressioni artistiche nate per celebrare il potere. Poi il percorso continua: arriva l’arte medievale cioè il periodo nel quale gli artisti erano quasi del tutto anonimi, si impara a conoscere il genio di Giotto, le botteghe degli artisti, gli affreschi, i quadri e, con il passare dei secoli, molti altri artisti e diversi modi di fare arte.
“La mia prima storia dell’Arte” è un libro completo, un valido aiuto nell’insegnamento di questa materia, un passatempo interessante per approfondire la conoscenza di artisti e opere, un modo divertente e vivido per riconoscere e distinguere tecniche e movimenti artistici dall’antichità fino ai giorni nostri. Inoltre, le tantissime tavole riescono a mostrare perfettamente la perfezione di opere disseminate nei maggiori musei del mondo.

"La scatola di Penelope", dove nascondere qualcosa di speciale

Giulia Siena
ROMA – “Il giorno seguente, Penelope non mise nulla nella sua scatola. Avrebbe voluto solamente scomparire”. Questa è Penelope in uno dei tanti tentativi per avvicinare i suoi compagni di scuola. Penelope porta sempre con sé una scatola nella quale nasconde ogni giorno qualcosa. Lo fa perché vuole fare amicizia: in questo modo, secondo lei, può attirare l’attenzione degli atri bambini e può giocare con loro. Peter Carnavas racconta “La scatola di Penelope” per parole e immagini. Il libro, pubblicato da Valentina Edizioni (una vera e propria sorpresa nel panorama editoriale per ragazzi), è una storia dall’immensa semplicità e sensibilità.
Penelope per affrontare il primo giorno di scuola decide di farsi accompagnare da una scatola ; dapprima ci nasconderà il suo orsacchiotto, poi dei dolcetti, poi Frida – il suo magnifico cagnolino – ma nulla riuscirà a incuriosire gli altri bambini. Pensa, Penelope pensa a come fare per essere notata, fino a quando vorrà sparire ed entrerà nella sua scatola.



"Bacio a cinque", un’infanzia a fumetti

Giulia Siena
ROMA – “Storia, da zero a dieci anni, di Giulia, bambina con la B maiuscola, meraviglioso flagello della specie femminile. Come sono tutte le vere bambine. A cui questo esilarante, coinvolgente, fumetto autobiografico è un omaggio a tutto tondo”. Leggi queste righe della quarta di copertina e in un batter d’occhio vieni investito da una spasmodica curiosità. Ti chiedi cosa possa contenere questo libro azzurro che tieni tra le mani; ti domandi per cosa, la protagonista di “Bacio a cinque”, viene definita meraviglioso flagello. Per tali motivi apri il libro e lo chiudi solo dopo averlo finito, solo quando tutte le curiosità saranno sopite. 

Giulia Sagramola, giovane illustratrice marchigiana, “dipinge” la suo infanzia e la scandisce in un fumetto: “Bacio a cinque”, il libro che ha aperto Gli anni in tasca Graphic, la nuova collana di Topipittori. La trama del racconto a fumetti è un tornare con la mente all’infanzia: ricordi, emozioni e gioie vengono recuperati e modellati con la matita che ne traccia le figure. In questo modo conosciamo i sogni dei bambini, vediamo la famiglia dell’autrice, capiamo le  paure, le speranze e le aspettative di una bambina che oggi si volta indietro per raccontarsi ad altri bambini.

"Doppio Blu", le giovani riflessioni davanti al mare

ROMA – Che relazione c’è fra il bambino che si è stati e l’adulto che si è diventati? Cosa fa di noi quello che siamo? Chi siamo quando siamo bambini? E chi, quando diventiamo adulti? È possibile che fra questi due momenti della vita passi uno sguardo? Tutte queste domande trovano risposta in “Doppio Blu”, il libro di Bruno Tagnolini pubblicato da Topipittori.
Un uomo e un cane su una spiaggia intrecciano dialoghi filosofici sul tempo, l’età, la vita. Dalle loro parole sgorgano storie fatte di voci, bambini, grandi, notti, mattini, odori, fatti, luoghi, strade, animali, parole… Storie di una Sardegna lontana, eppure vicina e viva, in un ricordo che sa nutrire il presente con la sua forza straordinaria. La forza di chi non è mai venuto meno alle promesse strette allora, all’inizio, con la bellezza e l’avventura dell’esistenza.