Festival Letterario Gita al Faro 2014, sei giorni di reclusione sull’isola per scrittrici e scrittori

GitaAlFaro-logoVENTOTENE – Scrittrici e scrittori confinati per sei giorni sull’isola di Ventotene a scontare il loro privilegio: essere scrittrici, essere scrittori . Condannati a esercitare il dono supremo dello sguardo, quell’attenzione mirata che genera storie, quindi a scrivere un racconto ispirato all’isola o dall’isola e infine a sottoporlo al Tribunale Benigno dei Lettori, in due serate reading, in un teatro affacciato sul mare e illuminato dalla luce intermittente del Faro. Questo – e molto altro – è il Festival Letterario Gita al Faro, ideato dall’Associazione Culturale Tùrbìne da Studio Mun ed è, già dal nome (ispirato dall’omonimo romanzo di Virginia Woolf), un omaggio alla grande letteratura. La suggestiva location, scelta appositamente per la sua storia e la sua geografia, non è altro, infatti, che un incentivo alla tutela e al rilancio della cultura, attraverso il patrimonio storico, artistico ambientale dell’isola.

Il festival, la cui direzione artistica è stata affidata a Lidia Ravera e Sandra Petrignani, ha un programma ricco di eventi: la settimana prevede passeggiate alla scoperta del territorio, presentazioni, un laboratorio di scrittura con i bambini della scuola media dell’isola e momenti di condivisione e confronto fra gli scrittori intorno alla letteratura, alla cultura in genere e al suo ruolo contemporaneo, echi lontani dei circoli letterari e intellettuali di altra epoca. Un privilegio, ma anche un richiamo ad un impegno sociale.

Durante il fine settimana il festival si apre al pubblico per la lettura dei racconti, sullo sfondo di un magnifico scenario naturale a picco sul mare. Le letture sono accompagnate dalle musiche composte per l’occasione dal pianista e compositore Valerio Vigliar.
La settimana trascorsa sull’isola è seguita da una macchina da presa per raccogliere e raccontare questa inedita esperienza in un documentario.

 

I protagonisti del Festival Letterario Gita al Faro 2014:
Daria Bignardi, Giovanni Cocco, Marcello Fois, Antonella Lattanzi, Michele Mari, Elisabetta Rasy, Elisa Ruotolo, Stefano Sgambati, Mariolina Venezia e Chiara Valerio

 

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Cortona Mix Festival: musica, letteratura, cinema e teatro in Toscana

cortona_mix_festival2013CORTONA – Ecco a voi qualche anticipazione del Cortona Mix Festival, la manifestazione in programma nella città etrusca dal 26 luglio al 3 agosto 2014.

 

La Carmen con i cittadini cortonesi, la chitarra progressive di Steve Hackett, il teatro di Daniel Pennac, la Nona Sinfonia di Beethoven, il rock dei Nobraino, gli incontri con Michele Serra, Maurizio Maggiani, Wu Ming Contingent e la “segretaria dei Beatles”. Ecco i primi ospiti del festival in programma a Cortona dal 26 luglio al 3 agosto.
Cortona Mix Festival 2014, inizia il conto alla rovescia. Mancano ormai meno di cento giorni alla terza edizione del festival dedicato al mix delle arti e dei linguaggi, promosso da Comune di Cortona, Gruppo Feltrinelli e Regione Toscana, in collaborazione con Orchestra della Toscana, Accademia degli Arditi e Officine della Cultura. Dal 26 luglio al 3 agosto, musica, letteratura, cinema, teatro e molto altro torneranno ad animare l’estate toscana, con tante conferme e altrettante novità.
Dopo il successo dell’Aida nel 2013, si ripete l’esperienza dell’opera immersa nella realtà cortonese: quest’anno, la collaborazione tra l’Orchestra della Toscana e gli abitanti di Cortona si tradurrà in una versione speciale della Carmen di Bizet (sabato 26 luglio). Le mille sfumature della musica saranno rappresentate anche dal progressive rock di Steve Hackett, storico chitarrista dei Genesis, in concerto domenica 27 luglio in Piazza Signorelli; dalla Nona Sinfonia di Beethoven proposta dall’Orchestra della Toscana con il Coro del Maggio Musicale Fiorentino (mercoledì 30 luglio), dall’energia dei Nobraino, protagonisti assieme ad altre band indipendenti della festa finale di domenica 3 agosto.
Agli appassionati del mix tra teatro e letteratura, il festival offrirà un doppio appuntamento con lo scrittore francese Daniel Pennac: incontro/intervista pomeridiano (domenica 27 luglio) e lo spettacolo L’oeil du loup, la sera di lunedì 28 luglio al Teatro Signorelli. L’intreccio tra musica e cinema troverà forma nella meravigliosa storia di Freda Kelly, la “segretaria dei Beatles”, presente a Cortona domenica 27 luglio e protagonista del documentario Freda – La segretaria dei Beatles (proiettato al Teatro Signorelli nell’ambito della rassegna Visions). Tra giornalismo e narrativa, ospiti confermati sono Michele Serra, Maurizio Maggiani e Wu Ming Contingent.
In un cartellone non ancora definitivo – con diverse sorprese in arrivo nelle prossime settimane – spicca anche la cornice di appuntamenti e iniziative che arricchiscono il programma degli incontri e degli spettacoli offrendo ai cittadini cortonesi e ai turisti ulteriori possibilità di svago, riflessione, apprendimento. Ai ragazzi dai 10 ai 16 anni è dedicato Look Around Lab, laboratorio a cura dell’associazione Il Razzismo è una brutta storia; a chiunque sia interessato a mettersi alla prova con la creazione di una storia, è rivolto il corso di racconto C’è un grande artigiano dentro ogni inventore, tenuto dallo scrittore Alessandro Mari, a cura di Scuola Holden.

Per il terzo anno consecutivo, a Cortona si assegnerà anche il Mix Prize, il premio al miglior libro pubblicato in Italia nella stagione 2013/2014, basato sulle selezioni Scelti per voi dei librai Feltrinelli e sul voto del pubblico online. E con il Mix Festival tornerà il Bookshop di Feltrinelli, la libreria temporanea aperta nei giorni della manifestazione e fino al 17 agosto.

“LetterAltura” 2013: la lettura e i libri ad alta quota.

LetterAltura 2013VAL D’OSSOLA – La splendida cornice del Lago Maggiore ospiterà, anche quest’anno, LetterAltura, lo splendido festival di letteratura di montagna, viaggio e avventura. I luoghi che ospiteranno la manifestazione saranno Verbania, la Valle Antrona, Ameno sul Lago d’Orta, la Valle Vigezzo e la Valle Maggia. Dal 27 giugno al 21 luglio si terranno incontri, proiezioni cinematografiche, presentazioni di libri, spettacoli teatrali. La manifestazione si aprirà il 27 giugno a Verbania, all’interno di Villa Taranto, soltanto l’anno scorso devastata da un tornado ma già riportata a uno splendore vicino al passato; e nei giorni seguenti sarà proprio Verbania il palcoscenico esclusivo della manifestazione, durante la quale si susseguiranno personaggi di caratura mondiale, sia nel campo dell’alpinismo e della montagna che nel campo letterario. Da Jon Kalman Stefansson, che dialoga sull’Islanda, agli incontri per bambini sul tema delle api e del miele, a Marcello Fois che parla di Barbagia a Wu Ming 1 che discute con Luca Crovi su “Alla conquista del Monte Kenya”.
A luglio, il festival si sposterà invece nel resto della Val d’Ossola, con anche escursioni e passeggiate: domenica 7 luglio, ad esempio, si potrà raggiungere il rifugio Andolla, in compagnia della sezione CAI di Villadossola.
I percorsi tematici proposti nel 2013 saranno tutti incentrati sulla natura e sulla sua tutela: dagli incontri sull’alpinismo, a quelli di architettura e paesaggio alpino con i due percorsi particolari: quello sull’ape e sul miele e quello che celebra i 150 anni del CAI, il Club Alpino Italiano.
Manifesto del Festival è lo splendido articolo 9 della Costituzione Italiana: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.
Per informazioni: Associazione Culturale LetterAltura tel. 0323/581233 – www.letteraltura.it – info@letteraltura.it

“10 Libri dell’estate in cucina”

ROMA – L’estate si entra in cucina in modo diverso: siamo più curiosi di sperimentare nuovi gusti e nuovi abbinamenti nonostante il caldo e la voglia di vacanza possano prendere il sopravvento. Allora perché non mettersi ai fornelli con i “10 Libri” che ci indicano come poter fare dell’estate la stagione di piatti nuovi, veloci e colorati.

1. Le ricette del pranzo di Ferragosto di Susanna Cascella e Simone Riccardini
2. Cucina Fast & Chic di Laura D’Angelo
3. Frullato e Mangiato di Lucia Giovannini e Giuseppe Cocca
4. Cocktail & Stuzzichini di Maria Cristina Giordano
5. La bambina che contava le formiche. Meditazioni in cucina di Gabriella Ganugi
6. Shakerato non mescolato di Enrico Piscitelli
7. Freschi dessert di Carla Bardi
8. L’essenza del crudo. Oltre 180 ricette crudiste, vegan e biologiche di David Cotè e Mathieu Gallant
9. Ecocucina. Azzerare gli sprechi, risparmiare ed essere felici di Lisa Casali
10. Le ricette del desiderio di Francesca Panzacchi

"L’estate che uno diventa grande"

ROMA – “Non riuscii nemmeno a rispondere qualcosa di vagamente intelligente. Ero rimasto folgorato. Altro che cozza, altro che sfigata! Avevo davanti a me una sventola come poche. E sembrava pure simpatica…”. L’estate è vicina e Saverio, protagonista di “L’estate che uno diventa grande” di Francesca Capelli (Sinnos), ha ricevuto dal padre una proposta speciale: un mese intero da trascorrere con lui in Argentina, dove deve recarsi per impegni di lavoro. Saverio accetta anche se non gli sembra una proposta così allettante.
Eppure quella diventerà “l’estate più importante della sua vita”: perché l’incontro con Rosana e con le Abuelas de Plaza de Mayo – con le loro storie di sofferenza ma anche di amore e speranza per il futuro – darà a Saverio, nonostante tutto, uno sguardo nuovo e una consapevolezza diversa della propria vita.
Un romanzo coinvolgente, con un sorprendente intreccio di storie e tempi: perché da un passato doloroso può nascere un presente diverso.

"10 Libri dell’estate da Editore": Casini Editore

ROMA – L’appuntamento con i “10 Libri dell’estate da Editore” si rinnova. Oggi è la volta della casa editrice dei “libri che non hanno pagine”. Parliamo infatti di Casini Editore, che attraverso la penna del suo ufficio stampa, Sara Deodati, suggerisce 10 Libri intrisi di suspense ed emozioni. Perché leggere d’estate…
“Breathers”: per ridere e riflettere seguendo le tragicomiche avventure di uno zombie che cerca di ottenere il diritto alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità.
“Chiedi al dottor Chopra”: per scoprire se è vero che le noci e le spremute fanno bene… e sfoggiare sotto l’ombrellone le proprie competenze nel campo dell’alimentazione!

“London Boulevard”: perché è un noir scritto da Ken Bruen, maestro del genere, e non deluderà la vostra voglia di leggere una storia atipica e coinvolgente!


“Non si rassegnano mai a morire”: per passare notti insonni a chiedervi chi l’assassino… e notti egualmente insonni dopo averlo scoperto!


“Un solo cammino”: per farsi raccontare direttamente da Indiana Jones la biodiversità e la ricchezza culturale del mondo.


“Staten Island”: per ritrovare la memoria di Uli insieme a lui, scoprendo una New York post–apocalittica dalla politica surrealmente degradata.


“Jack Frog”: perché non è vacanza senza l’avvocato più sgangherato e in gamba della città!


“436”: perché la storia d’amore tra Sean e Redlie è tanto coinvolgente da lasciare senza fiato. Vi catturerà.


“Cinque anime indivisibili”perché le vicende dei cinque personaggi giunti a Londra per motivi diversi ma irrimediabilmente intrecciati vi faranno guardare con occhi diversi le persone che incontrerete sul vostro cammino.


“Amon Saga vol. II – La Fine del Sentiero”: per entrare in contatto con gli spiriti della natura nell’Antica Foresta e lasciarsi trasportare dalla colonna sonora con la funzione Music Player®.

I "10 Libri dell’estate da editore" della Sinnos Editrice

ROMA L’estate è arrivata e con essa anche il tempo del relax  e delle letture. Cosa non deve mancare in vacanza? Sicuramente un buon libro! Per questo ChronicaLibri offre uno spazio alle case editrici per suggerire “10 Libri dell’estate da editore”. L’iniziativa, “felice conseguenza” della serie i “10 Libri di..”, è l’occasione per avvicinare i lettori agli editori e per scoprire le tante proposte letterarie da portare sotto l’ombrellone. Ad aprire l’avvenura dei “10 Libri dell’estate da editore” è Emanuela Casavecchi, ufficio stampa della Sinnos Editrice.

Leggere libri apre la mente e i libri aiutano a scoprire se stessi e il mondo attorno a noi. Vi auguriamo un’estate ricca di riposo e di buone letture!

1. Tic tac. Un minuto dura un biscotto, di Valentina Muzzi, collana Nidi:

Volete spiegare ai vostri bambini il significato del tempo che passa? (e aiutarvi a convincerli che, trascorsa l’estate, ritornerà l’autunno e… la scuola?) Con questo simpatico libro, ricco di fresche illustrazioni, i bambini scopriranno che cosa si può fare in un minuto, in un’ora, in un giorno, un mese, un anno…
 
2. A pescar canzoni, di Marcella Brancaforte, Caterina Gonfaloni, Fabio Porroni. Ill. di M. Brancaforte con CD musicale, collana Nidi:
Se la meta estiva sarà una costa del Mar Mediterraneo, non potete perdere questo viaggio in compagnia del piccolo Colapesce, che pesca canzoni nel mare! Tante lingue e tanti suoni diversi tutti da ascoltare nel Cd musicale che accompagnerà le vostre vacanze e quelle dei più piccoli.
 
3. Ada decide. Pratiche di partecipazione per bambini e ragazzi, di Anselmo Roveda, Valentina Volontè, ill. di Chiara Nocentini, collana Nomos:
Partecipare è importante! E si può fare fin da piccoli, anche attraverso i giochi di partecipazione descritti in questo libro, che potranno essere un ottimo (ed educativo) passatempo estivo.
 
4. Amelia e zio Gatto. Indagine alla PMI, di Anna Lo Piano, ill. di Chiara Nocentini, collana Narratori:
Una ragazzina di dieci anni che ha uno zio trasformato in gatto nello studio televisivo in cui lavorava, un amico blogger e un mistero da risolvere… ci sono tutti gli ingredienti perché sia il giallo dell’estate! E per gli appassionati del web c’è anche il blog dei protagonisti http://www.ilblogdiameliaeale.blogspot.com/
 
5. Hanna&Fou. Il mistero delle saline, di Beatrice Masella, ill. di Luisa Montalto, collana Narratori:
Imperdibile per gli amanti delle vacanze in Emilia Romagna: Hanna, che ha un fiuto eccezionale, vive nel porto canale di Cervia e il suo fedele amico (e segugio) è il cane Fou. Insieme dovranno risolvere un caso di avvelenamento di due anatre del parco della Salina, che si complicherà…
 
6. L’estate che uno diventa grande, di Francesca Capelli, collana Zonafranca:
Una vacanza in Argentina di un sedicenne: l’incontro – imprevisto – con le Abuelas di Plaza de Mayo. Un romanzo che parla ai ragazzi di storie, anche dolorose, del passato e della forza cha da quegli eventi può nascere per un presente diverso e un futuro di speranza.
 
7. Pioggia sporca, di Fabrizio Casa, collana Zonafranca:
Un giovane pugile che di notte insieme ai suoi amici assale un campo nomadi, una ragazza zingara di cui si innamora perdutamente, un commissario che indaga e che si trova coinvolto in una storia che affonda le radici nelle seconda guerra mondiale. Da leggere tutto di un fiato.
 
8. Il Giovane Dracula, Michael Laurence, ill. di Chris Mould, collana Leggimi:
Da leggere nelle notti estive: Dracula deve risolvere un serio problema: a suo figlio non piacciono il sangue, le bare, i pipistrelli e il buio… Che cosa è successo?
Anche per chi fa fatica a leggere.
 
9. Pazzesco, Hilary Mc Kay, ill. di Mike Phillips, collana Leggimi:
Libro adatto per un’estate pazzesca: nella vita di Tommaso niente sembra “pazzesco”, anche se qualcosa nella sua soffitta gli farà cambiare idea…
Anche per chi fa fatica a leggere.
 
10. Viaggio in Marocco, di Leone Africano, a cura di Cristiano Spila, ill. di Monica Auriemma, collana Nuovo immaginario italiano:
Un libro (per adulti) che è un taccuino di viaggio, scritto dal primo scrittore migrante e impreziosito da splendide illustrazioni. Imperdibile per chi andrà in Marocco!

 

"Siamo stati diseducati alla sopportazione della sofferenza". ChrL intervista Lorenzo Minoli.

Giulio Gasperini
ROMA – Capita spesso che autore e recensore non si accordino sulla comprensione di un romanzo. E che il confronto tra i due sia faticoso e finanche un po’ arido, se non si ha la possibilità di confrontarsi serratamente per edificare, insieme, una possibile chiave di lettura. In queste situazioni sarebbe più opportuno realizzare un’intervista con l’arte del contraddittorio. Ma, si sa, non sempre è possibile, soprattutto in quest’epoca dove, se si può affidare tutto alla procura d’un computer, nessuno riesce a sottrarsi. In questo caso è avvenuto così: non ho avuto la possibilità di confrontarmi passo dopo passo con l’autore, Lorenzo Minoli, sui tanti luoghi del suo romanzo, “Il momento perfetto”, sui quali mi sarei, con lui, confrontato apertamente.

Come prima domanda le darei l’opportunità d’un chiarimento (che serve in primo luogo a me). Dopo aver letto la mia recensione, lei mi ha scritto che l’aveva trovata un po’ “cattiva” e che, a suo parere, non avevo centrato il tema. Vorrei che mi chiarisse questa prospettiva, per la quale avrei frainteso il suo romanzo.

Innanzitutto mi pare che ci sia una differenza importante tra il commento/giudizio in generale e le stelle date (si tratta del sistema di voto di http://www.anobii.com/ N.d.I.). Non che onestamente mi importi più di tanto ma mi piacerebbe capire come si va da quel che viene scritto sul libro ad una valutazione così bassa. Infine non ho proprio capito il penultimo paragrafo “Le prove si susseguono, con i soliti padri autoritari, le madri soffocanti d’affetto, le fidanzate asfissianti, le crisi prodotte dalla fine delle illusioni: ogni volta la storia pare un copione perfetto, con ritardi più o meno bilanciati, ma pur sempre con tappe obbligate, che non possono esitare nel presentarsi. Lorenzo Minoli gioca a riscrivere la sua personale versione del perfetto copione del perfetto adolescente: che ogni volta ha un nome e un carattere diverso, un fisico e un colore di occhi nuovo, ma che, alla fine, indaga sempre per le stesse risposte.” In realtà sembra che si sia letto un altro libro, non ritrovo nulla di tutto questo nella storia. Le fidanzate non sono asfissianti: sono incerte e spaventate dall’insicurezza del giovane che non ha gli strumenti emotivi e culturali per capire cosa succede intorno a lui. Di madri soffocanti d’affetto non ce n’è neanche una, semmai una (quella di Francine) comprensiva e “madre”; l’altra proprio l’opposto della madre affettiva. Infine proprio non ho capito il concetto di riscrittura della stessa storia con caratteri diversi. Quali sono questi caratteri diversi?

Mi pare persino troppo banale chiederle che tipo di apporto abbia avuto, nella stesura del romanzo, la sua esperienza come sceneggiatore. Quel che invece mi interessa chiederle è se, secondo lei, sia facile scrivere la sceneggiatura di un film, cosiddetto, “di formazione”. Ne abbiamo visti tanti, di codesti film, ma molti sono tutt’altro che riusciti; e tanti altri ancora contrabbandati come tali ma totalmente lontani dall’essenza della definizione stessa…
Non è banale, la domanda, perché in realtà questo è sempre stato il mio modo di scrivere ispirato dalla letteratura sudamericana; da certa letteratura nordamericana. Certo l’essere anche sceneggiatore mi da i “tempi” ma è tutto li. In quanto a film di “formazione” la definizione mi pare molto ampia: Qualcuno volò sul nido del cuculo, Zabriski Point, Blow Up, Un cittadino al di sopra di ogni sospetto, Uomini contro tanto per citarne alcuni mi sembrano films di “formazione” in quanto tendono a “formare” animo e cuore. Certo se si vuol parlare di Laura Antonelli e Momo allora sono d’accordo quelli erano films lontani dall’essenza della formazione, ma così non lo erano, ad esempio, La guerra dei bottoni e I ragazzi della via Paal.

Fausta Cialente, nel suo racconto Pamela o la bella estate, condanna la sua eroina a un destino simile al protagonista del suo libro. E anche Woody Allen, in Vicky Cristina Barcelona, pare sottostare allo stesso concetto di fondo: l’estate è la stagione in cui, più di altre, si rischia la crescita, la maturazione, il compimento un cammino cominciato magari altrove ma mai concluso. La sua scelta dell’estate, come scenografia temporale del romanzo, sottostà a questi ragionamenti o ha altre motivazioni?
Nella mia storia l’estate è casuale ed è anche una breve presenza. La storia è in flash back, copre tutte le stagioni. Poi si può dire che l’estate facilita certe situazioni sentimentali ed esistenziali perché col tempo libero specie quando si è studenti si pensa di più al proprio “io” perché ce lo si può permettere e io credo anche perché lo “spogliarsi” fisicamente dei vestiti ci spinge quasi naturalmente verso una libertà esteriore e interiore più difficile quando siamo “vestiti”, “protetti” da vari strati di indumenti. Una mia ipotesi, forse troppo cinematografica anche questa.

Adesso una domanda un po’ campanilista: come mai è così affezionato (come parrebbe dalla lettura del romanzo) a quelle che sono i miei luoghi, le mie coste, i miei piccoli angoli di paradiso, ovvero alla Maremma grossetana?
Sono arrivato in Maremma nel 1963. C’erano stradine di terra (poche), cinghiali (tanti) zanzare (tantissime e grandi come elicotteri). Pochi coraggiosi villeggianti e tanta, tantissima libertà e felicità. Da allora ho passato TUTTE le mie estati in Maremma almeno per un mese. Anche durante i miei vent’anni di USA ho portato tutte le estati i miei figli a passare le vacanze in Maremma, che per me è Maremma non Toscana. Amo le pinete, i venti, i rumori dei boschi, il mare, la durezza della terra e la bellezza della stessa. È nel mio cuore, scolpita e indelebile.

La feroce ma fredda rabbia (per l’impotenza e magari il rimpianto) di Gianni, lo smarrito e impacciato dolore di Maria, la presenza incombente di Francine: crede possibili tali sentimenti ancora ai nostri tempi, nei quali la velocità delle nostre vite rende ogni scalino umano di crescita più un inciampo che un’occasione per maturare?

Credo che il problema, perché è un problema, al giorno nostro è che siamo stati diseducati alla sopportazione della sofferenza, non fine a se stessa ma come necessario e certe volte ineluttabile, passaggio per il raggiungimento dei nostri traguardi crescita compresa. La sofferenza (della quale non ci si deve compiacere ovviamente) è una parte necessaria per prepararci alla separazione finale. Ma la cultura attuale ha diseducato particolarmente i giovani ed ha fatto un pessimo servizio perché la continua ricerca ad evitare la sofferenza devia certe volte la vita di alcuni di noi e ne varia le aspirazioni finali, abbassandone la qualità. Lo sport lo insegna: con allenamenti duri, con determinazione e tenacia si può aspirare a vincere. Senza si può aspirare semmai eventualmente forse certe volte quando le gare sono proprio facili a partecipare.

Una domanda, per concludere, che noi di ChronicaLibri rivolgiamo a ogni scrittore: potrebbe dirci quali sono (e per quale motivo) le sue tre parole preferite?
Preferite non so; importanti:
Morte. È la fine, oppure l’inizio? E’ un dilemma che mi intriga.
Speranza. Senza non si vive, senza non si butta il cuore oltre l’ostacolo ed allora si vive una vita noiosa
Donna. È tutto. Continuità, madre, moglie, piacere, folle incomprensione, totale coinvolgimento. È tutto e il contrario di tutto.

"Il momento perfetto": basta un’estate per tutta una vita.

Giulio Gasperini
ROMA –
Che cosa sia “il momento perfetto” non ve lo dico, ovviamente. Però sappiate che tutto il romanzo è una ricerca, stagione dopo stagione, errore dopo errore, (quasi una battuta di caccia con appostamenti e trappole) di codesto momento. E la ricerca, come su un set cinematografico, si compone di fotogrammi, che si legano uno all’altro, in una striscia continua di primi piani e di fermo immagine. Gli inquadramenti, in effetti, in questo “Il momento perfetto” (romanzo primo di un, guarda caso, sceneggiatore: Lorenzo Minoli, pubblicato dalla bolognese Pendragon nel 2011), sono in sovrapposizione e in continuo spostamento, tra un flashback e una proiezione nel futuro.
Quella che si squaderna per tutto il libro è l’educazione sentimentale del protagonista, un giovane studente di giurisprudenza, che si trova a conoscersi e a lentamente smascherarsi durante soprattutto l’estate (a Punta Ala, nella Maremma grossetana), la stagione che più di tutte è stata scelta come miglior scenografia della maturazione e della presa di coscienza della nostra stessa libertà di scegliere, di un puramente umano libero arbitrio.

Il protagonista gioca, con la sua parvenza di timidezza, a costruirsi un futuro. Gioca a creare e disfare, a esagerarsi supremo giudice della piccola umanità che vede ruotare intorno a sé stesso e alla sua vita. Fino ad arrivare all’epilogo estremo, all’evento che in un’ottica di fatalismo da manuale conclude e suggella la sua crescita emotiva e umana, lasciandoci forse con un po’ di fiele per la non perfetta conclusione sentimentale, è tutto un accelerare di emozioni e di interpretate decisione, in uno scavo che soltanto apparentemente può parere superficiale, ma che perfora la superficie nei punti giusti, andando a toccare i nervi scoperti, quelli che, in ogni ferita, fanno più male.
Le educazioni sono sempre feroci, crudeli, persino un po’ sadiche. Ogni romanzo di formazione si sbilancia tra l’ansia della crescita e la crudeltà della consapevolezza. Le prove si susseguono, con i soliti padri autoritari, le madri soffocanti d’affetto, le fidanzate asfissianti, le crisi prodotte dalla fine delle illusioni: ogni volta la storia pare un copione perfetto, con ritardi più o meno bilanciati, ma pur sempre con tappe obbligate, che non possono esitare nel presentarsi. Lorenzo Minoli gioca a riscrivere la sua personale versione del perfetto copione del perfetto adolescente: che ogni volta ha un nome e un carattere diverso, un fisico e un colore di occhi nuovo, ma che, alla fine, indaga sempre per le stesse risposte. E ricerca sempre per il più perfetto dei momenti.