Non si può vivere senza "Acqua"

Marianna Abbate
ROMA Nell’introduzione al suo libro Vincenzo Marchionne Mattei ci spiega che nell’estate del 2010 le Nazioni Unite hanno definito l’acqua un “bene pubblico fondamentale per la vita e la salute” e la considera un elemento fondamentale per la realizzazione di tutti gli altri diritti dell’uomo.
E’ proprio da qui che parte il romanzo “Acqua” pubblicato da AltroMondo Editore. Se l’acqua è un bene pubblico, allora non se ne dovrebbe trarre guadagno.
Un problema annoso, che sa di marcio. Perché è innegabile che l‘acqua sia una ricchezza immensa, specialmente in luoghi aridi o desertici. E che chi la possiede vorrebbe sfruttare al meglio la propria risorsa. Un tema caro alla cinematografia, se pensiamo a Chinatown o all’ultimo Bond. 
E’ questo il filone che segue l’autore, quello di un giallo internazionale, complesso e ben costruito. Una trama che si dipana “tra la grigia Bruxelles, l’Africa equatoriale e la placida Roma” in un articolato susseguirsi di eventi e giochi psicologici.
All’inizio del libro troviamo l’elenco dei personaggi, come in tutti i gialli che si rispettino, per poterci orientare meglio negli sviluppi dell’intrigo, perché di un intrigo si tratta. 
La lettura risulta piacevole e a tratti avvincente. L’autore ci dimostra sensibilità e conoscenze, anche quando descrive la triste storia dell’infibulazione di una dei protagonisti. 
Vincenzo Marchionne Mattei ha lavorato per l’Unione Europea e collaborato come esperto d’Industria presso il Ministero degli Esteri. Da ingegnere, ricercatore e storico è riuscito a dedicarsi con successo alla passione della scrittura e questo è il suo secondo romanzo.

"I grandi casi di Sherlock Holmes": elementare Watson!

Marianna Abbate
ROMA
– Tutti conosciamo Sherlock Holmes, l’infallibile detective per antonomasia, che scioglie misteri irrisolvibili agli occhi dei comuni mortali. Ma quanti saprebbero enumerare i suoi più torbidi segreti? Quanti conoscono il vero Sherlock che si nasconde dietro alla lente d’ingrandimento e al fumo dell’inseparabile pipa?

Grazie alla raccolta dei romanzi di Sir Arthur Conan Doyle, pubblicata da Newton Compton, possiamo approfondire la nostra conoscenza su questo insuperato maestro del crimine.  La raccolta comprende quattro romanzi,i tra i quali spiccano “Uno studio in rosso” e “Il cane dei Baskerville”, due capolavori del giallo. Dalle intriganti pagine di sir Arthur apprendiamo che Holmes era un cocainomane, depresso, che non riusciva a vivere appieno senza l’emozione che traeva soltanto dalla risoluzione dei casi più arzigogolati. Guidati per mano dal dottor Watson veniamo a conoscenza del fatto che il detective non provava alcuna attrazione per le donne e per la sessualità in generale, ma riusciva ad appassionarsi  agli studi sui diversi tipi di terriccio presenti a Londra e sulle innumerevoli  qualità di ceneri di tabacco, tanto da riuscire a distinguerle a prima vista.
Conan Doyle non nascondeva di aver tratto l’ispirazione per il suo personaggio dalle pagine dei gialli di Edgar Allan Poe, traendo spunto dalla figura dell’investigatore Dupin anche nel metodo deduttivo e risolutivo dei casi,tanto che alcuni dei racconti di Doyle potrebbero tranquillamente essere accusati di plagio. Ma i romanzi di sir Arthur sono riusciti a ricavarsi un proprio, meritatissimo, posto nella biblioteca dei classici, appassionando milioni di lettori e contribuendo in maniera sensibile al successo del giallo.