I 10 Libri più venduti della settimana… non abbiamo detto i più belli!

1. Il diavolo certamente di Andrea Camilleri (Mondadori), 10,oo euro

2. La carta più alta di Marco Malvaldi (Sellerio), 13,00 euro

3. Amore, zucchero e cannella di Amy Bratley (Newton Compton), 9,90 euro

4. Nebbia rossa di Patricia Cornwell (Mondadori), 20,oo euro

5. Le prime luci del mattino di Fabio Volo (Mondadori), 19,oo euro

6. I menù di Benedetta di Benedetta Parodi (Rizzoli), 15, 90 euro

7. La dieta Dukan di Pierre Dukan (Sperling&Kupfer), 16,oo euro

8. Grazie no di Giorgio Bocca (Feltrinelli), 10,oo euro

9. Il meglio di me di Nicholas Sparks (Frassinelli), 20,oo

10. L’educazione delle fanciulle di Luciana Littizzetto e Franca Valeri (Einaudi), 10,oo

*Dati: Corriere della Sera – Immagine: Panorama

Leggi che fanno ridere e sentenze che fanno piangere dal ridere

Stefano Billi
ROMA – Che l’Italia sia un popolo non solo di santi, navigatori e poeti, ma anche di legislatori, questo i cittadini lo sanno bene. Perché in Italia di leggi ne sono state approvate moltissime, così tante che si è addirittura addivenuti a coniare il termine dell’ipertrofia normativa, proprio per indicare l’incredibile ammontare di regole di condotta a cui devono conformarsi i consociati. Ed è quasi lapalissiano riconoscere che tra quella moltitudine di norme, talune manifestino un contenuto irrilevante per la società a fronte dei cambiamenti socio-culturali occorsi nel tempo all’interno della realtà nazionale.

Di questo, e di alcune determinazioni creative della giurisprudenza italiana, si occupa il libro intitolato “Bestiario giuridico 1. Leggi che fanno ridere e sentenze che fanno piangere dal ridere”, scritto da Giuseppe D’Alessandro e pubblicato dalle edizioni Angelo Colla. Questo testo ha la caratteristica di avvolgere l’autore in un raffinato clima umoristico, che lascia sorridere di fronte a leggi e sentenze dai contenuti spesso esilaranti. Dimostrazione questa che il diritto non è una campo del sapere arido e sterile, ma piuttosto assolutamente vivo, dinamico e talvolta divertente. Tra le pagine, dunque, prendono voce numerosi esempi della creatività legislativa e giurisprudenziale italiana, tutti elencati con una precisa attenzione dell’autore nella citazione delle fonti giuridiche inserite nell’opera. Non solo, perché Giuseppe D’Alessandro riporta pure le bestialità che in campo normativo affliggono l’ordinamento europeo.

Insomma, questo “bestiario giuridico” descrive quali e quanti mostri traggono vita nel panorama della creazione del diritto e della sua applicazione, lasciando intendere tra le righe tuttavia che in molti casi, di fronte alla richiesta di giustizia, il cittadino trova solo la dura ed implacabile legge.

Un libro consigliato a tutti, non solo ai cultori delle materie giuridiche, perché – parafrasando un celebre brocardo latino – il diritto è anima e struttura della società in cui viviamo.

Torna dal 21 al 25 settembre "Roma si Libra"

ROMA – Forti del successo delle due precedenti edizioni testimoniato dall’adesione di oltre 100 case editrici e più di 150.000 visitatori, anche quest’anno Federlazio promuove “Roma si Libra”, festa dedicata agli editori indipendenti di Roma e del Lazio che proprio in questa regione hanno ormai trovato la propria sede di riferimento rispetto ai grandi marchi industriali concentrati a Milano e in Lombardia.
Dopo la prima edizione tenutasi con successo a piazza del Popolo e la seconda a Villa Borghese, quest’anno dal 21 al 25 settembre dalle ore 11 alle 24, saranno piazza Navona, Piazza Farnese, Piazza Capranica e Piazza Mignanelli i luoghi espositivi per gli editori e la cornice per gli incontri e le iniziative intorno al mondo dei libri e ai suoi protagonisti. Un programma ricco di eventi che vedrà avvicendarsi addetti ai lavori editoriali, scrittori e giornalisti, esponenti delle istituzioni pubbliche e della cultura e personaggi del mondo dello spettacolo.
A pochi giorni dall’approvazione della Legge Levi sul libro (entrata ufficialmente in vigore il 1°settembre 2011), quest’anno “Roma si Libra” si presenta come il primo banco di prova per registrare le impressioni a caldo di editori, librai e lettori. La location è sicuramente adatta, se, alla luce degli ultimi dati Istat sulla lettura in Italia, il Lazio risulta la regione del centro sud col maggior numero di lettori (51%). Punto di forza insieme ai protagonisti della manifestazione, la scelta delle piazze, luogo da sempre di incontri, confronti e promozione del mercato. Sarà possibile incontrare gli editori non al chiuso delle librerie e dei luoghi comunemente deputati ma nella cornice unica delle più belle piazze romane, creando così l’occasione per una passeggiata a stretto contatto coi libri. Quest’anno infatti, per la prima volta, “Roma si Libra” si articolerà in due momenti che si svilupperanno in parallelo: nucleo rappresentativo della manifestazione sarà Piazza Navona, dove verranno allestiti gli stand e dove si terranno gli incontri di più ampio respiro. In altre piazze del Centro Storico, (Mignanelli, Capranica e Farnese) verranno invece aperte delle librerie tematiche, le cosiddette “isole” animate da numerose iniziative, dando così equa importanza a due aspetti fondamentali della filiera: quello della produzione e quello della vendita. Le isole saranno dedicate al pensiero (saggistica e manualistica), al sogno (bambini), alla fantasia (narrativa).

In questa edizione che vede le piazze protagoniste, “Roma si Libra” insieme agli editori propone ai suoi visitatori dei percorsi insoliti per conoscere la Capitale e il Paese attraverso diversi e inediti punti di vista, a confermare limportanza delleditoria indipendente nel recupero della memoria e dei valori del territorio.
Dal focus sul Barocco romano con la visita guidata alla chiesa di Sant’Agnese in Agone (venerdì 23 alle ore 17) all’ omaggio ad Anita Garibaldi nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia (sabato 24 alle ore 17), dal dibattito scottante sul diritto alla vita che vedrà protagonista l’On. Tarzia (sabato 24 alle ore 18) alla presentazione di nuove collane dedicate alla città attraverso le voci di autori classici e contemporanei (sabato 24 alle ore 19). Non mancheranno i nomi dello spettacolo: dall’attore Enrico Montesano in veste di autore (venerdì 23 alle ore 22) alla lettura dell’Iliade eseguita da Giulio Scarpati, per proseguire con la TV raccontata da Michele Mirabella e Cinzia Tani. Il tutto senza tralasciare i percorsi del gusto che riproporranno in chiave inedita gli anni della Dolce Vita in una carrellata di testimonianze e immagini dalla storica Taverna Flavia (domenica 25 alle ore 18). Particolare attenzione riservata ai ragazzi con gli spazi ludici dedicati all’arte, durante tutta la manifestazione.

Ri-leggere la via, fino a giovedì lettori in strada a Udine

UDINE Fino a giovedì 21 aprile è in programma la II edizione di Ri-leggere la via, la festa del libro in cui libri e lettori scendono in strada. L’appuntamento è in via Gemona – Udine.

Sette giorni per condividere il piacere della lettura, la creatività e i saperi. Un’iniziativa per riscoprire gli spazi pubblici e privati e per vivere la città in forma diversa, attraverso i libri e l’incontro dei lettori.
Tutti gli incontri sono ad ingresso libero con prenotazione obbligatoria ai recapiti della libreria per ragazzi Lapecoranera (via Gemona 46 – Udine; pecoranera_cluf@libero.it).

Leggi il programma completo!

"Roma nel piatto 2011", uno sguardo attento alla ristorazione del Lazio

Roma nel Piatto 2011: la guida indipendente alla ristorazione da quest’anno non più solo cartacea ma anche interattiva
Emiliano Mei
ROMA – Nel panorama delle guide alla ristorazione tutti, bene o male, si autoproclamano obiettivi, indipendenti, autorevoli. Pochi (o nessuno), in realtà, lo è più o lo è mai stato. Troppi interessi, bilanci da quadrare, rapporti collaterali. “Roma nel Piatto 2011“, edito dalla Pecora Nera Editore, si caratterizza per essere (forse) l’unica guida enogastronomica regionale a conservare ancora queste caratteristiche. Anzi, ne fanno il loro tratto distintivo, tanto da essere ritenuta, da molti utilizzatori, una vera “bibbia” della gastronomia di Roma e del Lazio. Roma nel Piatto


, che da due anni recensisce tutto il territorio regionale e non più la sola provincia di Roma, stila una graduatoria dei “migliori”, partendo come al solito dal “folletto” Heinz Beck chef de “La Pergola” del Rome Cavalieri, una vera e propria istituzione della regione. In un contesto di rara bellezza per la vista impagabile sulla Città Eterna, il cuoco tedesco crea piatti praticamente perfetti, che denotano una padronanza dell’arte culinaria mai fine a sé stessa: un’esperienza, per chi può, che merita di essere vissuta. A seguirlo un quartetto con ben tre indirizzi di provincia: “Le Colline Ciociare” di Acuto (FR), la “La Trota” di Rivodutri (RI) e, promozione di quest’anno, “La Parolina” di Trevinano (VT). A fargli compagnia un indirizzo capitolino, “Il Pagliaccio” di Anthony Genovese.

Pur se unica esclusa dal club del 9 (i voti sono in una scala in decimi), la provincia di Latina si segnala per due cittadine davvero affidabili: Anzio e Terracina, entrambe caratterizzate dalla numerosa offerta di ristorazione di buon livello. Vale la pena menzionare, per la seconda località, “Il Granchio”, che non solo è ulteriormente migliorato ma ha saputo sostituire e colmare il vuoto lasciato dalla chiusura dell’ottimo “Marconi23″.
Difficile spendere altrettante parole di elogio sia per la condizione ristorativa generale della Capitale, sia per il panorama gastronomico delle province di Frosinone e Rieti dove raramente si va oltre una classica cucina “casereccia”, interpretata spesso in modo pesante e senza alcun vantaggio per il gusto.
Una vera chicca è la recensione della qualità del caffè. Purtroppo in moltissimi ristoranti, specie a Roma, ci siamo rovinati il palato, sollazzato da un ottimo pasto, con una pietosa ‘dose’ di caffeina di indegna fattura. Ben vengano, quindi, i voti in tal senso e che servano a stimolare i ristoratori a prestare più attenzione a questo dettaglio che, spesso, insieme con il conto lascia davvero l’amaro in bocca al cliente.
La crisi che ha colpito in questi anni l’economia occidentale – afferma il curatore della guida Simone Cargiani – ha in parte cambiato la fisionomia del mondo della ristorazione, non colpendo tutte le attività enogastronomiche allo stesso modo. La più penalizzata è stata di sicuro la ristorazione medio-alta, che ha visto preferire forme di offerta più economiche: trattorie, oramai diventate sempre più locali di tendenza, pizzerie e luoghi dove poter consumare a buffet un ricco aperitivo. Quest’ultimo è diventato un vero e proprio rito per i giovani dal budget limitato, che hanno trovato così la formula per cenare in ambienti conviviali spendendo, spesso, meno di dieci euro”.
Sale, in questa nuova edizione, a 545 il numero dei locali recensiti (con 120 novità rispetto alla passata edizione) e, per dare suggerimenti assolutamente liberi da condizionamenti, La Pecora Nera ha rinnovato la scelta di non vendere pubblicità ai ristoratori, di muoversi in perfetto anonimato durante il lavoro di “perlustrazione ristorativa” e di non organizzare eventi con degli chef.
Questa filosofia è per La Pecora Nera un’assoluta priorità, tratto distintivo dell’essere una casa editrice indipendente che negli anni, per questo suo aspetto, si è fatta sempre più conoscere ed apprezzare. Questo modus operandi ha fatto sì che un’importante associazione quale F.I.P.E. (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) abbia utilizzato Roma nel Piatto per promuovere un discorso di qualità e trasparenza dei loro associati.
Non più solo cartacea, ma anche digitale e interattiva con “QRisto” l’applicazione per IPhone e IPod Touch che permette di leggere i codici QR contenuti in ogni recensione di “Roma nel Piatto”, offrendo pratici servizi di geolocalizzazione, condivisione commenti e aggiornamento rispetto a quanto scritto nell’edizione in commercio della guida. I codici possono essere letti sia nel formato cartaceo sia nella versione semplificata presente nel sito http://www.romanelpiatto.it/. Attraverso questa applicazione si potranno usufruire di servizi quali mappa, calcolo del percorso, distanza e navigazione guidata con l’ausilio della fotocamera e di un simpatico avatar dell’esercizio enogastronomico scelto.Diverso, invece, l’approccio alla base di Roma per il Goloso – curata da Fernanda D’Arienzo – una guida dallo scopo preciso: dare un contributo alla valorizzazione delle piccole “botteghe del gusto”, sedi dell’eccellenza enogastronomia italiana.
La grande distribuzione negli ultimi anni si è caratterizzata come fattore penalizzante per i piccoli esercenti: le quantità necessarie per giustificare l’acquisto di un prodotto hanno tagliato fuori gran parte della produzione di nicchia, vera ricchezza e peculiarità del nostro Paese.
Roma per il Goloso – dichiara Fernanda D’Arienzo – vuole far conoscere ai lettori gli oltre 700 indirizzi di quartiere, alcuni vere e proprie boutique per gourmet e altri, invece, attività più accessibili ma allo stesso tempo meritevoli”.
Molti di questi esercizi, pur offrendo standard qualitativi ben superiori a gran parte dei rinomati marchi, si vedono precluso l’accesso alla grande distribuzione.
Starà al fruitore della guida scoprire questi piccoli “gioielli gastronomici” attraverso i tre pratici indici: alfabetico, per categoria e per quartiere.

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Edizioni "Via del Vento", Fabrizio Zollo ci racconta la sua interessante realtà editoriale

via_del_vento a Pistoia, sede della ROMA – Portano l’antico nome della leggendaria via in cui si trovano, nascono da una grande passione per la tradizione letteraria e sono attente alla vera qualità: queste sono le Edizioni “Via del Vento”. La casa editrice di Pistoia, nata nel 1991, voluta e diretta da Fabrizio Zollo, è una piccola realtà che pubblica testi inediti e rari del Novecento italiano, con grande attenzione per la poesia straniera.

Dopo aver pubblicato la recensione di “Sono pesi queste mie poesie” di Nika Turbina e l’intervista al curatore Federico Federici, Chronica ha contattato Fabrizio Zollo che, con sua figlia Amanda e numerosi collaboratori esterni porta avanti il lavoro delle Edizioni “Via del Vento”, per conoscere meglio questa interessante realtà editoriale. 

Perché le Edizioni “Via del Vento” hanno deciso di pubblicare il volumetto di Nika Turbina “Sono pesi queste mie poesie”?
Il nome di Nika Turbina mi fu proposto per la prima volta nel gennaio 2007 dal poeta Federico Federici di Imperia che si era già occupato della poesia di Nika Turbina in modo costante, sino a farne una sorta di sua missione. Per farmene un’idea, mi documentai sulla rete e mi procurai il volume di sue poesie “Quaderno di appunti” che le Edizioni del Leone avevano pubblicato nel dicembre 1984, quando Nika Turbina aveva dieci anni appena compiuti. Quel volumetto, per la traduzione di Evelina Pascucci, vantava un saggio introduttivo di Evgenij Evtusenko, che ne parlava come di una bambina prodigio. Ma non fu per questo che decisi di pubblicarne una scelta di poesie nella mia collana di poesie straniera «Acquamarina», quanto perché i suoi versi mi avevano colpito in assoluto e non perché fossero stati scritti, quelli migliori, da una bambina di sette anni. Il suo volto bello e malinconico e la sua tragica vicenda personale sono stati elementi aggiuntivi, ma non determinanti. Il suo nome non sfigura accanto a quelli che troverete nel catalogo della collana, i grandi poeti russi che ho pubblicato non si saranno voltati dall’altra parte e l’avranno accolta certamente come sorella.
Edizioni Via del VentoQual è la vostra proposta editoriale?
Le Edizioni “Via del Vento” pubblicano nelle collane quadrimestrali di prosa «I quaderni di Via del vento» e «Ocra gialla» testi inediti e rari di grandi letterati italiani e stranieri del Novecento, quasi esclusivamente già antologizzati nella storia della letteratura mondiale, mentre la collana di poesia «Acquamarina» è riservata a grandi poeti stranieri, intendendo per ‘grandi’ quelli la cui poesia sia di grande spessore lirico, indipendentemente se siano già conosciuti dal largo pubblico, e comunque una poesia che corrisponda alla mia personalissima, e quindi opinabile, idea della poesia. Non solo la scelta dell’autore, ma anche la selezione delle poesie da pubblicare non sento di poterla delegare. I volumetti delle Edizioni “Via del Vento” sono composti da trentasei paginette, stampati su carta pregiata con una tiratura di duemila copie numerate ed avviati alle librerie per un prezzo di copertina di quattro euro. Ho un certo numero di abbonati, pochi, ma che mi obbligano a rispettare l’impegno di offrire tre numeri ogni anno che siano al livello di quelli che li hanno preceduti. Ad ogni loro uscita i volumetti vengono recensiti con risalto dalla grande stampa nazionale in quanto trattano, come detto, testi inediti in Italia, solitamente di grandi letterati.

Quanto è importante puntare sulle piccole opere di grandi scrittori e sugli autori emergenti?
Mi è facile rispondere solo alla prima parte della domanda: per me è stato naturale assumere come linea editoriale quella di pubblicare testi inediti o rari di grandi letterati italiani e stranieri del Novecento, in quanto in una nazione come la nostra, dove la propensione per la lettura è così bassa, mi è parso fondamentale iniettare piccolissime dosi di grande letteratura nel circuito del lettore per fargli desiderare di approfondire la sua conoscenza per quel determinato autore sino a spingerlo ad acquistare in libreria le sue opere più corpose e famose. Penso che il mio, nel suo piccolo, sia un servizio reso a tutta l’editoria italiana e alla diffusione della lettura nel nostro paese.
Mi resta più difficile rispondere alla seconda parte della domanda perché, alla luce di quanto ho detto sopra, solo raramente ho pubblicato autori sconosciuti alla storia della letteratura, ma le poche volte che l’ho fatto ho avuto conferme alle mie scelte. Ma qui il discorso si dilaterebbe. Mi congedo ringraziando il giornale telematico «Chronica», il suo pubblico della rete e la sensibilità di Giulia Siena della redazione cultura che mi ha ospitato con questa intervista.