Un inedito sguardo sul Tibet narrativo

ObarraO: Antichi demoni, nuove divinità

Giulio Gasperini
AOSTA – La raccolta di racconti Antichi demoni, nuove divinità, edito da ObarraO Edizioni permette di gettare un lungo e inedito sguardo nella letteratura tibetana contemporanea ed è un regalo prezioso per confrontarsi con voci narrative fino a ora poco note o del tutto sconosciute. Il lavoro condotto da Tenzin Dickie, poetessa, scrittrice e traduttrice e responsabile del volume è magistrale e raffinato, coronato da un’introduzione mozzafiato, strumento necessario e imprescindibile per capire quale significato abbia questo volume.

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Novità CasaSirio

“Un avanzo di troppi risvegli” di Valentina Morelli

Daniela Distefano
CATANIA
Valentina Morelli, nata a Modena, cresciuta a Milano, oggi lavora a Genova come project manager; ha collaborato con la rivista letteraria Cadillac e Un avanzo di troppi risvegli (CasaSirio) è il suo primo romanzo: un libro fresco, dalla solida corteccia linguistica e stilistica, che corre come un treno dentro il tunnel di un viaggio disperato, mentre l’altra parte del binario narrativo attraversa una Sicilia sbilanciata sul peso di una modernità ancora zoppicante, pruriginosa, o troppo poco rassicurante circa la capacità di dinamizzare le proprie riserve di ottimismo, di fiducia, di autostima, di umiltà non pieghevole.

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8tto Edizioni: Fino ad agosto

Josephine Rowe e il racconto delle cose immobili

Giulia Siena
PARMA
– Dieci racconti in bilico tra senso di smarrimento e voglia di fuga. Una sensazione “strana” quella che regala la scrittura di Josephine Rowe, autrice australiana classe 1984, nel libro Fino ad agosto (con la traduzione di Cristina Cicognini). Il volume, pubblicato da alcuni giorno da 8tto Edizioni – con una bellissima veste grafica,- raccoglie le vite, le solitudini e le scelte di personaggi che si muovono con facilità tra i diversi continenti spinti dall’esigenza di correre per poi fermarsi, cambiare aria e modificare il finale.

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Le felicità che riempiono il quotidiano.

Piumini e Olivotti in un prezioso catalogo ad alta leggibilità

Giulio Gasperini
AOSTA – Sono così semplici le felicità che raccogliamo nel nostro quotidiano da essere, fin troppo, invisibili. È per questo che il nuovo libro edito da Edizioni Gruppo Abele, nella collana I bulbi dei piccoli, coi testi di Roberto Piumini e le illustrazioni di Sergio Olivotti è ancor più essenziale. Le felicità, infatti, stampato in caratteri ad alta leggibilità, è un catalogo prezioso, che nonostante la splendida immediatezza non precipita mai nell’ovvio e nel banale. Le parole di Piumini si uniscono meravigliosamente al tratto di Olivotti, regalando una collezione esplosiva dei piccoli momenti di felicità che la vita regala.

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Biancoenero Edizioni: nono titolo della collana Minizoom

Giacomino, il rivoluzionario seduto

Giulia Siena
PARMA
– Quindicesimo compleanno per la casa editrice biancoenero edizioni che festeggia con due nuovissime uscite, La supergita dei supereroi (di Davide Calì con le illustrazioni di Alice Piaggio) e Giacomino già che sei in piedi (di Angelo Mozzillo con le illustrazioni di Umberto Mischi). Quest’ultimo titolo, nono della collana Minizoom ad alta leggibilità e dedicata alle prime letture, racchiude la piccola ribellione di Giacomino.

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Fouad Laroui e i bracconieri di storie.

Del Vecchio: La vecchia signora del riad

Giulio Gasperini
AOSTA – Cosa facciamo delle storie degli altri? La narrazione personale è forse il dono più grande che riceviamo nel nostro interagire con le alterità; ma anche una responsabilità gravosissima che difficilmente sappiamo gestire nel modo più corretto ed efficace, particolarmente nella nostra contemporaneità, così sovrabbondante di racconti e di storie. Il romanzo La vecchia signora del riad, di Fouad Laroui, pubblicata da Del Vecchio Editore con la traduzione di Cristina Vezzaro, è un’avventura entusiasmante su vari livelli di lettura e indagine.

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Hacca Edizioni: il mondo dell’industria in un romanzo di sentimenti

La classe avversa di Alberto Albertini

Giulia Siena
PARMA
“Un passero si posa sul davanzale della finestra del mio ufficio, rimbalza contro il vetro, lo tasta col becco. Immobile mi guarda negli occhi, reclina la testa su un lato. Lui vorrebbe entrare, io che sto dentro vorrei uscire”. Un leggero e crescente disagio: quel luogo così familiare – fondato, voluto e profondamente amato da suo padre – diventa una trappola. Si sente pressato, si sente estraneo; e a casa non va meglio. Tutto, nell’ultimo periodo, è in un vorticoso equilibrio che sta per disfarsi. Lorenzo è un uomo che sta attraversando una crisi professionale e umana. La pace, in questa sofferenza che è disfacimento, è da cercare nelle pagine dei tanti libri che consulta e studia – tra un volo e l’altro – per gli esami all’Università e nei colori sgargianti dei vestiti a fiori di Laura.

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I bozzetti floreali di Matilde Serao.

Giulio Gasperini

AOSTA – Matilde Serao fu scrittrice prolifica e vulcanica. La sua attività di scrittrice e di intellettuale si squadernò attraverso tanti generi letterari, dal giornalismo alla novella al romanzo; molta della sua produzione, sparsa e persa sotto tanti noms de plume, è oggi sconosciuta perché mai più ripubblicata, terra di scoperta per gli appassionati della tellurica scrittrice. Le Edizioni Spartaco hanno avuto il coraggio di riproporre, in un’edizione elegante e raffinatamente curata, alcuni dei bozzetti che la Serao scrisse sui fiori, che tanto la appassionavano, nel primo volume de L’anima dei fiori, sottotitolata Per amarvi, o fiori! e curata da Donatella Trotta, che firma un ricco e imperdibile saggio introduttivo per inquadrare non solo la Serao ma anche il materiale narrativo presente nel testo.

Matilde Serao amava i fiori e più in generale le piante; li adorava. Considerava il loro utilizzo un elemento di abbellimento non solo fisico e accessorio ma dell’anima stessa. Aveva una conoscenza vastissima e puntuale della varietà dei fiori, delle istruzioni per la loro cura, dell’attenzione che era necessaria per il loro benessere, dalla disposizione nella stanza ai tempi di innaffiamento. Questi bozzetti sono ricami leggeri e pieni di grazia, nei quali la Serao trasforma l’immagine e il senso dei fiori in squarci di lirismo profondo e dirompente. Sono delle pause rinfrescanti nella sua attività di scrittrice e di donna “politica”, impegnata nella documentazione della realtà, nella sua analisi, nel suo titanico lavoro di cronista e di intellettuale.

Le Edizioni Spartaco hanno il coraggio editoriale di riesumare dall’oblio editoriale e di riportare alla memoria una testimonianza calzante e persino necessaria, una scrittura intellettuale ma leggera, nella quale il fiore diventa simbolo di un impegno che trascende lo scopo decorativo ma si squaderna in un significato più ampio. La visione della Serao è potente e dettagliata, offrendo squarci di analisi e senso che ampliano la brevità dello scritto e ne scontornano i limiti.

Ricordi personali, visioni paesaggistiche, notizie scientifiche si impastano, miscelandosi compiutamente in un’indagine che non ha nulla di banale né di scontato, garantendo al lettore un coinvolgimento emotivo e sensoriale che disvela esperienze già note ma che così raramente vengono ricondotte in una prospettiva di così ampio respiro. Il fiore è un linguaggio, e la Serao lo conosce approfonditamente, regalando a ogni lettrice e ogni lettore la chiave di decodifica e traduzione, garantendo a tutte e tutti la possibilità di farsi conoscitori e diffonditori. Perché il patrimonio di conoscenza – lei lo sapeva bene – non può rimanere confinato a pochi noti, ma deve diventare tesoro comune, un retaggio inconsueto e imprevisto che possa rendere tutti più consapevoli e un po’ più ricchi; di quel lusso così immateriale da risultare superfluo ma che è, invece, la più perfetta delle sostanze.

Dalla vita vissuta al romanzo: l’esperienza di George Sand



Giulio Gasperini

AOSTA – Quando apparve, nel 1859, questo romanzo di George Sand fu una pietra dello scandalo. Oggi, nel 2020, riesumandolo dal suo incolpevole oblio, Iacobelli Editore ripubblica (a cura di Annalisa Comes) Lei e lui, potente esperimento di narrazione di una storia d’amore complessa e turbolenta, dove fin dal titolo la presenza femminile occupa la scena privilegiata, e si fa punto di focalizzazione primaria. 

Raccontare la vita di George Sand è di per sé stessa una discesa nella narrazione più appassionante, perché la vita della scrittrice francese fu essa stessa un romanzo, un’epica intensa e strabordante, fatta di arte e impegno politico e sociale. George Sand stessa diventò simbolo e incarnazione di atteggiamenti finanche scandalosi, perché pietre di inciampo per la società del tempo.

I suoi amori furono ugualmente provocatori, socialmente osceni: da quello con Chopin a quello, tempestoso, con Alfred de Musset; ed è proprio quest’ultimo che offre la materia per il romanzo “Lei e lui”. Due artisti, con visioni e inspirazioni opposte e contrastanti, creano una vicenda perturbante e sovversiva, nella quale si rincorrono e si assediano, animati entrambi dai sentimenti più squassanti e travolgenti. Si racconta del loro amore, delle loro fughe in Italia, delle loro separazioni e dei loro ritrovi, più inattesi e insperati.

Attraverso un genere ibrido, a metà tra il romanzo epistolare e quello memoriale, con squarci sul romanzo di formazione, la Sand scrive di sé ma anche di tutti gli altri, diventando un exemplum nel quale chiunque si può rispecchiare. La scrittura, a tratti manierata – ma in linea con il gusto del tempo – ha lo scopo di condurre un’analisi chirurgica dei meccanismi dell’amore, della gelosia, del possesso. L’analisi di questi meccanismi, così attentamente e scrupolosamente osservati da una narratrice esterna, è un’incalzante viaggio nella profondità degli animi umani, coinvolgendo anche la dimensione artistica, indissolubile e imprescindibile.

George Sand ha il coraggio necessario per rendere la sua vita privata materia di narrazione pubblica, affidando alle pagine di questo romanzo la sua vicenda intima, già di per sé scandalosa, dimostrando a ogni pagina tutta la sua risolutezza nel sacrificio pubblico in nome di un ideale narrativo e artistico più alto. Il monumentale epistolario della Sand è fonte prima e privilegiata dalla materia narrata: tutte le epistole scambiate con Alfred de Musset trovano qua fioritura e sistemazione, creando un’organica rappresentazione di una storia particolare che diventa universale.

Iacobelli fa un enorme regalo alle lettrici e ai lettori che non si erano ancora avvicinati all’opera di questa discussa scrittrice, che ebbe molti detrattori, ma che indubbiamente, al netto del valore letterario contemporaneo, fu figura intrigante e seducente, per la sua scrittura ma anche per il lungo manifesto di intenti che fu la sua stessa vita.

Libere e sovrane, le donne della Costituzione

Settenove: la parità dei diritti

Giulio Gasperini
AOSTA – Ventuno furono le donne elette all’Assemblea costituente, che redisse la nostra meravigliosa Carta Costituzionale; ventuno donne e cinquecentotrentacinque uomini. Ma fu solo nel 1946 che le donne votarono, per la prima volta. Libere e sovrane di Settenove dedica a ognuna di loro una narrazione biografica, raccontandoci, attraverso i testi di Micol Cossali, Giulia Mirandola, Mara Rossi, Novella Volani e le illustrazioni di Michela Nanut, chi furono e cosa fecero queste donne costituenti, che lavorarono indefessamente per affermare e garantire la parità di diritti tra uomini e donne.

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