Essere “Lo straniero” in un mondo di stranieri

Marianna Abbate

ROMA – Un uomo straniero. Straniero perché di origine francese, e straniero perché estraneo. Estraneo al mondo, alle sensazioni e ai suoi stessi dolori. Mersault vive solo, sua madre è morta in una casa di riposo. Ma sembra un problema lontano, di un altro mondo. Bisogna vegliare il suo corpo tutta la notte, alla fine ci si annoia-ci vuole un caffè, una sigaretta per passare il tempo.

Il giorno stesso incontra una donna, in balia del proprio destino accetta le sue carezze- accetta il suo amore senza pensieri, senza riflessioni. E con la stessa flemma un giorno uccide un uomo. Così.

Perché le cose accadono.

Un romanzo di uno scrittore filosofo, Camus. Il filosofo dell’esistenzialismo, della mancanza di emotività: la vita è assurda e il mondo è indifferente. Fingere che sia diversamente è ipocrisia. Ma questo comportamento al limite della sociopatia, l’estremizzazione dell’uomo blasè non è accettabile per la Società. Gli uomini si riconoscono in Mersault, riconoscono  la propria condizione di disinteresse, di incapacità di reagire agli stimoli e si spaventano. Nella paura di essere come lui, o che gli altri si accorgano che sono come lui, se ne dissociano assolutamente. E lo condannano- ipocriti ancora una volta.

La morte di una arabo qualunque, di uno a caso, mai uomo- diventa la condanna per l’assassino. Un bagliore di consapevolezza prima della morte non aiuta a risolvere nulla, non cambia la condizione di estraneità. Alla fine neanche la propria morte significa nulla.

Un libro vecchio, di un altro tempo- terribilmente attuale.

Da leggere tutto di un fiato, per spaventarsi di sé.

 

Informazioni su Marianna Abbate

Innamorata dei libri da sempre, ne ha fatto oggetto di studio. Ama il Medioevo e Federico II di Svevia e per fame di shopping ha svolto mille lavori orrendi. Ha scritto e condotto con Giuseppe di Chiera il programma radiofonico "Pandora e Senofonte" sull'emittente romana RM12. Il suo punto debole sono il gossip storico e le storie d'amore. Conosce un mucchio di poesie tristi a memoria con le quali adora ammorbare gli amici.
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