Mondadori: “Il delitto della finestrella” ci riporta a Bologna

Quarta avventura per l’oste detective di Filippo Venturi

E’ una sera come tante alla Vecchia Bologna. Un anonimo e piovoso giovedì di dicembre che ha portato in trattoria diversi clienti, tra cui due “tiratardi” per i quali (o a causa dei quali) Emilio Zucchini sta facendo le ore piccole. Sta per chiudere la saracinesca quando un grosso boato fa saltare la corrente. Nel buio più improvviso, sente provenire da fuori delle urla e, affacciandosi, scorge la figura di un uomo che barcolla. E’ Maicol Fabbri, il Charlie Chaplin del quartiere. Nulla di strano, visto che Maicol gira sempre tra via Indipendenza e i portici nei dintorni, ma questa sera è strano; Emilio lo osserva e vede che è vistosamente sporco di sangue.

Di lì a pochi passi, infatti, si è appena consumato un omicidio. Così riporta la polizia che presto viene a bussare alla porta del Zucca. Il corpo di un ragazzo è stato rinvenuto nel canale delle Moline, il rivolo d’acqua su cui affaccia la finestrella di via Piella.

Emilio Zucchini è “l’osservatore seriale” che abbiamo già avuto modo di conoscere nella serie firmata da Filippo Venturi e torna, per la sua quarta avventura, con Il delitto della finestrella. Questa volta, infatti, il giallo colora quel piccolo riquadro di Bologna visibile dalla nuova protagonista tra le attrazioni petroniane, la finestrella di via Piella. E’ a due passi da essa che in questa notte di dicembre, è stato rinvenuto un cadavere. Così come gli occhi di Emilio sono puntati sulle macchie ematiche sul corpo e sui vestiti di Maicol, allo stesso modo lo sono le ricerche degli inquirenti, forse per questo Zucchini vuole vederci chiaro e comincia la sua personalissima indagine.

Aveva promesso di smorzare questa sua indole, ultimamente se ne stava bello tranquillo: nonostante la sua istintiva curiosità e le eccellenti abilità analitiche, l’oste si era ripromesso di dedicarsi alla sua osteria, ai suoi clienti e alle sue passioni; erano bastate le ultime avventure investigative. Ma non poteva credere che Maicol, quell’uomo lì così segnato dalla vita, fosse invischiato in quella storia. Voleva scoprire di più. Poi quella data… il 6 dicembre.

Era il 6 dicembre anche quella volta, nel 1990 quando un velivolo dell’Aeronautica Militare partito dal Veneto si schiantò, a causa di problemi al motore, sull’Istituto Salvemini di Casalecchio di Reno, a pochi passi da Bologna, uccidendo 12 studenti e provocando un centinaio di feriti. Maicol Fabbri era a Casalecchio di Reno quella mattina. Era in classe ed è sopravvissuto. Ma porta ancora addosso le ferite; ancora oggi che attraversa i portici del centro di Bologna e vive mangiando una rosetta alla mortadella nell’osteria di Emilio Zucchini, sente ancora forte nelle orecchie quel boato. Per questo qualsiasi rumore lo desta: quando arrivano alle sue orecchie, i suoni, diventano frastuono, detonatori di un ricordo che non smette di tornare.

Ne Il delitto della finestrella, Filippo Venturi carica il tiro e inserisce nuovi elementi; oltre al pathos dell’uccisione, alla ricerca del colpevole, alle domande del commissario Iodice alla curiosità – che questa volta parte in sordina – di Zucca, c’è la diversità di Maicol che è silente ma ha bisogno di farsi ascoltare. Il giallo si carica di sfumature empatiche: il vissuto di “Charlie Chaplin”, le sue strambe manie, ne fanno un personaggio nuovo, che sovverte i piani (e i colpevoli) e rimanda a qualcosa del passato, di doloroso e di intenso.

Se non lo avete ancora fatto, è il caso di riprendere le tre black comedy precedenti, tutte edite da Mondadori.

Informazioni su Giulia Siena

Direttore. Per gli amici: il direttore di ChrL. Pugliese del nord, si trasferisce a Roma per seguire i libri e qui rimane occupandosi di organizzazione di eventi e giornalismo declinato in modo culturale e in salsa enogastronomica. Fugge, poi, nella Food Valley dove continua a rincorrere le sue passioni. Per ChrL legge tutto ma, come qualcuno disse: "alle volte soffre un po' di razzismo culturale" perché ama in modo spasmodico il Neorealismo italiano e i libri per ragazzi. Nel 2005 fonda la rubrica di Letteratura di Chronica.it , una "vetrina critica" per la piccola e media editoria. Dopo questa esperienza e il buon successo ottenuto, il 10 novembre 2010 nasce ChronicaLibri, un giornale vero e proprio tutto dedicato ai libri e alle letterature, con occhio particolare all'editoria indipendente. Uno spazio libero da vincoli modaioli, politici e pubblicitari. www.giuliasiena.com
Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *