"La libraia di Orvieto", da Fanucci il primo romanzo di Valentina Pattavina

Giulia Siena
ROMA – “Se la gente capisse quanta bellezza si cela dietro la solitudine, se l’accettasse invece di combatterla, vivrebbe senza condizionamenti e comprenderebbe assai meglio sé stessa.” E’ la ricerca della solitudine che fa fuggire Matilde. Lei, è la protagonista di “La libraia di Orvieto”, il primo romanzo di Valentina Pattavina, edito Fanucci. Matilde è una quarantenne romana con la passione per i libri; dopo aver messo nel cassettto Milano, Brunico, Urbino e Roma, arriva a Orvieto con la sua bicicletta. La provincia è accogliente, ricca di silenzio, semplicità e spunti di riflessione: proprio quello di cui ha bisogno Matilde per pensare alla sua vita.
Così la protagonista si lascia guidare dalle stradine della città; si ferma, entra nella piccola libreria e scopre che quel luogo sarà il suo rifugio e la sua spinta: da questa opportunità comincia la sua nuova storia. Con i giorni Matilde impara ad accudire Doris e Lessing e, grazie al professor Paolini, il suo anziano datore di lavoro, trova una casa, si inserisce nella quotidianità di Orvieto e conosce Michele. Insieme a quest’ultimo andranno alla scoperta di un vecchio mistero avvolto per anni dal silenzio della città.

“La libraia di Orvieto” ti cattura e ti coinvolge, ti spinge nelle strade di Orvieto, ti fa entrare nella libreria, nei negozi e tra i protagonisti. E’ un romanzo dalle tinte noir, colorato con la tranquillità e le sensazioni dalla sapiente penna di Valentina Pattavina.

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