Novita Amadei in un romanzo odierno che percorre l’Ucraina

Non è facile parlare di una storia che mette a nudo le paure umane. Non è facile parlare di una storia di oggi, che guarda al presente, scandaglia il dolore e descrive l’impotenza degli innocenti. Non è facile ripercorrere con l’immaginazione quei luoghi che vediamo sui notiziari, paesi e strade lacerati dalla guerra.
Non è facile parlare di un dolore che riguarda tutti, ma col quale – a fare i conti – sono soprattutto i bambini. Qui, in Da solo, si parla di un bambino in particolare, Jarek.
Il protagonista del romanzo di Novita Amadei, pubblicato da Neri Pozza, infatti, è un ragazzino che gioca alla guerra mentre, intorno, tutto sta per cadere a pezzi. Jarek, Leonid, Oleg e Jurij sanno che quelle armi giocattolo che stringono tra le mani sono molto simili a quelle che maneggiano i loro padri partiti al fronte o rimasti a casa temporaneamente, in attesa della chiamata in guerra poiché riservisti dell’esercito. Non il padre di Jarek, però: Viktor è già sotto terra. L’ha portato via l’alcool, sua unica compagnia nella disperazione della solitudine.
Hanna, invece, che aveva lasciato Jarek e Viktor con Olena per andare in Italia, a servizio del signor Piero, è tornata per assistere a ciò che rimaneva del suo ricordo. Ora, però, con la guerra alle porte, si chiede se sia il caso di rimanere tra quelle mura che potrebbero essere colpite da un momento all’altro o fuggire. Ma non può scappare: oltre a Jarek, della sua famiglia “senza ambizioni e senza rancori” non c’è più nessuno, rimane solo Olena e non può lasciarla lì.
Allora, mentre i giorni passano, i rischi aumentano e i dubbi si fanno insistenti, Hanna continua a mordersi le labbra e a pensare ad una vita altrove. Così, tra ricordi e speranze, silenzi e disapprovazione, Hanna mette a punto il suo piano e un giorno, proprio quando la scuola finisce perché la guerra è giunta, arriva a Zaporižžja e mette Jarek su un treno. Con lui, per un tratto, ci sarà il signor Melnic, poi il bambino dovrà seguire il suo destino e mettersi in salvo. Avrà un indirizzo tra le mani, un numero di telefono, ma sarà da solo. Da solo senza la sua mamma, senza la sua nonna, senza la sua casa, senza la sua terra così fredda e così dilaniata dalle bombe.
Tra il pianto e la speranza, gli interrogativi e il silenzio, Jarek diventa più piccolo della sua età: è inconsapevole, ingenuo, innocente; ma, allo stesso tempo, ha il coraggio di un ragazzo, la forza di un popolo, la sfrontatezza di chi crede nella meta.
Quella di Jarek è una storia che parte dalla realtà per arrivare al romanzo; Novita Amadei, infatti, conoscendo il mondo dei migranti dall’Est Europa, è riuscita a ripercorrere le rotte migratorie e dare nuova trama alla storia vera di Alkhasan Alkhalaf (Hasan). Il bambino undicenne, nel marzo del 2022, pochi giorni dopo l’invasione russa, ha attraversato da solo l’Ucraina per mettersi in salvo e arrivare a Bratislava dal fratello maggiore. Amadei ha intercettato questa storia, ha conosciuto la famiglia di Hasan ed è riuscita a ripercorrere luoghi, momenti e sentimenti di un atto di disperazione e coraggio.
Alla guerra non deve abituarsi, intenderla come normale, non ci deve costruire attorno la sua persona… Oh, Signore, ti prego, proteggilo! È ancora piccolo! E soffre anche di spasmi affettivi… Proteggilo da ogni male, che viva la sua vita di bambino, che non debba mai mettersi fra le vittime e nemmeno fra gli eroi.
I nostri, che resistono e contrattaccano, diventano eroi, e i loro, che invadono, anche. Ciascuno i suoi, ciascuno a combattere per la patria, la gloria e l’onore fino alla morte, anche quando è una morte inutile, perché lo è! Ma io mi domando: il vero sacrificio, il vero eroismo non sarebbe rinunciarci e salvare quelli come noi che la guerra non l’hanno scelta? Cosa volete di più dalle nostre isbe rappezzate, dalle nostre cucine dai muri anneri-ti, i mestoli frusti? Non vi basta l’umiltà senza fondo del vivere di poco o niente? La guerra non deve avere fantasia se si attacca a qualcosa di così piccolo come me e la mia poltrona…
