“Restare, partire”: quando la vita potrebbe essere ovunque

lupo_restare partire_recensione chrlGiulia Siena
ROMA“La verità è che non esistono puerto escondido. E restare o partire spesso è la stessa cosa. Ci vuole coraggio in entrambi i casi”. Mimmo cerca il coraggio per andare altrove e aspetta motivi o risposte per rimanere. Andare via da Taranto o rimanere a Taranto? Rimanere e intraprendere ogni sabato il forzato tour per i locali insieme a una combriccola di finti amici oppure partire? Sicuramente non rimarrebbe per Carmy, la sua fidanzata dai capelli color arancio, con il pallino per le Y e per le parole abbreviate. Mimmo vorrebbe fuggire da tutto questo ma è sempre stato il codardo; lui non risponde, non sbraita, non alza la voce. Lui, più semplicemente, partirebbe per allontanare lo sguardo deluso della madre e per allontanarsi dai continui rimproveri del padre. Mimmo partirebbe per fotografare il mondo.

 

“Restare, partire”, il romanzo di Massimo Stragapede pubblicato da Lupo Editore parte da un interrogativo arcaico: restare o partire? E’ lo stesso interrogativo che si pone Domenico Cazzato, per tutti Mimmo, un venticinquenne (o quasi) che vive al Sud, a Taranto. Mimmo non ha lavoro, Mimmo non ha niente; deve elemosinare l’auto di suo padre e continuare a scattare foto con una vecchia macchina di ferro e plastica. Mimmo non ha sogni, non ha niente. Mimmo ha un’unica possibilità, accogliere le raccomandazioni dello zio ed entrare al siderurgico. Deve ingoiare le sue perplessità e infilarsi la tuta, timbrare il cartellino e fotocopiare il prospetto turni in tre copie: per lui, per mamma e per Carmy. Mimmo comincia così la sua vita scandita dai turni, dalle rate per la nuova macchina, dalle rate per il telefono di Carmy e dalla voglia crescente di dimenticare tutto e tutti. Tutto o quasi.

Un giorno intercetta lo sguardo e la caparbietà di Miriam, una donna diversa, una donna. E poi quel volantino: concorso fotografico Restare, partire. Tutto cambia. Ora è lui che deve prendere in mano la propria vita e fotografarla e cambiarla.

 

“Restare, partire” è una scommessa e la scommessa – in questo caso – è soprattutto nella storia. Dal titolo non diresti mai che oltre alla tematica sempre un po’ in ombra dei “nuovi nomadi” c’è la storia di un ragazzo – come tanti – che cerca la propria strada. Non diresti mai che così come Mimmo molti di questi ragazzi non parlano mai dei propri dubbi, non conoscono il confronto e il conforto con genitori, amici e conoscenti. Non diresti mai che si sopravvive aspettando, mentre tutto passa. Non diresti che Mimmo sì, è un personaggio silenzioso, remissivo e rassegnato ma quando arriva Miriam la storia prende vita e comincia una lenta e decisa presa di coscienza. Mano mano che la storia prende vita, Mimmo e Miriam diventano gli unici protagonisti, gli altri personaggi sfumano. Quello che rimane e che resta è la verità di Mimmo.

Informazioni su Giulia Siena

Direttore. Per gli amici: il direttore di ChrL. Pugliese del nord, si trasferisce a Roma per seguire i libri e qui rimane occupandosi di organizzazione di eventi e giornalismo declinato in modo culturale e in salsa enogastronomica. Fugge, poi, nella Food Valley dove continua a rincorrere le sue passioni. Per ChrL legge tutto ma, come qualcuno disse: "alle volte soffre un po' di razzismo culturale" perché ama in modo spasmodico il Neorealismo italiano e i libri per ragazzi. Nel 2005 fonda la rubrica di Letteratura di Chronica.it , una "vetrina critica" per la piccola e media editoria. Dopo questa esperienza e il buon successo ottenuto, il 10 novembre 2010 nasce ChronicaLibri, un giornale vero e proprio tutto dedicato ai libri e alle letterature, con occhio particolare all'editoria indipendente. Uno spazio libero da vincoli modaioli, politici e pubblicitari. www.giuliasiena.com
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