“Il volo del riccio”: la disoccupazione raccontata ai bambini

volodelriccio_Giulia Siena
PARMA – Alle volte la fantasia salva. Salva dal silenzio, dai cambiamenti, dal tempo. La fantasia salva spesso da sè stessi. Questo lo impara presto Eugenia, la protagonista de Il volo del riccio, il libro di Agnès de Lestrade (illustrato da Umberto Mischi) pubblicato da biancoenero edizioni nella collana Zoom. Continua

Coccole Books: arriva “Sorriso di squalo”, conoscere per sorridere

SORRISO_DI_SQUALOGiulia Siena
PARMA – Greta, o meglio Etta – come la chiamano tutti – fa spesso il bagno: le piace sguazzare nella vasca, ma non lo fa mica per motivi di igiene! No, non lo fa neppure perché è un po’ paranoica, no… Etta adora fare il bagno e sentirsi sommersa dall’acqua e immedesimarsi in quei grossi animali che lei ama così tanto; un giorno, poi, sarà in grado di riconoscerli tutti quegli animali marini così grossi e – a detta di tutti – pericolosi… gli squali. Etta non è per nulla intimorita da ciò che dice la gente, dal fatto che questi squali abbiano grossi denti e che possano uccidere gli uomini, no, Etta lo sa che in fondo non è proprio così, lei è una bambina informata. Etta è la protagonista di Sorriso di squalo, il libro scritto da Elisa Mazzoli, illustrato da Federico Appel e pubblicato da Coccole Books (collana Green). Continua

“Plastica, storia di Donato Chirico operaio petrolchimico”, quando il lavoro si paga con la vita

chirico_recensione ChronicalibriGiulia Siena
BRINDISI – Dal cielo di Brindisi cade neve anche d’estate; verso questo cielo si alzano fiamme e nubi, fumi densi e vane speranze. I flussi gassosi virano verso l’alto contaminando tutto quello che trovano: vite, case, alberi, colture e futuro. I flussi gassosi hanno contaminato e distrutto anche i giorni di Donato Chirico, operaio petrolchimico morto in una buia giornata del 1996. Da quel giorno sua figlia, Rosangela, combatte affinché il sacrificio del padre serva agli operai del presente per una migliore qualità del lavoro e della vita.
Plastica, storia di Donato Chirico operaio petrolchimico (pubblicato da Kurumuny, casa editrice pugliese) è un libro che racchiude il racconto, amaro e denso, di una vita forte spezzata dai veleni chimici di una industria che aveva promesso ricchezza e prosperità. Continua

“Ovunque tu sarai” ci sarà posto per la vita. Il romanzo di Fioly Bocca

ovunque-tu-sarai_BOCCAGiulia Siena
PARMA – Anita ha più di trent’anni ma è rimasta la ragazza esile e discreta di quando, molti anni prima, arrivò a Torino dalle valli delle Dolomiti per rincorrere il sogno di scoprire nuovi talenti letterari. Con il tempo il suo cercare scrittori è diventato un lavoro meccanico e per nulla stimolante, così come la sua vita sentimentale: una storia con Tancredi che dura ormai da tredici anni. Una vita normale – o quasi – noiosa e un po’ banale che si ritrova ad analizzare in un nebbioso pomeriggio di gennaio.
Da questo momento comincia Ovunque tu sarai, il romanzo di Fioly Bocca pubblicato da Giunti Editore. Continua

Via del Vento pubblica “Una notte”, il racconto della donna che ammaliò Nietzsche

Lou Andreas Salomé una notte via del ventoGiulia Siena
PARMA – I passi di Elly si avvicinano veloci alle camere dei giovani assistenti medici. Lei, quell’ospedale, lo conosce bene da quando è stata ricoverata per la sua scarlattina; ora, però, questa visita è differente, ora – tra il sospiro affannoso e la paura di essere scoperta – lei è in attesa di quell’unico ragazzo che le ha rapito il cuore.

Lou Andreas Salomé comincia così Una notte, il racconto pubblicato in Germania nel 1899 e giunto recentemente in Italia grazie a Via del Vento Edizioni (I quaderni, n.73). Curato da Claudia Ciardi, lo scritto narra la storia di due giovani che cominciano ad amarsi in un’unica notte, fatta di attese e rimandi, parole, carezze e tensione. Continua

“C’era una volta una bambina”: immagini e parole di una moderna fiaba poetica

c'era-una-bambinaGiulia Siena
PARMA –  Una bambina dal vestito rosso, una casa, il bosco e il lupo. Questi gli elementi di C’era una volta una bambina (Topipittori), il libro di Giovanna Zoboli – con le suggestive illustrazioni di Joanna Concejo – che rielabora la fiaba di “Cappuccetto rosso”. Come ogni grande classico che si rispetti, infatti, la storica versione di Charles Perrault ha ispirato nei secoli moltissime altre storie, ambientazioni e personaggi.   Continua

XXI Secolo, il futuro che non ti aspetti

XXI-Secolo_CHRLGiulia Siena
PARMAXXI Secolo il libro di Paolo Zardi pubblicato dalla sorprendente NEO., abbandona il sogno del Premio Strega ma rimane uno dei pochi romanzi che hanno segnato questa prima parte del 2015. Fiero, vestito della sua fascetta che ricorda ai lettori di essere uno dei 12 libri finalisti al Premio della Fondazione Bellonci, XXI Secolo è un romanzo denso di vita, nonostante la morte aleggi perenne in ogni pagina.

Siamo in un futuro non troppo lontano: l’Europa in pieno declino assiste inerme alla vitalità dell’Oriente. L’Italia è terra di conquista in cui ogni giorno si combatte una guerra alla sopravvivenza; Continua

“Solo a Parigi e non altrove”, guida sentimentale di un viaggio molteplice

solo a parigi e non altroveGiulia Siena
PARMA“Ero venuto nella speranza di fare ordine, fuori e dentro di me, di trovare una direzione convincente, ma mi ritrovo al centro di un sortilegio: Parigi sta tentando di sottrarsi al mio campo d’indagine”. Agosto 2010. Tutto comincia quando la memoria ripercorre un viaggio fatto a Parigi tre anni prima, in compagnia di Arturo. Ora, però, questo secondo viaggio parigino ha qualcosa di diverso: abbandonato il progetto di coppia, Parigi diventa musa attraente e contraddittoria, un mondo nuovo da scoprire e conquistare. Comincia così Solo a Parigi e non altrove, la “guida sentimentale” scritta da Luigi La Rosa e pubblicata nella collana Extras di Ad est dell’equatore Continua

Arriva “Via Ripetta 155”, storia di una giovinezza a cavallo della rivoluzione

via RIPETTA155Giulia Siena
PARMA – Non mi succedeva da un po’ di aprire un libro e provare quella profonda nostalgia che si prova quando anche tu hai percorso quelle strade, ti sei trovata a quel semaforo o a quell’incrocio. Mi mancava quella sensazione, quel sorriso sulle labbra che emerge dopo aver quasi scosso la testa per ricordare. Dopo si insinua qualcos’altro: la gioia di rivivere per un attimo la propria primissima giovinezza, – il periodo di vita che racconta il libro anche se con qualche decennio di differenza – un periodo nella vita in cui regnava indiscussa la voglia di cambiare il mondo, la caparbietà dei venti anni, la felicità di quella quotidianità in movimento, alle prese con le piccole e grandi rivoluzioni. Una nostalgia diversa, ma altrettanto forte.
Clara Sereni con Via Ripetta 155 è riuscita a fare questo. Il libro, pubblicato da qualche settimana da Giunti, è il racconto di una giovinezza vissuta tra le vie e le speranze di Roma tra il 1968 e il 1977. Questi sono gli anni cruciali: anni di rivoluzioni, cambiamenti, ribellioni, anni di dissidi, di scontri, di contestazioni, anni di terrorismo. Questo, però, è anche il periodo dell’amore libero, dell’aborto, del divorzio, della musica come arma, della donna che rivendica il suo status, della cultura e della politica militante; questo è il periodo in cui si è fatta buona parte della Storia del secondo Novecento. In questi anni – come scrive l’autrice – “c’era sempre un ‘per fortuna’: quando ci si sente nel gran fiume della Storia, con il mondo intero a portata di mano, si fa presto a dire ‘fortuna’”. Clara Sereni – scrittrice classe 1946 – aveva dalla sua la caparbietà: giovanissima aveva voluto lasciare la casa paterna e abbandonare lì, nelle grandi stanze di quell’appartamento borghese, il peso e le aspettative che incombevano sulla figlia di un politico di spicco. Decise allora che la sua vita apparteneva solo a sé stessa: alla musica che le faceva venire voglia di cantare, alla politica vera, non quella che la tessera del Pci le voleva affibbiare, ai suoi vestiti strambi, al trucco, al cibo, ai racconti che voleva scrivere, ai film che voleva vedere, alla gente che voleva incontrare. Comincia, così, nel 1968, dopo mesi di ricerca, la sua vita a Via Ripetta 155, in quel palazzo che sembra faccia già parte di via della Scrofa, una vita fatta di scoperte, emozioni, prove, sacrifici, gioie. In questi anni tutto scorre come se dovesse durare per sempre, ma gli anni passano e Clara cresce. Cresce con noi che la leggiamo mentre in Italia tutto cambia.

 

Via Ripetta 155 è un romanzo, è un diario, è una cronaca di un decennio che ha cambiato il Paese mentre cambiava i propri figli, quelli nati durante la guerra, quelli che ora credevano in qualcosa di nuovo, diverso da quello in cui credevano i propri padri. Via Ripetta 155 è la storia di un amore di una donna per la propria giovinezza, ma anche una storia parallela, diversa e intima rispetto a quella che abbiamo studiato sui libri di storia. Ma comunque valida, essenziale.

 

“Non mi importava di niente, non mi preoccupavo di niente: direi che ero felice, benché la parola suoni anche a me eccessiva. Ero piena di me. Poter dire “casa mia”. E poi lì, a via Ripetta, la strada dove avevo trascorso il primo Capodanno adulto, di scoperta e di politica (e di innamoramento infelice, ma questa è cosa che mi ha accompagnato così a lungo che non vale la pena di star lì a raccontarla). Il futuro era un cantiere aperto, molte e grandi cose da fare. Senza timore di infortuni”. 

Silvia Pingitore, “Il disordine delle cose” per le generazioni senza santi in paradiso

il disordine delle cose_pingitore_chronicalibriGiulia Siena
PARMA
– Lucia non aveva mai pensato al suo futuro. Lucia si accontentava di vivere giorno per giorno senza domande e senza richieste tra l’ordine della sua scrivania e le quattro mura di un seminterrato nel centro di Roma con sua madre e suo padre. Lei, come molti, non aveva “santi in paradiso” ma, come pochi, non voleva diventare un’artista, una celebrità, un’attrice, nonostante il suo nome, Lucia Fellini, potesse suggerire – ai suoi coetanei – quel tipo di carriera. Lucia non aveva pretese ma, quando all’ultimo anno di liceo venne presentata l’Università La Speranza, capì che la sua strada era imparare a comunicare! Così, fuori dal tempo, dalle mode e dalla realtà Lucia scelse la sua strada. Lucia, nata dalla geniale penna di Silvia Pingitore, però, rimaneva ai margini di quella vita troppo diversa da lei, fatta di arrivisti, segreti e invidie. Dal suo mondo ordinato e quasi intatto, fermo a decenni che non le appartenevano, nel mondo di Lucia entrò il disordine, Il disordine delle cose.

Pubblicato da La Lepre Edizione, il romanzo di Silvia Pingitore dopo averci presentato la protagonista e il suo mondo ci porta in viaggio: dal crollo dell’Università La Speranza alla Finlandia. Sì, la Finlandia, perché Lucia aveva fatto entrare poche cose nuove nella sua solita vita, tra queste c’era il poema epico Kalavala, il libro “sacro” finlandese incentrato sull’amore per la natura. Come una sorta di ossessione questo libro era uscito dalle aule universitarie ed era entrato nella sua quotidianità, era simbolo, segno e sogno di una speranza che in Lucia si stava destando. Allora per gioco e all’improvviso Lucia partì verso questo nuovo mondo senza sapere per quanto tempo e per quale obiettivo sarebbe stata lontana dalla sua solita vita. Il viaggio alla ricerca di santi in paradiso ha inizio.

 

Silvia Pingitore con ironia e disillusione crea un particolarissimo ritratto di giovani dalle belle speranze. Quello che ne esce è una generazione tradita, insicura, talentuosa, rabbiosa e ormai quasi indifferente. Giovani donne e uomini che partono alla ricerca di qualcosa che nella loro terra gli viene negato. Ma cosa? La possibilità di sperare, ancora?

 

 

“E voi che la guerra l’avevate vista solo in televisione, voi ancora non lo sapevate che di guerra ce ne sarebbe stata un’altra, e che vi avrebbe tolto non il pane ma la dignità. 
Era la guerra fra poveri, era per voi tutti.
Tutti quelli senza i santi in paradiso. 
Proprio come Lucia, che aspettava quell’uomo seduta su una panchina”.