Bompiani: il grande Bufalino

Favola del castello senza tempo

Daniela Distefano
CATANIA
“Così strabiliante è il numero di nozioni su ciascuno di noi che rimane nascosto a chiunque pur presuma di conoscerci meglio e ci sia perfino vissuto accanto lunghissimamente; così vasta la zona d’ombra dove ci nascondiamo a noi stessi, da vanificare ogni intreccio con gli altri fondato sulle presunzioni reciproche. Siamo invitati a una perenne festa di specchi, un carnevale dove si mischiano familiarmente scaglie di coscienze e memorie, di amori e di disamori. Qualcuno, più ingenuo, perfino ammazza o si ammazza in questo girotondo di maschere senza aver sospettato l’equivoco”.

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Dall’isola greca dalle ali di farfalla

Giulio Gasperini

AOSTA – Una corrispondenza fitta, questa è la forma scelta da Tito Barbini e Paolo Ciampi per dialogare tra di loro nel saggio narrativo L’isola dalle ali di farfalla, edito da Edizioni Spartaco. Uno di loro, Tito, si trova in una sorta di autoesilio a Astypalea, Stampalia, isola del Mar Egeo, vicinissima alle coste turche, cha ha proprio la forma di una farfalla dalle ali spalancate; Paolo, invece, è in Italia. I due amici comunicano attraverso “cartoline”, lettere che forse sono email, ma che dipanano una narrazione ibrida e potentissima, che spazia sui temi del passato, della gioventù e dei suoi sogni, fino ad arrivare all’analisi del contemporaneo, dell’attuale, concedendosi uno sguardo lungimirante sul futuro e su quello che sarebbe necessario mettere in atto.

Raccontare questo dialogo è impossibile: procede con una fluidità che solo i pensieri tra amici possono avere, in un continuo rimando di visioni, sguardi, considerazioni, citazioni letterarie e politiche, attraverso cui si designano parabole umane ma universali. La Grecia, con la sua storia e la sua mitologia, diventa il motore e il vettore – molto spesso – si approfondimenti ficcanti e chirurgici. E l’etimologia diventa un divertimento mai fine a sé stesso ma, anzi, criterio fondante e fondamentale per comprendere sempre più nel profondo certi meccanismi, universali e personali: come quelli che, dall’originario hospes, che indicava l’ospite in entrambe le sue vesti – di ospitante e di ospitato – è arrivato poi a esser trasformanto in hostis, cioè nel nemico. E di nemici se ne discute tanto, nel libro: nemici che assumono forme e declinazioni sempre diverse, ma spesso legate al mare, a questo luogo meraviglioso di contatti e incontri, che – nella lingua greca – aveva ben quattro parole a indicarlo. Una di queste era pòntos, il mare come elemento da attraversa che collega, unisce, mette in contatto.

L’isola stessa, il luogo privilegiato dal quale nascono questi scambi dialogici a distanza, è un’emblema, uno spazio concreto che si squaderna in spazio simbolico: inizia con essere una tana ma ben presto diventa luogo mai completamente scisso e separato dal fluire del tempo e dei corpi. È un punto di osservazione privilegiato, magari, ma inutilmente remoto, fragilmente e inadeguatamente isolato. Ma l’isola è paradigma di viaggio e ritorno, dove ogni viaggiatore approda e ruba storie, ne fa incetta per restituirle alla comprensione e alla conoscenza di altre e altri.

La narrazione, di fatto, costituisce il mezzo e lo strumento più perfetto di consapevolezza. Tante storie, note e sconosciute, si intrecciano in questo testo miracoloso, dalla complessa architettura nonostante un candore linguistico e logico: alla fine, ognuno di noi deve trovare i propri spazi e organizzarsi le prospettive, sempre con le mani a rimestare la terra, a sfiorare corpi e a far esperienza di materiali. Per fare come quei monaci benedettini, che cominciarono con il bonificare: “prosciugando paludi insalubri metro a metro, per farne zolle da dissodare, rivoltare, aprire al seme”.

Cristò Chiapparino riparte con NEO

La carne: smettete di pensare al mondo che conoscete già

Smettete di pensare al mondo come lo conoscete già. Quel mondo non esiste più. E non è colpa di una pandemia o dei recentissimi fatti di cronaca, no. Del mondo come lo conoscete ora – nel bene e nel male – non rimane che un ricordo nella testa e nei pensieri di un ottantenne e risale a quando l’uomo aveva otto anni.

Cristò Chiapparino pubblicò La carne qualche anno fa, nel 2015, con l’attenta Intermezzi Editore; ora, la sua scrittura asciutta e levigata torna a farsi leggere in questo romanzo dalle tinte fosche e i tratti geniali ripubblicato da Neo Edizioni.

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Sinnos, le vacanze con Tiberio

Le disavventure del Barone Von Trutt

In casa si ostinano a chiamarlo Tiberio, in realtà la servitù non comprende che il Barone Von Truttinger, per comodità Von Trutt, è un cane di nobile lignaggio di tre anni e mezzo. Oltre a pretendere coccole e considerazioni, il Barone è un esigente commensale e raffinato poeta che non disdegna il riposo e il buon vivere. Ma non sempre tutto va come il Barone desidera… partendo proprio dalle vacanze.

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La storia è passata dal Vietnam

Neri Pozza: “Vietnam. Una tragedia epica. 1945-1975 di Max Hastings – pp.19-318

Daniela Distefano
CATANIA –  “Non erano i vietnamiti  a dare il via alle violenze, eravamo stati noi andando lì… Quello che stavamo cercando di fare in Vietnam era di impedire a un governo locale di prendere il potere”.                                                                                                                        

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#LibriLiberaTutt*, la cultura della diversità

Colleferro, associazioni in campo contro le discriminazioni

COLLEFERRO – Cultura dell’odio, violenza di genere, razzismo, sessismo, discriminazioni. Sono questi i temi che ogni giorno coinvolgono migliaia di persone e che è sempre più necessario affrontare soprattutto nelle scuole, nelle famiglie e nelle comunità.
E.D.I. e SCoSSE, in collaborazione con il Comune di Colleferro, vogliono affrontarli attraverso una campagna di sensibilizzazione nazionale che parta dai libri e dalla loro narrazione: #LibriLiberaTutt*.

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L’epica trans nei ricordi di Porpora Marcasciano

Giulio Gasperini

AOSTA – Il racconto di Porpora Marcasciano, attraverso i suoi ricordi dipanati in L’aurora delle trans cattive, pubblicato da Edizioni Alegre, è una vera e propria epica: una narrazione corale e collettiva, che serve come contenitore mai esausto di un mondo intero e complesso, dalle sue origini fino all’attualità. Dentro questo testo ci sono i volti, i corpi, i luoghi, le immagini, le voci stesse di una comunità folta ed eterogenea, che per lunghi anni è stata costretta alla marginalità, a stare sulla soglia sfera pubblica e privata, sempre al limite tra legale e illegale. Era un limite fragile e sottile, come tocca oggi ad altre categorie sociali, in un gioco al massacro su cui si basa la propaganda prima transfobica e poi razzista.

L’operazione compiuta da Porpora Marcasciano, attuale presidente onoraria del MIT, il Movimento identità trans, è un atto politico necessario: consegnare alla scrittura, e dunque alla memoria di molte e molti, le esperienze e le vite di chi fu precorritrice e attivista di una rivoluzione umana e sociale. “La presa di parola trans resta necessaria”: da questo corollario si squaderna la narrazione, che affonda nella propria esperienza personale, ripercorrendo le fasi della propria trans-formazione, intessendola con i corpi di tutte le altre magnifiche e divine creature che popolavano le strade delle città e abitavano la notte e le sue ombre. Sono i corpi, possenti e presenti, che reclamano la loro unicità: corpi scomodi, incarcerati, sgualciti ma determinati ad affermarsi. Perché le loro esperienze hanno creato la storia, hanno dato la possibilità di elaborare un’ermeneutica trans indispensabile: una coscienza costruttiva di senso e significato per tutte e tutti. Assieme ai corpi, però, anche i loro nomi: quelli veri e sani, quelli che ciascuna di loro si era scelta e col quale affrontava la vita; non quello imposto, magari anche nella morte, da una famiglia che preferiva negare l’esistenza piuttosto che affrontare la pubblica onta.

Tra Napoli, Roma, Bologna, e altri orizzonti urbani, le vicende delle creature sognate e sognanti diventano una moderna Iliade, il racconto di una guerra combattuta con onore e decoro, contro tanti e potenti nemici dai poteri apparentemente divini e magici. Ma la reale favolosità sta in questo altro mondo, miscelato e costituente: nelle sue ritualità antiche e arcane, nelle sue profondità umane e sociali, nei loro atti che divennero ben presto politici, alla ricerca di diritti che fossero finalmente stabiliti e normati, fino ad arrivare, nel 1982, all’approvazione della legge 164, che permise e riconobbe il cambio di sesso in Italia, secondo paese europeo, dopo la Germania, con una legge – per l’epoca – estremamente all’avanguardia e rivoluzionaria.

In “L’aurora delle trans cattive”, con una lingua appassionata e appassionante, con un narrazione fluida e avvincente, si ripercorre una questione complessa e significante, a cominciare dalle parole per dirsi che “mancavano e mancano tuttora”. La memoria di Porpora è una fonte inesauribile, un lungo e puntuale “lavoro politico” che non si può più continuare a ignorare, né considerare minoritario o superfluo.

Exòrma Edizioni

Torna la geniale scrittura di Roscia con Il dannato caso del Signor Emme

Si parte. Carla è alla guida di uno scuolabus di dubbia provenienza usato come camper. Accanto a lei un uomo vestito da frate, Giordano, il suo amico di sempre. Insieme a loro i figli di lei, due gemelli undicenni dalle capacità fuori dal comune: uno è il genio per il quale qualsiasi classificazione risulta superflua l’altro, il gemello due, è diversissimo da suo fratello ma non meno talentuoso. E’ lui, il gemello due, una delle voci narranti di questo viaggio a bordo di una “casa con le ruote” attraverso un’Europa differente, che noi non riconosciamo, distrutta e cambiata dalla testardaggine e i nazionalismi capricciosi degli Stati sovrani; lo Stato Pontificio, il protettorato cinese della Longobardia, la Repubblica di Genova per arrivare in Francia e poi approdare in Spagna, nel regno di Castiglia e Aragona e riprendere il cammino verso Lisbona sulle tracce del fantomatico Signor Emme.

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LeggendoCrescendo, un inno alla natura tra aspirazioni e paure

Glifo Edizioni: Vera la mongolfiera

“Fatto sta che, una volta preso il volo, è difficile tornare indietro perché viaggiare ti porta a voler scoprire sempre sempre più, a fare nuove amicizie e anche ad affidarti alle persone che incontri; e in questo modo, senza accorgersene, si superano ostacoli e paure, e soprattutto si fanno esperienze“. (Tessa Gelisio) Può una mongolfiera soffrire di vertigini? Sembra impossibile, eppure è quello che succede a Vera, la piccola mongolfiera costruita da nonno Tranquillo e donata al piccolo Thomas. Passano gli anni, otto per l’esattezza, e Thomas e Vera continuano a essere migliori amici; nonostante le paure, la piccola mongolfiera ama viaggiare attraverso le lezioni di geografia ripassate da Thomas: lunghissimi percorsi lontano dai palazzi e dal traffico, in una grande foresta dal nome evocativo, la foresta pluviale.

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Avagliano: Clelia Lombardo scandaglia l’amore e la perdita

Cadere, volare

La perdita e l’amore. La solitudine e l’aiuto, l’ostinazione e la remissione, la passione e l’indulgenza. Cadere, volare, il romanzo di Clelia Lombardo pubblicato da Avagliano Editore è una storia di contrasti che si incastrano in una esistenza da rivedere. Quando Nives, docente trentenne nella Sicilia degli anni Novanta, riceve la proposta di matrimonio, tutto viene rimesso in discussione: le cicatrici si riaprono e quell’antico vuoto torna ad attrarla senza via d’uscita. La perdita della madre quando Nives è ancora una bambina la costringere a nascondere quel dolore nei silenzi più profondi, nello studio disperato e salvifico.

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