Non voglio diventare una panchina rossa: donne, violenza e futuro negli scatti di Sandro Capatti

Intervista al fotoreperter romagnolo per l’uscita del suo quindicesimo libro

Le città, i paesi e i piccoli borghi italiani sono ormai accomunati dalla presenza di panchine rosse. Sono una macchia da cui trapela il dolore del ricordo, sono un monito, sono presenza e grido nella più rumorosa delle assenze. Se c’è una panchina rossa, c’è un dolore che riaffiora. Il pensiero va subito a una vita recisa, a una vittima con un nome e un cognome o a tutte quelle donne vittime di violenza. A tutte quelle donne che ogni anno, nella ricorrenza del 25 novembre diventano un numero, una percentuale, una statistica, ma che ogni giorno, nel ricordo di chi resta, sono un respiro, un abbraccio e una presenza che manca. Sono una possibilità fallita. Quello delle Panchine rosse è un progetto che attraversa l’Italia, l’Europa e che negli anni si è esteso al mondo, rappresenta un percorso di memoria e sensibilizzazione riguardo al femminicidio e la violenza fisica, psicologica, economica e sessuale sulle donne. Quando le parole finiscono, i servizi televisivi scemano e le colonne dei giornali modificano i propri contenuti, quello che rimane è la memoria, il rammarico, la rabbia.

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VISIONI Milo Manara nel Labirinto, apre la mostra al Labirinto della Masone

Mito, citazione e ricordo. Da sabato 3 ottobre fino al 6 gennaio 2027

“La mia non è letteratura, ma è letteratura disegnata”. Basterebbero queste poche parole di Milo Manara per destare la curiosità e spingere il lettore a immergersi in Visioni, la mostra che apre domani, sabato 3 ottobre 2026, al Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci a Fontanellato. Quello che il lettore ancora non sa, è che Milo Manara, uno dei più importanti autori del fumetto contemporaneo, percorre – attraverso una selezione di tavole originali – incontri, momenti e ricordi seguendo un filo che attraversa gran parte della sua produzione: quello del labirinto, inteso come spazio dell’immaginazione, del mito e della ricerca interiore.

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Biancoenero edizioni: l’estate e Il citofono

Sara Piazza e Dido per una storia di cambiamenti. Sempre ad alta leggibilità

Estate. Il mondo di Alice si ferma. “Non esiste una ragazzina più sfortunata di me”, si lamenta, costretta da un’improvvisa mononucleosi a passare le vacanze chiusa in casa. Comincia così Il citofono, nuovo libro della collana Zoom di Biancoenero edizioni. La storia, firmata da Sara Piazza con le illustrazioni di Dido (Aldo Di Domenico), è la miscela perfetta di un’estate anomala ma quanto mai da ricordare: le vacanze pianificate, poi l’arrivo della febbre, la stanchezza, lo stop forzato, la solitudine, il reinventarsi e il colpo di scena.

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OM Edizioni: lavorare sulle emozioni con il metodo di Ana Nadeždić

“Ricordati chi sei. Guida alla felicità di coppia e alla realizzazione personale”

Le emozioni non sono un ostacolo, ma uno strumento di lettura. E cosa siamo, noi, se non una somma di emozioni che, a partire dalla nostra nascita – se non prima – hanno dettato il percorso che ci ha portati alle persone che siamo oggi? Ma cosa succede se queste emozioni diventano allarmanti, diventano paura e confondiamo l’amore con ciò che amore non è?

“Ricordati chi sei. Guida alla felicità di coppia e alla realizzazione personale” (OM Edizioni), il libro in cui Ana Nadeždić raccoglie e struttura il proprio metodo di lavoro. Al centro, un cambio di prospettiva: non sono gli altri a determinare il nostro benessere, ma il rapporto che costruiamo con noi stessi. Partendo dalla propria esperienza personale, l’autrice elabora un percorso fatto di narrazione, esplorazione ed esercizio per arrivare a trovare la propria realizzazione e felicità. Non è sempre un percorso facile, ma vale la pena provare: dal buio alla consapevolezza per ricominciare a splendere.

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L’alleggerimento delle vernici, un romanzo sull’arte che cambia

Barta porta in Italia il romanzo di Paul Saint Bris

Il mondo dell’arte sta cambiando. Da una parte il genio cristallizzato in grandi stanze silenziose, dall’altro l’esigenza di attrarre, coinvolgere e creare un nuovo modo di osservare. E’ quello che succede ai sistemi museali di tutto il mondo: l’arte deve imparare nuovi linguaggi, storia e tecnologia devono comunicare in modo più funzionale. Negli ultimissimi anni la realtà museale si è evoluta, aprendo le porte a tecnologie immersive, realtà aumentata e virtuale che rendono le collezioni più interattive. Se il cambiamento, poi, avviene come ripensamento dell’opera d’arte, quello che scaturisce è un vero e proprio cortocircuito mediatico. In questa realtà nuova e mutevole ci porta L’alleggerimento delle vernici, il romanzo di Paul Saint Bris pubblicato a fine maggio dalla casa editrice Barta (Collana qzerty/qwerty).

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NEO: Veneri deformi è il primo titolo di “Diversioni”

Nuova collana, nuovi obiettivi, nuove storie fuori dall’ordinario

Diversioni è realtà. Accanto alla non-fiction, NEO Edizioni inaugura la nuova collana curata da Alex Piovan in cui confluiscono storie che, partendo dal mondo reale, vogliono narrare senza perdere la grana ruvida del vero e la vena provocatoria del confine, in pieno stile NEO. Qui confluiranno quei testi che non hanno perso l’audacia, la sfrontatezza, il carattere. Con “Diversioni”, infatti, lo strumento narrativo si applica alla realtà e quello che produce è un racconto sempre nuovo, costruito per sorprendere. “Perché – come spiegano gli editori – si parte senza sapere con esattezza quale sarà il punto di arrivo. Perché le cose più importanti sono le deviazioni, le cose dette tra parentesi. Parentesi che possono aprirsi e non chiudersi mai”.

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Modena BUK Festival, la manifestazione dei grandi numeri

30 case editrici da tutta Italia per creare confronto, conoscenza e incontro

Se pensate che maggio sia esclusivamente il mese del Salone del Libro di Torino, vi sbagliate di grosso. Il mese che stiamo attraversando è ricchissimo di proposte culturali, festival, eventi, presentazioni, rassegne nuove e storiche, premi letterari ed esposizioni. Tra le tante iniziative di questo mese, si è appena conclusa – con successo – la XIX edizione di Modena BUK Festival, una delle kermesse letterarie più longeve in Italia. Negli anni ha cambiato cornici e modalità, ma il fulcro è rimasto lo stesso: “dare spazio alla piccola e media editoria che non sempre trova spazio nella grande distribuzione” – come ci ha spiegato Francesco Zarzana (nella foto in basso), ideatore e direttore artistico di Modena BUK Festival la scorsa domenica, al secondo giorno di manifestazione.

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Molesini Editore: Il coltello sul vassoio, il dolore è servito

La poesia di Veronica Chiossi

Il coltello sul vassoio è in libreria per Molesini Editore. Quello che andrete a leggere è un volume di poesie, ma non solo. Veronica Chiossi, veneziana classe 1979, interprete e traduttrice, già autrice di Candeggina (Ensemble, 2019) compone scritti che sulla pagina si colorano di sfumature emotive molto forti. In queste liriche le parole diventano chiodi per fissare un’immagine, un’esperienza, un sentimento; e di quell’immagine rimane al lettore – che si fa osservatore di un fotogramma, di frammento di vita – il sentore della perdita, il bruciore della ferita, il silenzio vuoto dell’attesa, la calura di un’ossessione, la dolcezza della guarigione, la leggerezza del volo di un gabbiano.

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Sono sempre io, il libro che aiuta a guardarci con occhi nuovi

Ubiliber: Rupert Spira e Zuzanna Celej ci portano dove non sempre siamo

Essere. Essere fallaci, incompleti, incompresi. Oppure felici, festosi, gioiosi. In ogni caso, ascoltarci. E accettarci. Non sempre è facile capire chi siamo ma Rupert Spira – narratore e filosofo inglese già autore di numerosi libri sulla consapevolezza e la natura della realtà – ci guida, attraverso un percorso poetico, alla scoperta di sentimenti, pensieri e circostanze che definiscono il nostro essere.

Come una carezza che leggera ci desta dal sonno, arriva Sono sempre io, l’albo che racchiude le parole di Rupert Spira e le illustrazioni di Zuzanna Celej, pubblicato a fine febbraio da Ubiliber.

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Ubiliber: Grande abbastanza, attraversare le paure per crescere

Il gongbi, l’antica arte pittorica cinese, rivive nella penna di Regina Linke

Ah-Fu è solo un bambino. Ah-Fu è così piccolo che spesso si perde, “soprattutto nella sua immaginazione”. Ad Ah-Fu, però, viene presto affidato un compito: quella stessa sera dovrà riportare a casa il bue. L’apparentemente semplice richiesta del nonno mette Ah-Fu al cospetto di molti dubbi e qualche timore: è grande abbastanza per svolgere un compito di così grande responsabilità?

Il viso dolce di Ah-Fu ci sorprende sfogliando le pagine di Grande abbastanza, il magnifico albo di Regina Linke (pubblicato da Ubiliber) illustrato secondo l’antica arte pittorica cinese “gongbi”. Qui il racconto edificante, o narrazione educativa – come si voglia intendere – intesse nuove trame con l’accuratezza e i colori tenui realizzati dall’autrice di Taiwan.

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