Biancoenero edizioni: l’estate e Il citofono

Sara Piazza e Dido per una storia di cambiamenti. Sempre ad alta leggibilità

Estate. Il mondo di Alice si ferma. “Non esiste una ragazzina più sfortunata di me”, si lamenta, costretta da un’improvvisa mononucleosi a passare le vacanze chiusa in casa. Comincia così Il citofono, nuovo libro della collana Zoom di Biancoenero edizioni. La storia, firmata da Sara Piazza con le illustrazioni di Dido (Aldo Di Domenico), è la miscela perfetta di un’estate anomala ma quanto mai da ricordare: le vacanze pianificate, poi l’arrivo della febbre, la stanchezza, lo stop forzato, la solitudine, il reinventarsi e il colpo di scena.

Continua

La storia di Clara: Biancoenero per la Giornata della Memoria e non solo

Il racconto delicato di Vincent Cuvellier per parlare ai ragazzi di solidarietà e speranza

Una famiglia felice. Una giornata di sole. Quel sole che non sono più abituati a vedere, quel sole che ormai acceca. Poi il parco, le corse, i giochi, un pic-nic sull’erba e la spensieratezza prima della tempesta. Una giornata felice. E se “Tutte le famiglie felici si somigliano”, scriveva Tolstoj, quella di Clara – che vive una felicità intensa ma fragile – potrebbe essere simile a quella di tante altre nella Francia della seconda Guerra Mondiale o nell’Europa di oggi. 

Al rientro a casa, però, tutto cambia: appena prima di arrivare nel proprio appartamento, per le scale, si sentono urla, pianti, qualcuno viene spintonato, poi il tentativo di fuga ed è lì che la mamma di Clara sa che per proteggere il futuro di quella bambina così piccola, indifesa e inconsapevole, deve fingere di dimenticarla.

Continua

Cinque minuti prima dell’estate e altre storie horror. Otto racconti.

Biancoenero edizioni: il nuovo debutto di Davide Calì

E’ possibile, in otto racconti, sovvertire l’ordine delle cose e lasciare che il lettore si ritrovi, per ben otto volte, sull’orlo dell’assurdo? Sembrerebbe impossibile, ma nei racconti di Davide Calì questo diventa plausibile.
Cinque minuti prima dell’estate è l’esordio nel genere horror dell’autore Premio Andersen 2025 che, in questi otto racconti, si diverte a farci entrare in una dimensione confortevole e tranquilla per poi, improvvisamente, capovolgere il contesto e trasformarlo in qualcosa di spiazzante.

Continua

Banchetto per cani: François Gravel e Julie Massy ci portano tra i misteri di un orfanotrofio

Fifa Blu, la collana ad Alta Leggibilità di biancoenero Edizioni vitata ai paurosi

“Quando hai tredici anni e sei cresciuto in un orfanotrofio, non sogni più che un re venga a prenderti con la sua carrozza dorata e ti porti a vivere nel suo palazzo.
A quell’età sogni piuttosto che qualcuno venga a liberarti.
Ma le famiglie normali vogliono adottare un bel bambino paffuto e biondo, non uno alto e con i capelli rossi”.

Martin spera, ma non troppo. Non si aspetta più una famiglia che lo accolga, ma vorrebbe che a tirarlo fuori dall’orfanotrofio sia un contadino in cerca di manodopera per la raccolta del mais. Se così non fosse, si augura almeno di rimanere nell’orfanotrofio e lavorare per le suore. Però non cambia nulla, passa il tempo e non cambia nulla. Poi, all’improvviso, durante una visita di routine, il dottor Thomas trova estremamente interessante la sensazione riferita da Martin. Il ragazzo, infatti, racconta i suoi incubi e la “straniante” visione di sé: nel sonno avverte il suo doppio che osserva il proprio corpo sul lettino.

Continua

Biancoenero: Stèphan Servant ci regala Gatto qui, Gatto là

Una storia, due punti di vista e la voglia di condividere una torta

E’ un gatto nero e sottile. Salta da un giardino all’altro. Entra dalla finestra, fa le fusa e sovverte, diverte i lunedì di due protagonisti. Una settimana, due protagonisti, due storie parallele: l’unica costante è Lunedì, o Lunes, il gatto che collega due mondi destinati a incrociarsi.
Ad attendere l’arrivo e accogliere Lunes da una parte c’è un “chico” dalla gamba rotta; dall’altra, nel palazzo che dà sul giardino, c’è un’anziana brontolona, anche lei infortunata. Le strade del ragazzo e della signora, infatti, si sono già incrociate: un piccolo incidente ed entrambi sono capitombolati e ora fermi in un riposo forzato. Riposo, però, è una parola grossa. Da questo momento di stasi, intervallato dalla fisioterapia e qualche partita a Scarabeo, nasce una fittissima rete di sguardi, messaggi, intuizioni. A tessere tutto c’è il dinamismo di Lunes/Lunedì che ingarbuglia i fili della matassa.

Continua

Torna Davide Calì, arriva una nuova avventura davvero ironica

Dal 27 settembre è in libreria Un lavoro facile facile

E’ Un lavoro facile facile. E’ un gioco da ragazzi – assicura Börek – “cosa c’è di difficile?”. Non capisce, infatti, la titubanza di Wassim. Cosa c’è di così incomprensibile nell’entrare in uno zoo di notte, cercare un rinoceronte, sparargli, tagliare il corno e venderlo a trentamila euro? Börek è così; non si rende conto delle assurdità che dice. E di quelle che fa. Tra le assurdità possiamo annoverare anche questa telefonata mattutina a Wassim. Tutti sanno – e specialmente Börek dovrebbe saperlo – che Wassim non si sveglia mai prima delle dieci: alzarsi presto lo mette di cattivo umore. Allora perché questa fretta di telefonare alle otto, parlare, catapultarsi a casa sua? Börek ha fatto un sogno: potavano diventare ricchi vendendo il corno del rinoceronte dello zoo. Ora loro due, insieme, devono solo trovare un fucile, una sega elettrica, del sonnifero e qualcuno che possa comprare il corno e dare loro quei soldi, così da cambiare per sempre le sorti della loro vita. Ecco. Un lavoro facile facile.

Continua

Topè, la sfida di crescere

biancoenero edizioni: il nuovo libro di Roberto Piumini è una filastrocca ad alta leggibilità

Giulia Siena – Topè non aveva mai messo il naso fuori dalla sua tana, ma quella mattina, mentre è tutto solo, sente un profumo buonissimo e viene spinto ad uscire. E’ nuova quella sensazione di fresco che sente attorno a lui, così come sono nuovi tutti gli odori, i suoni e i materiali che si trova ad esplorare. Fino ad allora conosceva l’odore, i rumori e gli abbracci della sua famiglia: mamma, papà e i suoi cinque fratelli, ma non quella “tempesta” di novità. Cammina, inciampa, curva, rotola, sbanda, salta, si stende e si addormenta: così Topè ha un vago ricordo dei suoi affetti ma affronta con coraggio le nuove sfide.

Continua

Biancoenero edizioni: bici, determinazione e la forza di rialzarsi

Chris Raschka arriva in Italia per il nostro bisogno di nuovi colori

Giulia Siena – Pennellate di colore, immagini che si fanno spazio in un foglio bianco.
Il tocco è armonico, sinuoso e traccia forme lì dove fino a poco prima non vi era nulla. Il foglio si riempie di cerchi, rettangoli colorati, cespugli, mani, occhi vispi, occhiali sorpresi e ciottoli che danno vita a strade. Le strade si moltiplicano, sono tante, e si riempiono di biciclette, ruote e rotelle. E’ difficile tenere in equilibrio una bicicletta, ma le ruote piccole possono essere d’aiuto, poi si impara, “tutti vanno in bici. Tutti hanno imparato”. Ed è così che il mondo illustrato e raccontato da Chris Raschka prende vita.

Continua

Antipodi, il nuovo libro ad alta leggibilità di Fabrizio Casa

Bianca e Anaru: un’amicizia, l’ambiente e il senso di giustizia

Giulia Siena“Tu e Anaru siete agli antipodi – le dice la sua amica Maria – In tutti i sensi: metaforico e geografico”. Bianca ci pensa un po’ ma non ci mette molto a dare ragione a Maria; sono a Napoli, ma lui arriva dall’altra parte del mondo, lei è bianca come il proprio nome, lui un maori bruno e scuro, lei ha gli occhi blu, lui marroni. “Il giorno e la notte, nord e sud. Antipodi, in effetti”. Antipodi, ma Anaru, da Auckland, Nuova Zelanda, arriva a Napoli per un progetto didattico e si ritrova a condivedere il banco con Bianca. Lei è schietta, diretta ed emotiva; lui calmo, forte e riflessivo.

Continua

“Dietro l’armadio”, nuovo titolo Biancoenero edizioni

Città deserte, speranza e amicizia

Giulia Siena
Venti mattonelle. Tito con sua madre e suo padre vive in uno spazio di venti mattonelle. Il ragazzo lo sa bene perché ha tutto il tempo per conteggiare le piastrelle, vivisezionare l’ambiente, annoiarsi a morte. La casa di Tito rimane un appartamento in un palazzo, certo, ma lo spazio nel quale sono costretti a vivere è veramente esiguo. Da quando è successo qualcosa lì fuori, la vita non è più la stessa: ora tutto si svolge in quei piccoli spazi dietro l’armadio e la scuola è qualcosa che sta dall’altra parte del computer, mentre tutti i compagni, piuttosto che correre liberi nelle piazze della città, sono connessi dalle loro “tane” per assistere alla lezione.

Continua