Premio Neo Edizioni: c’è tempo fino al 30 maggio

Angelo Biasella ci racconta Anno Zero

Giulia Siena – C’è tempo fino al 30 maggio 2024 per partecipare alla prima edizione di Anno Zero, il Premio Nazionale di narrativa NEO Edizioni dedicato “agli autori, esordienti e non, di qualsiasi nazionalità, che abbiano nel cassetto un’opera letteraria inedita, scritta in lingua italiana”; in palio la pubblicazione nel 2025 e mille euro come anticipo sui proventi delle vendite del volume. Non semplici romanzi, però, ma opere fuori dai soliti generi e che possano destare curiosità, scalpore e forti emozioni. Abbiamo chiesto ad Angelo Biasella, fondatore insieme a Francesco Coscioni della casa editrice NEO, di raccontarci Anno Zero.

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Premio NEO Edizioni: alla ricerca di opere esordienti fuori dal genere

Arriva Anno Zero, la pubblicazione e mille euro

Un’occasione davvero appetibile per entrare in uno dei cataloghi più vari e sovversivi dell’editoria italiana. L’opportunità arriva con Anno Zero, il Premio Nazionale di Narrativa NEO Edizioni indetto dalla casa editrice abruzzese e dedicato “agli autori, esordienti e non, di qualsiasi nazionalità, che abbiano nel cassetto un’opera letteraria inedita, scritta in lingua italiana”. Dopo poco più di quindici anni di attività e tante pubblicazioni all’attivo che sfumano dal racconto al romanzo, passando per la poesia e la narrativa di viaggio, la casa editrice di Francesco Coscioni e Angelo Biasella si mette ancora una volta in gioco e lancia la sfida a tutti coloro che amano scrivere: “non cerchiamo opere accomodanti. Cerchiamo opere di persone libere e audaci”.

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Torna Paolo Zardi e lo fa in gran stile: cinque racconti in cui si innesta la vita

NEO: “La meccanica dei corpi” si presenta a Più Libri 2023

Giulia Siena – La scienza ci ha portato a conoscere il funzionamento di ogni cosa. O quasi. Attraverso la medicina, l’anatomia, sappiamo del funzionamento degli organi, le pulsazioni e ciò che spinge un corpo a vivere. Ma dietro ogni corpo c’è un mistero. La meccanica dei corpi condivide “la stessa fisica delle galassie, le stesse formule incomprensibili” perché i corpi sono fatti di materia, ma non vi è spiegazione per ciò che avviene: cosa attraggono, come reagiscono, come pulsano e come cominciano a morire. Potremmo avere la pretesa di essere consapevoli di tutto, eppure dei corpi non conosciamo la reazione alla vita.
La meccanica dei corpi, il nuovo libro di Paolo Zardi pubblicato recentemente da NEO Edizioni e presentato a Più Libri Più Liberi in programma da domani fino al 10 dicembre, raccoglie cinque storie che raccontano altrettante vite innestate in nervi e muscoli, ossa e carne. Cinque storie di scelte, attese e decisioni; storie di legami e lacerazioni, incontri e perdite, respiro e apnea, foga e stasi.

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NEO: credere nel romanzo, rifugio degli esordienti

Arriva in libreria IO e GIO di Francesco Prosdocimi

“Carico l’ultima valigia nel bagagliaio della Yaris. Non ci sta più niente qui dentro. Papà lo diceva sempre che era troppo piccolo. Mi viene da piangere, ma non posso”.
Comincia così, con le lacrime agli occhi, IO e GIO, il romanzo dell’esordiente Francesco Prosdocimi arrivato in libreria da pochissimi giorni. E quando parliamo di esordienti (pubblicati) non possiamo che parlare di libri pubblicati da NEO Edizioni, una delle poche case editrici italiane che scommette ancora su questa particolare specie in via di estinzione e che spesso provoca reazioni di alta diffidenza.

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NEO: Ombra mai più, il posto della follia è al fresco di un platano

Stefano Redaelli continua il racconto e approda al Premio Strega

Giulia Siena
Ombra mai più continua quel racconto sulla follia del mondo che Stefano Redaelli aveva cominciato con Beati gli inquieti. Sempre pubblicato da NEO Edizioni, il nuovo romanzo esce dalle stanze della Casa delle Farfalle per tornare in quelle conosciute e sporche di fuliggine della dimora paterna. Ci torna dopo tre anni e quello che trova è una quotidianità che ha perso brillantezza, genitori che hanno perso vitalità, serenità, sorriso: il padre si è inclinato da un lato, la madre, invece “è diventata un bonsai”. “I suoi baci sempre più piccoli, le sue carezze sempre più piccole, gli slanci – di tristezza, di gioia – sempre più piccoli, i movimenti, i gesti, radicalmente ridotti”.

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NEO: Enrico Prevedello e il suo primo romanzo

Calpestare il cielo per trovarsi

Giulia Siena
Perdere le proprie instabili certezze e ritrovarsi in un mondo al rovescio. Sembra che ci capiti spesso, ogni volta che ci sentiamo frustrati, fraintesi, inascoltati. Quando tutto cade – di solito – è il cielo (orizzonte o stelle) a ridarci la rotta; anche per Antonio – forse – era sempre stato così, nonostante la perdita, nonostante i silenzi e quella strana creatura che continuava a tormentarlo. Ma quando, in un caldo e caotico pomeriggio in città, si ritrova a ingurgitare una pastiglia di paracetamolo dopo l’altra sorseggiando birra, anche le più scontate certezze vengono a mancare. Al risveglio, Antonio è trascinato in quel baratro di cui spesso aveva assaggiato i contorni. Antonio scopre così che nulla è più come prima; per guardare il cielo deve letteralmente abbassare lo sguardo: il pavimento è sopra la sua testa e spesso deve schivare porte che si sfilano dai cardini e oggetti che ruzzolano da quello che, in precedenza, era il luogo in cui si muovevano sornione le nuvole. Quel prima che aveva odiato, in cui si sentiva spesso estraneo e intrappolato, non c’è. L’ora è un mondo tutto da comprendere e riscrivere.

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Paolo Fiorucci, poesia lucida e contemporanea

NEO: Quando piove canto più forte

Giulia Siena
PARMA
– Le parole sopravvivono. Restano quando la luce, quella accecante, si affievolisce e lascia il posto al bagliore leggero. Poi, via via, il buio avvolge ogni cosa e le rende la giusta mestizia; uno sguardo nuovo: dolce, tollerante, salvifico. Così queste parole riportano in vita sensazioni, luoghi, desideri e sconfitte. Le parole – i versi di Quando piove canto più forte – diventano nodi che arricchiscono e tengono insieme il tramonto alla notte, l’adolescenza all’età adulta, la speranza al domani, l’entroterra al mare.

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NEO: la poesia che celebra la terra

La terza geografia, prima prova poetica di Carmine Valentino Mosesso

Giulia Siena
PARMA
– Il legame tra l’uomo e la natura è al centro della letteratura già da diverso tempo. Si potrebbe affermare che questo è sempre stato un argomento centrale e oggi, al cospetto dell’emergenza ambientale, c’è la necessità di trovare nuove voci e rinnovate forme narrative per l’ambiente. In un momento storico – questo – di forti rinnovamenti e repentine evoluzioni, la natura sembra essere il rifugio più sicuro e accogliente; il “ritorno” a essa diventa chiave che apre alla speranza del futuro avendo radici ben radicate nel passato.

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NEO Edizioni: l’esordio narrativo di Giampaolo G. Rugo

“Acari”, la vita e come va a finire

Apparentemente Acari è un libro di racconti. Ma quello che costruisce Giampaolo G. Rugo – autore di cinema, radio e televisione – è un intreccio narrativo complesso che si dispiega chiaro davanti agli occhi del lettore solo procedendo con le storie. Solo sul finire, quando la sorpresa cede il passo alla malinconia. E quelle qui contenute, di storie, sono tante, diverse, forti e nostalgiche.

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Nella scrittura di Beati gli inquieti

Intervista a Stefano Redaelli, dolenti epifanie poetiche giunte su carta

Parlare di Beati gli inquieti significa raccontare la bellezza dell’ascolto; una bellezza che si cela anche dentro storie di dolore e buio abissale. Parlare di Beati gli inquieti è dare voce al silenzio assordante riguardo la malattia, alle strutture psichiatriche, alla solitudine dei pazienti. Parlare di questo libro e farlo con il suo autore, Stefano Redaelli (nella foto in basso), è fare insieme una riflessione; un esercizio accorto di poesia, memoria e consapevolezza.

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