Edizioni Segno

Un tesoro nascosto. Racconto dell’immortalità di un’anima

Daniela Distefano
CATANIA
– Santa Crocifissa, al secolo Paola Di Rosa, nasce a Brescia il 6 novembre 1813, in una famiglia profondamente cristiana che feconda in lei il seme della fede. Ecco come i due autori di questo libro Un tesoro nascosto. Racconto dell’immortalità di un’anima. Santuario di Santa Maria Crocifissa di Rosa (Edizioni Segno) la presentano ai lettori: “Caro devoto e pellegrino vorremmo proporti questo scritto per farti conoscere la nobile anima della Santa che la Madonna col titolo di Rosa Mistica scelse come collaboratrice nelle sue apparizioni a Montichiari, Brescia. Si tratta di Santa Maria Crocifissa di Rosa, Fondatrice delle Ancelle della Carità, che fu guida spirituale di Pierina Gilli, veggente, confortandola nei momenti più bui della sua vocazione di messaggera, tanto che Pierina la definisce la sua “confidente”. Anche la Santa, in vita, nel travagliato ‘800 ebbe pesanti croci da portare ma confidò in Gesù, il cui giogo è dolce e il carico è leggero, e tutto sopportò coraggiosamente offrendo tutto a Dio per il bene delle anime”.

La santità è un concetto di portata ancora misteriosa. Un dono ma per molti una croce troppo onerosa da sopportare. Eppure, per chi crede, Dio dà a tutti la possibilità di beneficiare dei frutti della perseveranza dei Santi. Questa Santa, ha manifestato la propria gratitudine per i doni dello Spirito riversando sull’umanità l’acqua delle Fede perenne. Il sacrificio di una donna che si è spogliata delle vesti mortali e ha accolto con umiltà croci, estasi e liberazione.
Il libro parla dell’esperienza di una donna che si propose di cercare il regno di Dio. Per tutta la vita ha contato i passi che la separavano dall’amato sposo celeste, la palma della beatitudine negli attimi di pace, tra le nubi che circondano l’eterno Sole, perseverando, lottando per le anime del mondo, facendo fruttare la mina che non rimase mai nel misero fazzoletto. La sua gloria, è un premio per l’umanità.
“A un certo punto la Madonna si scosse e sotto una grande espressione di dolore, di desolazione, con voce tremula, come sfinita per le sue forti sofferenze disse: “Preghiera, sacrificio, penitenza”. Pronunciò queste parole con un tono di dolore e di supplica. Furono così spiccate nel dolore che penetrarono nel mio animo dandomi un senso profondo di unione, anzi di desiderio di prendere io quelle sofferenze. Notai che mentre pronunziava queste parole preghiera-sacrificio- penitenza, due lacrime si staccarono dagli occhi e si fermarono sul suo volto trasfigurato dal dolore. Poi all’improvviso scomparve”.

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