Marsilio: “I Romanov. Storia di una dinastia tra luci e ombre” di Raffaella Ranise

Daniela Distefano
CATANIA
“Fino al XVI secolo la Russia è stata un paese arretrato, di scarsa rilevanza nel panorama politico internazionale e incapace di competere con le sofisticate corti europee e le signorie italiane, in pieno Rinascimento. Tuttavia, nell’arco di due secoli, questa terra fredda e inospitale ha saputo trasformare il modesto Principato di Moscovia nella patria degli zar tra il XVII e XVIII secolo divenire protagonista della storia europea”.

Ci sono disegni divini tracciati con una penna o matita talmente marcata che non è prevista alcuna sbavatura al loro tracciato. E la parabola impressa sul foglio può essere tanto ascendente quanto discendente. E’ solo il destino il motore immobile, come è stato il caso dei Romanov, una dinastia che ha segnato le sorti della Russia spalmate nell’arco di secoli.

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Bonfirraro: Bruna K. Midleton, “Murate vive. Sesso, sangue, morte e monache murate vive come carcasse a imputridire”

Daniela Distefano
CATANI
A – Marianna De Leyva, la monaca di Monza de “ I promessi sposi” del Manzoni, non era finita nel monastero di Santa Margherita per una scelta interiore; suo padre, l’infido Martino, aveva domato la figlia: “Sapeva che la “sua bambina” non aveva alcuna vocazione, che non aveva ricevuto nessuna “chiamata”, che ad attrarla era il mondo e la sua vita secolare, che sognava di amare un uomo, di farsi una famiglia, di avere figli e di crescerli dando loro quell’amore che lei non aveva mai conosciuto… ma quei sogni lui glieli aveva inceneriti. Dall’alto della sua presunta onnipotenza, si era arrogato il diritto di decidere del destino di sua figlia. Era convinto che essa dovesse essergli grata per la sorte che egli le aveva assegnato, anziché contestarlo e disprezzarlo”.
Fu così che nacque un mostro nel corpo di una ragazza infelice, e con lei c’erano molte altre fanciulle “forzate” al velo claustrale contro la propria volontà.

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Rubbettino: “La pozza del Felice” di Fabio Andina

Daniela Distefano
CATANIA
“E’ lui che bussa e mi sveglia. Non sono
nemmeno le cinque e mezza. Scendo le scale e apro la
porta e lo vedo lì nel buio sotto ad un ombrello. Braghette
corte, camicia sbottonata, scalzo. Entra un’aria fredda e
piove. Mi vesto ed esco. Ad un chiodo piantato nel muro
qui fuori c’è appeso il termometro regalatomi dalla
Vittorina. Cinque gradi. Non è mica così freddo, mi dico.
Sarà che non sono abituato a svegliarmi tanto presto.
Ieri avevo incontrato il Felice qui fuori
dalla mia baita in un pomeriggio di sole, sulle cime delle
montagne si addensavano le prime nuvole grigie che
avrebbero poi oscurato il cielo ancora prima del tramonto.
Stavo dando l’impregnante alla porta della legnaia, era
passato vestito uguale e sempre a piedi nudi e con un
sacchetto di plastica pieno di cachi. Avevamo scambiato
due parole poi gli avevo chiesto se potevo seguirlo nelle sue
giornate. Per vivere un po’ come fa lui”.

Siamo a Leontica, “una frazione – recita Wikipedia – di 351 abitanti del comune svizzero di Acquarossa, nel Canton Ticino (distretto di Blenio)”. Il narratore abita da un anno nella baita di famiglia, “fuggito dalla città”. Lì vicino vive il vecchio Felice, spirito indipendente assorbito dalla sacralità di ogni giorno, e grondante vitalità alla veneranda età dei novant’anni.

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Graphe.it edizioni: “Compito per domani” di Nicolae Dabija (traduzione di Olga Irimciuc)

Daniela Distefano
CATANIA
“Quando superammo l’alta recinzione dell’orfanotrofio, lo sconosciuto mi disse che il suo nome era Mihai Ulmu: fu così che conobbi mio padre.Tutto quello che c’è in queste pagine mi è stato raccontato da lui. Ero desideroso di far conoscere questa storia anche ad altri perché – queste erano esattamente le sue parole – “era un dovere per colui che era sceso all’Inferno per poi risalirne, raccontare quanto aveva visto”.

A Poiana, piccolo villaggio romeno, i soldati di Stalin fanno irruzione – una mattina del 1940 – e arrestano in classe il giovane insegnante Mihai, spedendolo in Siberia. Maria, alunna segretamente innamorata di lui, si mette in viaggio per cercarlo e confessargli i suoi sentimenti.

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Laurana Editore: “La grammatica della corsa” di Fausto Vitaliano

Daniela Distefano
CATANIA
“Quando ricordiamo una cosa, quella cosa accade di nuovo – disse – Ma quando la dimentichiamo è come se non fosse mai accaduta”.
Martti Corvara è un vitellone dei giorni nostri, senza arte né parte. E’ partito poco più che ventenne da Pressi del Lago e ci ritorna a distanza di vent’anni per fare chiarezza sul presunto suicidio del padre. Nel paese ritrovato, lo accolgono i tre amici di gioventù cambiati, e divenuti politici, faccendieri corrotti e corruttori, emuli dei loro padri e a loro volta padri infelici. Martti si tramuta in marziano che lotta contro i mulini a vento. Non riesce ad ambientarsi più in quello che è divenuto un acquario fetido per pesci infettati di catrame, di putritudine morale, di maleficio dei gangli della collettività.

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Robin edizioni: “Quarantena Roma” di Dario Giardi

Daniela Distefano
CATANIA
Prologo. Roma, anno 2100
“Il nome della mia famiglia è fin troppo conosciuto. È grazie al nonno che, senza particolari meriti, anche io, come tutti quelli che portano questo cognome, sono emerso dall’anonimato. È stato un mito per tutti ed anche per me. Ero molto piccolo quando se ne è andato. Ora vivo in quella che per tanti anni è stata la sua casa. Pensavo di conoscerla, di averla esplorata in ogni anfratto ma l’altro giorno mi ha regalato qualcosa di inaspettato.

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Corrado Alvaro: “L’uomo è forte”, contro ogni regime

Daniela Distefano
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“Bisognava inventare un nuovo modo di amarsi, nel crollo di un mondo e nelle macerie d’ogni cosa passata. Il disgusto inconscio del passato riaffiorava tra loro come una istintiva reazione di un mondo nuovo: bisognava essere buoni, caritatevoli, innocenti, mentre fuori tutto era preciso e feroce”.

L’ingegner Dale rientra nel suo paese dopo un periodo all’estero; a seguito di un travagliato periodo di guerra civile, il nuovo regime ostenta pace e sicurezza. Si capisce ben presto che sicurezza e pace hanno un prezzo altissimo; non c’è vera libertà, si vive nel disagio di essere colti in flagranza di reato, di destare sospetti ed equivoci.

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L’Iguana, casa editrice femminista, porta il libreria “Le straordinarie bilocazioni di Lily Bells”

Daniela Distefano
CATANIA
“Lily Bells era pienamente, straordinariamente felice. La sua natura di gatto, libera e curiosa, ghiotta e pigra, la aiutava a non sentirsi mai sola. Da ragazza aveva goduto di un lieve innamoramento per uno studente greco, tal Panaiotis, probabilmente non ricambiato e vissuto dall’universitario ellenico con un certo opportunismo (ma, si suppone, senza che Lily se ne fosse mai accorta), e aveva assaporato in parte anche le gioie della tenerezza carnale. Poi, senza alcun rammarico, aveva scelto la libertà. Bambini e animali di varie specie, piacevolezze del vicinato, ricerche al computer e passeggiate digestive, unite a una buona dose di immaginazione per spiccare il volo nelle mattine più uggiose, le garantivano di non annoiarsi mai e tenere caldo il focolare degli affetti e delle relazioni con il mondo. A Lily Bells non si poteva che volere bene. Tutt’al più, nelle giornate in cui il suo desiderio di ficcare il naso era più insistente, si poteva ignorarla un pochino. Ma Lily, non c’è dubbio, sapeva essere simpatica. Tranne a Mrs Hawk e a suo fratello. A loro la signorina Bells non andava giù”.
Le straordinarie bilocazioni di Lily Bells, scritto da Valentina Ferri e pubblicato da L’Iguana, descrive la vita appassionata e irriverente di Lily Bells. Lily Bells vive in Inghilterra, a Bath, e adora spiare i suoi vicini, che hanno nomi grotteschi – Cloe Panthy con le orecchie da pantera, Mrs Sarah Oinky con il suo corpo da maiale, Mrs Madeleine Hawk e il fratello Jude simile a un falchetto – uno zoo umano che Lily frequenta libera e senza pregiudizi. Curiosa del mondo e del suo prossimo, ama visceralmente l’arte e la pittura, tanto da svenire al cospetto dei quadri di Bosch e Velazquez.

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Bonfirraro: “La scelta di Lilian” di Marcella Spinozzi Tarducci

Daniela Distefano
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“Mentre l’aereo sorvolava di nuovo le Alpi e si avvicinava alla Toscana e poi a Firenze, Lilian non guardò fuori dal finestrino. Con la testa appoggiata allo schienale e con gli occhi chiusi, pensava alla sua vita passata e più ancora a quella futura. Cosa avrebbe fatto ora che sapeva? Come avrebbe sistemato la sua vita? Il pensiero di Alberto, e della sua bottega dove spendeva la maggior parte delle sue giornate, e del piccolo borgo alla periferia di Firenze, tutto le appariva squallido e senza senso. Si salvava solo l’affetto dei suoi figli, i quali però la legavano in modo inequivocabile ad Alberto che lei voleva lasciare”.
Un luogo ameno dell’Umbria, poi Firenze, infine l’Inghilterra. Lilian percorre rotte singolari per ritrovare se stessa. Affamata di amore, in mezzo alle bufere della vita, questa giovane donna si reinventa, si trasforma, per scoprire la sua vera stella, il suo destino nascosto, la terra a cui appartenere per sempre. Protagonista del romanzo La scelta di Lilian (Bonfirraro) di Marcella Spinozzi Tarducci è una vittima che parte da zero per conquistarsi una porzione di felicità.

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Lee Child: “Non sfidarmi”, ventunesimo romanzo nella serie di Jack Reacher

Daniela Distefano
CATANIA“Si aspettano che faccia un tentativo in tal senso, prima che il caso rimanga irrisolto. E francamente è quello che voglio fare il prima possibile”.
“Perché?”
“Be’, tanto per cominciare perché ci stiamo dedicando troppo tempo.”
“Per essere una prostituta?”
“In ultima analisi, direi di sì. Ma è dovuto solo all’amara esperienza e ai dati. La maggior parte degli omicidi di prostitute è commessa da gente di passaggio. E’ un dato di fatto. Quell’uomo sarà già in mezzo all’Atlantico, ne sono sicuro, ben felice d’essersela cavata”.
Parole tratte dall’ultimo romanzo di Lee Child, Non sfidarmi (Longanesi). L’edizione originale di questo adrenalinico romanzo risale al 2016 con il titolo “Night School”. Ora è Italia nella collana La Gaja Scienza con la traduzione di Adria Tissoni.

Non sfidarmi è il ventunesimo romanzo nella serie di Jack Reacher. Al centro del plot, ovviamente, questo protagonista che da anni calamita i sensi dei lettori, “un moderno cavaliere errante” – come lo ha definito qualcuno che sa esercitare la critica più della sottoscritta. Continua