Marsilio: Florencia Etcheves

“Scomparsa”, la dolorosa ricerca ai piedi del Tunik

Daniela Distefano
CATANIA
Florencia Etcheves è una giornalista argentina che da anni si occupa di cronaca nera, per ben due volte ha ricevuto il “Premio Martín Fierro”, ed è conosciuta anche per il suo militante impegno contro la violenza sulle donne. Con il romanzo Scomparsa (edito quest’anno da Marsilio, tradotto da Valeria Raimondi e che ha ispirato, nel 2018, il film “Perdida”), l’autrice leva alta la sua voce contro la vile barbarie dei nostri giorni, cioè la tratta delle donne, narrando la dolorosa ricerca di una ragazza scomparsa nel corso di una gita a “El Paraje”, paesino della Patagonia ai piedi del vulcano Tunik.

Tutto ha inizio con un viaggio eccitante per alcune compagne di classe, la prima occasione di lasciare il prestigioso collegio di Buenos Aires in cui le giornate trascorrono tra follie, paure e la leggerezza dei quindici anni. Non possono immaginare che una fuga per andare a ballare, all’insaputa della professoressa Roviralta, non vedrà tornare una ragazza del gruppo, Cornelia Villalba, segnando l’esistenza delle altre per sempre. Dieci anni dopo, una messa in memoria di Cornelia riporta a galla il suo tragico destino. Un’agente della squadra Omicidi, Manuela Pelari, detta Pipa, in realtà compagna di classe che non ha mai dimenticato quella sera maledetta, riapre le indagini e si lascia pervadere dalle vertigini di una realtà infernale, popolata da personaggi marci, sordidi, che vivacchiano tra i bassifondi e i salotti lussuosi della società argentina, dove comprare e vendere le donne rende più del traffico della droga, e la violenza è una chiave che apre tutte le porte. Ma il caso non ha ancora i connotati della definitività grazie anche ad un soggetto singolare, una di quelle invenzioni che solo gli scrittori di talento sanno avere: Antonia Delgado. Antonia è una donnina di Buenos Aires né giovane né vecchia, né brutta né bella, molto intuitiva, che nutre una passione per i necrologi e i funerali. Possiede una sterminata collezione di annunci funebri, dalla loro lettura è in grado di comprendere aspetti riservati e sfumature dello sconosciuto defunto e della sua famiglia, potremmo definirla una “necropsicologa”. Antonia, analizzando alcuni documenti riservati, scopre qualcosa di inquietante. Sarà questa “fattucchiera” che assieme all’agente Pipa scosterà le tende ad un universo sommerso dove il male, la spietatezza, le atrocità – che lasciano tatuaggi non solo nel corpo di un individuo – dilagano spargendo sul suolo della società un sale immondo.

“Ormai non aveva più dubbi. Tutto ciò che era successo nelle ultime ore era direttamente collegato alla sparizione di Cornelia. Per dieci anni, non aveva avuto nessuna notizia significativa, solo qualche chiacchiera di tanto in tanto e vari incubi, odori e frammenti di ricordi”.

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