Intervista a Emanuele Ponturo: “L’uomo isola” ovvero spingersi ogni oltre confine, per amore

Luomo Isola_AVAGLIANO_chronicalibriGiulia Siena
ROMA – Ho già parlato de L’uomo isola, il libro di Emanuele Ponturo pubblicato da Avagliano e arrivato in libreria qualche giorno fa. L’uomo isola ha una storia fatta di attese e incontri – incontri virtuali e poi reali – parole e ricerca. Di senso e di sé. L’uomo isola è una catarsi poetica e, per scoprire a fondo questo libro, ho chiesto all’autore, Emanuele Ponturo, di entrare con noi tra le righe della sua scrittura.

 

Qualche anno fa, nell’intervista per presentare L’odio – Una storia d’amore, ti chiesi quali fossero le tue tre parole preferite. Isola, corpo, notte. Ora quelle parole tornano sotto forma di romanzo: L’uomo isola. Puro caso?
Non è un caso. Ti avevo anticipato un segreto, qualcosa che si muoveva dentro (e intorno) a me, ma che ancora non avevo decifrato a livello razionale, “l’anima” di una storia. Isola, la maledetta, ma anche il luogo in cui approdare e cercare rifugio. Corpo, il corpo della donna matura, e innamorata, ma anche quello della ragazzina sprovveduta. Notte, che tutto avvolge.

Sono trascorsi cinque anni dall’uscita de L’odio – Una storia d’amore;  come è cambiata la tua scrittura in questi anni? (Sempre se è cambiata!)
La scrittura in questo romanzo è cambiata perché è diversa la storia che volevo raccontare. Per farti un esempio, prova a pensare all’aliena Isserley di “Sotto la pelle” di Michel Faber e a Sugar la prostituta del “Petalo cremisi e il bianco”, dello stesso autore. Ecco, sembrerebbero appartenere a scrittori diversi. Ma questo solo a uno sguardo superficiale, perché pur essendo così diversi il linguaggio, la trama e la struttura; il respiro vitale, diciamo “il soffio” che ti tiene inchiodato alla pagina è solo quello che Faber sa darti nelle sue storie.

foto per giulia (1)Veniamo a L’uomo isola; Martina, la protagonista, nello scambio di email con Lorenzo, è Alice, così come si firma alla fine di ogni conversazione. Infatti, tornano spesso, nei tuoi libri, i rimandi letterari alle fiabe o ai grandi classici del genere; ma cosa c’è di fiabesco nelle avventure – tutte contemporanee – di donne e uomini legati dal desiderio e dalla passione, dalla ricerca del proprio senso e del proprio ruolo?
Martina, la protagonista del romanzo fa sì che proprio nel rapporto con Lorenzo riesca a capire e superare le sue insicurezze, che la facevano essere preda vulnerabile di uomini cinici o distratti. Il suo è un percorso di consapevolezza che la renderà libera di scegliere l’uomo da amare. Quando ciò non è possibile non resta che il corpo come unica certezza di se stessi. Ogni fiaba che si rispetti comporta un rischio. Orco o Principe Azzurro.

Lorenzo, invece, è un uomo schivo e solitario, un apparente dominatore che vuole sottomettere la donna. Un uomo forte che cerca davvero la sua farfalla da iniziare alla libertà o solamente un insicuro che si nasconde dietro alla tastiera di un pc?
Prima parlavamo della parola notte, ecco, per capirlo bisognerà aspettare di leggere di quell’ultima notte che legherà i due protagonisti.

Tra i due protagonisti nasce subito un legame forte che va poi alimentandosi attraverso la fantasia, i silenzi e le richieste. Quando la scrittura diventa sensualità?
Il terreno che mi piace indagare è quello delle proiezioni, ecco in una semplice chat o nelle email tra due sconosciuti, quando entrambi si aprono completamente ai propri desideri e bisogni ne esce fuori qualcosa che forse potrebbe chiamarsi “sensualità”, ma che è anche un precipizio verso le ombre.

Un legame forte, certo, che nasconde un passato rito di iniziazione compiuto da Lorenzo con Eleonora, protagonista di un ricordo che corre in parallelo alla storia ed elemento cruciale per le sorti della trama. Come nasce l’intreccio narrativo?
L’intreccio narrativo si snoda intorno alle figure di vittima (Martina) e carnefice (Lorenzo) e al ribaltamento dei ruoli. Il ricordo di Eleonora è il motore che spinge Lorenzo. Ma è anche lo specchio in cui si riflette Martina. Eleonora, che è apparentemente un personaggio secondario, in realtà è fondamentale per questa storia.

Fin dove ci si deve spingere per amore?
Per amore ci si spinge oltre ogni confine. Pensiamo alle bestie, per difendere la propria prole. Pensiamo ai monaci od ai Santi. Pensiamo agli assassini.

Se Emanuele Ponturo fosse un’isola, cosa avrebbe attorno a sé, che tipo di mare?
Sono un’isola battuta dai venti. Crocevia di correnti.

Dove ti aspetti che vada L’uomo isola?
Mi aspetto che vada nelle mani dei lettori, creando legami tra sconosciuti.

Le tre parole che preferisci?
Luna, figlio, verità.

Informazioni su Giulia Siena

Direttore. Per gli amici: il direttore di ChrL. Pugliese del nord, si trasferisce a Roma per seguire i libri e qui rimane occupandosi di organizzazione di eventi e giornalismo declinato in modo culturale e in salsa enogastronomica. Fugge, poi, nella Food Valley dove continua a rincorrere le sue passioni. Per ChrL legge tutto ma, come qualcuno disse: "alle volte soffre un po' di razzismo culturale" perché ama in modo spasmodico il Neorealismo italiano e i libri per ragazzi. Nel 2005 fonda la rubrica di Letteratura di Chronica.it , una "vetrina critica" per la piccola e media editoria. Dopo questa esperienza e il buon successo ottenuto, il 10 novembre 2010 nasce ChronicaLibri, un giornale vero e proprio tutto dedicato ai libri e alle letterature, con occhio particolare all'editoria indipendente. Uno spazio libero da vincoli modaioli, politici e pubblicitari. www.giuliasiena.com
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